venerdì 11 ottobre 2013

Recensione: Mascarade

scritto da Bernapapà

Il noto autore francese Bruno Faidutti, ideatore del fortunatissimo Citadels (qui la recensione), e di altri successi quali Il Mistero dell'Abbazia (qui la mia recensione), Isla Dorada, Warrior Knights ed altri, si è cimentato quest'anno in questo nuovo gioco di carte: Marcarade, edito dalla Repos Productio e distribuito da noi da Asterion, da 2 a 13 giocatori, indipendente dalla lingua, gioco basato su meccaniche di bluff associate a identificazione di personaggi con poteri variabili. Una sorta di Citadels, appunto, ma senza la costruzione della città e di durata decisamente inferiore. in pratica un filler che ha dalla sua la rapidità di esecuzione del gioco, e la possibilità di giocare  con un numero decisamente alto di partecipanti. L'atmosfera proposta è legata alla presenza dei vari personaggi collocati in un fantomatico medioevo un po' fantasy, dove sarà possibile scambiarsi le identità per raggiungere l'obbiettivo della ricchezza, ma con la possibilità di smascherare chi avrà bluffato dichiarando di essere chi non è...

I materiali

Come dicevo, tutto il gioco si basa sulle carte: ne sono previste 13 (più una vuota per inventarsi un nuovo personaggio): ogni carta rappresenta un differente personaggio, rappresentato da un bellissimo disegno e da un nome (unica parte in lingua), con il simbolo del potere del personaggio. Fanno seguito le monete cartonate nei tagli da 1,5 e 10, una piccola plancia rappresentante il tribunale, 13 talloncini (più uno vuoto) per identificare quali personaggi sono attivi nella mano attuale e alcune schede riassunto (in lingua) con le descrizioni delle caratteristiche dei personaggi.
Tutti i materiali sono di ottima qualità: i disegni sono molto evocativi e pregevoli: ottimo lavoro dell'illustratore Jérémy Masson; le dimensioni delle carte sono notevoli (Dixit-like), abbastanza robuste, ma per un uso prolungato, per non svelare le identità, sono raccomandate le bustine.

Le regole

Scopo del gioco è accumulare 13 monete d'oro, partendo da una dotazione iniziale di 6 monete: le monete possedute dai giocatori devono rimanere sempre visibili. Le monete restanti saranno posizionate al centro del tavolo nella "banca". Ad ogni giocatore viene distribuita una carta personaggio, che ognuno guarda: se si gioca in meno di 6 giocatori, si gioca comunque con almeno 6 personaggi, e le carte non distribuite vanno a poste scoperte sul tavolo (vengono girate quando tutti hanno avuto la possibilità di memorizzarle). Vengono quindi selezionati i talloncini corrispondenti ai personaggi presenti, e si posizionano accanto al tribunale. Si parte quindi dal giocatore iniziale (il più giovane) e si segue in senso orario. Ad ogni turno il giocatore può effettuare una di queste tre azioni: guardare in segreto la propria carta; scambiare (o fingere di farlo) la propria carta con quella di un altro giocatore (o con una carta sul tavolo), senza guardarle; dichiarare di essere un personaggio. La dichiarazione del personaggio può essere contestata da chiunque ritenga di essere lui il personaggio dichiarato.
Se nessuno contesta la dichiarazione, il giocatore di turno, senza mostrare la propria identità (quindi potrebbe aver bluffato), effettua l'azione del personaggio dichiarato; se qualcuno contesta la dichiarazione, si svelano le identità del giocatore di turno e dei dichiaranti: chi ha dichiarato il falso (che sia il giocatore di turno o un contestatore non importa) deve restituire una moneta al tribunale; chi invece ha la carta del personaggio dichiarata (non è detto però che venga fuori), effettua l'azione del personaggio dichiarato; in caso di contestazione, il turno successivo del giocatore di turno e dei contestatori (ossia di chi ha rivelato la propria identità) deve obbligatoriamente essere un'azione scambio (o presunto tale) di carte. Per non facilitare troppo il gioco, anche i primi 4 turni di gioco prevedono obbligatoriamente l'azione scambio (o presunto tale) di carte. Ovviamente il gioco si basa sulle possibili azioni effettuabili dai personaggi, che verranno illustrate brevemente. Partiamo dalle 4 figure che saranno sempre presenti (almeno nelle partite iniziali) in qualsiasi configurazione di gioco: il Giudice, che si accaparra i soldi presenti sul Tribunale; il Re, che guadagna 3 monete dalla banca; la Regina che prende 2 monete dalla banca e il Vescovo che prende 2 monete d'oro dal più ricco.
Possiamo poi giocare con il Baro, che permette di vincere con solo 10 monete d'oro, la Strega, che può scambiare le proprie monete con quelle di un altro giocatore, il Ladro che ruba due monete una al giocatore di sinistra ed una la giocatore di destra, la Spia che permette di vedere la propria carta ed un'altra prima di scambiarle (o fingere di farlo); il Giullare che prende una moneta dalla banca e scambia (o finge) due carte di due giocatori (senza guardarle); la Vedova, che prende dalla banca quanto le serve per arrivare ad avere 10 monete. Abbiamo poi altri due personaggi da utilizzare solo in partite con 8 o più giocatori: l'Inquisitore che intima ad un altro di dichiarare la propria identità: se l'inquisito sbaglia, da all'Inquisitore 4 monete, altrimenti non succede nulla; l'ultima figura presente è quella del Contadino (presente in due copie da giocare insieme), e permette di guadagnare 1 moneta: quando un Contadino si dichiara, è possibile dichiararsi anche all'altro contadino: in tal caso le monete guadagnate saranno 2 per entrambi.
Il gioco termina nel momento esatto in cui un giocatore ha 13 o più monete d'oro (o, se è un Baro, se ha 10 o più monete d'oro).

