lunedì 17 febbraio 2014

I Migliori giochi del 2013: ecco i vincitori!!!

scritto da Fabio (Pinco11)

Ci siamo! Dopo il mesetto circa di sondaggi che abbiamo indetto siamo arrivati all'articolo conclusivo della nostra iniziativa "Miglior Gioco sul Nostro Tavolo 2013", ovvero quello nel quale, come d'uso, andiamo a vedere insieme i risultati, svelando ai lettori l'elenco dei titoli identificati da loro stessi come più meritevoli dell'annata ludica.
Prima di tutto premetto i miei ringraziamenti a chi ci segue, perché quest'anno la partecipazione è stata davvero massiccia ed entusiasta, con ben oltre i mille voti espressi, cosa che inizia a rendere interessanti in senso assoluto i risultati emersi, ma anche perché dai commenti sono emersi interessanti e validi suggerimenti.
In particolare diversi lettori, confermando la mia sensazione che molti di voi siano sommellier del gioco da tavolo e/o gamers, si sono lamentati per la difficoltà incontrata nel provare diversi dei titoli in concorso, visto il poco tempo trascorso dalla loro uscita (Essen - fine ottobre) al mese di gennaio ed hanno proposto per il futuro uno spostamento della nostra iniziativa verso i mesi più caldi. 

Poiché uno degli scopi di questi articoli è anche quello di far conoscere i migliori titoli usciti nel corso dell'anno, operando una selezione tra le centinaia editi, è chiaro che spostare a piè pari il tutto a maggio eliminerebbe o quasi questa funzione: l'idea però, anche considerato il gran numero di votanti, mi è sembrata buona, per cui a primavera inoltrata riproporremo il sondaggio, per verificare se nel tempo le preferenze siano rimaste invariate o se qualche titolo, magari nel frattempo meglio distribuito, riesca ad imporsi maggiormente.
Per ora la mia idea sarebbe quella di limitare questa verifica al solo settore dei titoli 'per esperti', che è quello che ha suscitato il maggiore interesse di chi spingeva per lo spostamento del sondaggio, ma sono aperto, come sempre, ai vostri suggerimenti ;)

Passiamo al sodo: chi ha vinto il premio nella categoria 'quasi per tutti'?

Qui abbiamo un vincitore a sorpresa, perché devo ammettere che, per quanto il gioco avesse ottenuto buoni riscontri nel tam tam dei giocatori, non pensavo che sarebbe riuscito addirittura ad imporsi.
Procedo con il classico ordine da 'podio', inserendo però stavolta quattro titoli invece che i soliti tre, in quanto sul gradino più basso si collocano, praticamente in ex aequo, in due.

Allora, al terzo posto ecco a voi Augustus, dell'italianissimo Paolo Mori (edito da Hurricane e per l'Italia da Oliphante) e Legacy: The Testament of Duke de Crecy (di Michiel Hendriks, edito da Portal).

Che il titolo di Mori potesse ben figurare si sapeva, avendo anche concorso sino all'ultimo per lo Spiel des Jahres in Germania e vinto il Gioco dell'Anno di Lucca e la meccanica di fondo, ispirata alla tradizionalissima Tombola, non poteva che avvantaggiarlo in questo senso. Qui trovate l'articolo 'delirante' dedicato ad Augustus dal nostro Pollo.
Molto più da underdog è stata invece la prestazione di Legacy, simpaticissimo gioco di carte, che ha gradualmente conquistato le attenzioni degli appassionati: confesso di essere stato tra i suoi sostenitori, avendo giocato con piacere diverse partite a questo titolo, alcune anche (è stato l'unico per il quale l'ho fatto) in modalità solitario. Eccovi, per chi volesse approfondire, il link al nostro articolo a lui dedicato.

