domenica 10 agosto 2014

[Giochi da ombrellone] VEGE tables

scritto da Bernapapà

In questa non proprio torrida estate, ho cercato di ampliare il panorama dei giochi da tavolo (ma di sole carte) da proporre ai vicini di ombrellone, e devo dire che quest'anno (per ora) i gusti si sono decisamente orientati su due giochi. Mentre l'anno scorso era stato Love Letters a interessare di più, quest'anno c'è stato un vero e proprio entusiasmo per Handle der Karaibik (o Port Royal che dir si voglia), di cui abbiamo già parlato qui, ma non meno successo ha avuto il gioco autoprodotto VEGE tables, di Daniele Ferri, gioco di carte coloratissime, da 2 a 5 giocatori, completamente indipendente dalla lingua, ambientato nel mondo ortofrutticolo. Il gioco viene solitamente presentato alle fiere (Lucca, Modena) dall'autore stesso, con cui ho avuto il piacere di giocare, ma quest'anno è stato insignito di un ambito riconoscimento: è stato annoverato fra i giochi presenti nelle Olimpiadi dello Sport della Mente che si terranno a Londra in Agosto. Se volete visitare personalmente il sito, ecco il link. Qui vi parlerò brevemente del gioco e della mia esperienza... sotto l'ombrellone.


I materiali e le regole

I materiali sono presto detti: un mazzo di 90 carte, in 4 colori diversi, numerate da 1 a 20, più 10 care jolly. Le carte sono suddivise in 3 gruppi dal differente colore del dorso: le carte dal dorso rosso, che andranno a rappresentare i campi arati e concimati (valori da 1 a 4), le carte dal dorso bianco, che conterranno le carte con i semi da piantare e le piantine appena spuntate (valori da 5 a 12), e le carte dal dorso verde, che contengono le piante adulte ed i differenti frutti (valori dal 13 al 20) ed i 10 jolly, rappresentati dal disegno di un trattore. Per ogni colore abbiamo 4 tipi di frutta o verdura diversi: fra le coltivazioni violacee troviamo le melanzane, le more, le susine e l'uva; fra le verdi abbiamo gli zucchini, gli asparagi, i carciofi ed i piselli; fra le gialle abbiamo le cipolle, i limoni, le banane ed i peperoni, mentre fra le rosse abbiamo i pomodori, i ravanelli, le fragole e le ciliege. Ogni coltivazione differente ha un insieme di numeri dedicato, che altro non è che il numero del campo cui si sommano i multipli di 4. Ad esempio, per le melanzane, abbiamo che il campo riporta il numero 1, il seme il numero 5, la piantina il numero 9, la pianta adulta il numero 13 ed il frutto il numero 17; per le more il campo ha numero 2, il seme il numero 6 e così via... La meccanica di base del gioco sta nel posizionare, in una griglia 4 x 4, tutte le coltivazioni, dal campo coltivato al frutto (5 carte), ovviamente seguendo la regola appena data (ossia posso piazzare una carta solo se corrisponde alla carta già presente + 4, in modo che ogni coltivazione cresca secondo la sua specie: non sono previsti gli innesti!!!). I jolly servono per sostituire, in una catena, una o più carte (ad esempio, per piazzare la carta rossa di valore 16, se sul tavolo è già presente la carta rossa di valore 8, posso usare il jolly per sostituire la carta rossa di valore 12), oppure per essere scartati se non ho carte da piazzare.
Le regole del gioco sono abbastanza semplici. In pratica si costruisce una griglia 4 x 4 con 16 carte verdi capovolte, pescate a caso. Poi vengono distribuite tutte le carte rosse (quelle dei terreni coltivati), tutte le carte bianche, che andranno a far parte della mano dei giocatori, e tutte le restanti carte verdi, che faranno parte del "pozzetto" dei giocatori. Lo scopo del gioco è rimanere senza carte in mano nel più breve tempo possibile. Per ottenere questo è possibile inserire i propri campi coltivati (le carte con i valori dall'1 al 4), prendendo la corrispondente carta verde, oppure continuare la catena delle coltivazioni già iniziate, ponendo le carte sulla coltivazione corrispondente secondo la regola già enunciata (la regola del +4). Al proprio turno ogni giocatore gioca il numero di carte che vuole. Quando si hanno meno di 6 carte in mano, è possibile prendere il "pozzetto", guadagnando 10 punti vittoria (PV) per ogni giocatore che ancora non ha raccolto il proprio "pozzetto". Si ottengono poi 10 PV per ogni coltivazione di cui si gioca il frutto, e 30 se si termina un "filare" (ossia se si posiziona l'ultimo frutto di un colore). Quando un giocatore termina tutte le proprie carte, il gioco termina immediatamente, e chi ha "chiuso" prende 10 PV per ogni coltivazione che ancora non è stata completata. Ma attenzione: se al proprio turno non è possibile posizionare alcuna carta, la prima volta è obbligatorio giocare a carte scoperte, ma dalla successiva si perdono ben 50 PV. Dato che la parte aleatoria del gioco è abbastanza influente, si consiglia di fare un buon numero di mani, per far emergere le qualità tattiche che comunque il gioco richiede.

