lunedì 12 agosto 2013

[boardgames world] - The Doom that came to Kickstarter

scritto da Fabio (Pinco11)

Ok, è successo!
Abbiamo il primo caso ufficiale (per quanto io ne sappia) di progetto Kickstarter (almeno di un certo peso economico) dichiaratamente fallito!
Il titolo dell'articolo gioca sul nome del gioco interessato dalla notizia, ovvero The Doom that came to Atlantic City, un gioco da tavolo (ideato dal trio Moyer, Baker e Komoda) che aveva concluso nel giugno del 2012 la sua fase di raccolta fondi incassando la bellezza di 122.874 dollarozzi, a fronte di una richiesta per avviare il progetto di 'soli' 35.000 dollari.
L'editore (Forking Path) era alla sua prima esperienza ed il gioco prometteva di essere un curioso incrocio tra il Monopoli (si, avete letto bene, proprio quello: del resto basta vedere il tabellone che era proposto) e l'ambientazione mostresca tipica dell'universo Cthulhu.


Come gli autori si proponessero di mescolare le due cose lo potrete leggere nei dettagli sulla pagina del progetto e come un'idea (ai miei occhi) così strampalata possa aver raccolto tutti quei soldi è per me ignoto (posso solo pensare al solito effetto attrattivo esercitato dalle miniature sui frequentatori di kickstarter), ma la cosa che conta è che, dopo mesi e mesi di rinvii e di promesse, alla fine, il 23 luglio 2013, il promotore dell'iniziativa, Erik Chevalier, ha pubblicato un aggiornamento nel quale ha ammesso che il progetto è del tutto fallito e nessuno riceverà mai la sua scatola del gioco.

Il messaggio, ondeggiando tra il cospargersi il capo di cenere ed il promettere di 'cercare' in futuro di rimborsare i finanziatori, cerca di spiegare come siano stati commessi tutti i possibili errori concepibili, dilapidando di fatto i soldi incassati senza alcun frutto e senza, soprattutto, essere più in grado di produrre alcunchè. Ad esso hanno fatto seguito solo 165 commenti, nei quali (ne ho letti alcuni a campione ...) i simpatici 'acquirenti' del gioco si sono alternati nel minacciare allegramente azioni legali, alzare più o meno la voce insultando l'allegro 'pacconaro' e/o (devo ammettere che non me lo aspettavo) mostrare un sorprendente self control nel dire che 'è un rischio che, comprando su kickstarter' ci si assume.

La parte delle minacce in particolare sembra aver avuto un effetto, visto che Chevalier si è affrettato ad aggiungere (dopo un altro paio di centinaia di commenti sulla pagina kickstarter e non quante mail) di aver preso contatto con il dipartimento di Giustizia dell'Oregon, al quale era stato denunciato per possibile frode, fornendo le sue giustificazioni sulla propria buona fede e di aver iniziato a rimborsare il finanziatore più forte della campagna, un simpatico pazzo che aveva sborsato 2500 dollari per avere una copia speciale del gioco, oltre ad un pomeriggio dedicato a lui dagli autori (manco fossero Pamela Anderson e/o la Bellucci e/o chi volete voi).

Mi fermo qui nel parlare specificamente del caso in questione, ma la notizia da il classico la ad un breve ragionamento sulla potenzialità - pacco che la partecipazione a Kickstarter contiene in se
Mi risponderete che il pacco è sempre dietro l'angolo, o meglio dentro la scatola di ogni gioco che si possa acquistare, ma io vi a quel punto replicherò dicendo che, per chi abbia tempo e/o voglia, in giro per la rete, per i giochi editi e venduti normalmente, ci sono spesso un sacco di persone che, una volta giocato, ne parlano e lo spiegano, dando le proprie impressioni, per cui i rischi di prendere qualcosa di inadatto o assolutamente ingiocabile sono relativi, così come sono inesistenti quelli di acquistare, come è accaduto per gli sventurati che han partecipato a stò progetto, una scatola del tutto vuota ...
  
A prescindere dalla scelta, a mio avviso non troppo smart, compiuta da Chevalier di annullare seccamente il progetto, egli avrebbe potuto benissimo limitarsi a produrre le statuine promesse ed a stampare un orrendo gioco 'alla cineseria', con tabellone in cartoncino sottile e soldi in carta, di quelli che costano da 1 a 2 dollari e mandare poi quello. La fregatura sarebbe stata ancora più evidente, ma non credo che nessuno avrebbe potuto poi fargli causa per aver prodotto qualcosa di al di sotto delle aspettative.
In sostanza, se mandava un vero e proprio 'pacco', invece di aria, non credo che legalmente avrebbe avuto granchè da temere (salvo dal tizio dei 2500 dollari, forse ...).

