martedì 3 giugno 2014

[Ieri sera ho giocato a...] Antiquity, Ruhrschifffahrt 1769-1890, Kohle & Kolonie, Indonesia, 1960: The Making of the President, Genesis, Container, The Great Zimbabwe , The Wars of the Roses, Helios , Bruxelles 1893, Rockwell, Bios Megafauna, Coal Baron, Pax Porfiriana, Cartagena, Milestones.

scritto da polloviparo.

Ok... non proprio tutto ieri sera... ;)
Negli ultimi tempi non ho avuto molto tempo per dedicarmi alla scrittura, in compenso sono riuscito a ritagliarmi diversi spazi per giocare con gli amici.
Ho deciso quindi di fare un breve riassuntino delle mie ultime esperienze di gioco, una sorta di [ieri sera ho giocato a...] distribuito su un lasso di tempo più ampio.
Ho pensato di utilizzare il format già impiegato su Bgg in molte geeklist, dove gli utenti riassumono gli ultimi giochi fatti, allegando qualche immagine, il numero delle partite fatte e commenti sintetici, spesso esprimendo anche un voto con un valore numerico.
Sapete che il voto inteso come numero non è nella filosofia del nostro blog, però un giudizio personale sento di poterlo esprimere. :)
L'occasione mi è gradita per ringraziare tutti gli amici che hanno condiviso con me tutte queste belle partite. Un grazie speciale a Paolo, Gianni e Matteo che hanno messo a disposizione titoli molto rari e particolarmente ricercati, che senza di loro, probabilmente non avrei mai avuto la fortuna ed il piacere di provare!
Bene si va ad iniziare:


Antiquity x1 Giudizio: Ottimo





Antiquity è uno dei tanti giochi osannati della Splotter Spellen.
La curiosità di provare questo titolo era davvero tanta, visto che si tratta di costruire città in ambito medievale (che a me piace molto), il tutto condito con una importante componente di gestione risorse.
Sul fronte materiale, inutile che vi dica che siamo sugli standard Splotter, ossia grafica particolarmente minimale, per non dire scarna e qualità non propriamente eccelsa.
Le schede giocatore sono dei fogli di carta, i tassellini delle risorse son minuscoli e spesso stampati in modo totalmente decentrato, i disegni... perchè ci sono dei disegni?!?
La dimensione dei tasselli fa si che il gioco risulti per nulla ergonomico, vanno impilati e quando bisogna raccogliere delle risorse è quasi sempre impossibile evitare di far cadere qualcosa che sta accanto.
Qualcuno giustamente ha detto: "servirebbero delle pinzette..."
Comunque se non ci si sofferma troppo su quest'aspetto il gioco merita davvero tanto.
Bisogna espandere la propria influenza attraverso la gestione delle proprie città, producendo risorse che permettono di costruire edifici e lottando al contempo con la carestia.
Da notare che la carestia riempie le proprie città di cimiteri, soffocandole e non lasciando spazi per gli edifici.
E' un gioco che non perdona, se vengono commessi errori, specie nelle fasi iniziali, non c'è possibilità di recupero e in alcuni casi si sarà tagliati fuori dal gioco.
Le risorse da gestire, che per inciso sono tantissime, vanno a consumare il territorio, rendendolo sterile.
Le condizioni di vittoria sono geniali, ogni giocatore ha la possibilità di votarsi ad un Santo, scegliendo le proprie.
La spiegazione all'inizio può sembrare un po' ostica per via delle molte risorse, dei molti edifici e del modo di gestire le cose, ma una volta iniziato a giocare ci si rende conto che il gioco tutto sommato è piuttosto semplice.
A voler essere critici, come molti giochi odierni, soffre un po' di un basso livello di interazione: si ostruisce la propria città di partenza, si producono risorse negli spazi circostanti e si costruiscono edifici sulla propria plancia individuale.
Solo nelle fasi più avanzate di gioco, quando i giocatori metteranno sulla plancia nuove città avvicinandosi gli uni agli altri, si avranno i primi momenti di vera interazione, nel portare via terreni utili agli avversari.
Ci sarebbe anche una delle condizioni di vittoria che spinge sul fattore interazione, ma non so quanto sia facile perseguirla ed una partita non è sufficiente per valutarlo.
La durata temo sia uno scoglio difficile da superare: abbiamo giocato per circa quattro ore e la sensazione è che le condizioni di vittoria fossero ancora lontane... (abbiamo dovuto smettere perchè ormai si era fatto molto tardi).
L'assenza di grafica rende anche un po' difficile l'immedesimazione, perchè gli edifici alla fine sono dei blocchetti tipo "tetris" con il nome stampato sopra, il che contribuisce ad una sensazione di astrattezza, anche se in fondo le meccaniche sono piuttosto aderenti al tema.
Concludendo, anche perchè altrimenti diventa una recensione e non una sintesi, una sola partita incompleta di questo gioco è stata sufficiente ad intuirne le potenzialità.
Bello, bello, bello... peccato per la scarsa reperibilità e per il prezzo che si deve sborsare oggi se si desidera portarsene a casa una copia che mediamente si attesta attorno ai 180 dollari...
In termini di "scimmia" significa "non te lo puoi permettere quindi non ragioniam di lor, ma guarda e passa"

Non ho scattato foto nella sessione di gioco quindi allego qualche foto tratta da Bgg.







