domenica 31 agosto 2014

[Vetust Games] Pac Man (Chomp ... Chomp ... Chomp ...)

scritto da MagoCharlie

Grazie a tutti per la calorosa accoglienza del mio articolo su Donkey Kong
Ho deciso quindi di rispolverare uno ad uno le trasposizioni in scatola di famosi videogames arcade…spero di tenere la costanza di studiarmeli via via e riproporveli qui sul blog.

Quando si parla di videogames arcade (ovvero cabinati da sala) il pensiero va subito al mitico Pac Man, il pupazzetto semicircolare giallo ghiotto di “pac-dot”.

La Storia del videogioco (in breve…anzi, brevissimo)
Il gioco vede la luce nel 1980 edito dalla Midway incubato in splendidi cabinati gialli che velocemente si diffusero in tutto il Giappone; arrivano in America alla fine dell’anno e fece davvero un boom di vendite.
Si calcola che nei primi 7 anni di vita del cabinato, siano stati consegnati un totale di 300.000 esemplari.


Il titolo del videogame è anche il nome del protagonista: Pac Man.
Si narra che l’ideatore della Namco si sia ispirato nella forma del protagonista guardando una pizza durante una cena a casa di amici a cui mancava una fetta.
Il nome originale del gioco e del protagonista era “Puckman” dall’ espressione giapponese “aprire e chiudere la bocca; il nome venne successivamente modificato appena il titolo sbarcò nel nuovo continente in “Pac Man”. Il nome originario era troppo vicino alla parola “fuck” e si prestava troppo a prese in giro.

Sarà proprio Pac Man (assieme al leggendario ET) a contribuire alla grande crisi dei videogiochi nel 1983: l’Atari rilasciò un adattamento non troppo fedele dall’ arcade che non incontrò così tanto interesse del pubblico (da tenere conto che le previsioni di vendita erano molto alte e vennero così prodotte 12 milioni di cartucce…peccato che ben 5 milioni rimasero invendute e vennero sepolte nel deserto).

LA TRASPOSIZIONE IN SCATOLA
Il gioco in Pac Man edito da MB nel 1982 è forse la più fedele trasposizione dal video al gioco da tavolo. Fatto salvo di un’eccezione: non è più un single player ma è possibile giocarlo fino a 4 giocatori.
Come nel videogame, l’obiettivo è quello di raccogliere più biglie possibili cercando di evitare i fantasmini che scorrazzano il labirinto; quest’ultimo è quasi fedelmente riprodotto sul tabellone di gioco, salvo piccole modifiche per permettere il movimento di 4 Pac Man in contemporanea sullo stesso.


IL MATERIALE
Tutto il materiale è contenuto nella classica scatola rettangolare by MB:

1 tabellone perforato
76 biglie (72 bianche e 4 gialle)
2 pedine fantasma
4 Pac Man in diversi colori
4 vassoietti del colore dei Pac Man
2 dadi (normali d6)
1 immancabile foglio con gli adesivi (ovvero gli occhietti dei nostri personaggi)


PREPARAZIONE
…ovvero l’immenso sbattone nel preparare il campo di gioco!
Il tabellone ha 76 fori dedicati ad accogliere le biglie in dotazione: con estrema pazienza ci si mette a piazzare una ad una le biglie su ogni buco, avendo cura di mettere le biglie gialle nei 4 spazi dedicati.
Ogni giocatore sceglie un colore e prende il Pac Man e il vassoietto del colore scelto; il Pac Man viene posto sulla casella “casa” corrispondente sul tabellone.
I 2 fantasmini vengono messi sulla parte centrale del tabellone….ed il gioco può iniziare. 

