martedì 12 agosto 2014

[Anteprima] Black Fleet

scritto da Agzaroth

Continua il sodalizio tra la nostrana Asterion e la francese Space Cowboys (Splendor), giovane casa editrice che si sta distinguendo per i titoli accessibili a tutti e dalla componentistica lussuosa.
Se il precedente Splendor ha portato sul nostro tavole le pesanti fiches da casinò, questo Black Fleet ci delizia l'occhio e il tatto con modellini di navi finemente scolpiti e monete in metallo, il tutto incorniciato da una classica ambientazione piratesca...in cui il giocatore sarà chiamato ad essere contemporaneamente pirata, mercante, soldato.
Pare lo avremo in italiano già da Ottobre.



SETUP
Il tabellone, ottimamente illustrato, dipinge un arcipelago con vari porti commerciali e isolette (del tesoro). I porti vengono dotati di cubi merce di diverso colore e ciascuno può ricevere altre merci differenti da quelle prodotte, pagandole un prezzo in dobloni tanto maggiore quanto più lontano è il porto di provenienza del bene venduto.

Ogni giocatore parte con 2 carte Movimento, una nave mercantile (che carica fino a 3 cubi), una pirata (che ruba fino a 1 cubo a un mercantile) e potrà poi anche comandare le due navi imperiali comuni a tutti. Inoltre prende 4 carte progresso (di costo crescente = 5,8,11,14) e una Vittoria, che ha il prezzo più alto (20 dobloni). Per vincere occorre prima pagare tutte le carte progresso, nell'ordine desiderato, e infine la carta Vittoria. infine ciascuno riceve 2 carte Fortuna, che hanno gli effetti più disparati e servono a rompere un po' la linearità del gameplay, oltre che le scatole agli avversari.

IL GIOCO
Ad ogni turno, un giocatore esegue i seguenti passaggi:
1) Gioca una carta movimento delle 2 che hai in mano. La carta riporta le caselle di movimento di una delle navi imperiali, della propria nave pirata e della propria mercantile. Inoltre ti dice quante carte Fortuna pescherai/scarterai a fine turno.
2) Muovi le tue navi. Nell'ordine desiderato, puoi spostare tutte le navi indicate dalla carta, fino al massimo spostamento segnato. Ogni nave ha anche diritto a una singola azione. La nave imperiale, se adiacente a una pirata nemica, può toglierla dalla plancia (rientrerà poi da un bordo) e guadagnare 2 dobloni. La mercantile può portare cubi merce a un porto, venderli e caricarne subito di nuovi. La pirata può attaccare un mercantile adiacente e rubargli un singolo cubo merce (e affondandola, se vuota), guadagnando anche 2 dobloni (azione); con una azione successiva, può seppellire poi il cubo su una spiaggia di un'isola, guadagnando i dobloni indicati sulla stessa.
In qualsiasi momento, il giocatore attivo può giocare anche carte Fortuna dalla sua mano.
3) Pesca una nuova carta Movimento e le carte Fortuna indicate.
4) Se vuoi, paga dobloni per completare una carta Progresso o la carta Vittoria.
Chi per primo completa la carta Vittoria ha vinto (!).

PRIME IMPRESSIONI
Prendi la morra cinese, rendila asimmetrica, condisci il tutto con una ambientazione intrigante e materiali di prim'ordine, aggiungi un tocco di strategia (le carte Fortuna) e un buon contorno di tattica (carte Movimento) e avrai ottenuto un successo sicuro.
La nave mercantile è la più rischiosa ma la più remunerativa; la imperiale la più sicura ma poco redditizia; in mezzo c'è la nave pirata.
Interessante l'idea di questa guerra di corsa in cui si manovrano contemporaneamente mercanti e pirati, buoni e cattivi.
La semplicità delle regole, unita al tema e al colpo d'occhio invitante, ne fanno un successo annunciato per l'ambito familiare, se il prezzo non sarà troppo proibitivo (monete in metallo? uhm...).

Come prima impressione, dal punti di vista del gameplay, devo dire che mi ha incuriosito molto meno rispetto a Splendor, che seppur semplice (forse anche di più), conteneva qualche twist che aveva solleticato il mio sesto senso di giocatore. Qui mi pare tutto molto più lineare e l'unica cosa che desta in me un certo interesse è la possibilità di affondare le navi altrui.
Per fortuna le carte Movimento e Fortuna inseriscono una certa variabilità e la possibilità di preparare qualche combo o colpo basso ben studiato, in modo tale da lasciare un po' di interessanti opzioni tattiche in mano al giocatore.

In bocca al lupo quindi ad Asterion e Space Cowboys per questa nuova avventura nel Mar dei Caraibi.

