mercoledì 16 aprile 2014

[Parliamone] Boardgame DLC (espansioni e materiale promo)

scritto da polloviparo.

Scusate se nel titolo ho utilizzato degli acronimi, ma ho attinto a piene mani dal mondo dei videogames.
Per chi non ha familiarità con questo universo parallelo, i DLC sono i contenuti aggiuntivi scaricabili (downloadable content) che vanno ad arricchire o integrare un videogame.
In pratica sono delle aggiunte come side quest in gdr, capitoli extra in action game, oppure nuove autovetture in un gioco di corse.
Per carità, non che stiamo parlando di una novità in senso assoluto, anzi diciamo pure che hanno semplicemente cambiato nome, infatti fino a poco tempo fa le avremmo chiamate più semplicemente "patch".
I più smaliziati avranno già capito dove voglio andare a parare :)



Le similitudini fra il mondo dei videogame e quello dei boardgame sono veramente molte e questa non fa eccezione.
Siamo ormai abituati da parecchio tempo alle espansioni anche nel mondo dei giochi da tavolo ed è un fenomeno decisamente in forte crescita.
Quando ho iniziato a giocare le espansioni erano piuttosto sporadiche e diciamo che se un gioco aveva riscosso un buon successo ed aveva venduto bene, a distanza di qualche anno si provava a proporre l'espansione.
Oggi i giochi che vantano espansioni non si contano quasi più.
Siamo talmente abituati all'idea che i giochi avranno un espansione, che questa è richiesta dai giocatori a distanza di poche settimane dalla disponibilità del gioco base.

Nel trattare l'argomento cercherò di indossare i guanti di velluto, perchè a quanto pare parlare di espansioni è un po' come parlare del prezzo dei giochi, ci sono sempre animi pronti ad infiammarsi.

Diciamo che sostanzialmente ci sono due scuole di pensiero: quelli che vedono le espansioni come un opportunità e quelli che le vedono come un fastidio.

Vi anticipo che in linea di massima, anche se con qualche eccezione, appartengo alla seconda categoria.
Quelli che le vedono come un opportunità ritengono che l'espansioni non facciano altro che arricchire l'esperienza di gioco del solo set base, aggiungendo le stesse spesso nuove opzioni e/o comunque nuovi componenti.
Ritengono che nulla sottraggano ai giocatori, in quanto trattasi di moduli opzionali acquistabili separatamente e la frase che molto probabilmente vi capiterà di sentire se trattate questo argomento con loro è: "beh che problema c'è? Se non ti interessa la lasci dov'è..."
Un altro cavallo di battaglia dei sostenitori delle espansioni è che queste permettono di contenere il prezzo del gioco base, lasciando al giocatore la possibilità di affrontare la spesa in modo graduale e fino al livello desiderato.

vero.... secondo me in parte...

Ho sempre più la sensazione che le espansioni non vadano tanto ad arricchire i giochi base, quanto invece a "mortificarli".
Mi spiego meglio, mi sembra sempre più palese che ci siano casi ormai eclatanti di espansioni che non sono concepite in un secondo tempo, ma contestualmente al gioco base.
Il perchè è molto semplice, non nascono come espansioni, ma come parti integranti del gioco base che vengono "mutilate" proprio allo scopo di ricavarne espansioni, da vendere separatamente in futuro.
Futuro ormai neanche tanto lontano, in quanto non è più cosa rara, vedere i primi annunci della pubblicazione di espansioni a pochi mesi dalla disponibilità di un qualsivoglia titolo.
Un esempio particolarmente fastidioso è quando l'espansione integra i pezzi per il "fantomatico quinto giocatore".
Guarda caso il gioco base è per 2-4 giocatori e in fase di playtest non devono essersi accorti che c'era spazio anche per una quinta persona...
Visto che ho nominato la parola "playtest", colgo l'occasione per trattare anche questo argomento (ovviamente sempre dal mio punto di vista).
Mi sembra che il mercato negli ultimi anni abbia avuto una forte accelerazione, quantomeno in termini di volumi di titoli proposti.
Quanti erano all'ultimo Essen? Più di 700?
Sicuramente il crowdfunding ci ha messo un bello zampino e ha dato una mano importante ad alimentare il fenomeno.
Questi giochi hanno spesso periodi di "gestazione" molto contenuti e sessioni di playtest piuttosto blande.
Quindi cosa succede? Semplice, che il gioco può mostrare degli evidenti difetti come strategie dominanti, sbilanciamenti vari e in alcuni casi anche veri e propri bachi (mi viene in mente ad esempio quello scoperto recentemente in Caverna di Rosenberg).
Beh, ma dov'è il problema? Facciamo una bella espansione e aggiustiamo il tutto!
In questo caso l'espansione del gioco da tavolo assume una connotazione molto vicina a quella delle vecchie patch dei videogame, che in qualche modo contenevano all'interno diversi "fix" atti ad evitare "crash di sistema" o a ridurre le incompatibilità con alcune configurazioni.
Facciamo un esempio pratico, alcuni giorni fa ho anticipato l'uscita della futura espansione di Bruges.
Avevo letto un sacco di thread su forum dove si diceva che una tale carta era "sgravata" ossia particolarmente potente.
Guarda caso l'espansione conterrà una copia della carta riveduta e corretta.


