lunedì 14 luglio 2014

Anteprima - La Isla

scritto da Fabio (Pinco11)

(vocina interiore) ... Feld ... Feld ... Feld ... prepara il portafoglio ....
(vocina interiore) ... si chiama La Isla ... è ambientato in un'isola tropicale ...
(vocina interiore) ... è della Alea ... la stessa con la quale Feld ha pubblicato l'Anno del Dragone, Macao, Notre Dame, Bora Bora ed i Castelli della Borgogna ...
(vocina interiore) ... allora? ... Feld ... Feld .. Feld ... non lo hai ancora preordinato ???

Queste sono le quattro frasi che da un paio di giorni riecchieggiano insistentemente nel mio animo di gamer compulsivo, ovvero da quando sono andate online le regole del nuovo titolo (La Isla, per 2-4 giocatori, tempo di gioco intorno all'oretta, indipendente dalla lingua) del noto autore tedesco (Stefan Feld), che la Alea, marchio di casa Ravensburger, dovrebbe pubblicare non troppo in là.
Dopo aver letto e riletto il manuale, vi rendo partecipe delle mie impressioni sul gioco ...

L'ambientazione

Ok, siccome mi piace fare le cose per benino inserisco anche questo paragrafo, ma tanto lo sapete già che i giochi del nostro prediletto possono essere editi applicando sulle meccaniche da lui ideate lo sfondo desiderato, come se utilizzassimo un cromakey. Per quanto, quindi, l'ambientazione sia del tutto irrilevante ai fini del gioco, sappiate che ci troviamo su di un'isola misteriosa (La Isla, appunto) nella quale abbiamo trovato tutti concentrati un gruppetto di begli animali più o meno estinti o sconosciuti, tra i quali il noto Dodo e noi, da buoni esploratori, ci mettiamo a competere per collezionare il maggior numero di esemplari ...
Come tutto ciò si concili a livello di meccaniche con la presenza di carte con poteri e con il fatto di poter piazzare sull'isola i nostri segnalini facendoli volare liberamente come angioletti non ci è dato saperlo, per cui confermo che non sarà questo il gioco di Feld che vincerà il premio per il suo titolo dall'ambientazione più sentita.
Ma a noi feldofili di questo è mai interessato qualcosa? NO!


I componenti

Abbiamo innanzi tutto un bel tabellone componibile, da assemblare, in 12 comode parti, così possiamo divertirci con il meta gioco del puzzle di setup. A parte scherzi, l'idea è quella di poter, grazie alla modularità del tabellone, una mappa sempre variabile da partita a partita: il concetto è che la mappa alla fine sarà un decagono diviso in 35 settori, ciascuno dei quali è delimitato da aree colorate (montagne, palude, sabbia, ...), sulle quali si piazzeranno nel corso del gioco i nostri esploratori (pagando, per farlo, due cubetti risorsa del colore corrispondente), ottenendo, non appena occupate tutte le aree delimitanti un settore, il gettone animale (35, appunto, ossia 7 per tipo di animale) ivi presente e punti vittoria.
Ci sono poi, rappresentando esse il secondo punto focale del gioco, 180 carte, ciascuna delle quali può essere utilizzata (Brugge docet) in diversi modi, ossia per avere un bonus permanente, oppure per ottenere una risorsa o per incidere sul valore (punti) degli animali.
Completano il tutto una manciata di cubetti colorati, una di segnalini in plastica (aaarrgghhh...) a forma di esploratore, una plancetta sulla quale si tiene traccia dei valori degli animali e poca altra roba ..

Come si gioca?

Easy as eating pancakes, dicono i nostri amici d'oltreoceano!
Ad ogni turno si pescano tre carte e si sceglie come distribuirle tra le tre azioni / carta che si svolgono ogni turno, destinandone una per ogni tipo di azione /carta. Poi, a turno, si eseguono prima (in senso orario) tutte le azioni 'A' (una per giocatore), poi le 'B' (una per giocatore), poi l'azione principale (che si fa senza carte) e poi le 'D' (una per giocatore).
Le azioni A consistono nel mettere la carta appena giocata davanti a se, fruendo da quel momento del bonus che la singola carta attribuisce (es. punti bonus quando ci compie un'azione x, cubetti bonus, ... - ). Si tenga presente che possono essere attive contemporaneamente solo 3 carte bonus, per cui dal quarto giro in poi si andrà a cancellare l'effetto di una delle tre carte già presenti nel turno precedente.
Quindi (azione B) si preleva la risorsa che la carta prescelta attribuisce e si passa poi (azione principale) a piazzare sul tabellone, in una delle aree / terreno (quelle montagna, palude, ...) un proprio esploratore, pagando due cubetti del colore indicato dal terreno: se non si hanno i due cubetti o non si vuole piazzare, si può prendere un altro cubetto.
Se nel piazzare l'esploratore si circonda completamente un settore con propri esploratori, si può prelevare il dischetto animale ivi presente e si ottengono punti vittoria pari al valore del settore.
Infine (azione D) si va a muovere il valore di uno degli animali (quello indicato sulla carta) nell'apposita griglia, ottenendo punti vittoria pari al numero di dischi animale di quel tipo posseduti.
La partita ha termine quando si è raggiunta una certa somma di valori degli animali sulle griglie e si attribuiscono punti sulla base dei valori raggiunti dalle tessere animale (moltiplicati per il numero di tessere di ciascun tipo che il giocatore possiede) e del numero di set completi posseduti.

