domenica 16 febbraio 2014

Gravwell: escape from the 9th dimension, ovvero tutto è relativo

scritto da Federico
A meno che non seguiate la scena americana con dedizione non avete mai sentito parlare di Gravwell, (ideato da Corey Young, per 1-4 giocatori) della Cryptozoic, anche la casa editrice potrebbe non farvi squillare nessuna campanella visto che produce e vende solo per il mercato americano. Gravwell è uno di quei titoli sui quali sono pronto a scommettere, un gioco che se fossi una casa editrice italiana farei i salti mortali per averlo nel catalogo (si Asterion parlo con te, ci siamo capiti!), a riassumere velocemente è il gioco dell'oca più la meccanica del draft più Einstein.

Cosa? più Einstein? sì Einstein centra e come, ora mi spiego: il gioco si compone di una plancia che altro non è che un percorso lineare che a spirale parte dal centro ed arriva in un angolo del bordo, a lato di questo tabellone c'è una traccia che segna i turni e po i fine, tutto qui, non c'è manco scritto "avanza di 3 caselle" ogni tanto, figuriamoci "salta un turno" come nella migliore tradizione del gioco dell'oca. Scopo del gioco: partendo dal centro arrivare in fondo al percorso.

Quindi abbiamo detto tabellone stile gioco dell'oca, e i draft? Ci sono delle carte che ad ogni turno vanno messe a coppie, una carta coperta e una scoperta, i giocatori dall'ultimo al primo nel percorso scelgono le carte da prendere, prendendo una carta scoperta si ottiene anche quella coperta sotto, si drafta finche tutti hanno 6 carte in mano
Queste carte sono il vero motore del gioco, la vera genialata, le carte hanno tre variabili su di esse: il colore, il numero, la lettera. Il Colore ci racconta che tipo di propulsione si sta usando per muoversi nel tabellone, il numero ci racconta di quanto ci muoveremo, la lettera ci racconta quando eseguiremo la carta rispetto agli altri giocatori. Nel proprio turno i giocatori contemporaneamente rivelano una delle carte che hanno in mano dal precedente draft, quindi le carte si eseguono in ordine alfabetico partendo dalla A, il numero dice di quanti passi muoverà la navicella, il colore della carta indica cosa farà l'astronave: 
  • Verde: mouverà i suoi passi verso la navicella più vicina nel percorso
  • Viola: si allontanerà dalla navicella più vicina nel percorso
  • Blu: avvicinerà a tutte le navicelle a se
A seconda di come è configurato il tabellone potresti essere catapultato indietro di molti passi, oppure la situazione potrebbe essere perfetta ma per ora che è il tuo turno di muovere è molto cambiata.

Ecco quindi che centra Einstein: tutto è relativo, ovvero la carta che ti sembrava la mossa giusta, la carta che ti avrebbe fatto avanzare di molti passi potrebbe farti invece arretrare. 
Il gioco sembra strambo e casuale ma in realtà è molto tecnico e richiede una pianificazione importante per non rischiare di arretrare invece che avanzare nel percorso, il drafting è violentissimo e richiede memoria per ricordarsi che carte hanno preso gli altri. 
Il gioco finisce quando un giocatore raggiunge la fine del percorso oppure alla fine del sesto round, in quest'ultimo caso chi è più avanti vince. Il primo turno è un po esplorativo per capire come funziona, dai turni seguenti il meccanismo è già digerito bene e tutti i giocatori si scrutano per cercare di capire quali carte giocheranno e in che sequenza.
In conclusione Gravwell è un filler veloce della durata di 30 minuti circa, regole facili da spiegare ma per dominare il gioco è richiesto più tempo del dovuto, il che non può che essere positivo.
Se vi piacciono ribaltamenti di posizioni rocambolesche e il tema spaziale Gravwell fa per voi, se volete solo draftare giocate ad altro.

buon gioco a tutti
Fede

Le immagini possono essere tratte dal sito della casa produttrice (Cryptozoic), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

1 commento:

  1. confesso che non ho capito molto bene come funziona, forse sono troppo stupido per comprendnere l'aspetto einstein, ma confesso che il tutto mi intriga e acchiappa molto.

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