domenica 23 febbraio 2014

[ieri sera ho giocato a...] The Great Zimbabwe, con contorno

Scritto da Agzaroth


Rispolveriamo quello che per noi è un grande classico e per me personalmente uno dei migliori giochi esistenti: The Great Zimbabwe. Fabio è solo alla seconda partita e, confessa, non è entusiasta di questo titolo della Splotter Spellen, essendo maggiormente rimasto colpito da Indonesia e Bus (ma ancora dobbiamo farti provare Antiquity e Greed, prima o poi ti tocca...).


ODDVILLE
Comunque, dato che siamo in quattro e che l'ultimo arriverà con mezz'ora di ritardo, Fabio approfitta per spiegare a me a Ale un filler: Oddville. Il gioco è semplice e veloce. Si tratta di accumulare risorse tramite una meccanica di piazzamento lavoratori (a costo crescente) con cui comprare carte quartiere che formano un tabellone comune (piazzamento tessere), stando attenti a far combaciare strade e palazzi. Dai quartieri piazzati si ottengono PV e carte gilda, che forniscono benefici e agevolazioni durante la partita, oltre che PV al loro possessore finale. Dato che queste carte sono limitate (n° giocatori -1), passano continuamente di mano in mano quando qualcuno costruisce un nuovo quartiere con il simbolo della gilda.
Comunque, partiamo a bomba e, verso metà partita, mi accorgo di essere indietro di una mossa rispetto agli altri. Così decido di cambiare strategia, non far più troppi calcoli e semplicemente tirare a costruire gli edifici più economici (quelli da sole due risorse) il più velocemente possibile. Grazie a questo cambio di marcia, supero gli altri due e vado a chiudere con 6 uomini sul tabellone,vincendo la partita. Questa cosa mi ha ricordato un po' San Juan, in cui spesso è più fruttuoso costruire subito che non cercare chissà quale combo. Anche il sistema di passaggio delle gilde è quasi totalmente incontrollabile e ci ha fatto un po' storcere il naso.
Gioco promosso, ma sulla sufficienza, nulla di più.

THE GREAT ZIMBABWE
Nel frattempo arriva Matteo così apparecchiamo TGZ, previa breve mia rinfrescata delle regole.
Per chi non lo conoscesse, intanto il consiglio di vendere un rene e comprarlo, in secondo luogo posso dire in breve che si tratta di un gioco logistico-economico con meccaniche di pick-up&delivery, asta e poteri variabili.
La particolarità maggiore (in realtà ci sono diverse chicche, come l'asta ridistributiva della ricchezza e il sistema di trasporto artigiano primario-secondario) è quella della VR, ovvero la Victory Requirement. È una meccanica mutuata, sviluppata e perfezionata da Antiquity (sempre Splotter Spellen) che impone un diverso obiettivo di vittoria, in base ai potenziamenti acquisiti in partita. Per farla breve, ogni giocatore parte con una VR20, ovvero dovrà fare almeno 20 PV per chiudere la partita e possibilmente vincerla. Durante il gioco, ad esempio, acquista il dio Engai, che gli fornisce una rendita di 2 mucche (la moneta del gioco) a turno. Un bell'aiuto, vero? Certo, però il rovescio della medaglia è che Engai aumenta la VR di 5 punti, per cui il giocatore ora deve fare almeno 25 PV per vincere.
In sostanza, più ti potenzi, più si alza la soglia da raggiungere. Se sfrutterai bene i potenziamenti comprati, ne sarà valsa la pena, altrimenti saranno solo una inutile zavorra.

Comunque, io parto subito con la Mandria, una carta ottima perché fornisce parecchie mucche in gioco. In cambio alza di +6 la VR e ha bisogno costante di mucche per essere efficace, carburando lentamente nei primi turni. Ale prova per la 4^ volta Xango, l'unico dio che non dà benefici ma abbassa la VR di -2. le ultime due volte è andato vicinissimo alla vittoria e sente di volerci riprovare. Matteo prende i Nomadi che consentono il piazzamento dei monumenti anche in adiacenza ad altri. Per +1 VR è un ottimo acquisto, anche se Obatala non è tra gli dei disponibili. Fabio decide di costruire subito gli artigiani. Dato che è la sua seconda partita, gli spiego che Gu, il maestro artigiano, può essere un valido aiuto se ha intenzione di intraprendere questa strada. Lui però è incerto e opta per il più sicuro Engai.
Successivamente io sceglierò Atete, che mi consente di sfruttare le risorse una seconda volta. Con la Mandria a fare cassa e Atete che risolve i problemi di approvvigionamento, penso di avere la partita in mano. Nulla di più sbagliato. Matteo tarda un po' a scegliere divinità e il suo temporeggiare si rivela azzeccato perché, vedendo come si sviluppa il tabellone, capisce che Tsui-Goab è il più adatto alle sue esigenze. Il dio gli permette di alzare monumenti anche tramite merci tutte uguali, invece che utilizzarne sempre di diverse, come da regole. In realtà, alla fine anche lui ha troppa fretta: se avesse aspettato ancora un turno avrebbe visto il proliferare di artigiani diversi e allora un altro dio sarebbe stato ancora più efficace (Anansi sarebbe stato la scelta migliore, sia per me che per lui).
Fabio, nel frattempo, è stato preso dal sacro furore dell'artigiano. Si è assicurato pure gli specialisti Costruttore e Danza della Pioggia e ha il monopolio di ceramica, avorio, troni e maschere (!). Io lo contrasto solo con gli intagliatori. I suoi innumerevoli artigiani non gli permettono però di fare molti PV. È rimasto infatti con un solo monumento e con quello chiuderà la partita.
Ale, zitto zitto, fa la sua partita di rimesse e mentre tutti noi aumentiamo la VR, rimane a 18. un monumento qui, una elevazione là, una mucca guadagnata con l'asta (in cui giustamente non punta mai) ed ecco che a un certo punto riesce, con 6 mucche, ad alzare a livello 3 uno dei suoi monumenti e va a 17 PV. Al turno successivo chiude. A noi rimane un'ultima mossa. Fabio fa ben 3 intagliatori di diamanti, arrivando a VR40 e prendendo 9 punti solo con loro. Purtroppo fissa il prezzo a 3 e ciò non consente a Matteo di di alzare monumenti in quantità sufficiente per arrivare alla sua VR: chiuderà appena 1 punto dietro. Io riesco ad alzare, ma rimango comunque un po' più indietro. Ale piazza il nuovo monumento e vince a 18PV.

