domenica 26 ottobre 2014

Essen....the day after

scritto da Faustoxx 

Sono appena ritornato dalla mia prima presenza a Spiel. E' stata una esperienza che ha riportato le lancette del mio orologio biologico indietro ai miei 18 anni, quando non c'erano doveri, responsabilità, figli ....ma solamente divertimento (e stanchezza) allo stato puro.
Ma bando alle ciance,sono qui a raccontarvi le mie prime impressioni sui giochi provati ed acquistati.
Innanzitutto non ho visto in questa edizione un chiaro vincitore ma un sacco di piazzati
I game designer di spicco erano presenti di persona e in effetti mi ha provocato una certa emozione incontrare e in qualche caso scambiare due chiacchiere con i mostri sacri come Feld, Rosemberg,Wallace, Lacerda, Chiarvesio, i simpaticissimi e gentilissimi Marco Canetta e Stefania Nicolini con le loro ultime produzioni, ma nessuno ha tirato fuori l'asso dalla manica, per cui sarà interessante vedere sulla lunga distanza chi si aggiudicherà la palma di gioco più apprezzato dello Spiel 2014.

Ed ora la mia personalissima classifica relativa solo ai giochi provati. Mi sembra doveroso sottolineare che io preferisco i german e che non troverete in questa lista molti titoli che han fatto parlare di sè ma che non sono il mio genere. Inoltre non troverete nesun voto perchè non siamo a scuola e sopratutto non sono un professore.

1) Die Staufers: lo so già di essere in minoranza ma questo è il mio tipo di gioco. Di media difficoltà, ben fatto, bei componenti, di durata contenuta 90 minuti in 4 alla prima partita, indipendente dalla lingua, zero casualità e una certa interazione fanno di questo gioco di Andrea Steding il mio preferito per questa edizione dello Spiel. Il suo difetto principale è lo scollamento tra meccaniche e l'ambientazione e questo può essere un problema per alcuni ma non per me. 

2) Zhan Guo è veramente un bel gioco. Basato sulla gestione della propria mano di carte che possono essere usate nelle 5 provincie e a corte e di maggioranze a fine partita, si vede subito che il gioco è stato testato con molto scrupolo e curato nei minimi particolari. Tutto si incastra meravigliosamente facendone un gioco impegnativo dedicato ai gamers senza essere cervellotico e con una componente di aleatorietà legata al gioco della carte degli altri giocatori che impongono di avere sempre pronto un piano B durante il proprio turno. Il tutto unito a degli ottimi componenti fanno di questo gioco la sorpresa di quest'anno e acclamano il duo Canetta & Nicolini come game designers da tenere sotto controllo. Il difetto principale è quello di essere stato così curato nei minimi particolari dal renderlo per i miei gusti "troppo" perfetto 

3) Murano un altro gioco che è nella tipologia di quelli che prediligo, difficoltà media, buoni materiali, un buon mix di meccaniche già viste e consolidate come una rondella mascherata da gondole, piazzamento tessere, e il conseguimento di obbiettivi che prendono la forma di carte personaggio da giocare opportunamente nelle varie isolette presenti nel gioco, uniti ad una buona interazione fanno di Murano un titolo interessante. Il difetto che ci è parso di intravvedere e che in una partita a 4 gli spazi di produzione di denaro (la vetreria ed i negozi) sono sempre continuamente occupati e vista la scarsità di denaro ci si trova spesso a dover passare per racimolare una misera moneta. Questo problema si sente molto di meno scalando in 2 o in 3 

4) Orleans per molti la sorpresa di questo Essen è il gioco che assieme a Hyperborea e King's pouch (quel gioco coreano di cui Fabio tanto si vanta) presentava la meccanica del bag building vera novità di quest'anno. Il gioco indubbiamente è interessante e porta una ventata di novità (ma a ben vedere assomiglia tanto ad un deckbuilding sotto mentite spoglie) tuttavia, a mio avviso, presenta alcuni lati oscuri legati specialmente ad una tessera (Bathouse) che abbiamo trovato molto/troppo potente. Inoltre abbiamo trovato la durata del gioco (18 turni) un po' troppo per i nostri gusti 

5) Hyperborea la nuova creazione di Andrea Chiarvesio, con il quale abbiamo avuto il piacere di farcelo spiegare presenta anch'esso la oramai famosa meccanica del bag building, applicata però ad una ambientazione fantasy dove le varie fazioni si combattono per avere la supremazia  sul magico mondo di Hyperborea. Il gioco è molto curato sia nella componentistica, sia nelle meccaniche producendo un buon prodotto. Il difetto per me sta nel aver fatto un german con miniature e ambientazione fantasy. Oppure di aver fatto un gioco fantasy con meccaniche german. 

6) Panamax gioco gestionale puro e duro. Dopo la spiegazione delle regole mi girava la testa per la massa di informazioni che mi erano state infilate in testa a forza dal dimostratore, per cui ho annaspato disperatamente come un bagnante che non sa nuotare, però alla fine del turno sono riuscito a capire come funzionava. Sicuramente un gioco per gamer esperti e con qualche microgiochino all'interno stile Vihnos. Sicuramente tosto ma ben fatto 

7) Adventure Tours si tratta della reimplementazione di Mai Tai gioco di Seiji Kanai al quale è stata cambiata l'ambientazione. Stiamo parlando di un filler curato nei dettagli e con il plus di avere le istruzioni anche in italiano. Avrei preferito che fosse basato nel più originale mondo delle geishe. Il gioco è per 3-6 giocatori con la durata di circa 30 minuti. 

