martedì 11 marzo 2014

Bruxelles 1893

scritto da Fabio (Pinco11)

Sono quasi arrivato, finalmente, ad esaurire la valanga di scatole che aveva affollato il mio spazio 'giochi non ancora provati' dopo il periodo delle grandi uscite autunnali ed uno degli ultimi titoli a transitare sulla mia tavola è stato Bruxelles 1893 (per 2-5 giocatori, tempo medio dai 90 minuti in su, indipendente dalla lingua), di Etienne Espreman (esordiente), edito da Pearl Games (per l'Italia distribuito da Uplay.it).
L'idea è qui quella di mettervi nei panni di altrettanti architetti, impegnati a realizzare, in competizione tra loro (e traendo le proprie risorse anche dal fiorente mercato dei dipinti) alcune opere architettoniche mirabili, il tutto sullo sfondo della capitale belga dell'epoca, dominata dallo sviluppo dello stile dell'art noveau (da noi anche detta liberty).
A livello pratico le dinamiche sono quelle dei titoli di gestione azione, con un tot di ometti da distribuire ogni turno tra le varie occupazioni disponibili, il tutto con spruzzi di meccaniche di asta, di maggioranze e di uso di carte.


Di che si tratta, in sintesi?

Lo dicevo sopra, che è un 'gestione azioni'. L'idea base è quella che si parte con alcuni trippoli in mano e che ad ogni giro ciascuno può svolgere una delle 9 azioni disponibili: quattro di esse sono sempre fruibili (anche se, però, ogni volta che qualcuno le utilizza, aumenta di 1 il suo costo in omini), mentre per le altre cinque (presenti in un numero variabile di iterazioni in ogni turno) una volta utilizzate le relative caselle da qualcuno, si dovrà attendere il turno seguente.
Fra le cose da fare abbiamo il filone della compra e vendita di opere d'arte (due azioni), quello dell'uso di carte 'personaggio' (due azioni), quello della costruzione di parti del proprio edificio (altre tre azioni) ed un paio di azioni libere (prendi soldi e replica un'azione del tabellone).
Aggiungo sin d'ora, senza scendere nei dettagli (qui ne trovate le regole in inglese), che ci sono parecchie regolette specifiche che disciplinano l'attribuzione di diversi bonus ad ogni turno, a partire dalle carte 'bonus', utilizzabili tra l'altro per un effetto immediato o quali moltiplicatori a fine partita, passando dalla attribuzione delle tesserine 'mostra', che danno moltiplicatori per l'azione atelier, arrivando (ma non solo) ai moltiplicatori per i punti attribuiti per le maggioranze nell'occupazione degli spazi sul tabellone art noveau. Diverse sono, come potrete intuire, le strade per ottenere punti. 
Alla fine del quinto giro ha luogo un calcolo finale dei punti, che si svolge attraverso diversi criteri di valutazione.

Come si presenta

Parto dall'aspetto visivo per dire che qui siamo nel soggettivo. Personalmente è il motivo che mi ha spinto a provarlo così tardi, ossia il tratto grafico di Roche (che è l'illustratore preferito di questo editore) a me in generale non piace, perché i simboli delle legende mi risultano sempre poco chiari e piccolini ed anche sul tabellone l'iconografia non mi risulta chiarissima a colpo d'occhio (vedi il poco intuitivo uso dei cubetti per definire i 'materiali di costruzione' sulle schede giocatore). Nel contempo però ho letto diversi commenti entusiasti si internet legati proprio allo stile liberty che è stato riprodotto nelle illustrazioni, per cui verissimo è il motto tot capita, quot sententiae e lascio a voi capire se sia la vostra cup of tea.
Notate le 'strisce' con le azioni, che rendono il tabellone modulare.
A livello di componenti siamo invece nel classico, con materiali adeguati allo scopo, tra trippoli, cubetti materiale e schede giocatore. Nota di merito per l'idea del tabellone componibile ed all'idea della casualità pilotata (dal primo giocatore) ad ogni turno nel determinare la disponibilità delle azioni sul tabellone di destra, che inserisce variabilità nel tipo di azioni disponibili (e/o quante volte lo sono) e quindi nelle strategie di gioco.
L'ambientazione è ben riprodotta, in senso generale, grazie alla grafica, anche se poi la presenza di diverse regolette lo rende progressivamente slegato da meccaniche proprie della vita reale (ci sono diverse scale di moltiplicatori davvero poco intuitive nella loro attinenza alla realtà).