Le impressioni

Devo dire che le prime partite le ho fatte con pochi giocatori (per i quali è prevista la variante di giocare con due personaggi a testa), per cui le impressioni ricevute non sono state così positive. Quando invece sono riuscito a giocare con un numero sufficiente di giocatori, le cose sono cambiate. Il gioco gira in maniera molto fluida: è semplice da spiegare e si gioca a pieno ritmo già dalle prima partite. Rimane un gioco molto veloce, in quanto comunque non è prevista una fase di "discussione": ossia l'unica azione che può prevedere un po' di "movimento" è la dichiarazione, che permette di coinvolgere tutti i giocatori: il bluff è, in fondo, l'essenza dell'interazione. L'unico problema è che, se le cose non si sono ingarbugliate abbastanza, non è così immediato che qualcuno si esponga a confutare una dichiarazione. Mi spiego meglio: nella maggior parte dei casi succederà che si è quasi sicuri che l'altro stia bluffando, ma si è anche più sicuri di non possedere la carta dichiarata: in questo caso, per non perdere una moneta, si evita di confutare il dichiarante, che avrà buongioco se il vero possessore del personaggio non si è accorto di averlo lui.
E' necessario poi stare molto attenti a chi ha guardato la propria carta: sarebbe opportuno che qualcuno dei giocatori seguenti vada a scambiargliela (o a far finta, naturalmente), perché altrimenti è molto probabile che al turno successivo possa dichiarare senza alcuno che lo vada a contestare... Insomma, i meccanismi sembrano ben oliati, ma è necessario giocare con attenzione, pena la perdita della partita, ma anche del divertimento. L'aspetto dello svantaggio nel confutare una dichiarazione senza possedere il personaggio dichiarato è quello che più mi lascia perplesso. Butto lì l'idea di introdurre una variante, per cui la moneta la si perde solo se il dichiarante non ha bluffato; se poi sono anche il personaggio dichiarato, eseguo l'azione, altrimenti non succede nulla. Questo porterebbe, secondo me, ad un maggior numero di confutazioni, riducendo lievemente l'aspetto randomico del gioco, comunque presente. I personaggi ideati si integrano molto bene, per cui, è sempre possibile "giocare" (ossia dichiarare) la propria carta cercando di trarne vantaggio, anche se, ovviamente, la corsa a possedere il personaggio più remunerativo  (o fingere di possederlo) è proprio il fulcro del gioco. 
Posso quindi concludere dicendo che è un gioco valido dal punto di vista della semplicità e della durata, per cui è proponibile a tutti: materiali molto belli, anche se, come in questo tipo di giochi, l'aderenza all'ambientazione è abbastanza leggera (se invece di re e vescovi avessimo avuto boss e mafiosi, piuttosto che un gruppo di simpatici topolini, le meccaniche non ne avrebbero risentito). Rimane da valutare il fattore divertimento: per essere sinceri, nel mio gruppo di giocatori, non ha spopolato, forse a causa di un'eccessiva ingerenza della fortuna contro la quale le meccaniche studiate sembrano essere poco efficaci. Forse un meccanismo tipo quello suggerito, o qualche altra regola, avrebbe potuto limitare l'impressione di ritrovarsi troppo nelle mani del fato. Dal genio di Faidutti ci si poteva aspettare qualcosa di più? Non lo so: probabilmente il target del gioco è così esteso, che l'autore ha ricercato proprio qualcosa di molto diverso rispetto ai suoi fortunati predecessori: fruibile da tutti, semplice e breve da giocare