8) Historia il nuovo gioco di Marco Pranzo (Upon a salty ocean) propone un civlike basato sulla gestione di un mazzo di carte azioni che gradualmente porterà la nostra civiltà dall'età della pietra alla dominazione del pianeta. Avevo molto interesse per questo titolo e lo abbiamo provato il primo giorno, però non è scattata la scintilla

9) Mythotopia: anche Martin Wallace si cimenta nel mondo fantasy con un gioco che usa lo scheletro di A few acres of snow per farne un gioco per 4 giocatori. Abbiamo provato qualche giro del gioco ma non mi sento per ora di esprimere un giudizio.

E ora a seguire tutta una serie di titoli che non ho ancora provato ma che mi hanno spinto all'acquisto (compulsivo) mio e diei miei compagni di merende e che ci terranno occupati nelle lunghe serate d'inverno

Progress gioco di civilizzazione basato sul tech-tree e su meccaniche di gestione delle carte e nuova uscita di Andrei Novacs

Aquasphere non si può snobbare Feld impunemente, per cui è scattato l'acquisto

Onward to Venus durante la coda fatta il primo giorno per acquistare Mythopia anche Onward to Venus faceva bella mostra di sè per cui speriamo di averla imbroccata giusta.

Dice Brewing
Imperial Settlers quello che quasi sicuramente sarà uno dei re di Essen quest'anno. 

Dice brewing distillato in stile dadoso di Piwne Imperium serissimo gestionale polacco sulla birra. Ma attenzione si presenta molto più corposo di quanto non lasci intendere l'aspetto innocuo del gioco (che io ho comprato e Fabio no perchè è arrivato troppo tardi)

A trick of the rails unico titolo che sono riuscito a trovare allo stand della Japon Brand di tre che avevo sotto osservazione (e che anche questo Fabio non 'ha)

Massilia dall'autore di Vanuatu il tanto atteso seguito

In albergo
The golden ages di Luigi Ferrini un gioco di civilizzazione a mappe componibili di cui si dice un gran bene.

El Gaucho questo se è brutto è tutta colpa di Fabio che ha fatto opera di moral suasion all'acquisto.

E adesso vi saluto perchè devo preparare il tavolo per Progress.

Ludicamente vostro

Faustoxx



8 commenti:

  1. Niente The Lord of the Ice Garden?
    A sto punto ZhanGuo devo provarlo...

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  2. Sì Agz lo devi provare e penso che non te ne pentirai

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  3. Se posso permettermi...Panamax non presenta nessun microgiochino...Secondo me il gioco è molto valido e forse più difficile da spiegare che non da giocare. In poche parole le azioni sono due: caricare navi in base a carte contratto o muovere navi. Molto interessante la parte finanziaria dove alla fine di ogni turno e della partita le compagnie proprietarie delle navi pagano i dividendi ai proprietari delle proprie azioni. Può soffrire da paralisi da analisi per questo i tempi di gioco possono dilatarsi di molto.
    Ciao!
    emaema

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  4. Ciao Ema, è un piacere rivederti dopo Bruges. Il mio riferimento ai micro giochini è nei tokens con le bandiere che piazza nella tua plancia per ottenere le varie azioni bonus. Inoltre la parte finanziaria da te citata è in effetti un altro gioco nel gioco. Ciò nondimeno è un bel gioco e mi sembra di averlo detto.
    Ciao Ema e alla prossima traduzione...

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  5. Ciao Fausto! Ah ok se per micro giochini intendi azioni nelle azioni allora si...ci sono molte azioni bonus anche date dalle carte da poter fare durante il turno...avendo citato Vinhos pensavo ad una cosa tipo la fiera del vino.
    Complimenti comunque per tutti gli articoli!
    Ciao e alla prossima! ;-)

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  6. Bell'articolo !

    ...peró, se mi posso permettere di dire anche la mia, in Die Staufer, "zero casualità" mica tanto....anzi, è proprio uno dei pochi fattori che mi han fatto abbassare di qualche punto il mio voto di gradimento. La pesca dei token baule e le 3 carte obiettivo segrete sono un fattore aleatorio non devastante per il gioco ma ben presente. Ad ogni modo un gran bel gioco !!

    Orleans, invece, a mio parere, tralasciando il fatto che il regolamento abbisogna di qualche (forse troppe) faq esplicative e non presenti, sempre pur essendo un bel titolo, presenta qualche problemuccio di meccanica. Il planning simultaneo dei giocatori sulle proprie plance crea inevitabilmente situazioni di stallo e di cambio pianificazione al volo in funzione di ció che pianificano gli altri giocatori. Sarebbe bastato includere degli schermi per coprire le plance in fase di planning. Ad ogni modo sono contento dell'acquisto.

    Ciao, Fausto ! :)

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    1. Ciao Tenaccio, hai ragione per Die Staufers. Quello che volevo dire nel zero casualità sta nel fatto che tutte le pesche vengono fatte nella preparazione del turno e sono note a tutti per cui pianifichi con tutte le informazioni a tua disposizione. Inoltre pianifichi e agisci in funzione delle province che verranno valorizzate nel turno, la pesca dei bauli sembra quasi accessoria nello sviluppo del gioco o tuttalpiù funzionale alla conquista dei privilegi.

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    2. Per quanto riguarda Orleans la presenza di schermi protettivi aiuterebbe, anche se essendo la pianificazione simultanea, ciascuno dovrebbe essere occupato a gestire i propri seguaci invece che guardare quello che fanno gli altri.
      Orleans è un vero peccato perché con un po' più di playtesting il gioco ne avrebbe guadagnato enormemente. Se segui il thread su BGG le risposte date dall'autore riguardo la famosa tessera del bathouse sono apparse lacunose e questo per un gioco che viene venduto a 50 euro, mi sembra poco professionale.

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