Come gira

Le sensazioni raccolte al tavolo sono state generalmente positive ed il gioco beneficia di un lusinghiero 7.66 di media voto su BGG, per cui capirete che si tratta di un titolo che è stato sicuramente gradito.
Uno dei personaggi.
E' molto impegnativo e lo riserverei, quanto a target, ai gamers, perché sulla base strutturale di un gioco semplice e classico (prendi un trippolino, piazzalo lì e svolgi la relativa azione, utile a fare soldi o a costruire), sono state inserite diverse regole e diversi concetti di moltiplicazione di punti, i quali sicuramente lo rendono più interessante ed aprono diverse strade per la vittoria, ma hanno l'effetto collaterale di rendere la consumazione dell'alimento decisamente 'pastosa'. La mia consueta metafora alimentare stavolta mi porta a pensare di paragonare il gioco a quei simpatici dolcetti sardi ultradolci concentrati (non lo sono tutti, ma ad una cena me ne avevano presentati alcuni di quel tipo ed a distanza di anni ancora a volte mi sveglio la notte pensando a loro), quelli che si presentano davanti a te come delle innocue palline o simili più piccoli di una pasta e che a mangiarli ci metti poi una vita, perché dentro sono di una densità zuccherina da far spavento.
La cosa si percepisce già alla spiegazione, perché dopo due minuti hai finito le regole base e tutti ti guardano contenti, perché pensano di aver già capito tutto (in fin dei conti mi hai già detto a cosa serve quasi tutto quello che c'è sul tavolo .. mancano solo quei tre o quattro simboletti ...) o quasi e vorrebbero anche iniziare a giocarlo. Poi precisi che sinché non gli hai spiegato i dodici comodi passaggi (esagero ...) nei quali si articola il turno non potremo neppure iniziare ed alla fine arrivi a non meno di un quarto d'ora di spiegazione finale, con loro che alla fine non ci si raccapezzano più nei vari bonus, sottobonus ed ammenicoli vari (ma tutta stà roba l'hanno condensata in sole 12 pagine di manuale? ..).

Lo sviluppo della partita rispecchia tutto ciò perché alla base, lo ripeto, è tutto lineare, mentre mano a mano che si gioca di percepisce come ci siano da tener presenti un sacco di cosette e si arrivano a capire le tre tracce moltiplicatrici (una per il valore delle parti di edificio a fine partita, una per il numero di carte personaggio fruibili in una apposita azione ed una per i punti bonus per il controllo del tabellone art noveau), le attribuzioni della carte bonus, quanto convenga prendere i personaggi e così via. Poi spesso è proposta l'alternativa tra un bonus solo immediato o la conservazione di carte e si rischia, in presenza di partecipanti 'riflessivi', la morte tipo asino di Buridano (quello che è morto di fame per non saper scegliere tra due mangiatoie poste ad uguale distanza da lui), ovvero, per dirla all'americana, l'analisys paralisys.
Tutto ciò è però, nel contempo, il bello del gioco, perché se arrivate ad apprezzare la cosa e godete di un gruppo che le prime partite si propone più di capire le meccaniche che lottare alla morte per vincere allora ve la cavate in un tempo ragionevole (non meno di un par d'ore in tre ... per cui aumentate nel 4-5 giocatore), altrimenti lo tramuterete, innaturalmente, in un cinghiale.
L'amico Faustoxx me ne ha parlato con toni elegiaci e devo dire che è grazie a lui che alla fine l'ho messo sul tavolo la prima volta. I miei compagni di gioco a loro volta lo hanno gradito, perché lo hanno trovato interessante e stimolante, nella sua varietà di meccaniche interne, tutte da tenere in conto ai fini dell'elaborazione delle tattiche di gioco.
C'è rigiocabilità, inoltre, grazie alla modularità del tabellone di gioco ed all'uscita casuale (distribuzione nei turni) delle varie carte bonus e personaggio tra l'inizio del turno e nel corso della partita. L'alea è presente, ma direi che non si avverte come troppo significativa, nel contesto di un gioco 'concettualoso'.
Quanto all'interazione devo dire che si avverte (fortemente) soprattutto nella fase di utilizzo delle azioni (che sono esaurite), ma è ben presente anche nelle aste e nelle diverse maggioranze che si calcolano di turno in turno (per chi vince le carte bonus, per chi prende i punti bonus per il controllo di sezioni della città, per chi prende il primo giocatore). Buona la scalabilità, anche se il gioco a due appare (ai miei occhi, anche in virtù della presenza di meccaniche di maggioranza) più un adattamento che una versione 'nativa'.

L'autoesplicativa iconografia che riassume lo svolgimento di un turno di gioco (?!)

Nel complesso questo Bruxelles 1893 si rivela un titolo interessante, meno convenzionale di quanto si potrebbe percepire a prima vista e ricco di complessità nascoste. Un pelo pastoso nella consumazione immediata, può riservare interessanti sfide nel medio termine: è suggerito ad un pubblico più esigente e paziente e la sua non convenzionalità è rispecchiata anche dalla grafica, che può essere a sua volta soggettivamente apprezzata già sulla base delle immagini che corredano l'articolo. 
Se rientrate nel potenziale  target del gioco, dovreste darci un'occhiata ;)

Come sempre segnalo, per chi fosse interessato, che il titolo è reperibile nel negozio online Egyp.it.

