mercoledì 6 agosto 2014

[Recensione] Quantum

scritto da Agzaroth

Che Asterion avesse naso per i giochi da localizzare si sapeva. Che riuscisse a farmi piacere un gioco in cui si tirano dadi per la metà del tempo, non me lo aspettavo neppure io.

Eric Zimmerman esordisce nel mondo dei giochi da tavolo con titolo a tema spaziale, un liofilizzato di civilizzazione siderale basato su tiro e gestione dadi. Per 2-4 giocatori, 45-60 minuti di durata, Quantum rappresenta un ottimo compromesso tra semplicità e complessità, tra filler e giocone.

MATERIALI
Nonostante i dadi trasparenti fossero molto a tema, anche questi dadoni opachi fanno la loro figura sul tabellone. una nota positiva per le plance giocatori, finalmente di cartone rigido e non del solito cartoncino barbone. Nota negativa: le carte, che si rovinano solo a guardarle e, se imbustate, al solito, non entrano nel divisorio in plastica (per il resto molto ben organizzato).
Il gioco, apparecchiato, fa la sua ottima figura, rimanendo chiaro e pulito seppur dettagliato e curato (ad esempio, le schede di ciascuna razza hanno le astronavi tutte disegnate in modo diverso).
Il testo non è abbondante ma comunque presente, per cui è consigliata la versione in italiano.

AMBIENTAZIONE
Una nuova tecnologia quantistica porta il pianeta Terra sull'orlo della rovina, a causa delle guerre scaturite per rivendicarne il possesso. Enormi quantità di energia sono necessarie per sfruttare l'immenso potere del Quantum. L'umanità si sposta nello spazio, alla ricerca di fonti energetiche sempre nuove e qui si frammenta in 4 fazioni perennemente in lotta, mosse da ideali e scopi contrastanti.

É bello vedere come l'autore sia riuscito, seppur in un gioco fondamentalmente astratto, a creare un'ambientazione ravvivata continuamente dall'evoluzione delle fazioni tramite le carte Avanzamento. Certo, c'è qualche forzatura e incoerenza di fondo e qualche regola stride terribilmente con la tridimensionalità dello spazio, come ad esempio le astronavi che si bloccano a vicenda il percorso, però qualcosa andava necessariamente sacrificato al gameplay.

SETUP
Si sistema la galassia secondo una delle configurazioni standard (3x3) oppure a piacere. Ogni tessera (settore) che compone il tabellone (galassia) riporta 8 caselle vuote periferiche più una centrale occupata da un pianeta. Questi pianeti hanno un valore di 8, 9 o 10 e spazio per la costruzione rispettivamente di 2, 3 o 4 cubi Quantum.

I giocatori piazzano 3 dei loro dadi, precedentemente tirati, nel proprio settore di partenza, con 1 cubo Quantum. Poi prende la scheda riassuntiva, piazza un dado di valore 1 sulla casella Ricerca e uno sulla casella Dominio. Mette da parte 4 cubi Quantum e altri due dadi, che sono astronavi di riserva.

Accanto al tabellone si dispongono i mazzi Avanzamento, ovvero quello Azzardo e quello Comando, ciascuno con 3 carte scoperte e disponibili.
Inizia il giocatore che ha tirato il totale più basso tra i 3 dadi di partenza e di lui si prosegue in senso orario.

- Le Astronavi
I dadi, in questo gioco, simboleggiano diversi tipi di astronavi, a seconda del numero riportato. Più alto è il valore, maggiori sono le caselle di movimento percorribili. Ad esempio, un 5 si sposta fino a 5 caselle. Minore è il numero, più potente sarà il vascello in combattimento. Quando due astronavi si scontrano, infatti, ciascuna tira un dado e lo somma al proprio valore. Chi fa di meno vince (a parità vince l'attaccante).
Ciascuna astronave ha anche un potere speciale gratuita utilizzabile una volta per turno. Ad esempio, la Stazione da Battaglia può combattere due volte in un turno; il Distruttore si scambia id posto con un altro dado; l'Intercettore muove anche in diagonale.

