lunedì 15 luglio 2013

Essen 2013 e dintorni (III)

scritto da Fabio (Pinco11)

Nuovo giro ... nuovo regalo, così gridavano ai Luna Park di una volta: da noi manca il regalo, ma il giro gratis tra le novità ve lo facciamo fare lo stesso ... ;)
Partiamo questa volta da un editore lusitano che propone un titolo di quelli potenzialmente tostini, per procedere poi con continui cambi di destinazione e genere.

Mesaboardgames

L'editore portoghese animato da Gil d'Orey propone quest'anno, oltre ad una riedizione di Caravelas, gioco di esplorazione che dovrebbe contenere nuove regole, più immediate, per il movimento delle navi, anche un altro titolo sempre ad ambientazione "marittima", ossia Panamax. Il titolo del gioco, ideato, oltre che Gil, anche dalla coppia Sentieiro e Soledade, si ispira allo standard dimensionale delle navi idonee al passaggio nello stretto di Panama ed esso, dichiaratamente indirizzato ai gamers, si propone come fruibile in un'oretta e mezzo da 2-4 giocatori.


Tra le meccaniche di gioco vi è l'uso di dadi, che sono contenuti in gran quantità e prelevabili, nel compiere le azioni, da riserve comune (come fossero materiali) e si incoraggia la speculazione sulla variazione dei prezzi di ipotetiche merci. 
Vi è poi la scelta di personaggi, la presenza di numerose tessere nave o spedizione e così via, per cui si preannunzia come giochillo irsuto il giusto, che dovrebbe attrarre più di un'attenzione alla fiera. Per noi è già entrato tra quelli da tenere d'occhio, per cui vi segnalo anche la sua pagina facebook, per controllarne gli sviluppi ;)

Sit Down!
L'editore belga nato da una costola della rivista in lingua francese Plato, dopo i precedenti Wiracoqua e Karnag, propone a sua volta un bel gestionalino, dedicato al mondo della escavazione di minerali e risorse varie. Rockwell, ideato dall'esordiente Bruno Crepeault, ha ottenuto il finanziamento nell'apposito progetto kickstarter , presenta un interessante tabellone rotondo, a rappresentazione della terra, nel quale sono ricavate innumerevoli sezioni, destinate ad essere esplorate dai giocatori. Vi è la necessità, all'inizio di ogni turno, di selezionare l'utilizzo dei trippoli a propria disposizione tra le varie azioni disponibili e tra le dinamiche vi è la possibilità (anzi, probabilmente la necessità) di collaborare nella perforazione delle varie aree, dividendosi poi i risultati dei propri sforzi. A livello di interazione è menzionata pure la possibilità di corrompere team di escavazione presenti sulla mappa, mentre a rendere via lo sviluppo della partita ci sono diversi obiettivi a disposizione.
Come potrete percepire dall'immagine a lato, tratta dalla pagina kickstarter, il materiale a disposizione è a parecchio, per cui si capisce come il progetto abbia attratto sufficienti finanziatori. Per chi desiderasse approfondire, ecco il link al manuale!

Portal
Andiamo in Polonia, per parlare, stavolta rapidamente, di Theseus, the dark Orbit, ideato da Michal Oracz, gioco che si propone di catapultare da 2 a 4 giocatori in una ambientazione di fantascienza, all'interno della classicissima stazione spaziale nello spazio profondo, all'interno della quale si muovono ben cinque fazioni, ovvero i marines, gli scienziati, gli alieni, la razza grigia ed una misteriosa quinta fazione. Ognuno muoverà i propri omini/trippoli nelle varie stanze, attivandone così gli effetti, con conseguenze sia sui propri seguaci che su quelli altrui.
La mappa promette di essere componibile in modo diverso da partita a partita ed ogni fazione gode di un proprio mazzo di carte, con effetti speciali: è possibile anche porre in essere sfide 2 contro 2, per cui di carne al fuoco pare essercene, per un titolino che promette di scorrere in tre quarti d'ora a partita ... ;)

Spielworxx

Lo scorso anno l'editore si era fatto in qualche modo notare, durante la fiera di Essen, per il suo Ruhrschiffart, per cui quest'anno li sto tenendo d'occhio maggiormente. Galvanizzato dall'attenzione ricevuta, il piccolo editore tedesco pare volersi ingrandire, perchè sono ben tre i titoli di sua edizione dei quali si parla. Il primo è già una sicurezza, perchè Colonialism (idato da Scott Leibbrandt)  è stato proposto e finanziato attraverso in progetto kickstarter avviato grazie alla collaborazione della onnipresente Queen Games. Da 2 a 4 giocatori si calano qui nei panni di altrettante non meglio identificate potenze coloniali, in una lotta per il controllo di diverse aree da colonizzare. 
Vi è la necessità di utilizzare con cautela la propria influenza, che si ottiene attraverso apposite carte, inviando le proprie navi ad esplorare nuovi territori, il tutto al fine di assicurarsi il più continuativo accesso alle risorse offerte dalla mappa.