Al posto d'onore, avendo conteso a lungo al vincitore la coccarda della vittoria, abbiamo una produzione italiana, ossia Steam Park, della Cranio Creations. Il gioco propone un mix tra elementi di gestionalità ed il classico rolla e rirolla di dadi, con una grafica accattivante, affidata alla nota grafica che ha illustrato Dixit ed una quantità e qualità di componenti più che adeguata per la fascia di prezzo prescelta.
Nel complesso un grosso passo nella continua evoluzione dell'editore del teschietto, sempre fedele alla sua collocazione di pubblico (titoli adatti a tutti, ma anche potenzialmente fruibili per i gamers, grafica particolare, meccaniche che valorizzano anche le doti di abilità e colpo d'occhio), che ha trovato una buona accoglienza, come dimostra il buon risultato ottenuto nel nostro sondaggio, da parte del pubblico di casa nostra. Eccovi, per chi volesse approfondire, il link al nostro articolo a lui dedicato.

Il vincitore è stato, invece, a sorpresa (almeno per me), La Boca, della coppia Inka e Markus Brand, edito da Kosmos (ed in Italia da Asterion). 
Il gioco propone una sfida di abilità ai partecipanti, ossia quella di disporre, a coppie, alcuni pezzi di legno colorati (di diverse forme), in modo tale che da ciascuno dei due lati dai quali si guarda (ossia dal lato di ciascuno dei giocatori) si veda esattamente una certa combinazione di colori.

Relativamente difficile a dirsi, ma immediato da capire una volta vista la prima prova, è il classico party game ma nello stesso tempo propone qualcosa di diverso dal solito: in Germania pare non se lo siano filati poi così tanto, ma qui da noi la scelta di localizzarlo operata da Asterion sembra essere stata più azzeccata, tanto che in giro per la rete ho sempre raccolto pareri positivi su questo titolo.
Alla fine, aldilà della mia sorpresa, direi che la coccarda va ad un titolo che se la è meritata. Eccovi, per chi volesse approfondire, il link al nostro articolo a lui dedicato.  

Per chiudere segnalo che ben si sono comportati, nei piazzamenti a seguire, anche Expedition: North West Passage, Handler der Karibik, Bang! Dice Game, Carcassonne Mari del Sud e Cafè Melange.

Vabbè, ora possiamo passare alla sezione dedicata ai migliori titoli di casa nostra

Qui devo dire che si è scatenata una vera e propria guerra tra gruppi di fan di tre titoli in particolare, che si sono combattuti, con il passare dei giorni, a colpi di decine e decine di voti al giorno.
In se la cosa è sintomo dell'interesse suscitato dall'iniziativa, ma nel contempo avviso, doverosamente, i lettori circa il fatto che i risultati vanno presi davvero con le molle, perché credo che rispecchino soprattutto la forza dei gruppi di amici che si sono voluti impegnare per portare alla vittoria l'uno o l'altro titolo, votando ripetutamente a favore di esso (può essere che mi sbagli, però ...).

Bene, procedendo con i risultati sul gradino più basso del podio troviamo l'ultima uscita della casa del guanto rosso (Red Glove), ossia Super Fantasy, di Marco Valtriani: il titolo riprende il filone dei giochi di esplorazione di labirinti, con una caratterizzazione grafica fumettosa e colorata e con meccaniche atte a renderlo l'anello mancante tra i giochi da tavolo ed i videogiochi. Il tutto, contenuto all'interno di una scatola molto ricca di materiali, ha incontrato evidentemente i favori del pubblico, tanto da conquistarsi il terzo posto nel nostro sondaggio.

Medaglia (pardon ... coccarda) d'argento per una grossa sorpresa di questo sondaggio, ossia C.O.A.L. di Stefano Castelli edito da Dast@Work: il gioco propone una sfida tra teorici robottoni steampunk e vuole essere a sua volta un anello di congiunzione, qui però tra i giocatori occasionali e quelli più appassionati.
Essendo il titolo unico proposto dall'editore per il 2013 nelle manifestazioni nelle quali è intervenuto esso è stato sempre ben promosso e nelle zone di Roma in particolare, quale enfant du pays, raccogliendo il sostegno di folti gruppi di fan che lo hanno votato, contendendo per la vittoria, almeno sino ad un paio di giorni dalla scadenza.


