lunedì 11 novembre 2013

Anteprima - Legacy: The Testament of Duke de Crecy

scritto da Fabio (Pinco11)

Siamo nella Francia prerivoluzionaria, dove siamo chiamati ad entrare nei panni di capostipiti di famiglie nobiliari, presi ad ampliare il nostro prestigio e potere attraverso lo strumento principe, allo scopo, dell'epoca, ossia la tessitura di una fitta rete di matrimoni tesi ad imparentarci con le più ricche ed influenti dinastie.
L'idea di questo gioco dal titolo lunghissimo, ovvero Legacy: The testament of Duke De Crecy, ideato da M.J.E. Hendriks e prodotto dalla Portal (e Iello) è quella di spingere da 1 a 4 giocatori (è presente testo in lingua, per quanto sintetico e semplice, sulle carte) a competere tra loro nel costruire la propria genealogia, partendo da un capostipite iniziale, attraverso quattro generazioni, il tutto fruendo delle opportunità che i vari matrimoni consentono di cogliere.
Il titolo, adatto anche al solitario, è incentrato sull'uso di carte ed ha inoltre dinamiche di gestione azioni, apparendo adatto ad un pubblico anche di non esperti (anche se non lo vedo adattissimo per gli occasionali).

Vediamo che c'è nel grosso scatolo

All'interno della scatola, di dimensioni generose (c'è molto spazio vuoto) abbiamo prima di tutto una scheda centrale, destinata ad accogliere alcuni mazzetti di carte, oltre che la traccia segnapunti e spazi per alcune azioni selezionabili, nonché una scheda personale per ogni partecipante, a sua volta utile a tenere il conto di alcuni parametri. Ogni giocatore riceve quindi dei cicciosi dischi (azione) di legno del suo colore (2) e ve ne sono diversi altri, di colori corrispondenti a tipi di azioni, destinati ad un mono utilizzo in corso di partita.
Completa il tutto (oltre ai classici componenti secondari che non ricordo mai), una manata di carte, a partire da quelle dei vari personaggi (friends), tutti dotati di caratteristiche speciali, a partire dalla loro nazionalità e mestiere, per passare alla dote e miglioramenti vari che riconoscono quando entrano a far parte di una famiglia, passando per quelle dei figli (maschi e femmine, con caratteristiche speciali, a volte), per arrivare alle monete d'oro, ai titoli, alle contribuzioni, le missioni, e via dicendo.

Come funziona la cosa?

Rinvio i più curiosi, come sempre, al manuale (qui in inglese), semplificando di molto la questione.
Il capostipite, felicemente sposato e con una coppia di figli, a loro volta
promessi in sposi ;)
Il nocciolo del gioco sta nel partire da una prima carta personaggio (uomo o donna, a scelta), che si deve iniziare a far sposare con una delle carte personaggio che si hanno in mano, fruendo in questo modo dei vantaggi che l'ingresso del consorte riconosce alla famiglia. Essi possono consistere in azioni bonus, denaro (a volte però si deve spendere denaro per averli, vista la forza degli altri benefit), conoscenze (pesca di altre carte personaggio) nonché miglioramenti del proprio prestigio o capacità economiche. Non appena sposati si pesca subito una carta - figlio dall'apposito mazzo e di seguito si potrà iniziare, prima ancora che esso diventi grande, a programmare il suo matrimonio, inserendo nell'albero genealogico un nuovo parente acquisito (chiaramente i bonus di quest'ultimo, compresa la nascita di figli, sono attivati alla maggiore età del bambino) e così via. Con il procedere del gioco le carte prendono a produrre effetti intrecciati, richiedendo una certa attenzione nella ricerca del partner ideale per i propri discendenti.
Tra le azioni complementari (quella di programmare un matrimonio è solo una delle dieci (o giù di lì) disponibili, vi sono poi lo spendere denaro per acquisire amici (carte personaggio), chiedere prestiti (a volte si spendono carte amico), provare ad avere figli, singoli o tramite parti gemellari (si consulta, a pagamento, un dottore esperto in fertilità), comprare titoli nobiliari o distinguersi con donazioni, intraprendere missioni e così via.
La partita si svolge seguendo un alternarsi di svolgimento di azioni (una alla volta per giocatore: le azioni sul tabellone centrale si possono svolgere una sola volta, mentre quella sulla scheda personale sono ripetibili) con l'attribuzione di punti, denari e con la crescita, in momenti prestabiliti, dei figli, che ora potranno sposarsi, attribuendo i vari effetti ai matrimoni combinati. Alla fine della partita, controllato il raggiungimento dell'obiettivo iniziale attribuitoci e raggiunta la propria quarta generazione, vince chi ha più punti (as always).

