lunedì 12 maggio 2014

Toto Spiel 2014

scritto da Fabio (Pinco11)

Uno degli appuntamento annuali più attesi nel calendario ludico è quello del premio Spiel des Jahres, ovvero il gioco dell'anno tedesco, premio che viene attribuito ai tre titoli che si sono maggiormente distinti nelle categorie previste dal concorso, ossia quella 'base', quella 'per bambini' e quella 'per esperti'.

La coccarda con il pedone stilizzato è importante perché il mercato tedesco è tradizionalmente uno di quelli più ricchi e perché uscire con essa sulla propria scatola continua a garantire grosse vendite, nell'ordine almeno delle decine di migliaia di copie (se non di più), visto che i vincitori normalmente sono distribuiti nel paese di Goethe anche nei centri commerciali.
Ogni anno, più o meno (ed un nostro lettore me lo ha di recente ricordato in un commento), mi diletto nel cercare di indovinare quali saranno le preferenze della giuria e ad ogni scadenza riscontro come le mie previsioni emergano, a posteriori, poco accurate ;)


Ciò è frutto di diversi aspetti, primo fra tutti il fatto che il concorso parte da presupposti completamente alieni alla mentalità degli ultra appassionati, ovvero dall'idea di proporre al grande pubblico tedesco un consiglio per l'acquisto di giochi adatti per tutti (il loro livello di 'adatti per tutti' è però superiore, anche se non in modo stratosferico, al nostro, perché sono più abituati ai boargames) e di seguito all'essere una manifestazione legata al mercato in terra di Germania (non sempre le uscite sono coordinate con l'anno di edizione originale).
Vabbè, fatte le premesse d'uso, passiamo ora ai miei patetici tentativi di azzeccare qualcosa.


Parto 'lento' e segnalo un paio di titoli che godono del formato 'gioco di carte / in scatola piccola', che tanto ha avuto fortuna nelle ultime edizioni del premio, probabilmente in ossequio al fatto che un pochetto di crisi la hanno anche in Germania e volevano far vedere che ci si può divertire anche spendendo poco.
Direi che qui i candidati possono essere sicuramente Love Letter, il microgioco (qui la nostra recensione) che, partito dal lontano oriente, ha poi spopolato nel mondo grazie alla conversione operata dalla AEG e nel recente riproposto dalla Pegasus e Handler dei Karibik (ne abbiamo parlato qui), intelligente e simpatico gioco di carte che condensa in una coppia di mazzi un gioco in miniatura, a sua volta proposto nella fascia sui 10 euro. Pure questo, da noi del blog adorato sin dalla uscita ad Essen, è stato nel recente riproposto dalla Pegasus (ora si chiama Port Royale, l'edizione originaria era del Museo Austriaco del gioco del tavolo), per cui dovrebbe poter concorrere al premio.

A loro aggiungo poi Abluxxen, titolo per noi semisconosciuto (ma non a Nero, che gli ha dedicato la sua recensione), ma che in Germania, complice l'edizione Ravensburger e la coppia di autori Kramer Kiesling sembra essere destinato ad un gran successo: si tratta di un giochetto di carte (110) nel quale ci si preoccupa di cercare di scartare le carte che si hanno in mano, sperando però che nessuno ci porti via le carte che abbiamo scartato davanti a noi (fanno punti). Un mix tra Uno  e rubamazzo ?
Chiudo l'elenco dei pesi leggeri (anche come scatola) con Ugo, altro gioco di carte che, basandosi su meccaniche da tressette (all'estero parlano di trick taking game) ed una teorica ambientazione fantasy (mooolto teorica), si era fatto notare ad Essen.

Resto nel gruppo dei 'facili', che possono entrare nelle graduatorie per famiglie, citando ancora una edizione della Ravensburger ideata da Kiesling, ovvero Sanssouci, titolino che alla fiera ottobrina aveva raccolto molti riscontri positivi: si tratta di un titolo di piazzamento tessere in colonna, con tema 'costruzione giaridno reale' che in verità ci aveva ben poco attratti, ma di gente ai tavoli ne vedevo parecchia, per cui quest'anno cerco di capire i gusti dei nostri teutonici amici più che andare al mio istinto.
A lui aggiungo un paio di new entry, ossia due titolini usciti giusto giusto in tempo per poter partecipare al concorso, ovvero Camel Up, della Eggert, gioco di corse tra cammelli con simpatici componenti ed una buona dose di alea, adatto a compagnie rumorose, nonché un titolo per due, ovvero Pagoda della Abacus.
Quest'ultimo propone la sfida di costruire delle pagode, utilizzando come colonne dei cubetti (prismi ottagonali) di legno e come solai delle tessere di cartoncino, il tutto utilizzando le classiche carte colore (alla ticket to ride).
Facile alla base, propone qualche interessante twist idoneo a renderlo saporito il giusto: visivamente avrete una sensazione di deja vu, ma stavolta (parlo di Rampage, ovviamente) non compariranno mostri assetati di distruzione .. Siccome la giuria sembra amare anche i titoli adatti per i testa a testa, chissà che questo non entri nei consigliati.