Il gioco è acquistabile su egyp.it


-- Le immagini sono tratte da BGG, dal sito dell'illustratore e da quello della casa editrice, a cui appartengono tutti i diritti Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione e saranno rimosse su semplice richiesta. --

8 commenti:

  1. Anche se capisco i motivi dietro alla variante proposta credo che sorgerebbero un po' di problemi:
    1) Si allungherebbe la partita
    2) La modifica potrebbe provocare l'effetto opposto... meno bluff invece di meno confutazioni (e il bluff è volutamente il fulcro del gioco)
    3) Sbilancerebbe un po' il valore del Giudice che nelle fasi avanzate della partita diventa il ruolo chiave per la vittoria infatti c'è un focus shifting Re/Regina --> Giudice che è abbastanza costante. L'ho giocato anche io e funziona solo se si è almeno 6 e nel gruppo giusto... purtroppo diventa difficile correggere eventuali errori deduttivi/strategici di altri...

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  2. Sembra piuttosto simile a Coup... Qualcuno che li ha provati entrambi sarebbe in grado di sottolineare le differenze? Grazie!

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  3. Io ho giocato solo coup (molte partite); le differenze principali mi sembrano 2:
    1) in coup puoi essere eliminato prima della fine della partita.
    2) in coup puoi vedere le tue carte quando vuoi quindi non puoi "bluffare involontariamente" dichiarando di avere una carta perchè pensi davvero di averla ma non la possiedi.

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  4. Grazie, interessante, spero di riuscire a provarlo presto!

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  5. Io li ho entrambi (coup e mascarade). Sono 2 giochi secondo me piuttosto diversi (pur facendo parte della stessa categoria). Coup è molto psicologico, si cercano alleanze e il bluff è, come già scritto, volontario. In mascarade invece a volte si bluffa ma senza una reale consapevolezza. Questo, a mio avviso, lo rende un po' meno bello.
    Le meccaniche creano delle situazioni un po' farraginose e a senso unico. Inoltre per non far vincere un avversario, spesso, si è forzati a bluffare e qualcuno si deve "sacrificare". Quando un gioco ha dei binari troppo predefiniti rischia di perdere d'interesse.
    C'è cmq da dire che si può giocare fino a 13, e questo è un bel vantaggio. Ci sono un paio di modalità carine per giocarlo in 2 o 3.
    Io sono cmq soddisfatto dell’acquisto di Mascarade. L'ho apprezzato, ma tra coup e mascarade, se dovessi scegliere, sceglierei il primo

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    1. A onor del vero c'è da dire che anche in coup i finali di partite a 6 giocatori sono abbastanza "predeterminati" in quanto si hanno quasi tutte le carte scoperte e la certezza di cosa rimane agli altri giocatori.

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  6. Dopo aver letto le regole ero molto perplesso su questo titolo ma ho voluto fare ugualemente l'acquisto. Provato in 5 giocatori il gioco ha retto benissimo l'impatto lasciandoci la voglia di rigiocarci. La stategia c'è e non sempre si va alla cieca, anzi... C'è un'ottima componente deduttiva, che non per forza è dettata dalla carte, e spesso contestare, anche sapende di rimetterci una moneta, non è affatto una mossa stupida. Secondo me un bel gioco, io lo consiglio.

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  7. L'ho giocato in 5 e devo dire che è andato oltre le mie aspettative...Il gioco è veramente carino e richiede una buona concentrazione ( e, sigh sigh, memoria !) e risulta nello stesso tempo divertente con una discreta dose di strategia condita con il bluff...i personaggi possono essere variati rendendo le partite diverse tra loro anche per la presenza di nuovi profili. Non ci contavo molto e invece si è rivelato un ottimo acquisto!

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