martedì 15 ottobre 2013

Spyrium - prime impressioni

scritto da polloviparo.

Ciao amici, ho fatto qualche partita di prova a Spyrium.
So che voi preferireste una recensione vera e propria con qualche partita in più sulle spalle, ma visto che Essen è fra pochi giorni e molti si devono destreggiare fra preordini e quant'altro, qualche parere a caldo può tornare comunque utile.
Visto che questo titolo è disponibile da qualche giorno sui principali store online, ne ho approfittato per un antipasto prima dell'abbuffata! ;)
Ho acquistato Spyrium, come probabilmente faranno molti di voi, perchè si tratta del secondo titolo di rilievo di William Attia, autore di Caylus.
Caylus è un titolo dell'ormai lontano 2005 e, nonstante l'età, è considerato ancora un pilastro nel genere worker placement.
Questo ha fatto sì che si creassero grosse aspettative su questo titolo.
Avete presente quando uno scrittore di successo lascia passare molti anni prima della scrittura del suo nuovo romanzo e tutti ad aspettare il libro... (chi ha detto Martin?).
Come sempre ad alte aspettative deve corrispondere una risposta di pari peso, altrimenti il rischio di delusione è dietro l'angolo.
L'anteprima del titolo l'ha già scritta il nostro buon Agz, con tanto di illustrazione delle principali meccaniche di gioco e quindi posso concentrarmi unicamente sulle mie impressioni personali.


 Il gioco.

Come molti di voi avranno già intuito dalla premessa il gioco non mi ha particolarmente entusiasmato.
Alla fine della partita mi è venuta in mente una canzone di Riccardo Cocciante: "Bella senz'anima".
Ecco, per me Spyrium è proprio come il titolo della canzone un bel gioco, ma senz'anima.
Se dalla lettura del regolamento avevo già intuito la somiglianza con altri titoli presenti sul mercato, queste similitudini si sono fatte ancora più importanti a seguito delle prime partite.
Potete leggere che molti lo hanno assimilato a Keyflower ed il paragone non è così fuori luogo.
Si piazzano omini fra le carte, il costo varia in funzione della presenza degli omini (propri ed avversari) e si portano gli edifici eventualmente acquistati nella propria area.
Tuttavia ho trovato la somiglianza piuttosto marginale.
Qualcun'altro ha letto nelle meccaniche qualcosa di Targi, forse sempre legato al discorso della griglia delle carte e del posizionamento dell'omino con possibilità di influenzare le carte adiacenti nella colonna o nella riga di riferimento.
Devo dire che in questo caso mi ritrovo contrario, di Targi non ci ho visto proprio nulla.

Innegabili sono invece le similitudini con il sistema di mercato già visto in Hermagor del "nostrano" Emanuele Ornella, titolo del 2006.
Per chi non l'avesse presente è sufficiente dare un'occhiata all'immagine a destra e le similitudini balzeranno subito all'occhio.
Se poi volete approfondire è sufficiente andare a ripescarsi il regolamento, disponibile in italiano sulla TdG.




Caso ha voluto che comunque, proprio alcuni giorni fa, io abbia avuto la possibilità di provare Homesteaders di Alex Rockwell (ringrazio l'amico Janko che ha messo a disposizione la sua copia).
Ecco questo è il titolo con cui forse ho trovato più similitudini.
Per chi non conoscesse il gioco in questione si tratta di una serie di aste per portarsi a casa degli edifici, con la possibilità di utilizzare lavoratori (cowboy in questo caso) sugli edifici per produrre risorse.
Le risorse servono per acqusire nuovi edifici e possono essere converite in puntigrazie prorpio alle abilità degli edifici.
Quest'ultimi hanno un valore anch'essi in punti, riportato direttamente sulle tessere.
Vi suona familiare?


Anche in questo caso vi voglio mostrare un'immagine di Homesteaders dove il colpo d'occhio mostra analogie piuttosto evidenti.
Abbiamo una fila di edifici nell'area del giocatore e una piccola plancia centrale...
Posso assicurarvi che le similitudini non si limitano al colpo d'occhio, ma giocando entrambi i giochi la somiglianza si fa sentire eccome.
Nel caso specifico Homesteaders ha comunque più opzioni rispetto a Spyrium che nella sua essenza è un gioco piuttosto lineare e semplice.