Si tratta dell'Engraver che invece di due punti per ogni personaggio di una diversa tipologia, ne assegnerà soltanto uno.
Praticamente il suo potere viene dimezzato (per chi vuole approfondire qui).

Ora la mia domanda è: "se effettivamente è stato riscontrato che questa tesi non era così campata per aria, perchè io devo acquistare l'espansione per avere il gioco a posto?"

Per non parlare degli errori di stampa. Nella prima edizione inglese di Mage knight the board game erano contenute diverse carte con errori di stampa, le cui versioni corrette sono state inserite nella prima espansione: "The lost legion".








Ecco ora a tutte queste espansioni si aggiungono anche i "goodies" o se preferite i "promo fiera".
Se vi capita di andare ad Essen, vi accorgerete che acquistando molti giochi è possibile ricevere del materiale promozionale: una tessera aggiuntiva, un carta con un personaggio in più, i trippolini in legno sagomato invece degli anonimi cubetti e così via.
Ora passi per i trippolini a forma di grano invece dei cubetti gialli, ma le altre cose aggiungono un qualcosa al gioco ed in pratica fungono da "mini espansioni".
Facciamo qualche esempio pratico, ho recentemente acquistato Coal Baron e scopro consultando Bgg che esistono delle "Phasenkarten"

Cosa saranno mai queste carte fase?!?

Cito da Bgg:

"The expansion was available at Essen 2013 with the limited wooden box version."

"Ossia questa espansione era disponibile ad Essen 2013 con l'edizione limitata con scatola in legno"



Ecco ora ci si mettono pure le edizioni deluxe!

Cerco di approfondire l'argomento e scopro che si tratta di carte che obbligano i giocatori a scegliere dove piazzeranno i lavoratori e a dichiararlo anticipatamente mediante la selezione di una carta (con un influenza diretta di tale scelta sugli avversari), in sostituzione del piazzamento libero previsto nel gioco base.
Queste carte attribuiscono inoltre un benefit ai giocatori che le opzionano.
Ora potrà sembrare una banalità, ma questa introduzione stravolge molto il gioco, aggiungendo un ulteriore layer di complessità che di fatto lo rende ancor più interessante per giocatori un po' scafati.




Insomma non una semplice aggiunta, non un "more of the same", ma regole e parti di gioco che sono state tagliate, per essere incluse in una versione a parte.



Altro esempio, provo grazie ad un amico Yunnan, mi piace e lo acquisto.
Vado su Bgg e scopro che esiste un: "Tu Di Gong Shrine"

Cosa sarà mai?!?

Presto detto, basta dare un'occhiata su Bgg:

"Promotional item given away at Spiel 2013 for those who bought Yunnan at the fair." 

Un oggetto promozionale consegnato ad Essen 2013 a chi acquistava Yunnan in fiera.

Sì, ma nello specifico cos'è?

Una plancia aggiuntiva da collocare accanto alla plancia centrale. Rappresenta un edificio aggiuntivo dove è possibile piazzare i propri lavoratori.
Permette di raddoppiare un progresso ottenuto mediante il piazzamento di un lavoratore in un altro edificio e modifica sostanzialmente gli effetti del piazzamento sul secondo slot della banca.
A quanto pare questa posizione non era particolarmente vantaggiosa e questo edificio la rende più interessante.