Alla fine analisi della partita ed errori commessi:
Fabio: ok puntare sugli artigiani, ma occorrono anche i monumenti, almeno un altro da poter alzare. Se avesse scelto Gu e non Engai, la sua VR sarebbe stata ben 8 punti meno e avrebbe chiuso vicinissimo alla vittoria.
Io: la scelta di Atete è stata troppo frettolosa e infruttuosa. Mi è servita pochissimo, inoltre, spesso, offrire e tappare le risorse agli avversari è più importante che non averle sempre disponibili per se. Ieri mene sono scordato e il gioco me lo ha ricordato a mie spese.
Matteo: ottima partita, persa per una manciata di mucche. Probabilmente anche il suo dio è stata una scelta frettolosa, anche se alla fine ha reso meglio del mio. Non aveva fonti di reddito e questo lo ha penalizzato sul finale (è stato forse l'errore principale), quando gli sarebbero servite quelle 3 mucche in più.
Ale: partita perfetta con Xango. Alla fine beneficia di due tasselli d'acqua posti da Fabio sul tabellone forse senza troppa attenzione. Quei tasselli gli consentono di arrivare a pelo con le mucche a pagare l'innalzamento.

TGZ mi sorprende sempre, partita dopo partita, devi sempre rimettere in discussione le tue convinzioni. Ogni singola mossa pesa come un macigno, ogni mucca può fare la differenza tra vincere e perdere. Tutto è importante, dall'osservazione del tabellone prima di iniziare, alla scelta dei rilanci, a cosa costruisci, a quando lo fai. È uno dei giochi che costituiscono la mia personale trinità di preferiti.




FLASH POINT FIRE RESCUE

La serata si chiude con la prima partita di Flash Point Fire Rescue. Partiamo a livello esperto, scenario standard. Caposquadra (Ale, vista la sua militanza di due anni nei pompieri), CAFS (io, mi pareva figo, si rivelerà una chiavica), Specialista nei Recuperi (Fabio), Pompiere Esperto (Matteo).
Forti della nostra esperienza a Pandemia, ci rendiamo subito conto di un paio di cose: in FPFR il fattore chiappa è decisamente più importante; se a Pandemia abbiamo ormai la squadra rodata è un'intesa perfetta, qui siamo dei principianti. Il mio CAFS è lento come il porco, pare Boldi in Pompierie viene continuamente cazziato dal Caposquadra. L'Esperto di Matteo, invece, fa la parte di Fantozzi e, dopo aver salvato giusto un gatto, a fronte delle due gnocche capitate a Fabio e dopo esser stato sbalzato fuori dal tabellone un paio di volte, con le fiamme che divampano ormai ovunque, decide ci cambiarlo con l'Operatore Idrante, che se non altro non rischia fiammate nel muso. In compenso passa tutto il tempo a girellare attorno all'edifico mancando sistematicamente il bersaglio e spegnendo il nulla.
La sfiga imperante, a questo punto, ci fa salvare cani, uomini, vecchie e falsi allarmi, bruciano tutte le belle ragazze intrappolate. Ma siamo lì lì, manca giusto un segnalino da far uscire, il settimo, per vincere la partita, quando....BOOOOOOM!
Crolla tutto.
Il mio CAFS-tartaruga e il nostro coraggioso caposquadra (Ale) rimangono schiacciati dalle macerie. Si salvano il pusillanime Operatore e lo Specialista in Recuperi (che ha saggiamente recuperato se stesso, oltre alla sesta vittima).

Impressione positiva, anche se non entusiasta, comunque da rigiocare e la prossima volta saranno 2 piani + basamento!


Le immagini sono tratte da foto private, da BGG, dal manuale o dal sito della/e casa/e produttrice/i alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

6 commenti:

  1. Se un giorno TGZ verrà ristampato ad un prezzo decente, lo comprerò sicuramente!

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  2. il mio rene è già prenotato da Gerdts, sorry... :P

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  3. Un Gerdts costa meno della metà, quindi ti potrebbero bastare un paio di tonsille... :-D

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  4. Io il rene me lo sono venduto per farmi come regalo di Natale TGZ! Ma ne è valsa la pena! Peccato che potrò vendermi solo un altro rene per un gioco che ne valga la pena! Ma se mi vendo la forfora potrò prendere Caverna? o_O

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  5. Io lo presi a scatola chiusa pre Essen. Le anticipazioni mi avevano incuriosito molto e la Splotter Spellen è sempre una garanzia.

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  6. Preso ieri TGZ in un negozietto on-line francese a €. 71, sono ancora incredulo di averlo trovato così facilmente.

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