Infatti in Spyrium le risorse da gestire, al contrario di Homesteaderstanto per rimanere nel termine di paragone, sono piuttosto limitate.
Abbiamo il denaro, lo spyrium appunto la forma di energia che da il nome al gioco ed i lavoratori.
L'asta iniziale per aggiudicarsi gli edifici se vogliamo è meno convenzionale di quella di Homesteaders, ma sempre di asta si tratta.
Essendoci poche risorse da gestire il tutto si riduce ad un: "mi servono soldi per utilizzare e comprare carte, mi servono lavoratori per procurarmi soldi e per produrre spyrium da convertire in punti".
Anche gli eventi sono solo sette e durando la partita sei turni, soltanto uno di questi rimarrà fuori.
La stessa considerazione si può fare per gli edifici.
Abbiamo tre mazzi A, B e C e sono comunque poche le carte che non entreranno in gioco.
Questo fa sì che, bene o male, nelle partite giraranno sempre le stesse carte.
L'elemento di varietà è dato dai gettoni che possono far sì che ad esempio una carta assegni tre cristalli di spyrimu piuttosto che uno (i gettoni hanno valore variabile da 1 a 3) rendendola di fatto più o meno interessante.


Non la vedo tanto quanto una limitazione, quanto più una scelta dell'autore.
In pratica il gioco sta tutto nell'ottimizzazione delle scelte.
Per poter giocare correttamente devo conoscere le carte che entreranno in gioco e anche l'ordine con cui lo faranno (da questo i tre mazzi).
Inutile quindi creare "n"mila carte, impossibili da ricordare e generando partite sempre diverse.
Se gioco a Spyrium, so (o meglio dovrei sapere) quali sono le carte, conosco indicativamente in quale ordine usciranno e quindi dovrò ottimizzare le mie scelte in base alle giocate degli avversari.
Questo per alcuni può essere letto come una certa ripetività e un basso fattore di rigiocabilità, ma io non sono convinto che sia così.
Avete presente la brsicola, un mazzo di 40 carte eppure la gente ci gioca da quanto tempo?
Spyrium non è un gioco della FFG che basa il suo punto di forza sulla mole di carte, su centinaia di eventi diversi e mille cose da fare.
Visto che abbiamo scomodatol da FFG, diciamo pure che se non si trattasse di W. Attia e che se non fossero passati otto anni dal suo ultimo lavoro mi aspetterei anche delle espansioni, ma penso e mi auguro che non sia questo il caso.
Spyrium si propone di diventare quasi un classico, da qui il paragone seppur un po' forzato con la briscola.
Poche regole, poche carte, poche risorse e la difficoltà sta tutta nel gameplay (al contrario della briscola che sta nel fondoschiena... :) ).
Probabilmente dopo un certo numero di partite uno avrà (o meglio dorebbe avere) un'idea  di massima del gioco e quasi sicuramente avrà anche una strategia preferita, anche se un minimo di adattamento tattico sarà comunque richiesto.
Vuoi per l'ordine di uscita delle carte, vuoi per le giocate degli altri giocatori, vuoi per i soldi a disposizione nel momento della scelta, sicuramente non sarà così facile giocare nello stesso modo tutte le volte.
Visto che abbiamo ricordato il fattore K (che ricordo per i non anglofoni essere il fattore Kulo) nell'ambito della briscola, sappiate che in Spyrium il fattore fortuna è prossimo allo zero.
A voler essere pignoli c'è l'ordine con cui escono le carte, che comunque è scadenziato in un certo modo e c'è comunque l'ordine con cui escono glie eventi, fattori che comunque non possono essere imputabili ad una sconfitta piuttosto che ad una vittoria.


