mercoledì 26 giugno 2013

Council of Verona - Anteprima

scritto da polloviparo.

C’è una nuova categoria di giochi che ultimamente si sta ritagliando la sua nicchia di mercato.
Qualcuno li ha definiti “microgiochi”, si tratta di quei titoli dalla componentistica minimalista, che prevedono l’utilizzo di solo qualche carta o poco più.
Praticamente la “nemesi” di qualsiasi titolo della Fantasy Flight… ;)
Sono giochi principalmente di bluff, in cui si vanno a rivestire dei ruoli (rappresentati appunto dalle carte).
A voler essere pignoli nuovi andrebbe messo fra virgolette in quanto in verità abbiamo già esempi analoghi in passato, anche se si trattava per lo più di party games, mentre oggi cominciamo a vedere questa categoria riservata ad un numero più ristretto di giocatori.


Andando sui titoli semplici potrei nominare Lupus in Tabula, che offre la possibilità di sedersi allo stesso tavolo fino ad un numero di 24 persone.
Potrei citare “The resistance” di Don Eskridge, oppure potrei anche andare più indietro e nominare “Citadels” di Bruno Faidutti.
Autore che peraltro sta per uscire con un nuovo titolo incasellabile in questa categoria, ossia Mascarade.
Ma potrei anche citare Love Letter o Coup, di cui abbiamo parlato non molto tempo fa.
Tra l’altro, a voler essere pignoli, una qualche analogia fra Coup e Mascarade la si potrebbe leggere, tanto che Faidutti avrebbe dichiarato di non conoscere il titolo in questione.
Comunque sia Coup (per chi se la fosse persa qui la recensione scritta da Federico) rappresenta l’esempio più vicino a questa nuova categoria di giochi, poche carte, grafica minimale, niente segnalini.

Sulla scia del successo di questi giochi, si inserisce The Council of Verona di Michael Esuke, per 2 – 4 giocatori, con una durata prevista di circa 20 minuti.

Anche in questo caso, in quanto a minimalismo direi che ci siamo, contenuto della scatola:

-13 carte
-16 tokens
- regolamento


 Non fatevi ingannare dalla foto sopra perchè mostra del materiale addizionale!

Il gioco sarà distribuito dalla Crash games, che si è avvalsa dell’ormai onnipresente “Kickstarter” (qui il link alla pagina).
Il goal, tra l’altro molto basso vista la mole ridotta di componenti, è già stato ampiamente superato e a questo punto il gioco vedrà sicuramente la luce.
Il prezzo non eccessivo ha sicuramente “invogliato” i giocatori americani che possono portarsi a casa una copia per 12 $, spedizioni incluse.

E’ piacevole notare che nuovamente il bel paese, questa volta con le tinte Veronesi a fare da sfondo, è fonte di ispirazione per game designers di altre parti del mondo.

Ma passiamo ora ad una descrizione sintetica del gioco

Il tema l’avrete capito è incentrato sulla tragedia di Romeo e Giulietta scritta da William Shakespeare e quindi vedrà la contrapposizione fra le famiglie dei Capuleti e dei Montecchi.
I giocatori interpreteranno i ruoli di cittadini Veronesi che dovranno con la propria influenza, agire sulle varie personalità, facendole prendere parte al Consiglio o spingendole all’esilio.

Ogni giocatore avrà i propri segnalini influenza che mostrano un valore, da tenere segreto.
Ad ogni giocatore verrà data una carta in modo casuale, dopodiché si effettuerà una fase di draft in cui ognuno si assicurerà nuove carte.
Il numero totale varierà in funzione del numero di giocatori, ad esempio con quattro giocatori ognuno avrà tre carte.
Anche il numero di segnalini influenza varia in funzione del numero dei giocatori.






Passiamo ora al turno di gioco.

Ogni giocatore potrà:

Giocare una carta, piazzandola nel concilio o nell’area dell’esilio.
Non c’è limite al numero delle carte che possono stare in entrambe le aree.

Utilizzare l’azione della carta giocata (opzionale), direi che questa si spiega da sé.

Piazzare un segnalino a faccia coperta (opzionale), il segnalino andrà piazzato a faccia coperta, su un personaggio con degli slot liberi.

Finito!


 I giocatori si alternano in questo modo e la partita termina quando tutti hanno terminato le carte.
Si verifica quindi quali condizioni presenti sulle carte siano state rispettate.
I personaggi ininfluenti per le “agenda” (condizioni da rispettare) o comunque quelli su cui non sono stati giocati segnalini influenza, sono skippati.
Quelli che invece rispettano le condizioni (e su cui si è giocato) sono conteggiati; si considera il valore del token giocato sommato ai modificatori (positivi o negativi) dello slot.
Il risultato così ottenuto, costituisce i punti segnati dal giocatore proprietario del segnalino.

