lunedì 4 agosto 2014

[Riparliamone] - Bora Bora

scritto da Fabio (Pinco11)

Mi sono interrogato a lungo sull'opportunità di scrivere questo articolo, perché quelli già usciti sul blog sono decisamente esaustivi (penso in particolare a quello di Polloviparo), ma alla fine mi sono deciso, pensando di poter dare una chiave di lettura del gioco parzialmente diversa dalla loro.
Feld, come sa chi ci segue da un po', è uno dei autori preferiti e nella mia ridotta collezione (per motivi di spazio) trovano posto diverse delle sue ideazioni, però nel contempo tutte le sue ultime uscite, più o meno prontamente acquistate, hanno sempre fatto un periodo di 'anticamera' sullo scaffale, prima di scendere sul tavolo ed ogni volta le partite giocate sono sempre meno. 
Mi sto disamorando di Feld? Non credo, ma sto sviluppando un occhio leggermente più critico verso il mostro sacro tedesco: vediamo come questo influisce sulla mia valutazione di Bora Bora, sicuramente uno dei titoli di maggior impatto in questa annata ludica, gestionale cinghiale della Alea (distribuito in Italia da Uplay.it) per 2-4 giocatori, con tempo medio a partita tra i 60 ed i 120 minuti. Quanto alla difficoltà la scatola riporta un (poco credibile) 6 su 10, ma forse è meglio aggiungere un punto o due ...

Bello tosto, oliato, ma ..

Mi allontano dal classico format dei nostri articoli, saltando a più pari la parte delle spiegazioni delle regole e descrizione dei materiali, rinviandovi allo scopo ai precedenti articoli, catapultandomi subito nella parte delle impressioni.
Come al solito parto dall'occhio, ossia dall'impatto immediato che il gioco produce. Qui ho poche critiche da fare, perché il lavoro compiuto dalla Alea nella selezione dei materiali è di quelli buoni, emergendo da diversi particolari una qualità produttiva ben superiore a quanto si poteva scegliere di limitarsi se si fosse voluto badare al risparmio (come in altri casi, vedi Glen More, il marchio appartenente alla Ravensburger aveva fatto). 

Una copia di preproduzione, vista ad Essen 2012: i materiali, come vedete, sono migliorati
(vedi casette e prismini invece dei cubetti!)

Abbiamo infatti trippolini a forma di capanna di buona dimensione (potevano esserci anonimi cubetti), le schede dei giocatori sono in cartoncino abbastanza spesso e di dimensione doppia rispetto alla necessità, implementando al loro interno l'utilissimo player aid, le tesserine, numerose come in tradizione Feld, sono tutte in cartoncino e di dimensione adeguata per dare spazio ai disegni esplicativi del loro significato, tutti mediamente comprensibili (una volta memorizzate le principali regole del gioco), i disegni sono evocativi e la palette dei colori utilizzata è finalmente vivace il giusto (altre volte, vedi Burgund, mi chiedevo perchè utilizzassero 20 varianti dello stesso colore...). Il gioco, apparecchiato per il pranzo, rende quindi una bella sensazione visiva d'insieme e si è addirittura pensato a foderare l'interno della scatola illustrandolo con una ulteriore bella immagine. 
Lamentele? Poca roba: forse forse i disegnini delle tessere uomo/donna potevano essere un pelettino più grandi e ragionevolmente il manuale poteva essere scritto meglio, aggiungendo un paio di esempi qua e là, giusto per rendere più facile la comprensione delle meccaniche a chi lo apra per la prima volta (va letto due o tre volte attentamente, per capire qualcosa), ma devo ammettere che nel complesso non mi lamento affatto.

L'ambientazione, mi chiedete? Beh, quella la saltiamo, perché non c'è e non stiamo a prenderci in giro cercando similitudini tra le azioni di gioco ed il tema di fondo
Diciamo che non è facile spiegare perché nella vita reale se prendi lì un dado con un numero quello che passa dopo può metterci solo un dado più basso. Se vogliamo impostare un parallelo è come se la mattina, andaste al bar per comprare un cornetto ed il barista vi dicesse: tira un dado. Se fai 6 o 5 o 4 non ti dò niente, perchè è già passato uno che ha preso il pacco famiglia da 4 pezzi e per motivi religiosi da quel momento anche i pacchi da 5 o 6 pezzi non li vendo più, se però fai  da 1 a 3, sempre allo stesso prezzo ti dò da uno a 3 cornetti. Ah, dimenticavo, se invochi il dio blu e gli fai un'offerta posso darti i cornetti anche se fai un numero più alto, se poi invochi il dio bianco (e gli fai un'offerta, ovviamente), allora faccio anche finta che hai fatto 6 e ti smollo il pacco famiglia da 6 cornetti (se non ti servono li butti via..). Vedi tu se però ti conviene dar via due aiuti divini e due ceste di frutta per 6 cornetti... 
Capirete che, anche sforzandosi nella fase di conversione del prototipo in prodotto finito, ci sono dei limiti oggettivamente poco superabili. In definitiva, l'ambientazione è casuale: l'hanno disegnata bene e resa gradevole, ma non ha davvero a che fare con quello che fate, cosa che rende più difficile acchiappare al volo le regole, perché non c'è niente di logico che vi aiuta a ricordare. 