Comunque, da qui la community di BGG è partita ed è stata già messa su una lista di titoli 'controversi o fraudolenti' usciti su kickstarter, ossia di gente che ha in qualche modo tirato pacchi (o che minaccia di farlo) in relazione a progetti usciti sulla nota piattaforma di crowdfunding e/o su sue similari.
Tra di essi, oltre una trentina, indicati per vari motivi (in alcuni casi ci si duole proprio della mancata uscita del prodotto, in altri di enormi ritardi, in altri ancora di consegne solo parziali del promesso e così via), abbiamo titoli (o nomi) in qualche modo noti, come Alien Frontiers - Aurora, Massilia e Vanuatu, Tomorrow, Fallen City of Karez, Queen Games.

Bottom line? 
Premesso che l'idea alla base del crowdfunding è buona, notizie come quella di cui abbiam parlato oggi mi convincono sempre più sulla opportunità di tenermene alla larga per quanto riguardo il boardgaming. 
Già esce un sacco di roba e si fa fatica a vederla tutta, per cui non ho motivo di buttarmi alla cieca nell'acquisto di cose che ancora non sono nemmeno pronte per essere stampate. Credo che si qualcosa di molto simile al comprare un gioco dopo aver visto (e non provato) sul tavolo una copia di playtesting, pagando oggi per avere il gioco se e quando sarà prodotto. A questo punto, visto che nel frattempo ne usciranno altri mille, preferisco attendere.
Chiaramente questi sono i miei proverbiali two cents e sono pronto a discuterne ... ;)

p.s. aggiungo che in questi giorni gli autori del gioco si sono mossi e sembra che abbiano raggiunto una sorta di accordo con un editore (Catalyst?) che produrrebbe il Doom that came to Atlantic City, fornendone una copia gratis a chi aveva sostenuto il progetto kickstarter. La cosa è ancora in fieri, così come la distribuzione di una versione print and play del gioco, però attesta come lo spirito dei sostenitori di kickstarter sia forte (cosa che la lettura di diversi commenti 'comprensivi' riguardo alle disavventure di Chevalier già dimostrava). 

Il re non sembra essere ancora morto ... ;)


--- Le immagini sono tratte dalla pagina kickstarter del progetto di cui si discute ed i relativi diritti appartengono agli autori del gioco --

10 commenti:

  1. Mah! Pagare in anticipo mesi prima può essere un rischio sia su KS sia su un "carrello" qualsiasi. A me KS piace e sono tra i backers di Tomorrow che compare in quella lista non per un rischio "bidone" (sarà già in consegna a GenCon), ma per il suo tema che in molti hanno criticato.

    RispondiElimina
  2. Concordo pienamente con Fabio, faccio gia' fatica ha provare tanti giochi "regolari" che non vedo il motivo per cui dovrei spendere risorse x qualcosa di non tangibile, di metafisico.
    Antonio

    RispondiElimina
  3. Io dico solo una cosa: hanno investito in MONOPOLI? Ben gli sta! :)
    a parte gli scherzi, sono hacker per ora solo di 2 giochi, entrambe però di autori validi e seri e non alla prima esperienza. In questi due casi limitati mi sono trovato molto bene.
    Kickstarter è comunque un prodotto finanziario e come tale ha dei rischi impliciti.
    Agzaroth

    RispondiElimina
    Risposte
    1. *backer(maledetto correttore automatico...)
      Agz