Ruhrschifffahrt 1769-1890 x1 Giudizio: Buono





Il gioco dal nome impronunciabile! Si tratta del primo episodio della trilogia del carbone di Thomas Spitzer edito dalla Spielworxx.
Il gioco ha dei prezzi piuttosto proibitivi, siamo fra i 60 e gli 80 euro a causa della scarsa reperibilità., dovuta ad una tiratura molto limitata.
Non godendo di una buona diffusione, sono pochi i commenti che troverete su bgg e sono altrettanto poche le recensioni che troverete in rete.
Quasi tutti i commenti che vi capiterà di leggere, vi diranno che si tratta di un buon gioco con un regolamento scritto con i piedi, non a caso alcuni utenti particolarmente volenterosi, hanno lavorato ad una versione "alternativa" e rivisitata di quest'ultimo.
Fortunatamente quindi non mi sono dovuto sobbarcare il peso della spiegazione che è toccata al possessore del gioco in questione che armato di faq e tutto quanto possibile per aiutarlo in questo arduo compito, lo ha svolto in modo egregio.
Ruhr..... beh quella cosa lì, mi è piaciuto davvero molto. Si tratta di un gioco di tipo "pick up and delivery" dove si deve navigare lungo un fiume, caricare il carbone e trasportarlo alle destinazioni desiderate.
Il carbone è rappresentato da dadi che ne stabiliscono la qualità e quindi il valore.
Una parentesi con cui mi rivolgo principalmente agli amanti del gioco deterministico, niente paura se nella foto vedete dei dadi... non vanno rollati! :)
Il gioco non è comunque esente totalmente dal fattore aleatorio, in quanto ci sono eventi che vengono pescati. Alcuni di questi vanno a limitare la navigazione, con il rischio di vanificare un po' la pianificazione di qualche giocatore (non a caso esiste una variante che limita l'utilizzo di questi eventi, rimuovendone un certo numero ad inizio partita).
Molto interessante il sistema di movimento della nave "a senso unico" che in qualche modo mi ha ricordato Egizia.
La vendita del carbone fornisce soldi... molto pochi in realtà e per tutta la partita si ha la sensazione di essere piuttosto poveri.
Sono presenti anche delle tecnologie che ci aiuteranno nel corso della gioco e che si attiveranno funzionalmente alle città da cui preleveremo e trasporteremo carbone.
Questo titolo mi ha ricordato, probabilmente anche per la tematica trattata, Brass di M. Wallace.
Devo riconoscere che ci sono diverse regole e regolette che rendono le meccaniche molto aderenti al tema trattato, faccio un esempio: trasportando il carbone il valore si riduce perchè parte del carico si perdeva durante il trasporto.
Molto bello il fiume che si traduce in una plancia di gioco moooolto lunga, anche se non piegevole, ma con incastri tipo "puzzle" che se devo essere sincero non mi entusiasmano particolarmente.
La grafica non è delle peggiori, ma non è nemmeno nulla che faccia gridare al miracolo.
Mancano forse diverse informazioni che avrebbero potuto aiutare giocatori alle prime armi, insomma, si deve ancora lavorare sull'ergonomia.
Le uniche perplessità derivano dalla rigiocabilità del titolo; ho avuto come la sensazione che una volta individuate le tecnologie preferite e individuata la strategia "aderente al proprio modo di giocare", si possa creare l'effetto "rewind and repeat".
Ovviamente non è detto che si riesca a ripercorrere tutto passo, passo a causa delle mosse degli altri giocatori, ma non escludo che dopo alcune partite potrebbe dare un senso di ripetitività.
Dopo averlo provato non nego di avere avuto l'impulso di comprarlo, ma dato il prezzo ho dovuto mettere la scimmia sotto sedativi! :)

 Non ho scattato foto nella sessione di gioco quindi allego qualche foto tratta da Bgg.






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Kohle & Kolonie x1 Giudizio: Molto buono


Dopo aver provato il primo capitolo della trilogia del carbone di Thomas Spitzer , perchè non provare il secondo?
Si gioca ancora in casa Spielworxx, ma questa volta il titolo ha avuto una tiratura maggiore (mi è sembrato di capire che ci sia di mezzo la Queen Games).
Questo ha fatto in modo che il prezzo sia più contenuto, seppur non popolare dato che parliamo sempre di oltre 50 euro.
Il prezzo seppur alto, trova parzialmente risposta nella mole di materiale contenuto dentro la scatola davvero imponente.
E' sufficiente guardare una foto della tavola "apparecchiata" per rendersi conto di cosa stiamo parlando.
Ancora una volta il regolamento non sembra aver soddisfatto i giocatori in quanto lacunoso e privo di chiarezza ed è stata proposta una versione "revisited" completamente rieditata.
La plancia abbandona l'effetto puzzle per una più convenzionale versione pieghevole. Buoni i materiali costituiti da cartone spesso e adeguati trippolini in legno.
Si potrebbe lavorare ancora un po' sulla simbologia non chiarissima (lavoratori e minatori sono quasi identici), ma qualche passo in avanti è stato fatto.
Le tinte sono volutamente cupe e piuttosto dark, in linea comunque con quanto trattato; insomma stiamo parlando di miniere e di carbone ed uno stile "puccioso" avrebbe probabilmente stonato!
Il gioco questa volta è solo per 3-5 giocatori essendo presente una forte componente di "maggioranze" che lo rende inadatto ad essere giocato in 2.
Il secondo capitolo della trilogia ha un carattere molto più economico rispetto al suo fratello maggiore, in riferimento alla data cronologica di pubblicazione.
Molto interessante il sistema di fusione delle miniere, che lo differenzia sufficientemente da quanto già presente sul mercato.
E'  presente un sistema di collegamenti ferroviari che assegneranno punti a fine partita ed una meccanica di potenziamento delle proprie industrie sulle plance individuali.
Le mosse a disposizione nell'arco della partita sono molto poche e quindi tutto si giocherà sul timing e sull'ottimizzazione.
L'autore deve essere evidentemente affezionato agli eventi che ancora una volta sono riproposti, esiste un modo per limitarne gli effetti nefasti, ma è piuttosto costoso e quindi non sempre perseguibile.
Anche in questo caso ho desiderato acquistarlo dopo averlo provato, ma ho dovuto sedare nuovamente la scimmia.
Sono certo che se acquistassi il secondo capitolo di una trilogia, poi desidererei possedere anche il primo ed il terzo e quindi meglio evitare alla radice!
A proposito il terzo dovrebbe uscire ad Essen di quest'anno e sono a questo punto curioso di provarlo e concludere "l'opera del carbone".

Immagini scattate nella sessione di gioco:



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Indonesia x1 Giudizio: Molto buono


Altro titolone con la "T" maiuscola tragato "Splotter Spellen". Ancora una volta parliamo di grafica minimale, ma comunque sobria e funzionale al gioco.
Non so se sia dovuto al fatto che ultimamente ne ho provati diversi di giochi che condividono questa caratteristica, ma mi sto abituando a queste grafiche minimali e "seriose", tanto che comincio ad apprezzarle!
Fra i titoli della Splotter che ho provato fino ad oggi, trovo che sia uno dei più ergonomici, insieme a The great Zimbabwe e probabilmente uno dei più accessibili.
Il gioco è fondamentalmente un gioco economico, ossia a fine partita vince chi ha accumulato più denaro e utilizza meccaniche di pickup & delivery.
Si fondano delle aziende, si possono fondere sia quelle proprie che quelle altrui, avendo al contempo la possibilità di acquisirle.
Le aziende producono merci differenti che vanno trasportate alle città per incassare denaro.
Il regolamento è più semplice rispetto ad altri titoli della Splotter che ho provato, ma non per questo chiaro.
Nel corso della partita sono emersi alcuni dubbi, sui quali il regolamento era piuttosto carente.
Tanto per fare un esempio nell'ultimo turno le entrate economiche vanno raddoppiate, non ci era chiaro se andassero raddoppiati anche i proventi per la vendita di un'industria o solo quelli derivanti da trasporto marittimo o vendita delle merci.
Siamo andati su Bgg, lette le faq, lette alcune discussioni, ma anche qui c'era chi sosteneva una tesi e chi quella esattamente opposta.
Così facendo abbiamo allungato un po' la durata della partita che si è attestata sulle quattro ore.
Sono convinto che in assenza di dubbi il gioco possa scorrere via in tre orette... giocatori permettendo.
E' un gioco che si presta molto alla analisi e quindi, specie negli ultimi turni quando ci sono molte aziende sulla plancia e molti percorsi possibili è destinato a rallentare.
Bello il sistema di trasporto navale, che permette di creare delle vere e proprie rotte commerciali, alla ricerca delle tratte più proficue.
Per il resto Indonesia ha tutti gli aspetti di un gioco di questa categoria con una forte vocazione alla speculazione.
Il livello di interazione è piuttosto alto e va proposto a giocatori non particolarmente permalosi.
Vedersi soffiare una propria azienda, perchè non si possiede la forza economica per mantenerne il controllo può essere un duro colpo.
Anche questo mi ha dato l'idea di essere un gioco che non perdona, se si parte male non penso sia così facile recuperare.
Come per Antiquity il titolo è difficile da trovare e conseguentemente ha quotazioni molto alte.
Una curiosità, dalle foto che avevo visto in rete mi aspettavo una scatola di certe dimensioni e invece tutto è contenuto in una scatola piccina, piccina.... :)