La coccarda del vincitore per la categoria 'italiani' va quindi ad una assoluta sorpresa, ossia Race Formula 90, di Alessandro Lala per la sua Gotha Games. Il titolo propone, come il titolo suggerisce, una simulazione delle corse automobilistiche, comparendo un '90' dove la logica suggerisce un '1' (che manca, immagino, per ragioni di copyright) ed è un prodotto destinato, per la sua profondità, ad un pubblico di esperti.
Stupisce quindi ancor di più il successo di questo titolo in un concorso 'popolare' come il nostro, per cui è chiaro che qui si sono mobilitati davvero tutti gli amici e parenti per far emergere all'attenzione del pubblico un titolo che comunque, come il nostro Agz aveva sottolineato nella sua recensione, appare davvero interessante e meritevole.

Poichè lo scopo del nostro 'premio' (e di questa sezione in particolare) è quello di parlare dei migliori titoli usciti, vi dico che ottimi risultati, in termini assoluti, sono stati raggiunti anche da Florenza Card Game, Carnival Zombie, Bang il Gioco di Dadi, Sheep Race, Romolo o Remo? e Madeira.
Vi rinvio, comunque, all'articolo di presentazione di questa sezione del concorso per la classica carrellata di presentazione su di essi.



Eccoci qui. Siamo alla categoria più attesa, ossia quella per gli ESPERTI!

Anche qui c'è stata una serrata battaglia a colpi di singolo voto, che ha coinvolto a lungo i tre titoli che si sono poi collocati sul podio. Da notare che della ventina di titoli circa in concorso nessuno è rimasto sotto la doppia cifra di voti ricevuti, a conferma del fatto che ciascuno dei giochi indicati ha raccolto il favore di diversi lettori, rappresentando essi sicuramente prodotti di un certo valore.

Passiamo, comunque, al nostro podio, partendo, come sempre, dal terzo posto, che è occupato quest'anno da Concordia, di Mac Gerdts, edito da PD Verlag. Avevo avuto la possibilità di provarlo già a Modena, dove l'autore era presente con una copia in versione quasi definitiva e mi aveva riservato già buone sensazioni, ma sono rimasto abbastanza stupito di come nel passaparola di Essen avesse scalato addirittura le primissime posizioni delle classifiche istantanee, cogliendo un clamoroso sold out in fiera.
Devo dire che, pur condividendo che il titolo meriti, non è riuscito a scalzare nella mia classifica personale di gradimento Navegador quale miglior titolo dell'autore tedesco, ma i miei compagni di gioco ne sono rimasti piuttosto contenti. La percentuale dei votanti che si è espressa a favore di questo titolo è stata (ricordo che si potevano esprimere preferenza multiple) ben del 22%. Eccovi qui una serie di articoli che abbiamo dedicato al gioco.

Al secondo posto, ma giusto per un pelo (un solo voto lo divide dal primo, quindi parlerei quasi di un altro ex aequo, con una percentuale di voti del 25%),  abbiamo il gioco di costruzione delle ferrovie russe, ossia Russian Railroad, della Hans im Gluck, della coppia Ohley - Orgler, titolo che rappresenta un inatteso ritorno dell'editore verso il target  di pubblico esperto, dal quale sembrava essersi gradualmente allontanata proponendo negli ultimi anni principalmente titoli adatti per un pubblico più ampio, anche se sempre caratterizzati da un certo spessore.
Il grande pregio del gioco, che è un gestionale pure, nel quale le ferrovie sono solo l'ambientazione sullo sfondo, è quello di risultare molto gradevole, molto ben spiegato nel manuale nonostante la sua natura di cinghiale, nonché estremamente curato nei componenti, ben fatti, ben illustrati ed ergonomici. Solido.
Qui trovate la sua recensione.

In vetta è alla fine arrivato un predestinato, ossia Nations, il preferito del nostro Pollo, edito da Lautapelit (ideato da due Hakansson e due Rosen) ed in Italia da Asterion Press (è l'unico della terna a a godere di una edizione in casa nostra).
Classico cinghiale, per cui comprendo perché sia piaciuto a chi piacciono i titoli complessi, nonché classico tema di fondo, che è quello della costruzione di una civiltà. E' un gioco che sta gradualmente emergendo, come un tappo di sughero, nelle classifiche di BGG, rappresentando il nuovo grande successo degli autori dell'estremo nord europeo, dopo l'Eclipse dell'anno passato.
I motivi per i quali sia piaciuto li ha spiegati in grande dettaglio il nostro Pollo, per cui è alla sua recensione che vi rinvio.