-- Le immagini possono essere tratte dal sito dell'editore e/o dal manuale di gioco e/o da BGG (postate da sebastien dujardin). Tutti i diritti sul gioco appartengono all'Autore ed alla Casa editrice (Pearl Games / Uplay.it). Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

13 commenti:

  1. D'ora in poi l'Analysis Paralisis sarà rinominata "sindrome dell'asino di Buridano" :)
    Grazie Fabio, bell'articolo, anche se il gioco non mi attizza manco un po'...

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  2. il gioco è un buon giocone, ma presenta un pro e un contro che secondo me sono riassumibili nella stessa frase: tutte le meccaniche possibili in un titolo solo.
    Il pro è che davvero ce n'è per tutti i gusti, in pratica ognuno può prendere confidenza con la meccanica che più gli è congeniale e ritagliarsi i suoi spazi in essa, inoltre direi che tutte sono bene implementate, direi che nessuna è sbilanciata rispetto alle altre.
    Il contro di tutto questo è che in pratica non riesci a giocare "con gli altri", perchè succede troppo e troppo diversamente in un turno per provare a sfruttare le mosse degli altri (quando ad esempio spostano il quadratozzo opere d'arte) oppure ad anticiparle (quando selezioni gli edifici da occupare o da costruire).

    Il mio giudizio è positivo, ma non posso dire che sia un gioco a cui riuscirei ad affezionarmi. Lo vedo più come un vero e proprio esercizio mentale per i gamers. Allenarsi ad ottimizzare e a lavorare su più fronti contemporaneamente.

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  3. Per completezza d'informazione: Bruxelles 1893 ha vinto in Francia l'As d'Or - Jeu de l'Année per esperti.

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  4. Caro Elijah, mi hai preceduto di poche decine di minuti:)

    Effettivamente in Francia ha riscosso un bel successo. Ne è la prova la vincita dell'As d'Or (premio che come tutti gli altri lascia sempre il tempo che trova...) è indice cmq di un certo interesse da parte degli addetti ai lavori. Teniamo conto che quest'anno la concorrenza francese era di tutto rispetto (ad esempio Lewis&Clark per citarne uno).

    A me è piaciuto molto, vuoi perché sono anche affezionato alla casa editrice (che ha pubblicato il fantastico Troyes), vuoi perché questo miscuglio di molte meccaniche l'ho trovato ben amalgamato.

    Quindi per me pollice alto.

    Ciao

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  5. Quoto Poldeold! Va detto che sono di parte, amo Troyes, la Pearl Games e lo stile di Alexandre Roche :)

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    1. Nooooo .... Roche .... Vade retro ... ;) Proprio non riesco a farmi piacere quel tratto, che trovo così tendente al piccolo nelle icone e poco pratico per il colpo d'occhio in corso di partita ...

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  6. titolo interessante, ma lo definirei cavilloso, per i miei gusti giocherei ad altro.....

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  7. Si, i titoli della Pearl sono sempre cavillosi, con la simbologia brutta ed incomprensibile, e vincono puntualmente quel dannato Asso d'oro che boh...qui gatta ci cova.

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    1. In realtà Troyes e Tournay sono stati nominati nel novero dei giochi dell'As d'Or ma non hanno vinto. Mentre Ginkgopolis non ha ricevuto nessun premio. È vero che 3 giochi su 4 pubblicati dalla Pearl Games hanno beneficiato di un riconoscimento ma non credo proprio che ci sia sotto qualcosa. Primo perché il premio è francese e la casa editrice è BELGA e per chi conosce un po' i francesi capisce la "rivalità" tradizionale tra i due paesi; inoltre i giochi premiati o nominati sono "oggettivamente" dei bei giochi. Poi se mi si viene a dire che Monsieur Phal (coautore del sito Tri Trac e membro della giuria dell'As d'Or) sia a volte piuttosto profilato nel suo sito per alcuni giochi (vedi Archipelago e Les Batisseurs) mi va bene, ma non c'è solo lui come giurato.

      Quindi bravi a Pearl Games che fino ad ora non ha sbagliato un colpo

      @Fabio: io adoro la grafica di Roche e trovo i tabelloni dei giochi targati Pearl Games sempre chiari e coerenti (dopo aver ovviamente letto bene il regolamento e aver compreso la simbologia) Addirittura attraverso i simboli si può spiegare i vari giochi!

      Ciao ciao

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    2. Mi sembra di aver detto più di una volta che l'apprezzamento della grafica è soggettivo ;) Poi, piacendoti Kingdom Builder, mi devo aspettare di tutto da te ;)

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  8. Ma il punto C2 della 'autoesplicativa iconografia' è la fase del turno in cui i giocatori vanno a fare la pipì ? :)

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    1. Esatto: mentre aspetti che gli altri facciano il loro turno ;)

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    2. ahahah l'avevo notato pure io.... e pensate pure che alla lettura :
      Bruxelles 1893 ha vinto in Francia l'As d'Or .... avevo letto Bruxelles 1893 ha vinto in Francia l'Ass d'Or
      tanto per capire quanto mi piaccia
      GG

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