 Immagini scattate nella sessione di gioco:





1960: The Making of the President x1 Giudizio: Ottimo



Partiamo col dire che non sapevo molto di questo gioco se non che trattava il tema delle elezioni per la presidenza degli Stati Uniti nel 1960 e quindi della lotta fra John F. Kennedy e Richard M. Nixon.
Fra gli autori abbiamo Jason Matthews che alcuni di voi conosceranno in quanto il suo nome compare anche in Twilight Struggle.
E qui si apre uno degli "interrogativi ludici" della mia vita.
Se vado a vedere Twilight Struggle su Bgg, mi restituisce questo: "Average rating 8.33/10, Board Game Rank: 1 War Game Rank: 1 Strategy Game Rank: 1 " e "sticazzi" non glielo vogliamo mettere? (scusate il francesismo).
Non ho mai capito il perchè di tanto successo. Certo non è un brutto gioco, però ha una componente aleatoria importante derivante dall'uso del dado, che per molti altri titoli sarebbe stata sufficiente ad affossarne il voto, quasi tutti i più grandi sostenitori sostengono che è sbilanciato e il materiale non è che sia poi così superlativo.
Volendo essere pignoli anche la durata di una partita  non è che sia propriamente popolare...
Vai tu a capire certe dinamiche...
Comunque sia, questo 1960: : The Making of the President, che occupa comunque una posizione di tutto rispetto (parliamo pur sempre si un titolo entro la top 100) a me è piaciuto molto di più!
E' sempre un 1vs1 "card driven", ma la durata è molto più contenuta, gli eventi delle carte che si "triggerano" con l'utilizzo di appositi token mi è piaciuto molto, il sistema di maggioranze con i cubetti è ben congeniato ed il fattore aleatorio seppur presente dato che si estraggono cubetti dalla sacca è molto più controllabile.
Infatti il numero dei cubetti presenti nel sacchetto è variabile in funzione delle carte che andremo a giocare.
Bellissima la lotta all'ultimo sangue per le città che portano più voti e la fase di dibattito che vede i due "candidati alla presidenza" a scontrarsi uno contro l'altro a suon di carte accantonate nei turni di gioco.
Questo è un titolo che mi ha entusiasmato e mi ha divertito molto di più rispetto a Twilight Struggle!
Le regole sono anche molto più semplici e permettono di proporlo anche a giocatori, se non occasionali, più propensi a cimentarsi in giochi di una certa profondità.
Per quanto riguarda il materiale abbiamo una grande plancia che ricorda molto lo stile di Twilight Struggle (notare che belli i posaceneri) e degli enormi "cubettoni" rossi e blu al posto dei tasselini.
Twilight Struggle è un titolo GMT distribuito in Italia da Asterion Press, mentre la versione inglese di 1960: The Making of the President è distribita da Z-Man games ed è attualmente fuori produzione.
Uno dei migliori giochi da 2 che mi sia capitato di provare!
Ancora una volta se desiderate procurarvene una copia, sarete costretti a tirare fuori un bel po' di bigliettoni dal portafogli, motivo per cui questa volta non mi sono potuto limitare a sedare la scimmia, ma ho dovuto prorprio chiuderla in gabbia! :)

  Immagini scattate nella sessione di gioco:








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Genesis x1 Giudizio: Appena sufficiente


Ecco un gioco che quando hanno appoggiato la scatola sulla tavola mi ha fatto esclamare: "E questo cos'è?!?"
Genesis è un gioco di  Peter Hansson, autore svedese, di cui non avevo mai sentito parlare, pubblicato nel 2010.
Il tema è a dir poco bizzarro. Si tratta di aiutare il "Signore" sì avete capito bene, proprio quello con la "S" maiuscola nella creazione del mondo.
Da bravi angioletti dovrete accompagnarlo nei sei giorni impiegati a tale scopo, aggiudicandovi il suo favore, quali meritevoli e maggiormente impegnati.
Come si traduce tutto questo in termini di Gameplay?
Il trippolino rappresentante "GOD" avanza nel tracciato del tempo e voi dovrete fare altrettanto raccogliendo risorse (chaos, materia e vita) che andranno convertite in mari, montagne, uccelli e bestie (ossia Punti Vittoria).
In pratica è una lotta contro il tempo e contro gli avversari. Si avanza bene o male tutti insieme, si raccolgono le risorse possibilmente prima degli altri e si cerca di convertirle per primi, fino a quando il "puzzillo bianco" non raggiungerà il fondo scala, decretando la fine della creazione... ehm della partita.
Sappiate che a rompervi le uova nel paniere ci sarà anche un "dark angel" che se ne andrà a zonzo sulla plancia, occupando gli slot migliori che avrete lasciato vuoti!
Cosa dire... io l'ho scherzosamente definito il "Tokaido svedese" vedete voi se può essere un complimento o meno ;)
Tutti questi angioletti in fila che raccoglievano risorse, mi ha ricordato l'avanzamento nel percorso di Tokaido.
Ora la grafica ed i materiali sono molto meno "luminosi" e ricercati (a me lo stile di Xavier Gueniffey Durin piace molto), ma il gioco ha una sua personalità.
Potrei anche aggiungere che ci abbiamo giocato in 6 ed il gioco ha retto bene, scorrendo veloce e senza tempi morti.
Diciamo che se lo considerate un filler o poco più ci può stare, se cercate un gioco "pieno" e con una particolare profondità, meglio guardare altrove.
Discorso a parte se siete collezionisti di meeple dalle forme più strane... vorrete mica farvi mancare quelli a forma di angioletto che suonano l'arpa? ;)
Questa volta il prezzo è abbordabile, ma la scimmia se n'è rimasta in panciolle a dormire senza bisogno di alcun sedativo!

  Immagini scattate nella sessione di gioco:





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Container x1 Giudizio: Sufficiente