Per chi gradisce in particolare i numeri eccovi le percentuali dei voti espressi. Come potete notare un lettore su 4 ha indicato quale proprio preferito almeno uno dei due titoli vincitori, ma ottimamente si sono comportati anche il terzetto Bora Bora, Caverna e l'italianissimo Carnival Zombie, tutti in doppia cifra.
Teniamo anche conto del fatto che solo Bora Bora ha goduto di una distribuzione ampia (in Italia da parte di Uplay) essendo uscito prima dell'estate, per cui a maggior ragione il fatto che così tanti lettori in percentuale abbiano gradito quei titoli, ne attesta le potenzialità.
Aldilà dei risultati ottenuti, poi, dai singoli, dedico una nota personale ad Amerigo, che ho inserito perché è un Feld, ma che è probabilmente il Feld che meno mi è piaciuto ad oggi (per capirci mi sono divertito lo stesso a provarlo, eh ...). Sono lieto che, in bene o in male, la valutazione dei lettori sia allineata con la mia :)

Nations e Russian Rairoad (25%)
Concordia (22%)

Bora Bora (16%)
Caverna (14%)
Carnival Zombie (13%)

Lewis and Clarke (9%)
Francis Drake (8%)
Spyrium (8%)

A Study in Emerald, Madeira, Quantum, Pathfinder Adventure Card (6%)

Bruxelles 1893, Gluck Auf, Rokoko, Krosmaster: Arena (4%)

Glass Road ed Amerigo (3%)

Il migliori giochi sul MIO tavolo del 2013.

Ok, sono arrivato quasi alla fine di questo articolo di riepilogo (che sarà destinato a rimanere visibile ai lettori con un link sulla colonna laterale del blog per tutto l'anno) e come sempre questo è lo spazio che riservo per i miei premi.
A suo tempo, prima di pensare di allargare l'iniziativa, in una sorta di dialogo virtuale tra noi giocatori, a tutti i lettori tramite lo strumento del sondaggio, erano solo le mie preferenze ad essere oggetto dell'articolo: ora che la nostra comunità si è allargata mi riservo uno spazio sempre più piccolo, ma continuo con piacere a voler indicare i miei personalissimi preferiti.

Come al solito solo due sono le categorie nelle quali mi esprimo (quella degli 'italiani' serve solo a parlare della produzione di casa nostra, per cui non ha senso che faccia il 'partigiano' a favore dell'uno o dell'altro editore), ossia quella dei titoli 'quasi per tutti' e di quelli 'per esperti'.

Nella prima il mio preferito è stato Legacy: The Testament od Duke de Crecy. Ammetto che ne sapevo pochissimo e ad Essen c'era il solo Berna ogni tanto a dirmi che dovevamo provarlo: lo avevo visto su di un paio di tavoli nell'albergo e la massa di carte che si affastellava mi incuriosì, anche se non al punto di entrare nella lista dei titoli da prendere sul posto.
Alla fine l'ho comprato e provato ed ammetto che mi è piaciuto: in pratica si rivela una sorta di puzzle di carte, nel quale si devono incastrare gli effetti delle singole carte le une con le altre. Niente di troppo complicato, nè effetti alla magic , ma piuttosto un piccolo studio, mossa per mossa, di quali siano i più efficienti utilizzi di ciò che la mano ed il tavolo offrono. Simpatico il tema (costruire una famiglia nobiliare), accattivante la grafica sulle carte (dei busti caricaturali), ben oliati i meccanismi: ad onta del fatto che il titolo è poco interattivo, mi è piaciuto.
Tra l'altro devo dire che ho gradito in particolare (unico titolo quest'anno che ho provato in questa modalità) la versione 'solitario', che ha rappresentato un piacevole passatempo in alcune serate nelle quali il sonno tardava ad arrivare. Peccato che non abbia trovato una localizzazione in italiano (il testo sulle carte è limitato, ma almeno quelle poche parole vanno capite), ma non si sa mai ... ;)