Ecco qua un'altra "espansioncina" che aggiunge un edificio al gioco, non si tratta di qualche trippolino in più, ma di un qualcosa che influenza pesantemente il flusso di gioco e corregge anche qualcosina.

Come non citare poi l'espansione "Fama e Fortuna" di Sid Meier Civilization, che va ad influire direttamente sulle condizioni di vittoria, alterandone gli equilibri.
Così condizioni che prima sembravano irraggiungibili o quantomeno difficilmente perseguibili, diventano un traguardo più vicino e più goloso, come potete immaginare, con un impatto importante sul gioco.
Questo fa sì che giocare con o senza espansione obblighi ad un approccio diverso al gioco.







Qual'è la morale di tutta questa storia?

La morale è che fra espansioni commerciali, tessere e materiali promo, mini espansioni e chi più ne ha più ne metta, si ha sempre la sensazione di avere il gioco incompleto.
Poi magari uno acquista la prima espansione pensando di mettersi in pari e puntualmente esce l'annuncio della seconda espansione!
Guardate il fatto che il gioco base venga avvertito come un qualcosa di incompleto, non è inusuale e spesso si verificano discussioni come queste:

"Giochiamo a Tzolkin?"
"Ce l'hai con o senza espansione?"
"Senza...."
"No allora no, c'è quella strategia dominante che hanno corretto con l'espansione..."
":("
Sia chiaro, io non penso che Tzolkin sia penalizzato da una strategia dominante ed il gioco mi va benissimo così com'è, ma vi sono mai capitate discussioni analoghe?







Guardate sono arrivato fin qui, senza entrare neanche nel merito del prezzo delle espansioni, spesso e volentieri di poco inferiore a quello del gioco base, pur se molto sottodimensionate in relazione ai contenuti.
Quindi come ho detto in molte occasioni, se pur perfettamente comprensibili e condivisibili da un punto  di vista prettamente commerciale (se ho un prodotto che vende, perchè non dovrei cercare di guadagnarci qualcosina in più?), le trovo un pochino fastidiose come giocatore.

Insomma ben vengano espansioni che arricchiscono e rinfrescano giochi con qualche annetto sulle spalle; ben vengano espansioni che introducono nuove idee e concetti, poichè proprio di queste sono frutto.
Basta a tutte quelle speculazioni che sottraggono materiale e regole ai giochi, spezzettandolo in tante parti, da vendere separatamente; ma soprattutto basta ai pezzi per il quinto giocatore venduti separatamente! :)

Sul discorso materiale con errori di stampa o da sostituire perchè "sbilanciante", tanto di cappello a quegli editori che intervengono fornendo il materiale sostitutivo senza delegarlo ad espansioni future.
Ricordo ancora con un certo piacere il grande atto di serietà compiuto da Asterion, nel sostituire le carte di 7 Wonders per il problema dei retri delle carte militari con una saturazione del colore più marcata (con tanto di carte sostitutive tradotte interamente in italiano).

Avendo aperto ironizzando sui dlc dei videogame, chiuderei ricollegandomi a questi.
E' ovvio che quando si parla di videogames, i "fix" siano molto più semplici da gestire: basta mettere le correzioni online e ognuno può collegarsi alla rete per scaricarle autonomamente.
Nel mondo dei boardgame, si aggiungono obbligatoriamente costi di produzione e di distribuzione, con cui gli editori devono fare i conti.

E voi cosa pensate delle espansioni: "opportunità" o "fastidio"?

Fateci sapere la vostra opinione in merito!

24 commenti:

  1. Ah, che argomento interessante. :)
    Le espansioni danno (quasi) sempre fastidio, anche se non posso fare a meno di comprarle.
    Distinguerei vari casi:
    1) espansioni che fissano errori/bachi/strategie dominanti. Naturalmente sono indispensabili, ma sono anche le più fastidiose, concettualmente, perché questi fix dovrebbero esser dati gratis e non infilati assieme a altro materiale che magari non voglio.
    2) more of the same. Qui va valutato caso per caso. Ben vengano quelle dei giochi ad avventure (che so, Descent o Sherlok Holmes), male tre altre non sono assolutamente indispensabili (Puerto Rico New Biuldings) o addirittura dannose (quella di Keyflower aggiunge variabili e incontrollabilità a un gioco che per me ne ha già a sufficienza). Per cui bisogna lasciar passare un attimo l'entusiasmo e valutare un po' a freddo.
    3) nuove regole. Anche qui caso per caso. Ad esempio, quella di Coal Baron che hai menzionato, così sulla carta mi sembra una complicazione inutile che limita il fattore strategico, anziché esaltarlo. Al contrario Brood Wars di Starcraft ha delle ottime aggiunte regolistiche.
    4) il quinto giocatore. Questa è quella più fastidiosa (dopo i fix) e che però non posso mai fare a meno di prendere.