In un'altra occasione mi era stata proposta una partita a questo gioco di Franz-Benno Delonge e Thomas Ewert, ma non ricordo per quale motivo, non riuscii a prendere parte alla partita.
A distanza di alcuni mesi ecco la seconda occasione e come l'esperienza insegna: "mai lasciarsi sfuggire le seconde occasioni!"
Container è un gioco puramente economico di pickup & Delivery dove lo scopo è quello di produrre merci, determinarne il prezzo, fare sì che gli altri le comprino, comprare merci, metterle in vendita nei propri moli, muovere la nave, caricarla con le merci, metterla in vendita con un asta oppure aggiudicarsi il carico di un altro giocatore che ha fatto altrettanto.
I container (che rappresentano i diversi tipi di merci) acquistati vengono posti sul proprio settore dell'isola adibita a tale scopo.
Nota interessante chi indice l'asta per la vendita del carico della nave può prendersi il doppio del valore dell'offerta maggiore (metà dalla banca e metà dal giocatore che ha fatto l'offerta stessa) o pagare tale importo per tenersi il carico.
Ogni giocatore ha una propria carta "obiettivo" che assegnerà le entrate sulla base dei container posseduti, previo l'obbligo di scartare tutti quelli del colore di cui se ne posseggono di più.
Se si posseggono tutti i colori, si avrà diritto al raddoppio del valore di uno dei colori dei container, sempre contrassegnato sulla carta obiettivo.
Ecco in poche righe questa è la descrizione di container.
Volendo approfondire si possono prendere prestiti, il numero di slot sul molo va incrementato con l'acquisto di magazzini, il numero di merci prodotte dipende dalle fabbriche possedute, comunque al di là delle sfumature, dovrebbe essere sufficiente per dare un'idea del gioco.
Giocandolo se ne comprendono subito il "valore e l'eleganza".
E' un gioco molto profondo, che richiede veramente uno sforzo enorme ai giocatori in termini di "efficienza economica".
Per vincere bisogna comprare bene e vendere meglio!
E' indispensabile capire quando conviene vendere o quando è meglio tenersi il carico, in termini di massima rendita economica, non ultimo bisogna bilanciare i colori dei propri container.
Dalla descrizione sembrerebbe trapelare un certo entusiasmo e allora perchè solo "sufficiente" si chiederà qualcuno di voi?
Anzitutto il gioco mi ha restituito un forte senso di ripetitività. Le azioni sono poche e per forza di cose si fanno sempre le stesse, variandone magari l'ordine: compra, produci, vendi, asta... compra, produci, vendi, asta...
I calcoli per stabilire se è quando sia più conveniente comprare, vendere, tenere le merci, ecc... implicano tutta una serie di considerazioni che rischiano di mandare a fuoco il cervello!
La partita in cinque è durata davvero tanto e dopo un po' ero talmente stanco che non avevo nemmeno più voglia di contare...
Insomma mi è sembrato quasi più un esame di "economia" che un gioco!
Non ultimo mi sono capitati diversi turni di "stallo" dove non potevo o non mi conveniva fare niente se non aspettare che mi comprassero qualcosa, dato che non avevo più denaro e non volevo prendere prestiti.
Alla fine non so perchè, ma ho pensato che Modern Art di Knizia, seppur meno profondo e ricercato, mi offre un'esperienza di gioco simile in un tempo molto più contenuto e con meno "affaticamento".
Sul fronte componentistica invece è una gioia per gli occhi, le navi in resina sono spettacolari e caricarle con tutti i container colorati diverte eccome!
Se cercate un gioco economico piuttosto "pesante" ed impegnativo Container potrebbe comunque fare al caso vostro.
Avevo letto e mi hanno confermato che l'espansione migliora l'esperienza correggendo anche alcuni problemi (forse proprio quelli relativi alla possibilità di stallo), quindi sono curioso di riprovarlo con l'utilizzo di quest'ultima!
Se e quando capiterà, vi aggiornerò!

  Immagini scattate nella sessione di gioco:






The Great Zimbabwe x2 Giudizio: Ottimo


Di questo gioco avevo a suo tempo scritto una recensione piuttosto entusiasta.
Non è che abbia poi tanto da aggiungere. TGZ continua ad essere un bellissimo gioco e uno dei miei preferiti della Splotter.
Condivido pienamente quanto ha scritto Agz, non ricordo perfettamente le parole, ma il concetto è che TGZ racchiude un po' tutte le precedenti produzioni della Splotter.
Abbiamo il pickup and delivery con l'utilizzo di hub,  i poteri variabili, le condizioni di vittoria influenzate dalle proprie scelte, il valore delle merci stabilito dal giocatore.
Questa volta il tutto accompagnato da una grafica un pelino più ricercata (questa volta hanno osato persino con delle illustrazioni) e tanti trippolini in legno.
A livello di ergonomia i passi in avanti sono enormi!
TGZ si utilizza senza particolari problemi e la durata della partita si attesta su valori decenti.
Ricordo che la mia prima partita era durata tantissimo, ma ora posso confermare che si è trattato di un'eccezione.
Tenete presente che le due partite sono state giocate una di fila all'altra nella stessa serata!
Per i collezionisti di trippolini sagomati, così come non potete farvi mancare gli angioletti allo stesso tempo, non vorrete mica farvi mancare "le vacche magre"! :)

Non ho scattato foto nella sessione di gioco quindi allego qualche foto tratta da Bgg.





The Wars of the Roses x2 Giudizio: Ottimo


Questo è e rimane a tutti gli effetti uno dei miei giochi preferiti (se non il mio preferito in assoluto).
Anche in questo caso avevo scritto una recensione.
Il gioco continua a piacermi tantissimo e quando mi viene proposto difficilmente riesco a tirarmi indietro.
Durata piuttosto contenuta in relazione alla profondità del gioco (parliamo di due ore, due ore e mezza) e materiali stellari!
La scatola è pesantissima, plancia enorme, schermi in cartone pesante con il riassunto del turno, segnalini in legno, tokens, carte splendidamente illustrate!
Cos'altro chiedere?
Un gioco di maggioranze con una forte aderenza storica (con tanto di personaggi che si muovono sulla plancia), una forte componente economica, e la "fog of war" garantita dall'utilizzo degli schermi.
Livello di interazione altissimo grazie all'utilizzo della corruzione e alle lotte di potere.
Interessantissimo il sistema di "tacita diplomazia, che richiede una collaborazione senza l'ausilio del verbo".
Unica cosa il gioco va obbligatoriamente giocato in quattro e dovete prenderlo come una caratteristica e non come un difetto.
Va giocato con giocatori che non siano permalosi e meglio se il livello dei giocatori al tavolo è più o meno equivalente.
Un capolavoro!
Tant'è che ho preordinato Francis Drake dello stesso autore sulla fiducia.
Non sono ancora riuscito a metterci le mani sopra (la ristampa doverbbe essere in dirittura d'arrivo) alcuni mi dicono che non è niente di che, ma in rete ho letto anche pareri entusiasti... aspetterò di provarlo e poi vi saprò dire! :)

Immagini scattate nella sessione di gioco: 




