martedì 3 dicembre 2013

Quantum - Anteprima

Scritto da Chrys.

La Asterion Press si è chiaramente lanciata con la fantascienza, ampliando ulteriormente la sua linea di prodotti: dopo essere partita con Eclipse, aver pubblicato Mercanti di Venere e annunciato Cosmic Encounter, ha annunciato che produrrà per l'italia il gioco Quantum (2-4 giocatori, durata media 45 minuti).

Si tratta di un gioco di strategia e conquista per 2-4 giocatori a capo di altrettante flotte di astronavi  in guerra per la conquista di un settore dello spazio. La tematica può essere abbastanza banale è già vista, ma è stata sviluppata con alcune meccaniche molto interessanti.

L'autore è Eric Zimmerman (esperto creatore di videogiochi) che con questo titolo entra anche sul mercato ludico "analogico".

Infatti in Quantum ogni dado è una nave stellare (evidentemente stanche di colonizzare pianeti in Alien Frontiers, si son date ad attività più bellicose ^__^)  il cui valore ne determina sia il movimento che la potenza in combattimento, ma in modo inversamente proporzionale.
I numeri alti muovono di più ma nelle battaglie vincono i bassi.... un "6" è quindi uno Scout veloce ma fragile, mentre un "1" è una Battlestation lenta ma potente. Questo significa che le nostre flotte probabilmente cambieranno e starà a noi sfruttare al meglio ciò che viene fuori dai dadi.


Inoltre ogni tipo di nave ha anche un potere speciale che può essere utilizzato una sola volta per turno: un Destroyer può ad esempio deformare lo spazio per invertire la sua posizione con quella di un'altra nave, mentre una Flagship ha la capacità di trasportare altre navi. Questi poteri possono essere utilizzati in combinazione per creare effetti devastanti. 

Il tabellone è composto da tessere modulari, dando la possibilità di giocare su una delle 30 mappe proposte dal gioco o su una progettata di proprio pugno. I poteri delle navi, le abilità scelte dai giocatori, l'infinità di scenari... tutto si combina per creare una serie illimitata di possibilità nel modo di giocare e nelle strategie per ottenere la vittoria. 

Lo scopo è quello di creare dei cubi di Quantum, massicci estrattori energetici planetari. Ogni volta che se costruisce uno, è possibile espandere e personalizzare la propria flotta guadagnando una nuova carta abilità permanente, o utilizzare una potente carta speciale solo una volta. 

MECCANICHE IN PILLOLE
Ogni giocatore inizia con 3 navi/dado attorno a un singolo pianeta (la propria patria). Ogni turno si hanno a disposizione 3 azioni a scelta tra:
  • Muovere un dado di massimo di tanti settori quanto il numero sul dado; non può oltrepassare dadi altrui e se termina un movimento in uno spazio occupato da un altro dado inizia una battaglia. La battaglia è semplicissima... ciascuno tira 1d6 e somma al risultato il totale dei vari dadi implicati: chi fa di meno vince.
  • Ritirare un dado facendo cambiare così classe alla propria astronave
  • Ricerca scientifica, aumentando di 1 il valore attuale (indicato con un dado sulla scheda); quando il valore di ricerca arriva a 6 si ottiene una abilità speciale nuova per la propria razza e il dado torna a 1.
  • Costruire un Quantum Cube (per 2 azioni) su un pianeta a patto che il valore complessivo dei propri dadi attorno al pianeta sia esattamente pari a quello richiesto dal pianeta; facendolo si ottiene anche una carta upgrade per la propria razza. Un altro modo per ottenere un Quantum Cube è con 6 vittorie militari.
  • Schierare una nuovo dado dalla propria riserva

Vince il primo giocatore che raggiunge il numero di Quantum Cube richiesti dalla partita (credo vari in base a quanti si è al tavolo).


PRIME IMPRESSIONI
Tra dadi e carte la casualità gioca un certo ruolo nel gioco, ma confido che le regole siano strutturate in modo da non renderla eccessiva... se amate i giochi in cui c'è un controllo totale sul sistema probabilmente lo scarterete, se invece siete quei giocatori che trovano interessante un gioco che comporta il dover adattare la propria strategia turno dopo turno a "quel che passa il convento" (sia in termini di flotta che di poteri) sicuramente lo apprezzerete. Come ci hanno insegnato Burgen von Burgund, Bora Bora, Alien Frontiers e molti altri giochi, i dadi non implicano per forza un gioco a basso livello strategico.


L'estetica mi sembra eccezionale, in particolar modo per le tante carte potere/miglioramento e la combinazione di queste comporta sicuramente un altissimo numero di incroci e partite sempre diverse.