IL GIOCO
Scopo della partita è piazzare per primo tutti i propri cubi Quantum sul tabellone. È possibile farlo combattendo o colonizzando i pianeti.

Nel proprio turno, il giocatore ha diritto a a 3 azioni, a scelta tra:
1) Riconfigurazione. Ritira un dado per cambiare il tipo di astronave.
2) Schieramento. Piazza una delle proprie astronavi precedente distrutte adiacente a un pianeta con un proprio Quantum.
3) Movimento/Attacco. Muove un dado nello spazio. Se il movimento termina sopra un dado avversario, avviene una battaglia. L'attaccante, anche se perde, non ci rimette nulla. Il difensore, invece, se perde deve rimuovere il dado, perde un punto Dominio mentre l'attaccante ne guadagna uno. Quando il dado Dominio arriva a 6, consente di piazzare un cubo Quantum su un qualsiasi pianeta.
4) Costruzione. Per colonizzare un pianeta con un cubo Quantum, è necessario che la somma dei propri dadi adiacenti al pianeta corrisponda al suo valore. Per cui, un pianeta di valore 9, necessita di un 5 e 4 vicini, oppure di un 6 e un 3. Piazzato un cubo, non può essere più rimosso.
5) Ricerca. Aggiunge 1 al proprio dado Ricerca.

Terminate le 3 azioni, il giocatore ha diritto a scegliere una carta Avanzamento per ogni cubo Quantum piazzato nel turno e se il dado Ricerca è sul 6, riportandolo poi a 1. Le carte Azzardo sono effetti estemporanei immediatamente applicati. Quelle Comando sono abilità speciali che durano per il resto della partita e se ne possono accumulare massimo tre.

Vince chi riesce per primo a piazzare tutti e 5 i cubi Quantum.

CONSIDERAZIONI
Quantum riesce ad essere originale, coinvolgente e cattivo nella sua astrattezza e semplicità.
Con sole cinque azioni a disposizione e una manciata di carte e poteri speciali, dà vita a combinazioni e catene di azioni sorprendenti.

Il gioco si impara in un attimo e si padroneggia velocemente. Per la sua stessa natura è soggetto a repentini cambi di situazione. Potreste aver faticosamente pianificato una colonizzazione, trasformando i dadi nei valori che vi servono, averli lentamente piazzati attorno al pianeta designato, quand'ecco che un avversario, con un movimento aggiuntivo, uno scambio e un attacco vi scombina tutte le prospettive, spedendovi un dado al cimitero e magari piazzando lui il Quantum  al posto vostro.

Questa continua incertezza, unita all'alea massicciamente presente nei combattimenti e nelle riconfigurazioni, conferisce al titolo una nota prettamente tattica e american, sebbene le pianificazione a breve e medio termine sia comunque ben sviluppata e anzi consigliabile.
Se siete il tipo di giocatore che apprezza queste cose, Quantum fa sicuramente al caso vostro. Per tutti gli altri (me incluso), i 45 minuti della partita, uniti alla semplicità con cui si gioca il titolo, costituiscono comunque un piacevole intermezzo tra un german fumacervelli e l'altro.
L'interazione è quindi diretta e assolutamente marcata, non solo nei combattimenti, in cui tra l'altro l'attacco è decisamente incentivato, ma anche nella competizione per i pianeti e per le carte Avanzamento più appetibili.

Apparentemente l'attacco non ha penalità in caso di fallimento. Questo incentiva la guerra e il tentativo di ostruzione diretta delle mire espansionistiche avversarie. Non lasciatevi ingannare però. A ben guardare con un attacco fallito una cosa l'avete persa: 1 azione. In ogni caso, il potenziale guadagno è ben maggiore della rimessa, per cui se ne avete la possibilità, date fuoco alle polveri.