Come districarsi a testa china tra decine di carte

Parto come d'uso da ciò che la vista restituisce per dire che sin dal primo contatto con il gioco, visto su di un paio di tavoli nella hall dell'albergo di Essen, sono stato affascinato dall'affastellarsi di cartine (sono di piccole dimensioni) che esso propone: è tale lo spiegamento di carte che lo spazio occupato alla fine è assai generoso, con un effetti visivo che considero attraente e fonte di curiosità. Rimasto fuori per poco dalla lista dei provati o comprati in Germania, sono riuscito a provarlo a Lucca (nella serata goblin), per cui ho toccato con mano i componenti, trovandoli più che adeguati allo scopo ed attraenti.
Le carte sono piccole, ma la cosa è comprensibile vita la necessità di spazio che già cosi si ha e sono assolutamente gradevoli, con una illustrazione caricaturale dei personaggi raffigurati, completata da alcune statistiche essenziali e ben riconoscibili. Peccato solo per il (poco) testo, che rende language dependant il gioco. 
L'ambientazione appare a sua volta calzante, visto che in buona sostanza il principio di partenza è quello che ci si deve dar da fare per far crescere la propria famiglia, sposandosi, facendo figli e dando loro in sposa/o a nuove aderenze e così via. Le azioni, dopo il normale impatto iniziale, diventano quindi piuttosto logiche e coerenti con il tema di fondo, per cui ci si trova, nonostante un manuale di più di venti pagine, a giocare senza farsi troppe domande, fluendo tutto in modo (abbastanza) naturale e tranquillo.

Passando alle meccaniche di gioco accennavo come in linea di massima esse propongano prima di tutto il classico 'scelta azioni' a turno (il segnalino 'primo giocatore' passa di mano alla fine di ogni turno): ognuno ha però solo due trippoli a disposizione (oltre a quelli temporanei che acquisisce), per cui non è che si sia dinanzi ad un brucia cervello
La maggior parte del tempo, dopo aver rapidamente delineato ciò che si vorrà fare in quel giro, ci si trova infatti a guardare e riguardare il mazzetto di carte personaggio che si hanno in mano e quelle che sono sul tavolo, il tutto alla ipnotica ricerca delle migliori combinazioni possibili. Attenzione, però: non parlo di combo alla Magic o simili, ma solo di "combinazioni", ovvero si deve cercare solo di soddisfare i requisiti indicati dalla carta per avere un effetto maggiorato dei suoi bonus (che non è però 'reatroattivo', per cui, una volta piazzata, la carta è esaurita). Ad esempio, ci sono carte che riconoscono un denaro per ogni 'spagnolo' nella propria famiglia, mentre altre danno punti vittoria per ogni altro esercente una certa professione, altre ancora danno dei malus (per esempio la ribelle americana non gradisce la presenza di inglesi in famiglia ...). Nel contempo si deve cercare di conciliare i piccoli bonus del momento con quelli più o meno cospicui contenuti nella carta obiettivo iniziale o nelle carte missione che si acquistano successivamente.
Per l'intera partita sono stato quindi occupato mentalmente, sempre alla ricerca della miglior linea d'azione, trovandomi a non soffrire minimamente di tempi d'attesa (avevo sempre qualcosa da fare) e questo è un aspetto positivo.
L'interazione, nel contempo, non è qualcosa di granché spinto: essa consiste principalmente nell'occupare prima degli altri gli spazi azione centrali (azioni così non ripetibili dagli altri) e nel portare via certe carte personaggio, ma spesso lo svantaggio arrecato è un effetto collaterale del perseguire i propri obiettivi, più che un deliberato sabotaggio degli interessi altrui.

Tirando le somme Legacy mi è piaciuto ed intrigato al punto di essere entrato nella mia lista dei desideri (dopo che avrò esaurito, però, la massa di roba da provare che ho già comprato ad Essen e Lucca): è abbastanza leggero da spiegare e non troppo impegnativo, ma nel contempo tiene attaccati al tavolo, piacevolmente, per on'oretta (abbondante), grazie alle dinamiche da gioco di carte che ben sfrutta, in connessione con una ambientazione calzante. Ha degli aspetti (potenzialmente) meno attraenti, ma si tratta più che altro di una questione di gusti, perché il gioco ha la tendenza a diventare, a certe condizioni, una sorta di solitario multiplo (comprendo benissimo perché il gioco proponga senza problemi una variante solitario), perché ognuno, alla fine, la maggior parte del suo tempo, attenzione ed energie la utilizza per curare la crescita della propria famiglia, sollevando raramente la testa per dare uno sguardo d'insieme alle famiglie altrui. Come dicevo, quindi, l'interazione non è fortissima e la cosa, a volte, è anche gradita da certe fasce di utenti. Una volta compreso che il tipo di sfida che propone sia quello che cercate, direi che non dovrebbe riservarsi sorprese negative ;)

Il gioco è stato inserito oggi nel catalogo di Egyp.it.

-- Le immagini sono tratte da dal manuale, da BGG (postate da M.J.E. Hendriks, Ignacy Trzewiczek) o dal sito della/e casa/e produttrice/i (Portal) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

3 commenti:

  1. Perfettamente d'accordo con l'articolo. È un titolo veloce che diverte, inoltre da prove sul campo piace molto alle donzelle. E non è poco

    Lollo

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  2. Grazie per la recensione..ero attratto da questo titolo avendolo visto nel live di bgg

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  3. Mi piace molto la tematica. Non ci sarebbe la possibilità di fare un gioco simile (ma con molta interazione) intrecciando gli alberi genealogici (se già non esiste un qualcosa di analogo).

    Grazie e complimenti per il blog
    Davide

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