Tutte le immagini appartengono all'autore e all'editore e sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse prontamente si semplice richiesta.

13 commenti:

  1. Grazie Agz per l'anteprima. Ero molto curioso di capire come si svilupperà questo nuovo prodotto Space Cowboys (visto il grande successo, nel mio gruppo di gioco, di Splendor).
    Per adesso rimango un po' freddino ma sarà cmq un titolo da seguire.

    Ciao

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  2. Decisamente da provare per capire quanto sia controllabile e quanto l'interazione diretta sia pesante. Prevedo king making e un pò di tempi morti...ma in quanti si gioca?? =)

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  3. in ambito family mi sembra davvero molto, ma molto, interessante. Credo che i materiali di livello (le monete in metallo rendono molto l'ambientazione) siano il vero twist del gioco. Complimenti ad Asterion!

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    1. aaah, che tristezza.
      in Tier auf Tier capisco che i materiali siano "twist del gioco", essendo un gioco divertente proprio grazie ai materiali che sono fatti apposta per supportare le meccaniche del gioco. Ma in un gioco come questo, il divertimento (eventualmente) lo fanno le regole, e non la componentistica. La componentistica di alto livello è un surplus che ben venga ma non sordiamoci che gonfia il prezzo, il peso, e serve ad attirare i "polli" che si fanno abbindolare dalle miniature, che come prima cosa guardano alla componentistica e basta. se fosse per queste persone, oggi giorno, scacchi non sarebbe sopravvissuto a secoli di storia e i giochi di feld o wallace non sarebbero mai stati pubblicati, ma aggiungo: solo le "pupe e le veline" troverebbero marito, a prescindere dalla loro personalità/carattere/intelligenza.

      by Jason

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    2. Beh non posso giudicare il gioco non avendo visto i materiali né avendo letto il regolamento. Penso comunque che la qualità del materiale sia importante ... e riconducendomi all'esempio degli scacchi, certo si può giocare su un foglio di carta a quadretti e con i pezzi individuati da piccoli fogli di carta colorati solo dalla lettera iniziale oppure con una scacchiera in legno 80*80 cm ed i pezzi alti dai 5 cm in su ... io da giocatore di scacchi preferisco la seconda.
      Ogni gioco va individuato nel contesto e giudicato rispetto al target a cui si rivolge, in alcuni giochi, proprio in relazione al target, il twist (o almeno uno dei twist) deve essere necessariamente la componentistica.
      Poi quando gioco a Tzolkin penso ... componentistica affascinante e gioco molto interessante, ma non per tutti i giochi può essere così.
      Se uno riesce a trovare una moglie con personalità carattere intelligenza e pure bella ... sarà sicuramente contento!

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    3. Il mercato dei giochi da tavolo è, per quanto non enorme in senso assoluto, decisamente variegato. Per distinguersi una delle strade che stanno percorrendo gli editori è quella di farsi notare anche grazie alla componentistica e questo percorso evolutivo è ben chiaro vedendo la qualità media dei giochi di venti anni fa e quella attuale.
      I componenti molto ricercati sono così principalmente un mezzo per emergere e farsi notare. Se aldilà di essi non vi sono contenuti avremo più un "giocattolo" che un gioco: ugualmente degno di attenzione, anche se magari per un target di pubblico diverso ;)

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    4. Esatto Fabio, però non è a mio avviso corretto parlare di "twist" del gioco, alla stregua di una meccanica fatta bene ed originale. (salvo nei casi in cui la componentistica sia effettivamente qualcosa di funzionale alle regole, come in Tier auf Tier, Riff Raff, la plancia di La Isla, le miniature di Inkognito...)

      by Jason

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  4. Dopo la lettura l'articolo ho pensato: mi sa che vendo Pirate's Cove.
    Poi ho trovato il regolamento in inglese (su BGG per la cronaca) e mi ha un po' raffreddato il desiderio dell'acquisto. Mi ricorda un po' Bootleggers: bella ambientazione, gioco che scorre abbastanza intuitivamente ma dopo pochi turni è tutto un ripetere le stesse azioni. Non so quanto le carte Fortuna possano cambiare la linearità del gioco. E poi alcune regoline sugli affondamenti e la "risurrezione" delle navi mi sembrano un po' troppo semplicistiche: mi pare che non ci si perda poi tanto nel farsi affondare....
    Mi sa che terrò ancora un po' Pirate's Cove.

    :-) Rob

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    1. Infatti: Si perde proprio poco con l'affondamento. Come dicevo, é molto lineare.

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  5. Non vedo l'ora di provarlo perché bello per gli oggi è bello, ma supererà l'esame con il mio desiderio di divertirmi al tavolo?

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