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    1. Complice il cellulare ho fatto diversi errori di battitura...

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    2. D'accordo al 99%, giochi come Descent vivono di espansioni (anche se FF con i Lieutenant Pack tira un po' troppo la corda), mentre in generale le espansioni ai german sono più fastidiose. L'unico punto su cui non sono in sintonia con Agz è "che però non posso mai fare a meno di prendere": Lords of Waterdeep, per quanto lo adori, non starà mai nel mio armadio, né base né espansione, per una questione di puro principio; credo che la comunità dei giocatori non sia da prendere in giro, e quando è troppo, è secondo me il caso di boicottare.

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  2. Ciao, anche io la penso esattamente come voi. Sono, nella maggior parte dei casi, contrario alle espansioni. Odio le espansioni per il quinto giocatore che ti portano a fare una battaglia "interna" fra te e te perchè sappiamo bene che un gioco può essere sfruttato di più se riesce a far sedere al tavolo più giocatori.
    Ma a parte il discorso del quinto giocatore non riesco a trovare buone motivazioni, almeno fino a questo momento della mia vita ludica, nel comprare un espansione per questi motivi:
    1) Il prezzo, quasi quanto il gioco base. A questo punto ne acquisto uno nuovo.
    2) Il gioco base viene, a volte, stravolto dall'espansione. Per fare qualche esempio mi vien da pensare all'espansione di Agricola (Contadini della brughiera) dove le plance dei giocatori rischiano di diventare dei grandi maneggi a causa dei punti che essi forniscono.
    Stone Age alla Meta con Stile dove ci si accanisce molto sul mercato.
    Village Inn dove vengono introdotti 2 nuovi edifici e le carte dando un pizzico di alea in un gioco dove non era presente (ma perchè???)
    Inoltre in questi due ultimi giochi le piccole plance aggiuntive vanno posizionate sul tabellone base che tendono a slittare (odiosa come cosa!) mentre altre parti vanno sistemate accanto al tabellone rendendo, secondo me, ancora più astratta quell'ambientazione che nei "german" si sente già poco.
    Per il resto il business è business quindi è anche comprensibile questo tipo di mentalità che tende sempre più ad aumentare, il che vuol dire che in tanti sono favorevoli alle espansioni e quindi...
    Un saluto a Polloviparo, leggo sempre con molto piacere le tue recensioni (demenziali e non) e colgo l'occasione per augurare a tutti voi una Santa Pasqua! ^__^

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  3. Mah, l'argomento è molto vasto. Avendo già una discreta collezione ormai tendo prevalentemente ad espandere i giochi che amo di più. Ovvero punto sulle "opportunità" (ad esempio Summoner Wars o in futuro Mage Wars) che non sulla fuffa commerciale (Carcassonne).
    Il fatto che il gioco "base" giri bene da solo è determinante, ma il fatto che ci siano espansioni che aumentano le opzioni una volta esaurite quelle "lisce" è solo un bene.

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  4. Io credo che non sia possibile tout court sul concetto di espansione in generale. E' un mondo troppo vasto e differenziato perché un giudizio generale possa funzionare. Ci sono splendide espansioni che ampliano e arricchiscono il gioco, ci sono espansioni che ne aumentano la complessità per giocatori più esigenti, ma anche becere operazioni commerciali ed espansioni che per metà sono errata del gioco. Mi vengono in mente esempi per ognuna di queste categorie, come penso vengano in mente a tutti.
    Giudicare un'espansione e come giudicare un gioco: volta per volta vanno analizzati tutti i pro e i contro.
    Spezzo due lance in favore delle espansioni. La prima è su quelle realizzate assieme al gioco. A volte questa è un'esigenza, ma non di tipo commerciale. Per potersi collocare sul mercato un gioco richiede una certa dose di semplicità nell'apprendimento nell'entry level. Non sto parlando di un'analisi qualitativa (di può essere moltissima profondità strategica), ma di una quantitativa. Questo fa sì che alcune meccaniche o alcuni elementi, che tuttavia funzionano e migliorano l'esperienza di gioco, debbano essere messi da parte nella versione base per essere inseriti solo quando i giocatori siano già a loro agio con il gioco. Un esempio classico di questo sono i giochi di carte con un pool per il deckbuilding. La seconda lancia è in favore del prezzo. Un'espansione non può avere lo stesso rapporto contenuti/prezzo del gioco base per due ragioni. La prima è la scatola! Che costa di solito tanto quanto quella del gioco base. La seconda, e più importante, è la tiratura: quasi sempre le espansioni hanno tirature molto più limitate che ne alzano il costo per copia. Detto questo, rimangono tuttavia esempi di prezzi quasi improponibili, tipo venti euro per un paio di carte e due pedine.