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Helios x3 Giudizio: Buono


Come vi avevo scritto Helios, da grande stimatore della HiG, sarebbe stato un acquisto sicuro!
Fabio mi ha tuttavia bruciato sul tempo ed è entrato in possesso di una copia prima di me.
Ho così avuto modo di leggere la sua recensione prima di poterci giocare e devo riconoscere che alla fine mi sono ritrovato completamente in quanto ha scritto!
Helios è un bel gioco. Il materiale è di primo ordine, come da tradizione HiG.
Alcune cose costituiscono veramente degli "extra non dovuti", si vedano ad esempio i sacchettini dove mettere i punti vittoria.
Quando avrete tirato fuori tutto dalla scatola, la tavola sarà completamente imbandita e molto colorata!
Le illustrazioni sono "pucciose" e se vi ricordano Terra Mystica, sappiate che è naturale dato che l'illustratore è lo stesso e risponde al nome di Dennis Lohausen.
Anche io l'ho scoperto nell'ultima partita che abbiamo fatto perchè me l'hanno fatto notare gli amici, che continuavano a dire: "la grafica mi ricorda quella di Terra Mystica..."
Avevano decisamente ragione!
Può darsi che la cosa abbia influito a livello inconscio sul livello di attrazione che questo titolo ha esercitato su di me. :P
Comunque tornando al gioco, come ha scritto Fabio, si tratta di un "puzzle game".
E' un gioco incentrato totalmente sull'ottimizzazione e sul timing.
Si basa tutto sul fare il maggior quantitativo di punti possibile, utilizzando le poche azioni disponibili, circa 16 - 20 azioni considerando anche quelle bonus.
Il regolamento è più "corposetto" del solito per gli standard HiG, parliamo infatti di ben 18 pagine!
Fondamentalmente è un gestione risorse (da convertire in punti), con aspetti di Tile placement.
La novità è rappresentata dal movimento del sole che può essere utilizzato per produrre punti (orbite complete e illuminazione dei templi) e risorse (terreni utilizzati).
I giocatori giocano su plance individuali e i momenti di interazione si limitano alla scelta delle tessere a centro tavola.
Potrebbe sembrare poco, in verità la cosa ha un certo peso. La scelta delle azioni è fondamentale e quindi indispensabile scegliere cosa si ritiene più importante e cosa lasciare agli avversari .
La stessa scelta delle diverse tipologie di terreno ha una diretta influenza su cosa andremo a produrre e conseguentemente su che tipi di templi si potranno costruire nella città o quali personaggi potremo attivare.
A proposito di personaggi, questi sono fondamentali per i punti a prima partita ed è necessario procurarseli nei primi turni di gioco.
Ignorarli totalmente renderà molto difficile la vittoria e quindi sono da intendersi come una sorta di carte obiettivo che daranno un indirizzo alla partita.
Questo comporta anche che le prime mosse, dovranno essere molto votate alla produzione di mana, necessario ad acquistarli.
Diciamo che il livello di interazione può essere paragonabile a quello di Suburbia, ossia si prendono tessere da un pool comune, si dispongono nella propria area e si cercano di massimizzare i punti.
Suburbia presenta tuttavia la variabile dell'ordine in cui escono gli edifici, mentre Helios propone un setup fisso.
Le variabili in questo gioco sono veramente prossime allo zero (giusto la tessera terreno della pila bonus) e il fattore aleatorio pure.
Questo comporta un gioco molto rigido, che presenta comunque molte strategie possibili e molti modi diversi per fare punti.
Nutro giusto qualche perplessità sulla rigiocabilità come per Ruhrschifffahrt 1769-1890, in quanto individuata la propria "combinazione vincente" ho la sensazione che si tenterà di ripercorrerla.
Ovviamente questo non sarà sempre possibile e vuoi perchè ci portano via i terreni necessari o le azioni che ci servirebbero a tale scopo, ma le partite possono restituire un senso di dejavù.
Se trovate invece stimolante la ricerca della "partita e del punteggio perfetto", mostrandovi disponibili ad esplorare le varie strategie e tentando giocate nuove, Helios potrebbe essere particolarmente indicato!
Il tema Fantasy è puramente di facciata, per dare una connotazione ed un'ambientazione al gioco.
Insomma sono contento dell'acquisto, non è un gioco che reputo un capolavoro assoluto, ma un buon medium weight puramente in linea con quanto mi aspettavo da un titolo della HiG.

 Immagini scattate nella sessione di gioco:






Bruxelles 1893 x1 Giudizio: Discreto


Sul giudizio di Bruxelles ho dovuto soffermarmi un po' e riflettere. Non nego che di primo acchito mi sia "piaciucchiato". Fondamentalmente è un buon titolo e quindi ero indeciso fra "buono" e "discreto".
Alla fine ho optato per il secondo, per le considerazioni che andrò di seguito ad esporre.
Partiamo dalla componentistica, molto ricca, ma in uno stile grafico che proprio non riesce a piacermi. Se per Troyes in qualche modo ci ero passato sopra, questa volta mi ha infastidito un po' (forse comincia semplicemente a stufarmi).
Il gioco presenta una "cozzaglia" di meccaniche che sembrano prese da tantissimi giochi diversi e i modi per far punti sono talmente tanti, che anche starnutendo rischiate di ottenere qualche punto vittoria! :)
Scherzi a parte, alcune cose sembrano quasi una forzatura (tipo il sistema di maggioranze nella costruzione degli edifici).
Ho trovato molto interessante il mercato delle opere d'arte, con il marcatore colorato che si muove influenzando il valore delle opere ed il famoso "orologio" con le lancette che decretano quali risorse siano necessarie per la costruzione degli edifici.
Alcuni lo hanno paragonato ai giochi di Feld definendolo il solito "point salad", io trovo invece che manchi quell'eleganza caratteristica dei giochi di Feld, che li differenziano da titoli come questo.
Il tema totalmente slegato dall'ambientazione, me lo ha fatto apparire come molto freddo.
Solitamente questo aspetto, da appassionato di giochi "german", non costituisce un problema, ma trattandosi di molte meccaniche diverse incastrate fra di loro, senza un'apparente coerenza logica, alla fine mi ha dato un senso di estrema astrattezza e di puro esercizio matematico.
Ripeto non è un brutto gioco, non vorrei essere frainteso, ma trovo che il mercato abbia di meglio da offrire e quindi se mi sarà proposto nuovamente ci rigiocherò volentieri, ma non ho sentito il desiderio di aggiungerlo alla mia collezione.
Sono anche un po' in controtendenza in quanto il titolo sta avendo un buon riscontro e sta scalando velocemente le classifiche di Bgg.
La scimmia dorme sonni tranquilli.... :)

 Immagini scattate nella sessione di gioco:



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Rockwell x1: Insufficiente




Di Rockwell scriverò molto poco, potete leggere la recensione scritta da Bernapapà che in parte è coerente con il mio pensiero.
Anch'io, come lui, ho avuto modo di provarlo a Play e quindi prendete pure il mio giudizio come strettamente personale (come sempre del resto) e con i dovuti filtri.
Una "con" generalmente non è il posto più indicato per farsi un'idea "ponderata" di un titolo.
Ho scritto che la recensione di bernapapà è solo in parte coerente con li mio pensiero, perchè mi rispecchio molto nella seconda parte, con particolare riferimento a questo passaggio:

"Dal punto di vista dell'ambientazione, lo sforzo effettuato lo si avverte: si è cercato di ricreare il mondo dello scavo aggiungendo, appunto, quelle complicazioni che dovrebbero garantire una maggiore aderenza "alla realtà", compreso il fattore aleatorio che provoca i crolli dei tunnel... Bene: forse è proprio questo aspetto che ha un influenza troppo forte in un gioco del genere! Ossia, dato che il fulcro del gioco è possedere tanti cubetti-minerali, il fatto che il resto dipenda sia da quante squadre partecipano allo scavo (ma questo è "gestibile") che da quanti cubetti troveremo nel tunnel (cosa completamente aleatoria), non permette un completo controllo di quanto accade, al di la, poi, della fortuita presenza delle esplosioni... Insomma, ci si impegna abbastanza per percorrere una strategia in un gioco che sembra fatto per applicarvisi, ma a volte si ha l'impressione che gli sforzi possano essere vanificati da un rapporto quoziente/divisore "sbagliato".Per fare un esempio, magari mi sono impegnato a fondo per essere il capo della spedizione, e magari con il gioco dei resti, mi tocca semplicemente un cubetto in più rispetto agli altri, mentre un avversario, al turno dopo, nella mia identica situazione di partenza, se ne prende 5! "