Passando al cuore pulsante del gioco, ovvero a come gira, è ovvio che il meglio Feld lo dà qui, perché anche stavolta, una volta 'entrati' nel tutto, la soddisfazione di sentire le rotelline che avete in testa che girano (se avvertite uno strano ronzio non vi preoccupate, è la ruggine, ma va via con l'uso ... ) la avrete
Ad ogni giro che passa infatti, non appena rollati i dadi (ed appena maledetto il Fato per il simpatico 3 - 2 - 1 che vi ha regalato, mentre il vostro avversario, da scafato ex Risikomane, ha rollato un bel 6-3-1), dovrete mettervi a pianificare come utilizzare i maledetti cubetti, in che ordine e per fare cosa e nel contempo pensate come potreste dare noia a quel bastardo che gioca contro di voi, piazzandogli magari un 1 nella casella che per lui è così vitale ...
Poi pensate a come raggiungere anche in questo maledetto turno almeno un obiettivo, perché se lo saltate perdete i 6 punti dell'obiettivo, ma anche i 6 punti del bonus finale riservato a chi gli obiettivi li completa tutti. Poi valutate che avete in mano una sola carta che potete utilizzare, perché avete solo un'offerta, allora potreste prima costruire la capannina, perché così avrete il fire bonus, con il quale vi arriva anche un'offerta omaggio e poi potete avviare la combo ... Ma se poi i maledetti mi mettono giù un 2 là, mi portano via la possibilità di svolgere quell'azione vitale e salta tutto ...
Insomma, un po' come nella vita reale, gli imprevisti sono dietro l'angolo e l'interazione, che lì per lì, leggendo il manuale, vi sembrava poi non così forte, diventa di quelle cattivelle, perché pestarsi i piedi nel piazzare i dadi è un lampo e alla fine anche l'ordine con cui ci si espande è vitale, perché solo l'ultimo che costruisce la casetta in ogni regione prende i punti 'pesce' relativi.

Abbiamo quindi, come in tradizione Feld, un ennesima prova d'autore con la quale il nostro genietto affronta, ancora, il tema dell'uso dei dadi all'interno di un gestionale dotato di una sua rigorosità matematica. Quello che potrebbe sembrare un controsenso diviene realtà, grazie a mille accorgimenti, a partire dalle carte divinità, che quando le vedete vi ricordate Ticket to Ride ma che alla fine sono quanto di più lontano da ciò si possa pensare, in quanto rappresentano preziosissime occasioni per insultare madama fortuna, da centellinare per i momenti più complessi.
Abbiamo poi ancora i 'minigiochi' che tanto piacciono al buon Stefan, ossia ogni volta che scegliamo un'azione, non è che possiamo compierla così, sic et simpliciter, ma ci scontriamo con ulteriori limiti, restrizioni e possiamo fruire di determinati bonus solo se soddisfiamo tutti i mille requisiti posti caso per caso. In ogni categoria di punteggio, quindi, si deve andare a limare tutto all'infinito per ottenere il massimo del risultato.

Il problema, in una esposizione che finora mette in evidenza le luci del gioco, arriva notando che ho in più passaggi inserito un 'ancora' o un 'anche', per richiamare il fatto che, alla fine della giornata, non so se Bora Bora contenga davvero qualcosa di totalmente innovativo rispetto alla precedente produzione del nostro amato game designer
Il tema dell'uso dei dadi oramai lo abbiam già visto con  Macao e  Burgen ed i minigiochi con Trajan, così come le mille tesserine (con il relativo setup) non fanno gridare alla novità e le 'mille' categorie e strade per fare punti non sono un marchio di fabbrica del solo Feld (qualcuno là in fondo ha detto Mac Gerdts?).
Il gioco mi è piaciuto e mi piace e sicuramente un posto per lui lo tengo e lo terrò da parte alungo, ma non lo considero affatto come un highlander di quelli che non darò mai via: è un bel titolo, solido, piacevole da affrontare e stimolante, ma non mi ha regalato quella sferzatina di novità che altri prodotti dei Feld mi avevano dato. Non ha nemmeno, a ben vedere, quell'ideuzza che lo differenzia ed identifica nettamente, come poteva essere la 'rosa dei venti' di Macao o il Mandala di Trajan, per cui alla fine tutto scorre, tutto intriga, ma manca la scintilla.
Per altro il gioco cambia in modo significativo nel multigiocatore, diventando assai meno controllabile (a chi vorrà pestare i piedi il nero, più a me o più al rosso? è quello che ti chiedi in certi momenti), mentre il testa a testa offre più 'gestione', ma nel contempo il risultato del tiro dei dadi, alla fin fine, pur con i mille correttivi, resta abbastanza importante da non potersi dire che il Nostro si sia, alla fine, fatto davvero beffe di madama Alea

In definitiva Bora Bora mi appare come titolo meritevole, valido e solido, NON adatto per giocatori non già un minimo scafati, rientra a buon diritto tra i cinghiali, anche se di stazza relativamente compatta. E' un buon esempio della produzione di Stefan Feld, ma non lo ritengo nè imperdibile, nè la sua miglior ideazione.
Se siete fan di Feld lo comprerete (o lo avrete già preso), come ho fatto io, se non avete mai preso nulla del Nostro, forse forse, se volete scontrarvi con qualcosa di heavy, lo potete anche prendere. Se invece con il tempo Feld vi sta scendendo un attimo, lasciate stare che magari quest'anno proporrà qualcosa di più interessante ;)

Avrò mica offeso gli dei (bianchi o gialli che siano)? E voi, che ne pensate? Vi allineate con chi considera Bora Bora (e sono diversi!) il miglior gioco di Feld o quasi o vi sentite più vicini al mio sentire?