    Infine c'è un ultimo fattore da considerare. Prima che esca un'espansione, la gente ha giocato il gioco! Ora, voi dire, ma che commento della fungia è mai questo?!
    Mi spiego. Per quanto coscienzioso, preciso e diligente sia il playtest di un gioco, non potrà mai (MAI) raggiungere i livelli che si ottengono quando lo stesso gioco raggiunge la massa di giocatori. Al quel punto migliaia di feedback, di idee, di proposte, di critiche costruttive e non raggiungono l'autore. E' normale che, a volte, in tutto questo vengano fuori nuove idee che si possano tradurre in un'espansione.

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  5. Argomento interessante.
    Non so dire se sono pro o contro le espansioni. Contrariamente alla media dei giocatori amo molto Carcassonne e proprio questo gioco mi sembra possa contenere tutti gli spunti di riflessione relativi alle espansioni.
    Ci sono espansioni davvero necessarie per il gioco che lo ravvivano e lo rendono molto interessante senza modificare l'esperienza di gioco (Locande e Cattedrali - Commercianti e Costruttori - Il Traghetto)
    Ci sono espansioni inutili, che non modificano il gioco e che non aggiungano niente all'esperienza di gioco stessa (La Miniera - Il Brigante - Il Conte).
    Ci sono espansioni dannose che modificano completamente l'esperienza di gioco rendendolo un gioco diverso e spesso peggiore (La Catapulta - La principessa e il Drago).
    Ci sono espansioni molto significative che modificano completamente l'esperienza di gioco rendendolo un gioco diverso e migliore o peggiore a seconda della propria sensibilità o esperienza di gioco (La Torre) per me ad esempio è peggiore, ma conosco amici giocatori che non giocherebbero a Carcassonne senza le tesse de La Torre.
    Ci sono espansioni introdotte per bilanciare aspetti del gioco che si sono rivelati vincenti e a cui i giocatori hanno provato a porre rimedio. (L'eretico)
    Quindi giudicare le espansioni tout-court non lo ritengo corretto, così come non ritengo criticarle aprioristicamente a parte quelle per il quinto giocatore che sono davvero spesso molto fastidiose.
    Quindi allo stesso tempo viva le espansioni quando servono e abbasso le espansioni quando servono solo a 'prendere' un po' di soldi agli appassionati del gioco.

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  6. Personalmente ormai compro soltanto le espansioni valutandone molto attentamente l'acquisto. Ho così tanti "giochi base" non ancora giocati che se aggiungo anche le espansioni (che vuol dire fare prima almeno una decina di partite con i "base") non mi salvo più.

    Detto ciò, in alcuni casi, il contenuto delle espansioni potrebbe essere inserito nel "base" e sarà in seguito il giocatore a scegliere il grado di difficoltà che vuole applicare alle sue partite. Quindi per me non vale il discorso dell'entry level per rendere più elastico e digeribile un gioco. Semmai sarà un problema di prezzo, che con l'espansione all'interno potrebbe essere fuori budget per diversi acquirenti.

    Ciao

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  7. Io non sono né a favore né contro. Però chi compra un gioco deve ottenere un prodotto finito e collaudato, sicuramente funzionante. L'analogia coi videogame (dove a volte esce un prodotto da sgrezzare e poi si aggiungono le "patch") a mio parere NON ci deve essere (anche perché gli errata al limite sono gratuiti però le espansioni di un boardgame si pagano). Se poi si vuole aggiungere l'Nesimo giocatore o qualcosa di specifico per ingrandire il gioco iniziale (ad es. in Galactica ci aggiungono la nave Pegasus...) mi può anche star bene. Purche i - non pochi soldi - che sgancio per il gioco iniziale siano giustificati e mi trovi in mano qualcosa di giocabile e completo.