Nel primo mazzo "A" sono contenute le tecnologie, davvero fondamentali per assicurarsi un vantaggio importante nel corso della partita e un po' di punti a fine partita.
Trascurarli totalmente può essere fortemente penalizzante.
I soldi sono estremamente limitati ed è forse la risorsa più difficle da gestire, perchè richiede comunque di sacrificar lavoratori, con il rischio di entrate piuttosto esigue e la rendita iniziale è piuttosto contenuta.
Quest'ultima è incrementabile grazie all'utilizzo di apposite carte, ma non raggiunge mai livelli stratosferici e le carte, specie negli ultimi turni, costano abbastanza.
Occhio quindi a non lasciare gli incrementi di rendita tutti allo stesso giocatore perchè poi si verificherà che al tavolo siederà un giocatore particolarmente ricco che con molta probabilità vi sovrasterà nell'aggiudicazione delle carte.
Unite le maggiorazioni di costo per le presenze degli avversari ed il costo di costruzione e vi ritroverete presto strozzati.
A differenza di Homesteaders qui però non ci sono i "DEBT" a intervenire in nostro aiuto e se si rimane a corto di soldi non c'è molto da fare se non utilizzare i lavoratori per raccimolare un po' di contante.
Il bonus ottenibile al raggiungimento degli otto punti (scegliendo la moneta d'oro) da una boccata d'ossigeno.
Anche i lavoratori non sono prorpriamente abbondanti.
Si parte con tre, considerate che alcuni vi serviranno per procurarvi soldi o edifici e che al contempo gli edifici che avete già costruito nei turni precedenti richiederanno, nella stragrande maggioranza dei casi, comunque dei lavoratori per la loro attivazione.
Capirete che gli omini da piazzare non sono poi così tanti.
Poteva quindi essere lo spyrium abbondante e facile da reperire?
Ora non siamo ai livelli del petrolio che trasformato in benzina che costa ormai 2 euro al litro, ma ci siamo vicini...


Insomma il gioco è di quelli con la coperta corta.
Sembra quasi che la Ystari ci abbia preso gusto e dopo Myrmes ci propone un altro gioco tirato tirato.
Certo non come Myrmes, lì la coperta non è corta, ma è quasi delle dimensioni di un francobollo!
Sia chiaro a me i giochi così tirati piacciono, ma mi rendo conto che per alcuni possano rivelarsi un po' frustranti.
Vorresti fare tanto, ma con le risorse a tua disposizione riesci a fare poco o quasi nulla...
Qui almeno non ci sono gli omini da sfamare, come invece in Tzolkin, altro gioco che è stato accostato a Spyrium per il fattore, "metti tutti i lavoratori, attiva tutti i lavoratori rimuovendoli".
I punti che si fanno in Spyrium sono molto pochi... poche cose... pochi punti...
Sui punti avrei un'altra cosa da dire.
Spyrium è uno di quei giochi che come tutti i giochi di questa categoria non perdona (e chi ha ha provato Myrmes sa a cosa mi riferisco).
Gli errori si pagano tutti e rimontare non è così semplice.
Nella prima partita con mia moglie non ho puntato sulle tecnologie. Questo le ha permesso in molti casi di risparmiare denaro e le ha assicurato diversi punti a fine partita.
Diciamo che circa al quarto turno ero già consapevole che non sarei mai riuscito a colmare il gap che si era creato ed infatti mi ha dato 18 punti di distacco (che in Spyrium non sono pochi).
Entriamo sempre nel campo del soggettivo per alcuni questo può essere un grosso difetto, per altri è un pregio, proprio perchè preorogativa dei giochi altamente competitivi.


