lunedì 6 gennaio 2014

Anteprima - Conjurers

scritto da Fabio (Pinco11)


A volte, navigando per gli elenchi compaiono nei diversi siti con indicati gli editori che saranno presenti ad Essen, mi sforzo di passare oltre i nomi più noti, per andare a scoprire realtà più piccole e/o giovani, alla ricerca della classica piccola gemma o più semplicemente dei terreni meno battuti.
Il titolo di cui vi parlo oggi appartiene sicuramente al secondo degli ambiti in questione, visto che della danese Wonder Games, fondata da Nils Wonsyld, non avevo davvero mai sentito parlare ed è stato da essa proposto alla Spiel è Conjurers, per 2-4 giocatori dai 12 anni in su, con tempo medio a partita di 150 minuti (quindi siamo in ambito - cinghiale). A occhio e croce, sembra abbastanza indipendente dalla lingua, salvo il manuale e le scritte sulle carte, che sembrano consistere però solo in una parola o due (le caratteristiche delle creature, tipo flying, resurrection, power, ...).
Quanto alle meccaniche la base è quella di un gestione omini e risorse, con poi una deriva di combattimento tra creature, gestita tramite simpatiche ed allegre dadate.


Il re è morto ...

Così esordisce il breve passaggio di intro del manuale dedicato a descrivere l'ambientazione, che consiste in un mondo evidentemente fantasy, popolato da creature appartenenti a diverse mitologie, ovvero egiziana, greca, giapponese, nordica e, addirittura, biblica.
Ogni giocatore riceve ad inizio partita un conjurer ed un assistente (oltre che con tre creature di base), avendo poi la possibilità nel corso del gioco di acquisire altri due di questi ultimi. Il fulcro del gioco sta nel piazzare a turno un trippolo per giocatore andando ad occupare una delle locazioni presenti sul tabellone, esattamente come nei classici worker placement
La particolarità qui sta nel fatto che il conjurer può occuparsi di qualsiasi attività, mentre ogni assistente ha la possibilità, a seconda del settore al quale è dedito (militare, commerciante, guerriero, reclutatore), di essere collocato solo in certe locazioni. Gli effetti prodotti dal piazzamento variano a seconda del luogo e del periodo di gioco in cui ci si trova, visto che si passa, ogni tre turni da una fase a quella successiva, sino ad arrivare al 12° turno, in cui si conclude la partita.
In ogni caso principalmente si acquisiscono risorse e/o occupano miniere che possono garantire rendite permanenti (sino a che un altro non ve la porta via ..) e le stesse di possono utilizzare per acquisire poi vari tipi di carte, tra le quali gli artefatti e gli oggetti , utili a
potenziare le proprie creature in battaglia.
La parte dei combattimenti (contro il gioco, per acquisire creature di livello superiore, o contro un avversario che si sfida allo scopo) si risolve poi su una apposita plancetta giocatore, nella quale trovano posto sino a tre creature ed è gestita in modo semplice facendo leva sulle caratteristiche di 'salute' e di 'dadi di battaglia' propria di ogni creatura partecipante allo scontro. A colpi di datate si decreta il vincitore, tenendo conto nel contempo delle caratteristiche speciali delle creature coinvolte e degli eventuali oggetti ed artefatti utilizzati per potenziarle. Il vincitore acquisisce il controllo della creatura sconfitta.
A fine partita si contano i punti, a partire da quelli attribuiti dalle creature controllate, per poi aggiungere quelli legati alle diverse classi di punteggio (artefatti, varietà, ...). Maggiori dettagli sul gioco possono essere comunque tratti dal manuale, in inglese, al quale rinvio.

... viva il re ;)

Siamo arrivati alla parte delle impressioni, che devono essere,  prese cum grano salis.
A livello di ambientazione siamo in un teorico mondo fantasy non meglio definito e compaiono diverse creature, prese da diverse estrazioni mitologiche: diciamo che il tutto è abbastanza light e generico, ma può bastare come confezione di massima.
Quanto ai materiali posso esprimermi sulla parte grafica, affidata alla ventisettenne danese Sophie Grunnet (qui il suo sito): al riguardo devo dire che il suo tratto non è, diciamo, 'convenzionale' e può piacere come no.
Spiccano, per esempio, alcune illustrazioni delle carte, mentre meno convincente appare il tabellone di gioco. Potete esprimere una valutazione personale, comunque, vedendo le immagini a corredo dell'articolo (non voglio scendere troppo nei dettagli, trattandosi di una prima produzione per una casa, evidentemente one man show, esordiente).

Passiamo alle meccaniche per dire che la parte del piazzamento lavoratori sembra molto classicheggiante, con un tot di locazioni utilizzabili e con il solo twist legato alla presenza degli assistenti 'specializzati' in un certo settore piuttosto che in un altro.
La novità quindi risiede nel mescolare questa logica conservativa con la dinamica dei combattimenti tra creature, gestiti con il dado, ma facendo attenzione ad alcune caratteristiche speciali delle quali le singole creature sono dotate. In se la cosa può piacere agli amanti dell'ameritrash, così come a chi strizzi l'occhio con favore di fronte alla possibilità di una bella rollata in libertà, mentre sarà assai meno gradita ai più riflessivi.
Il timore è che il mix tra i due generi (carte- combattimento / gestionale) possa collocare il titolo nella classica terra di nessuno, così come lievemente preoccupante è durata prevista.

In conclusione Conjurers si propone come via di mezzo tra i gestionali ed i giochi di carte e di combattimento tra creature a colpi di dado. Soggettivo l'apprezzamento della grafica, nel complesso a livello da autoproduzione, si tratta del classico titolo da provare prima di prenderlo: tutti i miei auguri, comunque, all'autore di una proficua carriera nel mondo dei boardgames! 

Le immagini sono tratte da dal manuale o dal sito della/e casa/e produttrice/i (Wonder Games) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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