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  8. Articolo interessante: chiaro, diretto, capace di chiamare le realtà con il loro proprio nome.
    Il mio rapporto con le espansioni si è modificato nel tempo: in passato, le prendevo tutte, sempre e comunque. Col passare del tempo, e notando che, ad esempio, in Lords of Waterdeep il sesto giocatore era già incluso nella mappa del gioco base, ma non inserito nel materiale (per poi essere fornito con l'espansione), allora le cose sono iniziate a cambiare in me. Per chi ha visto la scatola di Clash of Cultures, noterà che nell'elenco dei componenti mancano gli elefanti, che troneggiano sulla scatola base, ma che compaiono solo nell'annunciata espansione! Come non pensare che, probabilmente, l'operazione era stata pianificata già al momento dell'uscita del gioco base?
    Senza aggiungere il fattore prezzo, di cui si è già detto abbastanza e che sottoscrivo a pieno.

    Sento un evidente senso di fastidio, di orticaria nei confronti di questa politica delle espansioni: come afferma più sopra Bruno, se sgancio il non poco denaro per acquistare il gioco mi aspetto che esso sia giocabile (perché playtestato a sufficienza) e completo. E non che tre tessere vengano vendute a parte. Puoi vendere a parte i dadi fichissimi o il meeple sagomato al posto del disco, ma non i componenti del gioco.
    Non sono una garanzia neanche gli autori più blasonati del settore, che devono correre ai ripari per giochi quasi-fotocopia dei loro stessi giochi, per combinazioni di tessere che danno risorse infinite (vedi il summenzionato Caverna). Ora, l'errore ci può stare, ma questi paiono essere diventati troppo frequenti, cosa che mi pare poco professionale.

    Se si vuole fidelizzare il cliente, perchè non puntare su un altro criterio? Se il gioco che si mette sul mercato è collaudato e completo di tutti i suoi componenti, e lasciando tra gli extra gadgets di vario tipo, i giocatori, soprattutto quelli più scafati (che poi sono quelli che mettono mano al portafoglio anche per cifre medio-alte), non ci metteranno molto a premiare questa serietà.

    Io penso che continuerò ad acquistare le espansioni, ma senza la maniacalità precedente, e con un certo senso di frustrazione laddove il gioco mi piace, ma mi sembra incompleto poichè 4 tessere sono date a parte, 6 carte escono come promo e tre tessere le devi pagare 10 euro contro i 50 del gioco base. Se a questo si aggiunge che un titolo che ho preso a Natale, finanziato col crowdfunding, mette successivamente in commercio tessere e tasselli extra, mi infastidisco non poco. Se non mi prende la scimmia, va da sè che non le prenderò.

    Aggiungerei una sfumatura alla discussione: cosa ne dite delle espansioni che forniscono nuove mappe? Penso ad Alta Tensione, dove le mappe vanno via via diminuendo di qualità strategica.
    Santa Pasqua a tutti

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  9. Le espansioni, secondo me, vanno valutate di caso in caso; oltre ai casi gia' citati annovererei per esempio le razze in piu' di Smallworld, non necessarie, piacevoli per dare piu' variabilita' al gioco senza aggiungere regole ed integrabili da subito. Alcune volte va considerato che durante lo sviluppo di un gioco si vadano a considerare molti piu' elementi di quelli che staranno nella versione finale, spesso per un semplice concetto di ottimizzazione estrema di dinamiche di gioco e materiali magari anche piu' semplicemente per raggiungere un pubblico piu' vasto possibile. Poi tutto il materiale (buono) avanzato puo' tornare utile per un espansione che magari possa andare a soddisfare certi palati che magari avrebbero preferito piu' interazione oppure un ridotto fattore fortuna ecc.

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    1. Parlando proprio di Smallworld aggiungo un aspetto negativo relativo alle espansioni che ho riscontrato acquistandole in un'altra lingua rispetto al gioco base: per me non è assolutamente accettabile che, nel caso di Smallworld appunto, invertano il senso di adiacenza tra il token razza e quello del potere speciale delle versioni inglese e francese.
      Certo, uno potrà dire "ma perché acquisti versioni in lingua diversa per lo stesso gioco". Personalmente cmq lo trovo aberrante!!!