Tornando al paragone con Myrmes che risulta quasi più un solitario multigiocatore, Spyrium mostra invece un livello di interazione molto alto.
Le scelte di piazzamento influenzano inevitabilmente gli altri giocatori in quanto aumentano il costo delle carte.
Allo stesso modo se si vogliono fare molti denari, non si può che giocare dove sono presenti altri giocatori.
Per il resto tutto è affidato al timing delle azioni. Se ci si vuole accapparrare una carta con molti contendenti, si dovrà rinunciare prima al piazzamento per passare alla fase di attivazione, magari rinunciando prematuramente al mercaro.
Questo ci introduce all'elemento di scalabilità di Spyrium.
Il gioco ha un setup fisso. sia in due che in cinque giocatori la griglia del mercato rimane di 3 x 3, con quindi nove carte disponibili.
Non sono previste riduzioni di spazi per nu numero più ridotto di giocatori.
Questo fa sì che in 2 si avranno molti più spazi disponibili dove giocare e se sceglierete di far soldi, con molta probabilità vi porterete a casa al massimo una o due monete, a meno che voi stessi non usiate tutti i vostri lavoratori a tal escopo (scelta non propriamente appagante).
Gli edifici e le carte più costose diventano più difficili da acquistare, anche se nelle partite con più giocatori la presenza di più avversari bilancia un po' con il sovraprezzo da pagare.
In due avete comunque un maggiore controllo sulle vostre scelte, con meno possibilità di vedervi soffiare gli edifici da sotto al naso.
La possibilità di poter sfruttare i personaggi invece scala bene grazie alla presenza di un numero diverso di gettoni bonus.
Diciamo che le esperienze di gioco sono piuttosto diverse.
Si dice che è stata operata una scelta proprio in questo senso ed effettivamente ho riscontrato che è una questione di gusti.
Io lo preferisco almeno in quattro giocatori, mia moglie lo preferisce in due (lei è più "maniaca" del controllo rispetto a me).


Non può mancare qualche considerazione sui materiali.

Nulla di particolarmente ricco, una plancetta, un mazzo di carte, qualche meeples e i segnalini di spyrium che ricordano le gemmine di plastica che trovate negli shop dei cinesi.
Non c'è motivo di strapparsi i capelli insomma.
La scatola è di formato rettangolare ma un 15-20% più piccola di quelle standard utilizzate fino ad oggi (vedi quella dello stesso Caylus ad esempio).
Visto che ci lamentavamo continuamente dello spazio inutilmente occupato da scatole enormi parzialmente o quasi totalmente vuote (o piene d'aria se preferite), mi verrebbe da dire che qualcuno ci ha ascoltati.
Non nego però che inspiegabilmente la scatola piccola mi ha restituito una sensazione di poca sostanza (il marketing ha funzionato benissimo in questo senso nel creare l'associazione scatola grande = gioco importante).
Non ultima una certa difficoltà nel trovargli una collocazione nella mia libreria con file di scatole dal formato differente.
Le illustrazioni sono comunque gradevoli con toni un po'cupi.
C'è da dire che il gioco viene comunque venduto all'estero ad un prezzo che si aggira fra i 25 ed i 30 euro.
Se la riduzione della scatola ha contribuito al contenimento del prezzo, direi che tutto sommato il bilancio non può ritenersi che positivo.
Ho scritto all'estero perchè in Italia è facile trovarlo a circa 5 euro in più.
Ovviamente spese di spedizione più contenute e comunque la volontà di sostenere il nostro mercato mi hanno fatto propendere per quest'ultima soluzione.
La durata è piuttosto contenuta. La scatola riporta 30 - 90 minuti.
La prima partita in due ha richiesto ad esempio 60 minuti.
Essendo un gioco completamente incentrato sull'ottimizzazione delle proprie scelte, ai pensatori è richiesto un forte sforzo.
Le variabili da analizzare non sono moltissime, comunque come sempre bene affidarsi anche un po' all'istinto e non totalmente al ragionamento, altrimenti si viene risucchiati in una spirale e non se ne esce più.


Passiamo alle conclusioni anche perchè ormai ho scritto un poema.