Le considerazioni

Partiamo dal punto di vista dell'impatto visivo: trattandosi di un gioco sotto l'ombrellone, dove non è ovviamente possibile avere tabelloni, trippolini, monete o altro, la vista di questi campi che si sviluppano mano a mano che procede la partita è davvero carina, e suscita la curiosità dei "passanti" ("uh, bello, che gioco è?"). I disegni sulle carte, a carattere fumettistico, sono molto belli, ma altrettanto semplici in modo da non confondere o appesantire l'occhio di chi sta giocando. Il target del gioco è decisamente familiare, e può essere addirittura utilizzato come esercizio matematico per i più piccoli (giocato con bimbo di 7 anni). L'interazione è abbastanza alta in quanto il proprio gioco si sviluppa necessariamente sul gioco degli altri. La parte più tattica del gioco riguarda sostanzialmente la decisione di quali carte giocare, sia dalla mano che come campi da iniziare: mettere tutte le carte possibili può infatti portare a facilitare la chiusura degli avversari, ma avere un atteggiamento troppo reticente può rivelarsi altrettanto sbagliato, in quanto è vero che si ostacolano gli altri giocatori, ma è anche vero che si rimane indietro e che gli altri possono sopperire all'assenza del nostro contributo con i jolly.
Il mitico Daniele Ferri che spiega il gioco
Attendere a inserire i campi è decisamente una scelta molto "offensiva" (ovviamente non conviene rimandare il posizionamento di campi di coltivazioni di cui si ha in mano qualche elemento), e può essere talvolta pagante, ma l'incognita è dietro l'angolo: cosa nasconderà la carta verde che, comunque, prima di chiudere dovrò pur pescare? Non esiste quindi una via maestra, ma bisogna adattare la propria strategia a come evolve la partita.
Il successo che ha avuto presso i miei vicini di ombrellone credo sia dovuto proprio a questo mix di semplicità e tattica, che lo rende comunque un gioco non basato esclusivamente sui capricci sulla dea bendata, ma che richiede un minimo di impegno cerebrale, adeguato comunque al target cui il gioco è indirizzato.
Se state quindi cercando un gioco di carte semplice e fruibile in ogni luogo, che possa essere apprezzato da chiunque, VEGE tables potrebbe fare il caso vostro.

- Le immagini sono tratte da BGG o dal sito dell'autore cui appartengono tutti i diritti. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

1 commento:

  1. Ah che bello veder parlare di VegeTables!
    Daniele è una gran persona ed il suo gioco sta ottenendo il successo che merita... tra l'altro è il primo gioco italiano a diventare disciplina olimpica, un orgoglio per tutti noi!

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