      Stesso scherzetto tra la versione base (in inglese) di PANDEMIC e l'espansione AU SEUIL DE LA CATASTROPHE (in francese) dove il retro delle carte era di un blu differente riconoscibilissimo!!!

      Queste sono cose che fanno veramente arrabbiare.

      Ciao

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    2. Per spezzare una lancia solo a favore di Smallword va detto che l'inversione delle tessere è stata una scelta dettata dalla diversa sintassi tra la lingua inglese e quella italiana/francese. Gli editori hanno voluto evitare cose grottesche nelle combinazioni (flying skeletons da noi sarebbero diventati "volanti scheletri", e così via).

      Poi ha avuto l'effetto collaterale di rendere non compatibili le versioni con quella inglese che in effetti può risultare un vantaggio (ma considera che x questo è stato necessario creare degli elementi di taglio delle fustelle differenti per la localizzazione ita/fr, cosa che normalmente non avviene, il che ha comportato un maggior costo di produzione delle versioni tradotte).

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  10. ho dimenticato un minimo di firma
    Roberto P.

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  11. Uhm, articolo interessante che si presta a diverse riflessioni.
    1) Lords of waterdeep: E' vero, vedere nel set base già lo spazio per il sesto giocatore fa storcere il naso: potevano introdurlo da subito. Certo è, ed è sottolineato nelle regole, che se si vuole il 6 giocatore si deve per forza usare una delle due espansioni (o le undermountain o skullport) altrimenti, sulla plancia base, non ci si sta. Ora cerco di capire a chi sia rivolto LoW, è un tedesco travestito da americano che punta pesantemente su giocatori che NON siamo noi. LoW è un piazzamento lavoratori che, nel suo set base, riesce perfettamente ad andare incontro a giocatori diguini di meccaniche gestionali, tutti quanti gli occasionali a cui lo ho proposto ne sono restati entusiasti.
    Implementare l'espansione nel set base avrebbe reso il gioco più complicato da spiegare e più complesso da giocare per la fetta di mercato su cui, secondo me, l'ufficio marketing voleva collocarlo.
    Sicuramente per noi il gioco ne esce mortificato ma noi non facciamo testo, siamo la categoria in cui l'elasticità della domanda sul prezzo, al contrario degli occasionali, è rigidissima (http://it.wikipedia.org/wiki/Elasticit%C3%A0_della_domanda) Occorre andare veramente incontro ad aumenti vergognosi di prezzo per farci desistere a comprare un'espansione che arricchisca l'esperienza di gioco.

    Anche Village. Il quinto giocatore non poteva far parte del set base, a fronte di un aumento di prezzo legato ai materiali, quello che secondo me sarebbe riuscito a dare, se giocato in 5, è un'esperienza frustrante, per la durata complessiva del gioco e per il downtime tra un giro e l'altro. Per un family game penso valga di più il tempo contenuto che il numero di giocatori. Se penso che il mio gioco sia preso più da famiglie con potenziali 3 o 4 giocatori (e raramente 5) dover scrivere sulla scatola la durata effettiva da 5 lo farebbe lasciare più facilmente sullo scaffale.

    Parlando con alcuni game-designer la frase chiave che ho sentito più spesso è: se vuoi ampliare il bacino di vendita devi snellire e semplificare. A complicare c'è sempre tempo.

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    1. Ma se LoW volevano avere un bacino più ampio possibile, non andavano a fare un gioco pieno di testo (ogni carta ne è piena), per poi chiedere royalties enormi al punto che non c'è nessuno che si sia preso la briga di tradurlo neanche in GERMANIA! Da queste cose capisci che un editore si è fatto prendere troppo dall'aspetto commerciale del settore, dimenticandosi di quello umano. E così, secondo me, finisce col rimetterci pure economicamente. Poi magari LoW è indirizzato al mercato americano, per fargli digerire un german...

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    2. Mi trovo d'accordo con Eriadan (a cui faccio i complimenti per l'ottima esposizione ^__^).
      L'obbiettivo dell'editore è alla fine quello di creare un prodotto efficace a livello di mercato... anche se significa togliere un giocatore o semplificare (e anche se noi hardcore gamer storcono un po' il naso). ;)

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    3. Anch'io concordo in pieno con Eriadan.
      Roberto P.