Dopo tutto quello che avete letto, quasi sicuramente vi starete chiedendo Spyrum è un brutto gioco?
Assolutamente no!
Spyrum è un bel gioco, solo che è un bel gioco come tanti altri.
Probabilmente la delusione deriva in parte da aspettative troppo alte che mi ero creato su questo titolo.
Da William Attia, mi aspettavo una ventata di aria fresca e invece mi ritrovo con un gioco simile a tanti altri, con delle idee che sembrano scopiazzate a destra e sinistra.
Insomma dal signor Caylus io mi aspettavo qualcosa di più.
Forse difficile aspettarsi il fattore novità come ai tempi del suo predecessore.
Oggi molte strade sono state battute e con la miriade di titoli che escono ogni anno, stupire ed inventare qualcosa di nuovo è diventato se non impossibile, quantomeno difficile.
Ho aperto parlando di gioco senz'anima e non so spiegarvi perchè, ma questa è la sensazione che mi ha restituito Spyrium.
L'ambientazione steampunk è veramente appiccicata con lo sputo, neanche con il nastro adesivo.
Guardate, solitamente la cosa per me non rappresenta assolutamente un problema.
Nei giochi "tedeschi" capisco che la componente grafica serva semplicemente per dare una connotazione al gioco, ma mai come questa volta ne ho avvertito la freddezza.
Il gioco sembra quasi una griglia matematica, un foglio di excel dove all'interno delle caselle troviamo le opzioni di gioco.
Le immagini sono quanto di più marginale si possa pensare, in buona sostanza un astratto puro.
Vedendo la grafica e dopo aver spiegato le regole mia moglie se ne uscita con: "non penso che questo gioco mi piacerà".
Al termine della partita si è in parte ricreduta, affermando: "si lascia giocare, ma non è nulla di eccezionale, ce ne sono dei meglio".
Questa affermazione è pienamente condivisa da me.
Tornando indietro di un passo, mi sento di affermare che gli stessi termini di paragone usati che sia Keyflower o che sia Homesteaders, sono comunque, per mio gusto personale, superiori a questo titolo.


Pentito dell'acquisto?
Direi di no. Oltre che giocatore, mi reputo anche collezionista (che fatica di questi tempi con il prezzo che hanno raggiunto i giochi...) e il secondo titolo di W. Attia non poteva di certo far "buco" nella mia collezione.
Il prezzo poi tutto sommato contenuto non è che possa far disperare per il fatto di ritrovarsi fra le mani un capolavoro mancato.
Ma forse capolavoro mancato è anche un po' eccessivo.
Forse è sufficiente limitarsi ad "occasione mancata".
Se poi si limita a produrre un gioco ogni otto anni, posso tenere il passo :)
Insomma se non avete altri giochi del genere, ma vista la quantità di titoli sul mercato se non possedete ancora un titolo del genere mi viene da pensare che non siate amanti dei giochi euro, potete tranquillamente dargli una possibilità.
Chi adora keyflower potrebbe trovare una valida alternativa (seppur io lo reputi inferiore a quest'ultimo).
I tempi di setup ridottissimi e la semplicità del regolamento lo rendono adatto ad un gran numero di giocatori e di proporlo spesso ai tavoli.
In fondo la voglia di rigiocarlo e di provare nuove strategie mi è rimasta.

Beh direi di essermi dilungato abbastanza, spero di aver reso l'idea, se vorrete dargli una possibilità come sempre il titolo è disponibile su Egyp.

-- Le immagini sono tratte da BGG. Tutti i diritti sul gioco appartengono all'Autore ed alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --


11 commenti:

  1. Mi trovo d'accordo in linea di massima con la recensione però una partita su bga me la faccio sempre volentieri!

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    1. Comprensibilissimo. Come ho scritto non un capolavoro, ma un buon gioco, quindi si lascia giocare volentieri.
      Probabilmente il problema nasce da aspettative troppo alte.

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  2. Caro Pollo!!!...ho da poco comprato Keyflower e mi accingo a provarlo e mi dici che sto spyrium che ha scopiazzato in qua e la da tutti i giochi usciti prima di lui le' meglio!?!?!? e mica va bene ehhhh
    =P
    cosi su du piedi...l'ambientazione appiccicata...regole riciclate....materiali un po bruttini (a mio gusto... per non parlare dei soliti omini che ci sono pure su keyflower...ma quanti ne hanno fatti di sto omini che ancora li riciclano?? -_-) oltre a copiare il buon homesteaders....che ha fatto sto gioco per meritarsi il tuo consenso???
    prendiamo poi myrmes...provato una sola volta....ma molto carino...ambientato e con tante variabili per far punti..un po' + originale le'.....