La mia preferenza nel settore esperti è invece andata verso Russian Railroad. Sono riuscito sinora a giocarlo, complice il vortice del 'vediamoli tutti' tipico del dopo Essen, meno di quanto non avrei voluto, ma sin dalla prima sera in Germania è stato 'amore a prima vista'.
Solido, solido, solido.
E' un bel cinghialozzo, di quelli che assapori in umido, con le olive. Ne mangeresti tutta la sera, ti si scioglie in bocca e ti fermi solo quando dallo stomaco arriva al cervello il messaggio "basta, per carità: fermati!".
Andando aldilà della metafora la dura verità è che per questi titoli non è facile trovare masse di amici che ti implorano di metterlo sul tavolo, però quando accade sei contento, perché è uno dei titoli che vale tutte le due ore buone che la partita ti richiede (e sono ottimista).

Premio speciale per il miglior filler e per il miglior rapporto qualità - prezzo, infine, per Handler der Karibik, di Alexander Pfister, giochillo di carte che ho scoperto alla fiera, vedendolo, ancora sui tavoli dell'albergo.
Piccolo, 110 carte o giù di lì, grafica curata (Franz Klemens), meccaniche facile da capire (push your luck, con un poco di gestione di base dei poteri dei personaggi), solo 5 euro di costo (lo produceva il Museo Austriaco del gioco), partite che possono chiudersi in dieci minuti, diverse possibili tattiche da utilizzare, validissimo per due giocatori, ma anche per più di due, ne hanno fatto il titolo in assoluto più giocato a casa nostra (ne abbiamo fatto una cinquantina di partite).
Fiero e gagro del fatto di essere stato tra i primi a scoprirlo, non mi sono mai stancato di promuoverlo ed ora ho conferma del fatto di non essere l'unico pistola al quale è piaciuto, visto che la Pegasus ha deciso di ristamparlo ed uscirà a breve sotto il nome di Port Royal. Per chi faceva fatica a trovarlo ... ecco un'occasione per prenderlo (anche se non credo andrà a 5 euro ... eheheheh ...). Per chi non ne avesse sentito parlare, ecco la recensione.

Una menzioncina la dedico, poi, anche a Citrus, di Jeffrey Allers, edito da dlp games, gioco di piazzamento tessere molto, molto classico e poco impressionante, sia come grafica, che regole, che però arriva regolarmente sul tavolo per diverse partite a due. Lo ricordo perché non sempre c'è bisogno di effetti ultravivaci per proporre qualcosa che vale comunque la pena di giocare (qui la mia anteprima e la prova su strada).

Una righina la dedico poi a Niew Amsterdam, di Jeffrey Allers, per la White Goblin Games. Arrivato tardi per problemi di produzione ad Essen 2012 è poi uscito in sordina nel 2013. L'ho preso, mi è piaciuto, sono riuscito a portarlo sul tavolo qualche volta 'a tradimento', ma non mi riesce di trovare nessuno che ci voglia giocare ancora (qui la recensione). Ma piace solo a me?
A lui va il premio per il gioco che avrei voluto giocare di più ma che non mi è riuscito del 2013 ... ;)

Ultimissime riflessioni le dedico ai titoli che lo scorso anno avevano vinto il mio premio, ossia Die Palaste von Carrara e Tzolkin, per rilevare come nell'elenco dei titoli che ho giocato quest'anno siano ancora ben presenti.
Questo dimostra che, quando i giochi sono belli, sanno resistere alla prova del tempo!

Allora, che ne dite di tutti questi risultati che sono usciti? Cosa vi trova d'accordo e cosa invece vi fa gridare allo scandalo ;)  ??


14 commenti:

  1. Sono molto contento del 2º posto di C.O.A.L. perché lo trovo uno splendido gioco, veloce e non banale oltre ad un prezzo molto contenuto che non dispiace mai.

    Dei giochi del 2013 inoltre mi sono veramente piaciuti Nauticus, non è una copia di Puerto Rico anche se usa alcune sue meccaniche lo ho trovato molto appagante.
    Altro gioco che mi è piaciuto è Coal Baron semplice piazzamento lavoratori, anche questo ottimi materiali e buon gioco.