Con la differenza che queste considerazioni mi portano ad una diversa conclusione.
Per Bernapapà si tratta comunque di un buon gioco, io non sono nessuno per affermare il contrario, ma posso semplicemente dire che proprio per queste ragioni a me non è piaciuto.
Gli aspetti di piazzamento lavoratori non mi hanno mostrato particolari novità e mi hanno restituito una sensazione di già visto.
L'aspetto cooperativo... si cooperativo... sapete cosa penso dei cooperativi giusto? Ma sì parliamone lo stesso... fa sì che voi cerchiate di impostare una strategia che poi è totalmente in balia delle scelte degli altri giocatori.
Magari voi vorreste scavare dei tunnel e tutti si buttano su altri e allora voi dovete ripiegare, spostando i vostri minatori, ma così facendo buttate via dei turni.
Quando poi giustamente come segnala Bernapapà andate a "segno" nello scavo quello che otterrete è affidato ad una carta che può pagare più o meno bene in termini di "dividendi".
Il materiale non è malaccio e la plancia circolare è anche piuttosto originale... però il gioco non mi ha regalato nessuna bella emozione...
La scimmia continua a russare!

 Non ho scattato foto nella sessione di gioco quindi allego qualche foto tratta da Bgg.




Coal Baron x2: Buono


Di Coal Baron cosa posso dire è un Kramer-Kiesling e questo di per se dovrebbe essere sufficiente.
Questa coppia di autori, in un certo qual modo è sinonimo di garanzia.
Diciamo che in ogni loro produzione, leggo uno sforzo di pulizia e minimizzazione del regolamento.
Partendo da Asara, passando per I palazzi di Carrara e proseguendo verso questo Coal Baron, vedo regolamenti con sempre meno regole, puliti, quasi essenziali.
I loro titoli sono perfetti per essere proposti a giocatori occasionali, si spiegano in cinque minuti, ma al contempo riescono a mantenere quel giusto livello di sfida capace di non "indispettire" giocatori più esigenti.
Prendiamo Coal Baron nello specifico. Aggiunge qualcosa di nuovo al panorama ludico?
La risposta è no e se ci limitassimo a questa sola domanda, probabilmente non lo prenderemmo nemmeno in considerazione.
Eppure Coal Baron è un gioco che si riesce a giocare in circa 60 minuti.
E' un gioco che propone un sistema di piazzamento lavoratori , dove servono sempre più unità per compiere azioni selezionate in precedenza (Keyflower docet) e questo comporta di dover scegliere il giusto tempismo con cui effettuarle.
Bella la gestione della propria miniera e dell'ascensore per la raccolta delle risorse; molto bello anche il sistema di trasporto, che permette di spedire più ordini contemporaneamente se contraddistinti da un mezzo comune.
Tutto questo condito dal segno indelebile e dalla firma caratteristica degli autori.
Troviamo i famosi P.A. ossia Punti Azione, cui sembrano essere particolarmente affezionati. nel movimento dell'ascensore; troviamo tre fasi di "scoring" con un sistema di maggioranze che prema il primo ed il secondo giocatore nelle diverse categorie.
Tutto questo si riassume fondamentalmente in una parola: "elegante".
Dal punto di vista dei materiali la prima edizione soffre di qualche problemino.
Tralasciando i soldi di carta, in stile Power Grid che io aborro, avevo letto su Bgg che i componenti erano "a bit warped", quando ho aperto la scatola ho capito cosa significasse.
I tasselli e i componenti in cartone sono molto sottili e di conseguenza tendono ad essere leggermente "incurvati".
Sia chiaro nulla che comprometta la giocabilità, ma comunque un po' fastidioso.
Diciamo che se impilate le tessere miniera, la pila non sarà proprio gradevole alla vista... :) Basta suddividere in diverse pile più piccole e il gioco è fatto.
Se siete comunque maniaci della perfezione, sappiate che c'è questo aspetto da tenere in considerazione.

 Immagini scattate nella sessione di gioco:






Link Egyp (ed. Inglese)
Link Egyp (ed. tedesca)

Consiglio la versione tedesca che ha un prezzo più contenuto e tra l'altro la mia copia contiene anche il regolamento inglese.
Il gioco è comunque indipendente dalla lingua.

Bios Megafauna x1: ??? (appena Sufficiente)


Sottotitolo della partita: "La vendetta di Flipper il delfino"
Bios Megafauna è un gioco dell'eclettico Phil Eklund. Questo autore è noto per fare più che dei giochi dei veri e propri simulatori, si veda il suo titolo più famoso ossia High frontier.
I suoi giochi, se di giochi si può parlare, sono quindi piuttosto strani e sicuramente non adatti a tutti i palati.
Sono titoli dai regolamenti molto complessi e articolati, quindi la nemesi dei titoli di Krmaer e Kiesling che citavo qualche riga più su... :)
Non sono riuscito a partecipare alla serata in cui gli amici hanno giocato High Frontier, ma questo Bios Megafauna non me lo sono lasciato scappare.
Avevo il sospetto che fosse un gioco non nelle mie corde, ma sono dell'idea che le cose vadano sempre provate per poter esprimere un giudizio.
Giudizio che in questo caso ha trovato conferma.
Bios Megafauna non è un brutto gioco, semplicemente non è uno dei "miei giochi".
Quando mi hanno spiegato le regole ero un po' frastornato e ho un po' faticato ad entrare nel meccanismo, tant'è vero che ho stressato tutta la sera il povero malcapitato davanti a me (grazie Flavio) chiedendo: "posso fare così?", "posso andare qui?", "se faccio così dopo cosa succede?"
Il gioco mi ha ricordato un mix fra Evo e Dominant Species, con un'infarinata di (probabilmente inutili) complicazioni.
In pratica si tratta di prendere il controllo con più esemplari possibili della plancia che rappresenta la pangea.
Ogni giocatore parte con una razza ed ha a disposizione quattro diverse specie, tutte rappresentate da meeple in legno sagomanti diversamente (da questo punto di vista devo dire che il materiale, almeno per la parte in "legno" è davvero molto attraente).
Qui viene il bello. I continenti si muovono a causa della deriva, le temperature cambiano con l'alternanza di glaciazioni e surriscaldamenti, entrano in gioco nuove creature e nuove specie animali, si verificano delle vere e proprie catastrofi naturali.
Per sopravvivere in tutto questo, voi dovrete cercare di far evolvere la vostra specie, spendendo geni e potenziandone le caratteristiche di aggressività, velocità, adattamento all'acqua, capacità di volare, ecc...
Potrete inoltre incrementare le dimensioni della vostra razza e scegliere se essere carnivori o erbivori, adattandovi agli ambienti per voi ostili attraverso il nutrimento di altre specie.
Il tutto passa attraverso la selezione e l'utilizzo di apposite carte, che fanno anche entrare in gioco nuovi tasselli terreno.
Le razze possono figliare ed espandersi e addirittura evolvere in nuove specie.
In pratica sopravvivere ed arrivare alla fine del gioco non è affatto cosa semplice.
Io sono partito con i delfini, che hanno subito sviluppato una forma di sopravvivenza di tipo "parassitario".
In pratica sopravvivevo grazie alla presenza delle specie di un altro giocatore, di cui potevo nutrirmi... dove andava lui, andavo io... :)
A un certo punto si è stufato si è evoluto, i miei delfini non hanno più avuto forma di sostentamento e un paio sono morti.
A quel punto è scattata la "vendetta dei delfini" che sono sopravvissuti a mille peripezie e catastrofi mentre gli altri animaletti venivano sterminati...
Detto così sembra anche bello, il problema è che ho avuto la sensazione di vincere non perchè io sia stato più bravo degli altri (anzi il merito in questo caso probabilmente sarebbe da attribuire a Flavio che mi ha guidato coi suoi suggerimenti), me per l'ordine con cui sono uscite le carte.
Mi ha dato l'impressione di essere molto pilotato dal caso.
E' presente poi anche la player elimination, i giocatori le cui razze sono sterminate possono giocare come "Lazzaro"... sì non sto scherzando, anch'io pensavo fosse una battuta.
In pratica continuano a compiere le proprie azioni, ma non possono più guadagnare punti vittoria... in pratica sono fuori dal gioco e dopo un po' si rompono i cogli.... (scusate mi stava scappando un altro francesismo).
Forse è un gioco che richiede molte partite, richiede di conoscere le carte per essere apprezzato, ma io personalmente preferisco dedicarmi ad altro ed investire il mio tempo diversamente.
Un grazie a Gianni che ha messo a disposizione la sua copia ed il suo tempo per la spiegazione.

