domenica 13 ottobre 2013

[Mi ritorna in mente]: I POG (?!)

Il primo Pog non si scorda mai, scritto da Mara Ferrari


[Fab: ho ricevuto un contatto via mailda un amico che mi chiedeva se ero interessato ad ospitare sul blog un articolo dedicato ai 'POG', spiegandomi che una sua amica era espertissima del settore. Incuriosito dalla mia totale assenza di conoscenza sulla cosa, mi sono catapultato a contattarla, scoprendo finalmente che sono 'sti pog ... Se interessa anche a voi colmare questa intollerabile lacuna nella vostra conoscenza, potete continuare a leggere ... ;)]

Ricordate i Pog oppure sapete cos’è un Pog ?”. 
E’ un dischetto di cartoncino, 4 cm di diametro, decorato sulla parte frontale. Sul retro, sempre uguale, è stampigliato il numero di serie: i POG si collezionano, quelli glitterati i più rari e ambiti. 
Di solito si trovavano in edicola, sottoforma di bustine, che ne contengono sei, più un “kini”, una fiche in plastica dura (“Kini”, in hawaiano, significa “re” - l’inglese “king”: i Pog, infatti, discendono da un gioco nato alle Hawaii negli anni Trenta). 
All’epoca gli abitanti di Maui utilizzavano i tappi di cartone delle bottiglie di latte, i milkcaps. In seguito, la ditta di latticini “Haleakala Dairy” applicò tale sistema di chiusura anche ai succhi di frutta “Passion, Orange, Guava”, da cui l'acronimo “POG”. 

Per giocare con i pog, occorre girarli tutti sul retro, a formare un cilindro compatto. Scopo del gioco è rovesciarne il più possibile dalla parte opposta, grazie al kini che deve essere premuto sui margini dei pog per farli alzare e saltare. Chi riesce nell'intento, diventa possessore di tutti quelli rovesciati. Quanta adrenalina quando il pog più ghiotto inizia a roteare, prima di esibire la bramata vignetta ! 

Quasi tutti i pog raffigurano “Pogman”, un buffo yeti, molto peloso e con un largo sorriso, in vari frangenti: in giro per il mondo sui monumenti più famosi, mentre svolge ogni tipo di lavoro, in diversi sport e nella Preistoria. 
A proposito di preistoria, come non citare il bizzarro “Jurassic Pog”, una parodia del coevo “Jurassic Park” ?! -Vent'anni fa, non era affatto strano andare in giro con tubi pieni di pog ai passanti dei jeans… Li portavamo ovunque, perfino a Messa per scambiarli durante le omelie ! 
Avendo otto anni nel 1994, lo “tsunami” dei pog mi ha investito in pieno: li consideravo delle medaglie al valore da sudare in gare e tornei ! 
Perdendone molti, i miei genitori erano sempre in edicola a fare rifornimento…-. 
Oggi, a vent'anni dalla prima serie italiana prodotta da “Avimage” li ho raccolti in un cartaceo “pogpourri” di vignette, nonsense e vari aneddoti: alcuni dischetti sono stati ritoccati al pc e non manca qualche pog d’oltreoceano. 

Ogni pog l'ho scelto in modo accurato: ad esempio, se si parla di luna, si trova un Pogman alle prese con l'allunaggio o, se si parla di tennis, il buffo yeti che ostenta la Coppa Davis… L'hawaiano saluto “Aloha”, molto frequente nei pog, è diventato un italico, ma altrettanto euforico “Tralallallero”, titolo del ricettacolo di delizie. 
Esso, per dimensioni, risulta anche un mirabile esempio di cartotecnica artigianale: 870 pagine in formato A6, una specie di bibbia miniaturizzata, tutta a colori. 
La tiratura è ultralimitata, solo 50 copie numerate, una chicca da collezionisti. In allegato a ogni libello, un kit di 6 vintage pog, più un kini per (ri)giocare subito con i mitici dischetti ! 
L’“operazione nostalgia” è già partita, anche se il calendario segna ancora 2013. Nel frattempo, la GPA (Global Pog Association), cui verrà elargito un “Tralallallero” speciale, si starà inventando il modo di riportare in auge un gioco che, di tecnologico, non ha nulla… Ma che potrebbe ugualmente stregare i ragazzini di oggi: a loro l’ardua “pogsentenza” !

[Fab: Bene, giunti a questo punto chiedo alla nostra ospite di presentarsi al pubblico dei lettori. Per cui ecco la domanda, ossia: "Chi è Mara Ferrari?"] 

Mara Ferrari, è una collezionista di settore ed ha da poco pubblicato, con Maremmi Editori, il libro “Le nozze di Nicknameri” che annovera passatempi (come il gioco dei Pog), filastrocche e tantissime collezioni, dal sapore vintage. 

Ha anche gestito, dal 2008 al 2011, un negozio di scambi in centro città, ad Alessandria, che aveva lo scopo di festeggiare l’anniversario delle collezioni più amate.
Per hobby, scrive articoli su testate e riviste locali (il quadrimestrale dell’Informagiovani di Alessandria), anche nazionali (l’“Impiccione viaggiatore”, Simpson Comics) e gestisce, con dei volontari, il neonato ritrovo culturale “Book Surfing Alessandria”, una specie di book crossing, dove ha già portato alcuni “Tralallallero”, fra cui quello per la GPA.

[Fab: Grazie alla nostra esperta di pog ed un grazie sia a lei per questa divagazione nel collezionismo di nicchia ed ai lettori per averci seguito sin qui .. ;)]

2 commenti:

  1. Bel articolo, anche se ero troppo piccolo per capire il gioco dei Pog all'epoca. Ma ne ho ancora alcuni in un cassetto come ricordo. :)

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  2. Leggendo le tue righe, mi è venuta in mente mia cugina che, quando nel lontano 1997, dall'Australia, ci venne a trovare qui in Alessandria, aveva circa 7-8 anni.. io ne avevo 11 e mi ricordo che, anche nella lontanissima Australia, già li conoscevano.. Ricordo che insieme passammo intere giornate a farli girare e a scambiarceli... bei tempi, li ricordo con un pizzico di nostalgia...
    Lei, anche se era piccola, era già molto esperta.. aveva complicato il gioco scrivendo regole tutte sue (del tipo che il pog per diventare il mio, non doveva superare le 4 rotazioni prima di cadere al contrario...). Insomma, anche se era un gioco concettualmente semplice, offriva ampi margini di introduzione di nuove regole e vincoli...
    Devo ringraziarti per avermi dato modo di ricordare momenti lontani e, seppur brevi, molto intensi.. Forse, nella nostra giovane età, non ci rendavamo conto di vivere in un'epoca esplosiva, sia dal punto di vista della società che dal punto di vista della metamorfosi del concetto di gioco, come forma di aggregazione anche culturali, qualcosa che faceva da fenomeno di crossover tra generazioni lontane anche 9 fusi orari.. Era l'alba dei giochi di ruolo per pc, degli arcade, di un'informatica che, a livello di intelligenza artificiale era agli albori, ma che dal punto di vista grafico, per le risorse e per la potenza computazionale di allora, era già parecchio avanti.. si aveva la consapevolezza di aver messo le basi per uno sviluppo tecnologico e grafico che, da li a pochissimi anni, sarebbe esploso...

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