Vabbè, se vi interessa ancora, il gioco lo trovate sempre in vendita su Egyp.it.

Di seguito ecco una sintesi delle regole principali del gioco in un video da noi realizzato:

-- Le immagini possono essere tratte dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (Alea/ Ravensburger) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -

12 commenti:

  1. Prossima uscita del nostro Fabio il gioco Croissant Church... adoratori di cornetti si sfidano fino all'ultima preghiera per ottenere i favori del grande dio Brioches...

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    1. Per 2-4 giocatori. Tempo medio a partita 150 minuti. Materiali: 375 tesserine divise in 15 comode aree; 120 carte divise in 10 mazzetti; 200 cubetti, divisi in 8 risorse, 40 dadi (10 per giocatore). :) Conterrà una mini brioche in plastica come gadget.

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  2. Quindi volendo iniziare a conoscere questo autore che titolo consigliate di prendere?

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    1. Per un multigiocatore spietato direi "In the Year of the Dragon"; se cerchi qualcosa per tutti (ma forse qui non apprezzi che è un 'Feld') Speicherstadt; per qualcosa di 'a metà strada' Burgen von Burgund; per qualcosa di 'heavy' Trajan o questo Bora Bora.

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    2. I suoi ultimi Rialto e Brügge mi sono piaciuti molto... per il secondo devi aspettare una versione localizzata (in inglese lo sta per fare la Z-Man), per l'Italia non so ma penso che qualcuno lo localizzerà...

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  3. Per uno che non ha niente di Feld ma che vorrebbe prendere uno o due titoli suoi cosa consiglieresti quindi?

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    1. Dragone sicuro e poi a scelta, secondo quello che, leggendo le recensioni, ti attira di più, uno tra Burgen, Trajan e Bora Bora. MIA personalissima opinione ;)

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  4. Bell'articolo, Fabio.
    Devo dire che questo titolo, preso sull'onda dell'entusiasmo e giocato subito una sola volta, non mi aveva convinto subito. Infatti l'ho poi lasciato "sedimentare" per un po' di tempo fino a quando lo abbiamo ripreso in associazione (inserendolo come gioco tematico del mese di luglio) ed è proprio in quel momento che è scattata la scintilla. In realtà ho fatto ancora soltanto 2 partite (perse entrambe, una di 4 punti e una di 1 punto argh!!) ma ho notato che grossa potenzialità ha questo gioco. Ti viene proprio voglia di riprovarlo per sondarne tutte le strategie possibili, anche perché ogni partita è stata sempre diversa e chi ha vinto lo ha fatto con strategie differenti, geniale!

    È vero che non ha nulla di così innovativo ma, rispetto ai "minigiochi di Trajan per esempio, i suoi "minigiochi" sono molto più legati tra loro e questo a mio modo di vedere è un pregio (e me lo fa preferire al seppur ottimo Trajan).

    Che dire, Feld si riconferma un grande autore che ha saputo combinare sapientemente (e in modo cmq diverso sottolineerei) differenti meccaniche che si amalgamano molto bene assieme facendo girare il gioco in modo fluido e "spaccacervello" al punto giusto (è un autore che mi fa venir meno mal di testa rispetto a Rosenberg).

    @anonimo: con quale gioco di Feld iniziare? Io ti consiglio Die Burgen von Burgund per i seguenti motivi:
    - riassume le caratteristiche peculiari di questo autore;
    - è un gioco geniale nella sua "semplicità" e lo si rigioca molto molto volentieri;
    - il regolamento è chiaro e non è per niente complesso (diciamo nella media dei giochi da tavolo moderni).

    Ciao e buone vacanze a Giochi sul nostro tavolo. Purtroppo per un po' di settimane non avrò più occasione di seguirvi.
    Poldeold

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  5. per me notre dame è uno dei migliori giochi di feld, e uno dei migliori giochi di sempre. semplice, elegante, poche scelte, chiare, tutte interessanti! nelle prime partite sembra essere un gioco prevalentemente tattico, in realtà è possibile attuare tante strategie diverse, utilizzando in maniera non canonica settori e personaggi. con l'espansione che aggiunge nuovi personaggi poi diventa un must!! qualcuno sa niente di Luna? è un titolone di feld di cui non ho mai sentito parlare (salvo il nome)

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    1. Uno dei favoriti di Fabio... ne ha parlato qui:
      http://pinco11.blogspot.de/2011/12/recensione-luna.html

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