Il giocatore con più punti vittoria è il vincitore.

Ve l’avevo detto che si spiegava velocemente!

Permettetemi qualche ultima considerazione.

Per meglio comprendere il gioco è bene fare qualche esempio delle carte.
Come potrete immaginare, a parte quelle da influenzare tramite gli appositi slot, hanno principalmente effetti quali spostare altre carte o modificare gli elementi in gioco, in modo da ricondurre le cose a proprio vantaggio:

Prince Escalus: come “agenda” ha la necessità di avere un egual numero di Montecchi e Capuleti o almeno quattro personaggi neutrali nell’area del consiglio.

Mercutio: desidera che ci siano più personaggi in esilio che non nel consiglio.

Nurse: quale confidente di Juliet (Giulietta), spera che le due casate possano trovare la pace e ha quindi l’abilità di muovere personaggi dall’esilio al concilio.

Lord Capulet (Capuleti): Indovinate un po’? Desidera avere più Capuleti che Montecchi nel consiglio…

Lady Capulet: Può “swappare” due segnalini influenza (le donne ovviamente sono sempre quelle che tessono le fila ;) ).

Lord e Lady Montague (Montecchi): funzionano allo stesso modo, ma ovviamente con la necessità di avere la maggioranza di Montecchi e non di Capuleti.

Ed ora il “piatto forte”: Romeo e Giulietta, cosa mai desidereranno…
Esatto! Giulietta necessita semplicemente di stare insieme al suo amato, così come Romeo non desidera altro che stare con la sua desiderata Giulietta!


Ah l'amour l'amour...

Non ho riportato tutti i personaggi, ma dovrebbe essere sufficiente per farvi un’idea del gioco.
Ho trovato molto piacevole come si è cercato di offrire una certa aderenza alla storia raccontata, nelle abilità assegnate ai personaggi.
Per il momento tutto si basa su una semplice lettura del regolamento e non è mia abitudine fare commenti prima di aver provato il gioco.
Devo anche ammettere che questi “micro giochi” non esercitano una particolare attrattiva nei miei confronti.
Generalmente preferisco giochi più impegnativi e lunghetti (sì, mi piace il cinghiale! ;) ), alla pari del mio gruppo di gioco.
Capisco comunque che possano avere il loro target e che con il giusto gruppo di giocatori possano anche risultare divertenti.
Alla fine si tratta di un semplice gioco di maggioranze, con un pizzico di bluff, e qualche azione atta a “mischiare le carte in tavola”; il tutto in una ventina di minuti o poco più.
Mi genera qualche perplessità il numero ridotto di azioni, legato al basso numero di carte giocate, tanto che faccio fatica a capire quanto si possano influenzare i risultati in modo consistente.
Comunque capisco che per rimanere entro i 20 minuti, più di tanto non si possa fare.
A differenza di altri titoli analoghi, questo mi ha colpito per il fatto che trattasse la storia di Romeo e Giulietta e per i disegni, che per alcuni versi, mi hanno ricordato lo stile dei classici della Walt Disney.
Grafica che nella sua essenzialità io trovo molto piacevole, ma credo che molti la troveranno meno gradevole di quella utilizzata ad esempio in Masquerade.

Il gioco presenta accorgimenti per la scalabilità; minore è il numero dei giocatori e più alto sarà il numero delle carte da giocare individualmente.
Come per molti altri giochi analoghi mi da l'idea che in due risulterà più controllabile e gestibile, sebbene i giochi di maggioranze ed influenza in genere siano più appaganti in numero elevato di giocatori.
Mi da anche l'idea che sempre in funzione del numero risicato di mosse, l'ordine di gioco faccia sentire molto il suo peso.
Ripeto al momento sono tutte supposizioni, se avrò modo di provarlo, scriverò qualcosa di più concreto, al momento volevo semplicemente porre il gioco alla vostra attenzione e magari sentire cosa ne pensate.

Coup tutto sommato ha avuto un buon successo, cosa che mi aspetto ripetersi per questo Council of Verona.
La possibilità per noi Europei di averlo, al momento è penalizzata dal costo di spedizione un po’ elevato, anche in rapporto al prezzo complessivo.

Occorrerà quindi probabilmente attendere Essen e che vengano stretti accordi per una distribuzione locale. 

-- Le immagini sono tratte da BGG o dal regolamento. Tutti i diritti sul gioco appartengono all'Autore ed alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

7 commenti:

  1. non capisco il senso di mettere i cerchietti a destra! così quando tieni le carte in mano (a ventaglio) sono tutti coperti. normalmente si mettono a sinistra le cose variabili delle carte. vedi le carte di brugge ad esempio, lì le cose fisse sono a destra mentre le cose variabili a sinistra. con 3 carte no, ma con più carte risulta scomodo giocare! quanto alle regole, mi pare che sia fortemente incontrollabile, soprattutto in 4.