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    4. Concordo con la frase "Poi magari LoW è indirizzato al mercato americano, per fargli digerire un german..."
      Aggiungo inoltre che penso in germania sia meno traumatico comprarsi un gioco non localizzato. Il mercato tedesco è mostruosamente più grande del nostro e credo che il localizzarlo in tedesco non avrebbe modificato tanto il volume di vendita garantito dal brand (stiamo pur sempre parlando di DND) al punto da giustificare costi ulteriori di traduzione e ristampa. Forse mi sbaglio ed è solo miopia ma credo che ai vertici di una azienda come la WOTC ci sia gente molto brava a massimizzare le curve guodagno rispetto al venduto.

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    5. guadagno... scusate gli orrori ortografici

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  12. Piuttosto contrario alle espansioni. Di solito hanno prezzi altissimi (giusto un 20% in meno del prezzo del gioco, in modo che possano raccontarti che non è un cetriolo ma solo un modo alternativo di controllarti la prostata) e poi il tormentone \ escamotage del 5° giocatore... che poi per alcuni giochi sarà anche tecnicamente possibile aggiungere una 5° plancia o un 5° personaggio, ma il gioco si allunga e ne perde in fluidità.
    Per alcuni giochi le espansioni hanno un senso, non so: Summoner Wars: introduci un nuovo esercito (tipo: Antico Egitto) e fai uscire il mazzettino tematico di carte, chi vuole lo prende chi vuole no.
    Altre, per quanto mi riguarda, sono solo mestolate di brodo per allungare la minestra nel piatto (vendute però al prezzo della minestra, non del brodo).
    Per quanto riguarda le espansioni furbette, quelle contenenti i pezzi che dovevano andare nel gioco originale, sarebbero da boicottare in massa.

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    1. Anch'io sono dell'idea che bisognerebbe iniziare a boicottare l'acquisto dei giochi in cui mancano i pezzi del gioco base... Certo dovrò uccidere ripetutamente la scimmia - che per di più mi resusciterà ogni volta che l'ammazzo! - che vorrà indurmi all'acquisto compulsivo e da panico: stanno finendo le copie! ;-)

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  13. Ecco, io le espansioni proprio le evito. Mi viene l'orticaria!
    Non mi dispiacciono le patch o le house rules ... insomma modifiche al gioco per cui non serve comprare altra roba.
    Modificare una regola, rinunciare a qualche pezzo, arrivo anche a stampare una cartolina, ma comprare un'altra scatola mi infastidisce.
    Tipo in Istanbul la variante di utilizzare un aiutante di un colore neutro (se non giocano tutti i giocatori) arricchisce e rende più vario il gioco ... questo è il tipo di "espansione" che approvo.

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  14. Personalmente non tutte le espansioni mi danno poi così fastidio, alle volte allungano concretamente la vita di un gioco. Certo non possiamo dire con certezza che portino sempre equilibrio al gioco ma poi, di fatto, quanti di questi possiamo dire che nascano perfetti? E perché quindi pensare che tutte le espansioni siano perfette o meglio assecondino i nostri gusti?

    Voi direte a questo punto che sono nettamente a favore delle espansioni, ma in realtà così non è sempre, perché portare sul mercato novità è anche una questione di responsabilità e non solo di scelte opportunistiche di mercato: una su tutte quelle del quinto giocatore(!). Questa responsabilità dovrebbe poi tradursi in professionalità da dimostrarsi in ogni caso (poi non così infrequente) di errori di stampa, traduzione, bug vari (vedi Caverna tanto per citare uno degli ultimi); in queste fattispecie è DOVERE di ogni casa editrice dovrebbe mettere a disposizione GRATUITAMENTE il materiale corretto; tanto per fare un esempio, nella mia scatola di Agricola - prima ristampa ed.ne Stratelibri - ci sono quattro fogli di errata corrige per errori di traduzione ed ogni volta è una caccia al tesoro per capire se la carta che si ha in mano è tra quelle "malate".

    Ecco io ritengo che su queste cose si DEBBA fare uno sforzo ulteriore: so di lanciare una provocazione ma sarei curioso di sapere cosa ne pensano le associazioni dei consumatori.

    Valerio (TDG Bambolotto)

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