  Immagini scattate nella sessione di gioco: 








Link Egyp

Pax Porfiriana x1: Strano


Partiamo dal giudizo: strano... perchè strano? perchè quando abbiamo terminato la partita, quando ci hanno chiesto se ci era piaciuto, io ed un amico ci siamo guardati e in coro abbiamo risposto "strano"!
Pax Porfiriana è un altro dei giochi "particolari"  di Phil Eklund.
Questa volta non si tratta di un vero e proprio simulatore, ma di un gioco di carte piuttosto atipico a partire dal tema trattato ossia i 33 anni sotto la dittatura di Porfirio Diaz in Messico, fino alla rivoluzione del 1910.
Lo scopo dei giocatori per portarsi a casa la vittoria è proprio quello di ribaltare il governo del dittatore!
Che sia un gioco strano si capisce subito dalle carte.
Mostrano immagini raffiguranti elementi caratteristici di quel periodo storico, con una grafica estremamente ricca e soffocante che occupa praticamente l'intera carta.
Bello è che questa grafica con il gioco non c'entra assolutamente nulla, infatti le icone da utilizzare ai fini pratici, sono relegate agli angoli delle carte!
Quando si dice la creatività!
Faccio un po' fatica ad essere sintetico sulle meccaniche di gioco, comunque fondamentalmente bisogna pescare delle carte da un pool comune e metterle in gioco davanti a se guadagnando così dei simboli.
Le tipologie di governo cambiano continuamente in funzione delle carte giocate, quando si avrà la quantità di simboli necessari per "battere" Porfirio Diaz, si potrà tentare il "golpe"!
Il quantitativo di simboli necessari è influenzato dal tipo di governo e dalle quantità in possesso agli altri giocatori.
Devo ammettere che si tratta di un titolo molto originale e a differenza di altre sue opere, piuttosto facile nel regolamento.
La durata della partita è comunque importante, si parla pur sempre di un titolo di 2 ore, non poche per un gioco di carte.
Caratterizzato da un alto livello di interazione, ma in quanto gioco di carte, fortemente influenzato dall'ordine di uscita di quest'ultime.
La scatola è di dimensioni davvero minuscole e una volta imbustate le carte, sarà praticamente impossibile chiuderla.
Non so dirvi se mi sia piaciuto o meno... cosa posso dirvi... è strano... ;)
La scimmia è frastornata... sembra che si sia scolata una bottiglia di vodka da sola.

 Non ho scattato foto nella sessione di gioco quindi allego qualche foto tratta da Bgg.




Cartagena x1: Buono


Ok, il bis bis bis nonno di Atlantis di Colovini potevo anche non citarlo.
Però ci ho fatto una partitella con i miei bimbi di 4 e 8 anni.
Sicuramente la piccolina non sarebbe riuscita a giocare ad Atlantis, invece a Cartagena è andata via liscia come l'olio.
In fondo si tratta di giocare delle carte con dei simbolini e muovere i pirati sul primo simbolo libero corrispondente.
Quando si desidera pescare delle carte si deve arretrare un pirata fino ad un gruppo composto da uno o due pirati e pescarne un numero equivalente.
Il primo a portare tutti i pirati sulla scialuppa vince!
Più semplice di così!
Lo cito per ricordare a chi non lo conoscesse, che si tratta di un ottimo gioco introduttivo o da fare con i bambiini.
Quasi un classico direi e non so quante versioni siano state ormai stampate.
Io credo di avere la prima edizione e se non la prima, una delle prime.
Le ultime versioni sono molto più gradevoli esteticamente ed i materiali molto più ricercati, ma il gioco resta quello!

  Immagini scattate nella sessione di gioco:





 Milestones x2 Giudizio: Buono


Milestones è un titolo di Stefan Dorra e Ralf zur Linde.
Lasciatemi dire che di questo autore (Dorra) io adoro Medina un astrattone, dalla bellissima componentistica in legno.
Ci ho messo veramente tanto ad acquistare questo titolo.
Avevo letto il regolamento e mi sembrava un gioco di quelli che io apprezzo particolarmente.
In pratica è un gestione risorse che untilizza un'implementazione originale della classica rotella alla Mac Gerdts.
Ogni giocatore ha una plancia individuale su cui si trovano degli edifici (fissi) e degli spazi su cui collocare dei lavoratori.
L'ordine in cui vengono disposti i lavoratori influenza direttamente la produzione di risorse.
Tuttavia non è un gioco privo di interazione.
Per far punti occorre costruire strade, edifici, mercati, casette, ecc...
Ecco il bello è che tutti questi edifici vanno costruiti su di una plancia comune ed influenzano direttamente quello che potranno costruire gli altri.
Ci ho messo molto ad acquistarlo perchè le opinioni erano piuttosto contrastanti.
La critica più frequente che ho letto è che costruendo si rischia di far fare più punti agli altri di quelli che si guadagnano.
Come dire... è il bello del gioco!
Si perchè bisogna valutare attentamente se conviene costruire o aspettare e nel momento in cui si costruisce assicurarsi magari di edificare non solo una strada, ma piazzare anche una casetta o che ne so un mercato, chiudendo gli spazi vantaggiosi agli altri.
E' fondamentale anche valutare dove costruire determinate costruzioni, per raccogliere i lavoratori bonus.
Non ultimo bisogna cercare di gestire bene le risorse, guadagnando quelle funzionali alle proprie costruzioni dato che ad ogni "giro di ruota" queste vanno comunque ridotte a tre, scartando quelle in eccesso.
La costruzione di strade, ricorda molto titoli ferroviari come Transamerica (o Transeuropa se preferite) solo che questa volta viene gestita in modo coperativo.
Nessuna paura per quelli che come me detestano il genere, non lasciatevi trarre in inganno dall'uso di questa parola, Milestones è un competitivo puro!
L'unico neo è che il tutto si traduce nella necessità di fare molti calcoli e analizzare molti aspetti.
E' un gioco dal regolamento molto semplice, ma particolarmente "pesante" da giocare.
Assolutamente da evitare con giocatori che soffrono da paralisi da analisi, si rischia di non uscirne vivi!
La partita si chiude quando si raggiunge un determinato punteggio (variabile in funzione del numero di giocatori).
A quel punto c'è il calcolo del punteggio finale, dove si considerano le tipologie di lavoratori con un sistema di maggioranze.
Sono veramente contento di avere acquistato questo titolo trovando ancora conferma che il gioco è una cosa estremamente soggettiva.
Se mi fossi basato sui commenti degli altri o sul voto di Bgg (6.64 e quindi direi quantificabile in discreto), mi sarei perso un titolo che ritengo molto appagante.
Il prezzo non proibitivo, aiuta.