IL GAMEPLAY
Come detto l’obiettivo è quello di avere più biglie bianche degli avversari alla fine del gioco.
Al proprio turno il giocatore lancia i due dadi per poter muovere PRIMA il proprio Pac Man e poi il un segnalino fantasmino: il player di turno quindi deciderà quale dei due valori ottenuti dal lancio dei dadi attribuire alla propria pedina e quale al fantasmino.
Si contano come spazi le palline bianche sul percorso o i fori che le contenevano.
I Pac Man dei giocatori sono fatti in maniera tale da “mangiare” realmente le palline sul percorso: grazie ad un foro controllato sulla base del Pac Man e la mascella semovibile, muovere la propria pedina sul tabellone da veramente l’impressione che il nostro amico giallo mangi man mano le palline che incontra!
Alla fine del movimento del Pac Man è raccomandabile svuotare il suo contenuto nel proprio vassoietto e riposizionarlo sul tabellone.
L’altro movimento del fantasma è a discrezione del giocatore che cercherà di “lanciarlo” alla rincorsa degli avversari. Anche il fantasmino si muoverà di pallina in pallina o di foro in foro.

Se un giocatore durante il movimento del fantasmino entra in contatto con quest’ultimo dovrà ritornare alla sua casa base e ricominciare da lì il suo turno: colui che ha mosso il fantasma guadagnerà dal giocatore “mangiato” 2 palline dalla sua riserva.


GHOST GOBBLER!
Come nel videogioco anche qui il Pac Man può mangiare i fantasmi!
Se durante il proprio turno, il giocatore possiede una delle 4 palline gialle sul tabellone, può mangiare un fantasma se il durante il suo movimento sorpassa o arriva sulla stessa casella di un fantasma.
In questo caso il fantasma torna nella casella centrale e il giocatore rimette la biglia gialla sulla casella del piano di gioco.


FINE DEL GIOCO
Il gioco finisce appena finiscono le palline bianche sul tabellone; il giocatore che ha conquistato più palline bianche è il vincitore (le palline gialle possedute non contano).


CONCLUSIONI
Pac Man è assieme a Donkey Kong una delle più riuscite trasposizioni in scatola; mi azzarderei di dire forse la più riuscita!
La meccanica di gioco è piacevole e molto fluida. Vi è anche un micron di strategia nello scegliere tra i due dadi quello più vantaggioso per conquistare punti (e scegliere il percorso migliore per catturare più palline) o per inseguire gli avversari con i fantasmini.
Il gioco convince appieno appena presi in mano i Pac Man di plastica: robusti e ben fatti.
Il movimento che bisogna fare per “mangiare” le palline da la sensazione e soddisfazione di quando si mangiano sullo schermo.
Bello…bello…bello…e soprattutto divertente: non nego che lo rigioco davvero spesso e volentieri. Forse è assieme al “Pranzo è servito” il gioco Vetust che più gioco tutt’oggi. 
  

8 commenti:

  1. Dai è davvero carino :)
    Nel post parli anche di Donkey Kong: ancora non l'ho letto...
    Vado subito a recuperarlo!

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  2. non lo ricordo, ma dopo l'articolo mi viene voglia di comperarlo

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  3. Mi piace questa serie di articoli su vecchi giochi, però consiglio di non tagliare la parte storica ed economica. Alla fine, secondo me, è la parte più interessante. Il gioco in sé, a parte la simpatia e i vecchi ricordi che suscita, non è certamente da annoverare tra i gioconi, ma è comunque interessante vedere come il mondo sia cambiato anche nelle forme di intrattenimento. Ecco perché ritengo davvero interessante la parte storica e credo che non sia da sacrificare minimamente.
    Complimenti per l'articolo!

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  4. Ciao a tutti!
    Grazie mille per i commenti ed i suggerimenti...sempre ben accetti!

    Concordo di dare più spazio alla storia che alla meccanica! Io cerco sempre di scrivere curiositá sul gioco che vi propongo così da mettere nero su bianco un po' di notizie raccolte negli anni; questo è ben visibile su molti miei articoli, Atmosfear su tutti, dove ho studiato davvero tanto la storia del gioco!

    In questo caso la storia è più del videogame che del gioco in se e difficilmente "copio" cose da wikipedia...quindi vi espongo quello che so....

    Mi impegnerò di più nel cercare curiositá, prometto!

    ...ed il mio prossimo titolo qualche curiositá ce l'ha eccome: ovvero una misteriosa edizione che compare e scompare dal mercato....aperte le scommesse!

    Grazie a tutti e continuate a consigliarmi!

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  5. Complimenti qualcuno mi sa dire per caso dove lo posso comprare mio figlio diventa matto per questo gioco. Grazie.

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