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  2. I cerchietti entrano in gioco solo quando piazzi la carta e ci metti eventualmente il segnalino sopra... Io l'ho preso... vi saprò dire se funziona...

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  3. Bella anteprima, ma sarebbe il caso di mettersi d'accordo su cosa è un microgioco.
    Per dire, "Citadels" con le sue 59 carte, 30 monete e vari segnalini di certo non lo è!
    Su BGG (http://www.boardgamegeek.com/geeklist/153241/item/2523457#item2523457) proponevano di chiamare così "any edition of a game with 20 components or less in a retail package of 20 cubic inches or less", che è opinabile ma pratico.
    Anch'io chiamarei microgame un gioco non astratto con 20/25 carte o tasselli al massimo, e un'eventuale manciata di pezzetti "standard" (tipo i cubetti di Love Letter o i token di questo gioco). Oppure, un po' alla Borges, chiamarei "microgame" qualsiasi gioco che sembra avere troppi pochi materiali per essere un gioco. :)

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    1. Grazie! Riguardo al discorso "microgame" su BGG, ci sono diversi thread in cui si cerca di dare una definizione a questa categoria.
      Oltre al link che tu segnali in cui si propone un elenco di titoli, segnalo anche questo in cui si cerca proprio di dare una definizione:

      http://boardgamegeek.com/thread/928144/what-is-a-microgame-an-attempt-to-reach-a-definiti

      Diciamo che il numero di componenti non è obbligatoriamente un limite, una definizione universalmente riconosciuta non è ancora stata "battezzata".
      Ci si chiede infatti se sia più corretto prendere in esame il numero dei componenti o le dimensioni di "package".
      Per alcuni sarebbe più corretto definire "microgames" a "game that can fit in your pocket", ossia un gioco che può stare nella tua tasca.
      Ora mi rendo conto che Citadels, sia un esempio un po' al limite, anche se tolta la scatola di dimensioni esagerate, nella tasca ci entra! ;)
      Comunque sia Citadels, sebbene con qualche carta in più, alla fine rimane sempre uno di quei giochi di carte con i ruoli, se ci pensi non troppo distante da quelli proposti oggi.
      Ovviamente Coup, Love letter e questo Council of Verona, rendono meglio il concetto di "micro", ma penso che un'interpretazione più estensiva ci possa stare.
      Trovo più consono il concetto dello "stare nella tasca".
      Se le carte invece di 20 o 25 sono 50, non fa troppa differenza.
      Poi se mi dici un gioco come 7wonders o Dominion, ecco che le carte cominciano ad essere un po' troppe per stare nella tasca... :)
      Di contro, potrebbe innescarsi il discorso che a questo punto qualsiasi gioco di carte sia un microgame, anche un mazzo di carte da briscola.
      Si cerca probabilmente di legare il discorso alla quantità di materiali, leggendovi una sfida per il creatore del gioco che deve costruire un titolo con pochissime risorse.
      A questo punto cosa è microgioco e cosa no?
      Lo Yahtzee è un microgioco perchè usa pochi dadi ed il perudo no perchè ne utilizza di più?
      Oppure microgioco è un gioco dal regolamento estremamente sintetico, che si spiega in 5 minuti?
      O ancora microgame, potrebbe essere un gioco che si gioca entro un tempo molto ristretto, tipo 15 o 20 minuti, tanto da non poter essere nemmeno definito filler!
      Ecco che le prospettive variano un'altra volta.
      Penso che il dibattito sia ancora ampio e stimolante.
      Comunque sia questo Council of Verona direi che indiscutibilmente appartiene alla categoria: sta in una tasca, ha pochi componenti, si gioca in venti minuti e si spiega in meno di cinque!
      L'unica cosa che mi chiedo è che con tutto questo "micro", che sia il regolamento, che siano le dimensioni, il numero di componenti o il tempo di gioco ad essere striminziti, spero che lo stesso non si possa dire per il divertimento.
      Un gioco di maggioranze da fare in 15 minuti? Mah... io tendenzialmente preferisco investire un po' di tempo in più e fare altro, d'altronde l'ho già ammesso... mi piace il cinghiale! :)

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    2. Stavo ulteriormente pensando al "minimalismo" dei microgiochi.
      Abbiamo parlato di numero di componenti, tempo di gioco, dimensioni della scatola, ma in alcuni esempi recenti, c'è anche il minimalismo legato alla componente estetica (o grafica se preferite).
      Questa potrebbe essere un'altra variabile a fare da discriminante, Mascarade sicuramente è molto ricco e presenta delle illustrazioni stupende, mentre Coup e Council of Verona una grafica più minimalista, quasi dei bozzetti.
      Voi cosa dite?

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  4. Thank you for taking the time to write up a review of Council of Verona!

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    1. Don't mention it. It was my pleasure! :)

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