  Immagini scattate nella sessione di gioco: 



Link Egyp.

Ok, era un po' che non scrivevo e con questo dovrei essermi messo in pari!
Spero che i miei commenti possano tornarvi utili e se avete domande sono qua.
Ci tengo a precisare che molti titoli che ho trattato in questa "striscia", erano già stati recensiti sul nostro blog; non sono stato a linkare tutto, ma se volete approfondire alcuni potete usare le funzionalità di ricerca qui a lato (in alto a destra).
Così il mio personalissimo giudizio si aggiunge a quello di altri recensori, dandovi la possbilità di "sentire più campane".
Anzi sarebbe interessante se voi voleste allungare questo elenco, con qualche vostra esperienza o con qualche report degli ultimi giochi che avete provato, perchè ricordo che la vera ricchezza continua ad essere insita  nella pluralità delle nostre voci!

Come sempre, buon gioco a tutti!!!

21 commenti:

  1. Bell'articolone, un ritorno in grande stile. Alcuni non li ho giocati e per fortuna non mi è salita la scimmia. Per quelli giocati sono assolutamente d'accordo, a parte Indonesia al quale per me l'ottimo non lo leva nessuno. :)
    A proposito, noi raddoppiamo solo i proventi della vendita delle merci alle città (e conseguentemente il prezzo di trasporto).

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  2. Grazie Agz! Per Indonesia ero indeciso fra Ottimo e Molto buono, alla fine ho optato per il secondo. Fermo restando il valore indiscusso di tutte le produzioni Splotter, non volevo sembrare troppo di parte. Di fatto ho già assegnato due "ottimo" e comunque ritengo Zimbabwe e Antiquity un gradino leggermente sopra. Sia chiaro si parla di un gradino di pochi centimetri... :) Se non ricordo male un amico aveva trovato in qualche faq. una risposta in linea con la vostra modalità di gioco. Sono contento che non ti sia salita la scimmia. Visto che mi sembra di capire che abbiamo gusti molto simili e sei un grande fan della Splotter, ti consiglio comunque di provare, se non l'hai già fatto, i titoli della SpielWorxx.

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    1. Personalmente considero invece Indonesia il miglior Splotter (Antiquity devo però ancora provarlo per chiudere il giro), in quanto il miglior compromesso tra le loro carenze (di grafica e componenti), i tempi e e meccaniche di gioco (che qui si spiegano in modo più immediato rispetto ad altri titoli) ed i loro indiscutibili pregi (meccaniche).

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    2. Come tempi ed ergonomia il migliore sicuramente è Zimbabwe. E' uno dei miei preferiti proprio perchè sembra un "contenitore" di tutte le idee introdotte nei giochi precedenti... un piccolo concentrato di filosofia "Splotteriana" (e vai di neologismi).

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  3. Scusate ragazzi, dove abitate? No, perchè la prossima volta mi autoinvito... ;)

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    1. Noi siamo "sparsi" fra Forlì, Cesena e zone limitrofe, contando anche la presenza di giocatori provenienti da Imola e persino Cattolica (mitico Gene!!!).
      Detto questo se sei in zona o capiti da queste parti, le nostre porte sono sempre aperte a nuovi giocatori!

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  4. Grande articolo!!!
    Container... mi stuzzica!
    Peccato per la durata eccessiva per un gioco del genere.
    Prima o poi lo proverò!

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    1. Container è famoso per essere uno dei giochi più proni a paralisi da analisi del globo...non ho mai avuto il coraggio di provarlo :)

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    2. Peccato che si fuori produzione;
      se vuoi provarlo ti tocca fare come me: autoprodurlo :/

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    3. Cosa che hanno fatto a quanto pare in molti, vedendo le "Lego version" postate su Bgg... :)

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  5. Dunque tutti giochi introvabili o quasi :)

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    1. Beh, non proprio tutti introvabili anzi... Considera che anche quelli "out of print" con un po' di buona volontà si riescono a trovare.
      L'unico neo è che poi il prezzo potrebbe essere non proprio popolare.

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    2. E purtroppo mi riferivo proprio a quelli (Vedi Antiquity o The Great Zimbawe). Per quanto i giochi possano esser belli, non mi va di spendere certe cifre per un sol gioco.
      Ma c'è possibilità di ristampa o la loro politica prevede una sola tiratura?

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    3. Di solito ristampano, ma al momento sono esaurite anche le ristampe.
      Comunque giocare con i titoli "difficilmente reperibili" degli amici, ha l'innegabile vantaggio che non si "foraggia" la scimmia! :)

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  6. spezzo una lancia in favore di Container: ci ho fatto tre partite e non è mai stato né lungo né pesante. certo con giocatori lenti può piantarsi, ma con giocatori lenti pure un King of Tokyo diventa uno strazio...

    ma quindi per iniziare gli Splotter scelgo TGZ?

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    1. Se sono io a risponderti direi di sì. Se fosse Fabio probabilmente ti risponderebbe Indonesia e se fosse Agz (che tra l'latro è il massimo esperto in materia)... sai che non lo so...
      Agz, qual'è il tuo Splotter preferito? :)

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    2. il mio preferito è The Great Zimbabwe. E va benissimo iniziare da quello. O da Indonesia. O da Bus. Ecco magari non da Antiquity o Greed o Roads&Boats: li lascerei per dopo.
      Epperò non sono il massimo esperto in nulla ;)

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  7. Pollo non sapevo fossi così vicino (perchè non so mai un cazzo), dai una sera vi vengo a trovare da Bologna!!!

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    1. Quando vuoi, basta che fai un fischio e ti do le coordinate del caso!

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  8. ma che invidia sia per la quantità sia per la qualità dei giochi provati

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    1. Infatti anch'io mi reputo fortunato sia per il tempo che sono riuscito a ritagliarmi (e di questo devo essere riconoscente alla moglie che si occupa dei figli mentre io gioco), che di avere ottimi amici che condividono la mia passione! :)

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