Inizialmente non mi esaltava la plancia centrale 3x3 tipo "gioco del tris", ma ho scoperto che in realtà quello è solo uno dei tanti set-up possibili, e il manuale tra i vari scenari prevede anche plance di gioco più grosse e/o di forma differente... Il fatto che ci siano quindi centinaia di possibili combinazioni la trovo una cosa molto positiva.

Quantum è un gioco semplice in termine di regole (per complessità e lunghezza) e si presta ad essere usato anche con giocatori poco esperti, ma allo stesso tempo, almeno sulla carta, promette una sfida strategica che non dovrebbe scontentare anche i giocatori più seri... vedremo. Intanto il prototipo ha già vinto il Game Design Award 2012 al Festival di IndieCade del gioco indipendente (all'epoca aveva ancora il titolo provvisorio Armada D6).

La data di uscita sul sito Asterion Press è un generico 2014 ma ho chiesto approfondimenti e mi hanno fatto sapere che contano di metterla sugli scaffali già per marzo (^__^).



Le immagini sono tratte da dal manuale, da BGG o dal sito della/e casa/e produttrice/i (Asterion Press) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

7 commenti:

  1. Sono contento che Asterion possa permettersi di portare in Italia , addirittura in versione completamente Italiana , giochi molto impegnativi e rischiosi come lo e' stato per Nations o Twilight Struggle , perche significa che in Italia inizia a diffondersi veramente la cultura del gioco da tavolo e spero che altre case seguano il suo esempio .

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  2. Bello bello..uno strategico spaziale veloce...ci voleva....Graficamente ammiccantissimo...
    Resto sempre dell'idea che in un gioco dall'ambientazione spaziale i dadi e i cubetti di legno stonano...sarebbe bastato un qualche materiale plastico traslucido per rendere il tutto più "space oriented" (mi si passi il termine). Belle le carte...attendiamo con impazienza!

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  3. Porto la mia piccola esperienza maturata ad Essen 2013: ho provato Quantum (che era nella mia wishlist) spiegato proprio da Zimmermann. A me è piaciuto così tanto che l'ho immediatamente acquistato. Nella nostra associazione lo giochiamo spesso e francamente è veramente un bel gioco.
    Oltre ad una mini ambientazione (che peraltro io trovo quasi sempre anche nei german) il gioco è piuttosto lineare e semplice da spiegare. Tra l'altro la componentistica è di ottimo livello (dadoni grossi e colorati, plance spesse e ben illustrate in cui c'è scritto tutto ciò che serve al gioco).
    È un gioco in cui bisogna calcolare bene le proprie mosse a dipendenza del tipo di navicella spaziale a disposizione (= valore dei dadi). Quindi consiglierei a chi non ama questo tipo di meccaniche di astenersi.
    Le carte danno una varietà enorme e indicano anche la strategia che val la pena adottare (possibili mega combo). Quindi il gioco ha un'ottima longevità. Poi, un aspetto che amo molto, sta nella forte interazione diretta. È un gioco piuttosto cattivello.

    Conclusione: io amo i giochi con i dadi di default. Questo cmq è veramente un gran gioco riconosiuto come tale anche da altri che lo hanno provato con me. Tra l'altro, l'alea presente in parte con il lancio dei dadi mitiga il problema che c'è quando uno conosce già il gioco e risulta più forte degli altri. Questo aspetto in Quantum non si sente proprio.

    Ciao

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    1. Grazie mille delle impressioni di prima mano! Grande Poldeold! ^__^

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  4. Ok...mi correggo..ho visto altre foto in giro...non sono di legno i cubetti...eh eh eh

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  5. Mi unisco al coro dei curiosi: il gioco mi intriga molto.
    Mi piace anche la ricerca di un certo equilibrio del dado: astronavi più veloci vs astronavi più potenti.
    L'unica cosa che non mi convince è una certa inclinazione del gioco verso l’astratto, e la mancanza di componentistica a tema.
    Insomma dalla preview e dalle foto sembra un po’ freddino.
    Ma la nota di chi l’ha giocato mi riempie di speranza…

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    1. L'unica parte molto "fredda" (ma parlo da fruitore dei materiali e delle regole) l'ho trovata l'astronave dado, ma è il fulcro della meccanica di gioco quindi difficilmente evitabile (a meno di fare un qualcosa stile Burning Suns, che comunque non dava l'idea della differenza tra incrociatore pesante e ricognitore). L'estetica delle razze, delle plance e delle carte sviluppo è molto ambientata. Poi c'è una verta dominanza del bianco ma è più una scelta voluta per dare un immagine moderna e di "design" che personalmente apprezzo (ma è una cosa personale).

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