Passiamo ai titoli un pochetto più seri (quelli, per capirci, che possono finire dentro o fuori alla categoria 'per tutti' a seconda di dove mettono lo sbarramento)  e troviamo, ancora, almeno un paio di Kramer Kiesling dotati di buone chance, ossia Nauticus, della Kosmos e Gluck Auf della Eggert.
Il primo (qui la sua rece) rappresenta una rivisitazione, in chiave semplificata ed aggiungendoci dentro una meccanica di costruzione (semplice) di navi con tessere (al posto della più complessa coltivazione di piantagioni) di quanto visto in Puerto Rico (io scelgo l'azione ed ho un bonus per questo, ma poi l'azione base la eseguono tutti).
Personalmente (qui la recensione) l'ho trovato alla fine un pelo troppo leggerino ed ingombrante, con il suo pacco di tessere, ma per chi vuole provare l'esperienza del noto predecessore, in una salsa più leggera, può trovarlo di interesse. Recentemente è uscito però anche in versione online sul sito Yucata.de, per cui ci sta che il gioco sia già abbastanza conosciuto per impressionare la giuria.
Il secondo (eccovi la recensioneè invece il paradigma del gioco 'elegante', ossia del titolo che, con due regolette ed un gameplay veloce (una volta capito tutto si gioca in quaranta minuti in quattro!), insegna come si possa, senza cercare troppi effetti speciali, proporre qualcosa di intrigante e non banale.
Penalizzato un pochetto dalla ambientazione, che non è né nuova, né colorata (tiriamo fuori cubetti da una miniera ...), potrebbe rimanere un pelo indietro, ma per noi è stato uno dei titoli più spesso sul tavolo tra quelli della scorsa stagione!

Eccoci quindi ad un'altra accoppiata, sempre edita da grandi case, ossia Kashgar (Kosmos) ed Amerigo (Queen).
Del primo poco sappiamo tutti, perché si tratta di un titolo che verte sull'uso di carte, che recavano una buona quantità di testo in tedesco, ma ad Essen è sempre stato tra le vette del classifiche di gradimento : in sintesi abbiamo delle carovane composte da diverse colonne di (se non erro tre per colonna) carte personaggio ed ad ogni turno si deve scegliere chi utilizzare (eseguendo la relativa azione), riponendolo poi in fondo alla fila. L'idea è semplice e ci sono tante carte azione, per cui alla fine risulta (a detta di chi l'ha provato) leggero il giusto, ma anche intrigante: ad Essen era sempre tra i più visti ...
Il secondo (poteva mancare la nostra recensione?) è a mio avviso uno dei Feld meno notabili usciti sinora, ma l'autore tedesco difficilmente è dimenticato tra i giurati, essendo uno dei designer più noti di questo periodo. L'idea della torre dei dadi rende sicuramente appetibile a più persone il gioco, ma alla fine le cose da fare risultano assai meno dello standard per il Nostro, però ad Essen facevano la fila per comprarlo, per cui non so se la giuria lo dimenticherà ...

Chiudo con i titoli che potranno concorrere per la versione 'per esperti' del concorso, avvisando, ancora, che spesso la giuria mette i più complessi sempre e solo tra i 'consigliati', promuovendo come vincitore della categoria uno dei titoli di peso 'medio'.
Tra i giochi notabili con qualche setola da cinghiale abbiamo a mio avviso una bella terna, ossia in testa Caverna, che beneficia del fatto di provenire dal mostro sacro Rosenberg, anche se difetta di innovazione, rappresentando una rivisitazione del suo masterpiece, Agricola, che idealmente l'autore sostituisce con questa nuova versione del gioco base.
Il secondo titolo è un Hans im Gluck, ossia quel Russian Railroad che ha tanto bene impressionato i gamers. Per ora (se ne volete sapere di più ecco il link al nostro articolo) mi sembra che sia rimasto un pochetto il Versetti Satanici del gioco da tavolo, ossia un titolo di quelli che si comprano tanto e giocano poco, ma mi ha colpito per la sua efficienza e per l'estrema cura nella sua realizzazione, apparendo uno dei titoli più solidi della scorsa fiera.
Il terzo è invece Nations, che secondo me meriterebbe alla grande (qui la entusiasta recensione del Pollo), ma l'edizione tedesca è solo distribuita da Asmodee e non se la cosa inciderà sulla giuria, per cui vedo questo bel gioco di civilizzazione (uno dei migliori usciti sinora nella categoria, per la capacità di condensare in un tempo 'giocabile' e con buona varietà tante meccaniche sinora viste in giochi più lunghi e di molto) come un meritevole 'consigliato'.