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    1. Nauticus era uno dei titoli sui quali avevo puntato di più prima di Essen: mi è poi piaciuto, ma alla fine tutte quelle tesserine e le navine da costruire mi hanno lasciato un pochetto perplesso. Gluck Auf è invece in piena risalita: nonostante non proponga nulla di realmente nuovo, gira bene, in tempi rapidi e non si perde in complicazioni inutili.
      Per la competizione legata agli italiani ripeto che sono stato stupito dal risultato ottenuto da COAL, che dimostra come anche gli editori più piccoli possano conquistarsi degli spazi ed emergere ;)

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  2. La mia personale classifica dei giochi editi nel 2013 è la seguente (tenendo conto che non ho provato diversi titoli "cinghialosi" stile Concordia; Nations e Russian Railroads):
    - il più bello? Forse Bora Bora per i cinghialoni e Bruges per i giochi di media difficoltà (sono un grande fan di Feld, non so se si vede);
    - il più equilibrato tra divertimento - semplicità - complessità- compattezza - prezzo - scatola? Spyrium;
    - il più ambientato? Expedition: Northwest Passage (uno tra i german più ambientati degli ultimi anni oltre che con meccaniche davvero interessanti); menzione speciale qui per Legacy e Lewis & Clark;
    - il miglior filler? Blueprints. Geniale nella sua semplicità ma molto accattivante.

    Ma Russian Railroads non ha il problema della monostategia (erano "voci" che sono girate sul forum della tana...)?

    Ciao ciao

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    1. Per Railroad non ho notato il problema in questione, giocando in diverse partite con diverse tattiche. Tutto sta, secondo quanto ho notato, nel diversificare le strategie, perché se più di una persona segue la 'tattica perfetta' entrambi finiscono di solito indietro, danneggiandosi a vicenda. Spesso i discorsi sui 'bug' nascono da persone che teorizzano troppo, ma nel caso di Russian vorrei avere davvero la possibilità di giocarci le partite che possono servire per scoprire i bachi :)
      Expedition so che ha attratto diversi amici, mentre mi ha personalmente poco 'intrippato', vedendolo troppo 'carcassonnesco'.
      Spyrium mi è risultato un poco claustrofobico e la grafica proprio è di quelle che non mi vanno giù ;)
      Di Blueprints ho sentito parlare da diversi ... mi sa che mi dovrò decidere a prenderlo ... acc.. ;)
      Bora Bora è effettivamente un buon Feld, forse non il migliore, ma buono, lo riconosco :)

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  3. Ciao Fabio, io sono dalla tua parte, Niew Amsterdam mi piace! e devo dire che condivido le tue classifiche.
    Ciao Sampy

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    1. Sempre gentilissimo, come al solito :) Prima o poi magari riusciremo, in qualche fiera, a giocare allo stesso tavolo !!

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  4. Il verdetto della classifica non si discute, ovviamente. Ma c'è una cosa che forse stride un po': come mai non appare nel terzetto di testa il gico 2013 che ha la migliore posizione su BGG, ossia Caverna? Non è semplicemente dovuto al fatto che, magari anche per il prezzo non proprio popolare, in pochi l'abbiano provato e quindi in pochi l'abbiano votato? Io, ad esempio, ancora non l'ho provato...
    Voi che ne pensate?

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    1. Sono curioso di vedere se nella riproposizione del sondaggio in primavera manterremo o meno le stesse posizioni ... ;)

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  5. Il trionfo di un gioco astratto e di genere "rompicapo" come La Boca mi lascia molto perplesso e lo ammetto: anche un po' deluso. Capisco che possa piacere e possa entrare in classifica ma non ne comprendo la vittoria di categoria. E’ come guardare un film di Checco Zalone. Divertente, dai, simpatico. Ma quando scopri che è il film che ha incassato di più nella storia del cinema italiano, un po’ di amaro in boca te lo lascia.
    Molto perplesso....