Ottima pure la varietà che conferisce rigiocabilità al titolo, grazie alle differenti configurazioni della galassia e alla randomicità con cui escono le carte. Perfettamente scalabile, funziona egregiamente anche in due giocatori, con qualche rimpianto per il 5°, assente, però tranquillamente proxabile.

La strategia lascia aperte un paio di vie principali: colonizzazione e guerra. Più volentieri dovrete sfruttarle entrambe, cogliendo l'attimo propizio per ciascuna di esse. Questa intuizione di cosa sia meglio fare turno per turno, ottimizzando le occasioni fornite dal tabellone e dalle proprie combinazioni, costituirà la differenza tra il vincere e il perdere anche più dei dadi tirati.

In conclusione, una piacevole sorpresa, magari  non un capolavoro, ma un titolo che si tira fuori e si gioca sempre volentieri, quando si ha un'oretta a disposizione.

Ricordo che il gioco lo trovate nel negozio online Egyp.it

Tutte le immagini appartengono all'autore e all'editore o sono presa da BGG (postate da Sir D, Philipper Nouhra) e sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. 

9 commenti:

  1. Gran bel gioco perché ciò che promette mantiene:
    - rapidità nelle spiegazioni (le plance giocatore aiutano molto in questo);
    - partite relativamente veloci (un paio sono cmq andate sopra l'ora a causa di certi giocatori da AP);
    - bella originalità sia nell'uso dei dadi come astronavi (piccola genialata) sia nelle meccaniche di gioco;
    - minima ambientazione non solo creata dall'incipit ma anche dalle carte: per un astratto direi ottimo;
    - diverse strategie possibili;
    - buona longevità.

    Tutto questo concentrato in un gioco dagli ottimi materiali (splendidi i dadoni).

    Quando lessi dadi a gogò non potei più ignorarlo. È stata la prima scatola finita nello zainone di Essen 2013 e sono sempre contento di tirarlo fuori per farci una partita.

    Ciao

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    1. A proposito Pold, è uscito il regolamento di Panamax: volevo segnalartelo via mp, ma già che ci siamo...
      A breve l'anteprima.

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    2. Grazie mille Agz, gli darò una scorsa. È intanto l'unico vero gioco che sto aspettando con trepidazione. Attenderò con piacere di leggere la tua anteprima.

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  2. ....mi sono bombardato di recensioni...video...regolamenti...ho seguito discussioni sulla tana...e alla fine ho ceduto...
    Concordo con le impressioni sui materiali...per il gameplay ho fatto solo delle partite in solitario per oliare i meccanismi....e il gioco attizza molto.....
    Non vedo l'ora di andare in ferie per gustarlo !!!!

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  3. io lo puntavo da quando è uscito nel 2013 e quando un paio di settimane fa è uscito in italiano l'ho preso immediatamente. Concordo che il gioco sia coinvolgente seppur la semplicità e la poca durata (il giusto visto che uiltimamente nel mio gruppo di gioco il tempo scarseggia sempre...). L'unica cosa che mi ha un po' lasciato l'amaro in bocca, è invece proprio sui materiali: guardando le foro della versione inglese, i dadoni ad esempio erano semi trasparenti, invece quelli dell'edizione italiana son pastello opaco. E le carte.. ci son rimasto malissimo da quanto fossero sottili e delicate... inutilizzabili senza bustine (che, come in tantissimi altri giochi, ora non stanno più nella scatola se non sotto alla plastica nera...)

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  4. Ci ho giocato l'altro giorno: mi ha molto garbato.

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  5. L'ho preso dopo aver seguito sul tubo un playtrough di "watch it played", pensare che lo avevo sempre schivato proprio per il suo aspetto molto astratto, sono gia alla seconda partita e conto di farne altre nei prossimi giorni. Mi sta veramente prendendo bene!

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Provato Sabato!
      Spettacolare... la risposta alla domanda: Si può creare un bel gioco che sia un mix fra skirmish e piazzamento, con ambientazione spaziale, senza miniature... ma con i dadi?

      Inserito nella lista.
      Prevedo espansione nella galassia!!!

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