Un passetto più indietro, ma non troppo, eccovi l'ultima terna, ossia per primo Concordia, ultima realizzazione (qui ne parlavamo già in fase di playtesting) del sempre bravo Mac Gerdts: tedesco e quindi ben noto alla giuria, ha ottenuto un ottimo riscontro ad Essen e gode del fatto di rappresentare una delle uscite dell'autore dal suo 'solito' campo del meccanismo della 'rotella', per passare al deck building.
Personalmente non mi ha impressionato, ma resta un titolo valido e piacevole, per cui non lo vedo come facilmente da dimenticare.
Al suo fianco ecco poi Glass Road, che beneficia ancora del nome dell'autore (Rosenberg) come parola segreta d'accesso, anche se, onestamente, ha prodotto un'eco molto minore rispetto ad altri suoi titoli.
L'ultimo che segnalo è, anche qui con poche speranze di successo, per via della sua provenienza francese, Lewis and Clarke, titolo incentrato sul deck building (anche se in forma molto 'sintetica', ovvero non ci si può permettere di farlo troppo crescere il proprio mazzo) che gode di una bella grafica e che ha avuto un bel successo di pubblico.

Tra gli underdog, in ordine sparso, ricordo, infine, Carcassonne Mari del Sud, che nulla di nuovo propone (qui la review di Nero), anzi uccide quel minimo di strategia che il suo predecessore consentiva, ma che è tanto bello come materiali e fa divenire davvero 'a prova di scemo' il concetto di piazzamento tessere, per cui non è escluso che la giuria lo possa gradire per il valore di 'gioco ponte' che contiene.
Al suo fianco ecco poi Rococo, altro deck building con il forte suggerimento di limitarsi nella crescita smodata del piccolo mazzo di carte a propria disposizione, che beneficia del fatto di essere ideato da Cramer, che sino a poco tempo fa sembrava essere portato in palmo di mano come un genio emergente, ma che ora come ora è stato un attimo dimenticato.
Per chiudere un cenno a Madeira lo faccio (ecco il link alla recensione), perchè la What's your Game si sta conquistando una buona fama di editore per gamers ed il gioco della coppia Sentieiro - Soledade ha ottenuto una recensione entusiasta in una recente uscita della nota rivista Spielbox.

Ah, proprio per chiudere, dimenticavo quasi Istanbul, di Dorn, altro titolo di 'fine stagione', ma uscito per la Pegasus, che potrebbe, nella sua semplicità, trovare spazio, almeno nell'elenco dei consigliati. E' infatti un peso medio - leggero, con componenti e meccaniche classiche, di quelli che, lasciato il buco dalla Hans im Gluck, quest'anno se ne sono visti pochi.

Vabbè, di titoli ne ho citati davvero parecchi: il 19 vedremo, con l'uscita delle prime liste, quanto ci avrò preso: sarei già contento di azzeccare la metà dei candidati ... ;)
Secondo voi, invece, o miei intrepidi ed esperti lettori, cosa potevo citare ancora ???

-- Immagini tratte dai siti delle rispettive case e/o da manuali o dalla fonte citata nell'articolo. I diritti sui giochi citati spettano ai rispettivi autori ed editori. Le immagini saranno rimosse su semplice richiesta ove non ne sia gradita la messa online qui.

13 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. Per chi volesse "scommettere"...
    http://www.spielbox.de/php/sdjvoting.php

    RispondiElimina
  3. Istanbul è tra i "chiacchierati" per il titolo!
    è anche uno dei miei probabili insieme a Love letter ... giusto per scommettere!

    RispondiElimina
  4. A questo punto ci provo anch'io, e azzardo 4 proposte sui giochi per bambini, con le stesse premesse di Fabio...
    Geisterei - Drei magier
    Gruselrunde zur Geisterstunde - Ravensburger
    e... grattatina sui gioielli di famiglia...
    Der Schatz von Castellina - Moses
    Feuerdrachen - Haba

    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La scaramanzia per gli ultimi due è dettata, per i non addetti, dal fatto di essere i loro autori italiani ;)

      Elimina
  5. l'ultimo gioco di Klaus Teuber? Io dico Camel up!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione: Norderwind, anche se non mi dice nulla, potrebbe anche fare capolino, così come Burgerland, dei due Brand, made by ravensburger

      Elimina
  6. Nessuno che scommette su Splendor?

    RispondiElimina
  7. Spiel des Jahres ROSSO (non so se tutti siano elegibili):
    - BLUEPRINTS;
    - TARGI;
    - 8 MINUTI PER UN IMPERO;
    - COPA;
    - LOVE LETTER;
    - LES BATISSEURS (credo che però esista solo la versione francese per ora).

    Per lo Spiel des Jahres GRIGIO:
    - GLÜCK AUF;
    - QUANTUM;
    - EXPEDITION NORTHWET PASSAGE.

    UGO per i semplici e KASHGAR per i complessi potrebbero entrare nel novero ma non li conosco.

    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molti dei titoli che hai citato mi sa che non potranno concorrere, perché dubito che ne sia uscita una edizione tedesca e Targi era un consigliato già in passato ... Per Copa ammetto che non lo conoscevo, però ;)

      Elimina
  8. Secondo me nominano anche CONCEPT

    RispondiElimina