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    1. Ti dirò che il risultato per la nostra categoria 'per quasi tutti' lo vedo come 'il miglior gioco per tutti scelto dai gamers' ed è una cosa diversa dall'essere il miglior gioco per tutti scelto dai giocatori occasionali che dovrebbero esserne il target. Giro di parole per dire che agli occhi dei nostri lettori la fascia dei titoli 'per tutti' non è certo la più seguita e si fa fatica a trovare titoli che vi appartengano che affascinino anche i gamers che ci leggono, di conseguenza un giochillo simpatico come La Boca, che spesso fa da filler nelle serate dei giocatori più esperti, è riuscito ad imporsi ... Che dici?

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    2. Si, capisco cosa intendi. Ma su queste premesse allora è "sbagliata" la categoria (dico sbagliata amichevolmente, eh, intendiamoci, il mio intento è solo discutere di un risultato) nel senso che dentro ci sono dei giochi che allora forse dovevano "gareggiare" in un'altra categoria perchè con quel metro di valutazione non avrebbero mai potuto vincere. Mettere in gara nella stessa categoria La Boca e Steam Park e veder trionfare il primo... non so... mi sembra un risultato stonato. Poi parlo sempre delle mie impressioni da giocatore, non è che La Boca mi ha ammazzato il gatto, nè l'autore di Steam Park è mio cugino.
      ^_^
      Sempre vostro fedele lettore
      Andrea

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    3. La categoria che ritengo più 'centrata' per il nostro sondaggio è quella dei giochi per esperti, perché è riferita al segmento che impatta maggiormente sul nostro target di pubblico. Nel contempo, visto che l'articolo riepilogativo dei vincitori è destinato ad avere, nel corso dell'anno nell'ordine delle migliaia di letture, con esposizione anche a favore di molti lettori e giocatori occasionali, penso che sia doveroso offrire anche a loro una forma di consiglio, nella logica di diffusione della cultura ludica.
      Il problema sta sempre nel capire dove porre l'asticella tra il 'per tutti' e il 'per esperti' e la mia sensazione è che La Boca si sia imposto proprio perché visto come 'più per tutti' di Steam Park. In La Boca abbiamo infatti dei cubetti colorati che fanno tanto infanzia ed una meccanica di gioco a coppie da party game e non richiede, in sostanza, nessuna previa comprensione di meccaniche di gestione. Steam Park, che in senso assoluto ritengo anche io essere superiore, ha però una grafica ricercata, ma non tradizionale e meccaniche che per un gamer sono facilissime, ma che per uno che giochi per la prima volta o quasi ad un boardgame cominciano ad essere 'complesse'.
      Ho paura, quindi, che i vincitori delle categorie 'per tutti' siano destinati, con una certa frequenza, a deludere i gamer, perché quasi sempre soluzioni di 'compromesso' per avvicinare gli occasionali. Ogni tanto il gioco facile e per tutti tutti esce, ma non ogni anno: del resto è da un pezzo che i vincitori dei vari Spiel des Jahres e simili risultano indigesti ai gamers ..

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    4. Teniamo conto cmq (e scusate se mi inserisco nella vostra discussione) che sono dei sondaggi in cui il peso dei fan di un preciso gioco ha avuto grande importanza (come tu hai ricordato per il premio del "miglior gioco italiano"). Inoltre c'è un aspetto ulteriore che potrebbe (e ripeto potrebbe) aver reso il voto meno aderente alla realtà: un utente che vede che il gioco che vorrebbe votare non ha nessuna chance di vincere, vota uno dei due/tre in testa per fare in modo che prevalga rispetto agli altri in lizza (potrebbe essere questo il caso de "La Boca").

      Cmq io credo che un "gamers" giochi spesso anche con giochi di media-semplice difficoltà (che sono anche più "facili", a livello di tempo a disposizione, da giocare). Io, che mi reputo un giocatore appassionato con poco tempo a disposizione, conoscevo più giochi per tutti (perché realmente provati) rispetto a quelli "hard" di cui ho solo letto/visto giocare, ma non provato.
      Sulla questione dei criteri per selezionare i giochi nelle categorie, nemmeno l'organizzazione dello Spiel des Jahres è sempre coerente (unica critica che francamente le muovo), quindi capisco che anche per Fabio non è sempre facile incasellare i giochi in precisi insiemi.

      Ciao

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  6. Di C.o.a.l. non avete neanche la recensione, tocca rimediare :D

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