      Elimina
  4. Non sono d'accordo assolutamente, Kickstarter e' come ebay, uno strumento che DEVE essere conosciuto bene per poterlo usare, dopo un po' si fa esperienza e si capisce meglio come funziona e di quali progetti fidarsi o meno. Inoltre e' un mezzo che permette a molti produttori anche famosi di poter produrre giochi che altrimenti richiederebbero anni per fondi etc., invece cosi' si ha la possibilita' di vederli realizzati in tempi umani (P500 ciao ciao). Ma potrei aggiungere un sacco di altri esempi di KS decisamente convenienti e che permettono di realizzare il gioco, cosa che potrebbe non succedere mai e NON E' ASSOLUTAMENTE DETTO CHE UN GIOCO RECENSITO E ACCLAMATO CI PIACCIA: ma quante volte abbiamo preso delle fregature con giochi ultra blasonati che poi abbiamo provato ed erano schifezze e abbiamo rivenduto subito, quindi puo' essere una indicazione, ma non e' una garanzia!
    A me sembra che ogni tanto vi comportiate un po' con la puzza sotto il naso dall'alto della vostra conoscenza dei boardgame che per anni si sono acquistati al negozietto dopo 2 chiacchiere con il venditore, ma ci sono anche delle evoluzioni nelle cose spesso figlie delle situazioni economiche contingenti quindi non c'e' da demonizzare o fare proclami di gioia perche' finalmente qualche progetto KS e' fallito con toni da proclamo imperiale e del tipo " ve lo avevo detto!!", invece sarebbe utile scrivere articoli dove si descrivono KS di successo e quelli meno in modo da far crescere le consapevolezze, ma intanto dovete partecipare a qualche KS (piu' di uno possibilmente), ce la farete a uscire dal bigottismo e guardare oltre?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti dirò che se scorri un po' nel blog troverai un sacco di articoli che abbiamo dedicato nel tempo, io per primo, a diversi progetti di kickstarter e fratelli, sia legati a giochi, che ad accessori come dadi e via dicendo. A livello di informazione quindi abbiamo scelto di mantenerci equilibrati, cercando di soppesarne pro e contro.
      Del bene e/o del male di kickstarter ancora abbiamo parlato, anche in una puntata del podcast e riconosciuto che è partito da ottimi presupposti e che sta vivendo anche qualche 'disavventura' legata al fatto che, visto che il treno corre, ci sta salendo su parecchia gente che forse non doveva prenderlo ... Da qui dico che un po' di attenzione è consigliata e che, per certi tipi di progetto (vedi grandi case che vogliono finanziare ristampe o roba del genere) mi sembra che si snaturi un poco la natura dell'iniziativa, così come lo si fa quando si chiedono prezzi in linea con produzioni standard. Poi, come ho sottolineato, personalmente ora come ora sono poco convinto, ma sono apertissimo a chi la pensa diversamente ;)

      Elimina
  5. KS è un'opportunità che viene offerta e come tale deve essere considerata. E' qualcosa in più e non in meno, quindi io ne ho un'impressione assolutamente positiva sotto tutti i punti di vista, sia quello del "finanziatore" che quello del potenziale "finanziato". Moltissime persone hanno delle idee nel cassetto che non trovano sbocco sul mercato e grazie a KS hanno la possibilità di realizzarle, molte piccole imprese possono accedere a un finanziamento senza dover ricorrere a una banca, molte imprese meno piccole possono utilizzare KS come strumento di prevendita di una novità, insomma mi pare che i benefici superino di gran lunga le possibili fregature, che certamente non mancano e non mancheranno. Il fatto che gli italiani siano particolarmente diffidenti nei confronti di questo genere di cose credo rientri nella logica conservatrice che è tipica del nostro Paese (basti pensare alla scarsa diffusione, rispetto a molti altre nazioni, delle carte di credito e del commercio online).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne valuto anche il potenziale impatto sul mondo dei boardgames in senso assoluto ed ho paura che possa deviare parte delle risorse (che già non è che siano esagerate) degli acquirenti verso un tipo di produzione che è potenzialmente meno valida di quella tradizionale (se ti prendi dei rischi sul successo del gioco dovresti stare più attento alla sua qualità finale, rispetto a chi produce già finanziato). Sul fatto che il sistema del crowdfunding abbia anche i suoi pro, comunque, non obietto.

      Elimina
  6. KS mi piace, mi piace meno la deriva che stanno prendendo molti dei progetti presentati, che ammiccano palesemente (come del resto non farlo) alla fetta che più offre nei progetti, il compulsivo degli acquisti online e l'amante del feticcio "extra esclusivo";
    la conseguenza è un insieme di "giochi" senza regolamento presentato addirittura fino alla fine della raccolta dei fondi e che naturalmente centrano il target prefissato di finanziamento, questo tipo di follia mi respinge dal prendere in considerazione il sito, oltre alle spese alte tra spedizioni e dogana che si devono affrontare e che rendono per un italiano quasi mai "conveniente" l'acquisto di un gioco.

    RispondiElimina