Al fianco del primo titolo abbiamo poi un'accoppiata di titoli presi dal concorso Hippodice, ovvero un gestionale per 2-4 giocatori di on'oretta a partita, ambientato all'evo dell'antica Grecia, ideato dal sinora noto come grafico Harald Lieske. Poco si sa per ora, aldilà del titolo, Agora, della sua natura di 'piazzamento lavoratori'.

Da ultimo c'è poi un titolo che ha vinto nel 2012 il premio (hippodice) per il miglior gioco full lenght, ossia Kohle & Kolonie, di Thomas Spitzer, per 3-5 giocatori, con tempo medio da 150 minuti in su.
Ci ritroviamo qui nel mondo minerario, con i partecipanti intenti a mantenere in attività le proprie attività, investendo se possibile un poco anche in sicurezza, modernizzando, competendo in aste per aprire nuove concessioni e così via. 
L'immagine a lato (tratta da BGG, postata da r.a.vinck) dovrebbe dare l'idea della complessità del tutto, considerando la quantità di materiali, non solo sulla mappa, ma anche sulle schede giocatore, che girano.

10 commenti:

  1. Posso esultare (e soprattutto far esultare il portafoglio) dicendo che non c'è quasi nessun titolo che mi attiri, quest'anno?
    tanto poi lo so già che comprerò lo stesso...
    Agzaroth

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    1. E' ancora presto, caro mio: SO che non appena cominceranno a trapelare maggiori info e regolamenti inizierai a sbavare come un mastino ;)

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    2. Pensa un pò invece che io stò sbavando in giro su quasi tutto, quando credevo invece questo anno di potermi dedicare solo all'acquisto di vecchi pezzi mancanti alla collezione.
      Invece le preview che trapelano anche su BGG mi sembrano molto interessanti.

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  2. si sa qualcosa in più delle meccaniche di Theseus?

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    1. Se vuoi rispolverare il tuo polacco, l'autore ha messo online un video nel quale spiega il gioco ;)
      Lo trovi qui: http://www.boardgamegeek.com/video/31382/theseus-the-dark-orbit/boardgames-factory-odcinek-41-5-tezeusz

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  3. Non si sa ancora niente di Nations?

    E' da quando avete scritto l'elenco dei personaggi presenti che sto sbavando!

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    1. Sui titoli interessanti o meno, ancora non me la sento di sbilanciarmi, aspetto qualche informazione in più.
      Comunque questo Nations è attualmente il titolo che mi ispira maggiormente.
      Da quando ho scritto l'anteprima è stata aggiunta qualche ulteriore nota sullo sviluppo, ma ancora niente per quanto riguarda regolamento, grafica definitiva, data di pubblicazione, prezzo, ecc...
      Io monitoro costantemente la pagina su BGG, quindi quando ci saranno novità significative sarò a condividerle qui con voi!

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  4. Io che sono un grande fan dei gestionali con dadi (leggi Troyes e Alien Frontier)non vedo l'ora di conoscere qualcoa in più su PANAMAX!!
    Per inciso anch'io sto facendo a me stesso una preventiva opera di convincimento a non tornare dalla prossima Essen con la valigia piena!

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  5. poldeold, se ti piacciono i gestionali coi dadi allora castelli della borgogna e bora bora dovrebbero esserti più graditi di troyes e alien frontiers....come mai citi questi ultimi due anziché i gestionali di feld? =)

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    1. Hai indicato 2 bellissimi giochi (soprattutto Burgund lo abbiamo consumato!!).
      In generale devo ammettere che, a differenza di qualche anno fa, ho sviluppato delle preferenze per tutti quei giochi in cui i dadi vengono "gestiti".
      Bora Bora (giocate proprio ultimamente 2 partite perse una di 4 e una di 1 punto, argh!!!) lo trovo veramente profondo, molto vario e con strategie che si equivalgono.
      Burgund (come ho detto lo abbiamo stragiocato) ha un approccio rapido (a parte forse il set up) e si può giocare addirittura quasi come un "gioco della staffa" (non sto parlando di filler ma di un gioco che abbina rapidità e profondità al punto giusto).

      Morale della favola: seguo con più attenzione e curiosità le nuove proposte di Feld (che annovero ormai tra i mei autori preferiti) e i due giochi di cui sopra sono tra quelli che gioco ultimamente molto volentieri.

      Detto ciò (lunga premessa), perché Troyes e Alien Frontier?

      Perché mi piacciono di più sia per l'ambientazione fantascientifica e medioevale (presente anche in Burgund per la verità ma meno sentita che in Troyes), ma soprattutto per il tipo di uso dei dadi.

      Le meccaniche su cui si basano sono veramente accattivanti. Non solo, la mia opinione è che l'uso dei dadi in Troyes e AF stia alla base dei due giochi più che nei giochi di Feld dove la strategia la si costruisce su altro e i dadi sono al servizo di questa strategia. In Troyes e in AF invece l'uso dei dadi mi sembra più tattico.

      Per la verità sono tutte mie impressioni che però fan si che se dovessi consigliare dei giochi di gestione dadi farei in primis questi 2 esempi senza però dimenticare che Feld ha esplorato questo mondo in modo molto interessante.

      Ciau
      Poldeold

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