    Da uno che ha inventato il caylus che io adoro...mi aspettavo di +....sara' il prezzo??? ma secondo me se c'aveva pensato un po' di + di 8 anni...qualcosa di meglio lo faceva....ha aperto la strada dei giochi di piazzamento(mica poco ehhh)...ma poi non ha fatto null'altro...cosi su due piedi mi ha deluso a prescindere....

    Vabbeh...mi buttero' sulla nuova espansione di Eclipse piena di nuove astronavi e null'altro!!!! ma vuoi mettere!!!! nuove astronaviiiiiii tutte diverseeeeee!!!! Nuooooooooo!!!!! una nuova razzaaaaaa!!!!! tanti cartoncini inutiliiiiiiiii!!!!!! e' cosi che si inventano i giochiiiiii!!!!!! =P

    =D

    vabbeh basta cavolate...
    Saluti
    Stefano

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    1. Ciao Stefano, devi aver frainteso un passaggio, non dico che Spyrium è meglio di Keyflower, ma l'esatto contrario.
      Quindi se hai appena acquistato Keyflower, vai tranquillo, anche perchè ti sei portato a casa un signor gioco.
      Di piazzamento lavoratori penso ne vedrai ancora parecchi, visto che è un genere molto
      apprezzato.
      Speriamo solo che tutti questi meeples un giorno non si coalizzino e si rivoltino all'umanità! :)
      Quello che ha fatto Spyrium per meritarsi il mio consenso è essere un buon gioco.
      Non un capolavoro in senso assoluto, ma comunque un buon gioco.

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    2. Ahhhh ecco!!! Ti sei salvato in calcio d'angolo. ..in effetti avevo capito male la tua ultima frase su il paragone con keyflower...per quanto nn l'abbia ancora giocato ma letto il solo regolamento...mi pareva ben superiore a pelle con sto spyrium...

      Bene bene...forse lo proviamo sto giovedi key....ma mi sa che ci sarà qualche ritardatario per la serata...e ci toccherà fare il solito puerto. ...o che peccato!!! =D
      Ciaooo

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  3. Chiaro che non sarà una pietra miliare nella storia del Boardgame come il fratellone Caylus, ma mi pare comunque un buon gioco.
    Per ora mi limito a farmi sverniciare da chiunque su BGA, non essendo ancora riuscito a capire le strategie da adottare (e ho fatto solo un paio di partite).
    Il gioco l'ho comprato dopo aver letto il regolamento. Mi piace il mercato così come è fatto qui. Può risultare bastardissimo...
    Sulla longevità ho qualche punto di perplessità, ma potrei sbagliarmi.

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    1. Essendo un gioco ad alea ridottissima e incentrato quasi totalmente sulle scelte dei giocatori, sicuramente l'esperienza fa la differenza.
      Sicuramente è premiata l'abilità del giocatore, poi che a qualcuno i giochi così matematici e "rigidi" possano non piacere è un altro discorso.
      Se continui a giocare, oltre a trovare le risposte sulla longevità, sicuramente riuscirai anche a farti sverniciare un po' meno... ;)

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  4. bell'analisi, grazie. dopo qualche partita su BGA ci ho trovato anche le bastardate di Vanuatu nella risoluzione delle azioni, che non hai citato. questo per me gli regala qualcosa nella valutazione.

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  5. Nel complesso concordo con Pollo. Impressione a caldo dopo la primissima esperienza al tavolo: la grafica (ai miei occhi) è risultata pochissimo attraente (ai limiti del 'non mi piace') e le meccaniche non mi hanno ingolosito più di tanto, nella loro freddezza. Del tutto astratto come dinamiche. Dà l'idea, però, di un qualcosa di adattissimo per l'online (i tempi di attesa/riflessione in genere si riducono molto).

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  6. Grazie a Pollo per avermi fatto provare Spyrium.
    Non mi è affatto dispiaciuto, ma nemmeno mi è sembrato un capolavoro. Di sicuro ci rigiocherei volentieri, ma non è entrato nella lista degli acquisti. In generale concordo con quanto scritto da Pollo.

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