Impressioni?

Come sempre premetto il caveat che sto esponendo le mie impressioni, tratte sulla base della sola lettura del manuale.
Il gioco comunque, lo si percepisce bene, non è certo da catalogarsi tra i brain burning di Feld, bensì nel novero dei suoi titoli relativamente meno impegnativi, ambito nel quale egli ha prodotto comunque alcuni buoni giochi, come, per esempio Speicherstadt.
Le regole di base (qui trovate il manuale, che consta di appena sei pagine) appaiono semplici, quasi familiari, perché di fatto si va solo a pescare tre carte e scegliere come usarle, con il forte vincolo di dover eseguire comunque azione per tipo ad ogni turno, cosa che, nella fase di scelta, semplifica un sacco le scelte e quindi i tempi di riflessione. Tre carte peschi e tre ne usi, per cui un turno si può svolgere in un minuto ...
A livello pratico si deve poi solo andare a piazzare omini sul tabellone, per prelevare le tesserine e poi si gioca tutto sul far crescere il valore di quelle che si possiedono, con un occhio di riguardo, per equilibrare il tutto, ai set completi ...
Il twist del gioco consiste però nell'uso delle carte, per cui sotto questo aspetto La Isla sembra volersi porre come una semplificazione di quanto visto in Brugge, titolo nel quale le carte potevano avere diversi usi standard, in numero che qui si è andato a ridurre a due (cubetto e tipo animale) ed un'azione speciale articolata (tanto da essere spiegata con un testo) che si è andata qui a semplificare, tanto da essere La Isla indipendente dalla lingua (il dettaglio dei bonus non è ancora chiarissimo, perchè allo scopo bisogna anche provare come il tutto gira ...).



La sfida, quindi, è quella di essere in grado, con quello che giro per giro l'alea ti porta in mano, di risolvere il mini puzzle delle tre carte che hai preso, ovvero di capire quale sia la combinazione che ti garantisce il loro miglior uso, in combinazione con ciò che hai sul tabellone e, soprattutto, con le carte bonus che hai già attive. Fortuna, chiaramente, come in tutti i giochi dove si pescano le carte, ne abbiamo, però l'abilità sta nel cercare di indirizzarla, pianificando adeguatamente.
L'interazione è a sua volta garantita dalla lotta per il controllo delle sezioni del tabellone e dal continuo influenzare del valore delle tessere animale (se le prendi tutte tu, quelle di un tipo, col cavolo che gli altri ne fanno salire il valore ...) e potenziali tacite alleanze ...

Nel complesso il gioco, partendo da regole di quelle facili, che a prima vista paiono adatte ad un pubblico molto ampio (occhio però agli 'effetti speciali' delle carte, che potrebbero sconcertare i neofiti), appare ispirato dal desiderio di ripercorrere l'idea alla base di Bruges proponendola in forma semplificata e mescolandola con concetti di raccolta set e con una vena interattiva più pronunciata del suo predecessore. Personalmente non ne sono, di primo acchito, troppo attratto, ma mi sento come una falena con il fuoco ed il fatto che il titolo è promesso per l'uscita a settembre, anticipando quindi la ressa delle uscite di Essen, potrebbe far si di farmelo capitare sul tavolo prima dell'indigestione ottembrina.
E a voi, ispira?

Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o dal sito della/e casa/e produttrice/i  alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla (Alea/Ravensburger). Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su richiesta.

7 commenti:

  1. Perché quelle brutte miniature di plastica? Nei tedeschi ci vogliono i puzilli di legno sagomato!

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  2. Il titolo, nella sua essenzialità e semplicità, sembra interessante.
    Io ho maggiori aspettative sull'altro titolo di Feld "Aquasphere":
    http://www.boardgamegeek.com/boardgame/159508/aquasphere.
    Comunque so già che alla fine tutti e due entreranno a far parte della mia collezione! ;)

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    1. ... non sono sicuro che entrerà nella mia collezione ... so che posso resistere ...

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  3. graficamente è tale e quale a bora bora: ultimamente feld ama molto questo genere di ambientazioni

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    1. La grafica di solito è una scelta dell'editore: La Isla è dello stesso (Alea) di Bora Bora e da qui deriva l'affinità ;)

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