giovedì 16 ottobre 2014

[Recensione] Baltimore & Ohio

scritto da Agzaroth


Premetto che non sono assolutamente un esperto di ferroviari. Intanto il tema mi attira poco, poi non ho mai avuto occasione di provarne molti, un po' spaventato dai regolamenti (ho letto 1830 e la mia voglia di provarlo non è stata incentivata), un po' il mio gruppo rema contro.
L'unico ferroviario-azionario che conosco è Steam / Steam Barons, per cui i miei termini di paragone sono estremamente ridotti. Prendete questa recensione quindi come una opinione su un titolo non mediata da confronti, ma essenzialmente focalizzata solo su Baltimore & Ohio e sulle impressioni che mi ha lasciato.
Cercavo un titolo (non necessariamente sui treni) dal regolamento snello ma con una forte componente azionaria e di speculazione. Aledrugo mi ha suggerito questo e, devo dire, ha centrato perfettamente le mie esigenze.


MATERIALI E SETUP
Nella Scatola troviamo un bel mappone degli Stati Uniti, diviso in esagoni, ciascuno con riportato un costo di costruzione: è quanto andrà pagato alla banca per estendere su tale esagono la propria linea ferroviaria. In alcuni esagoni, quelli di città, è riportata anche una scala col profitto ricavato dalla linea, profitto che cresce all'aumentare del livello tecnologico del gioco. Ad esempio, una città paga 30 dollari a livello 1, fino ad arrivare a 80 dollari a livello 6, il migliore.
Sempre stampate sul tabellone troviamo tutte le tabelle utili per la partita, specialmente quella per il valore attuale delle azioni (da 34 a 375 dollari) e quella che indica se ogni singola compagnia è risultata profittevole rispetto al precedente anno (1 round di gioco = 1 anno).
Ogni compagnia ferroviaria è dotata di una plancia con le locazioni per: le 10 azioni acquistabili; i cubi, in numero variabile, che rappresentano i binari e andranno posti lungo un tragitto ininterrotto sugli esagoni del tabellone; il denaro della compagnia; le carte Tecnologia comprate, che rappresentano il valore di trasporto complessivo della compagnia.


Sul tabellone vengono anche organizzate le carte Tecnologia in ordine crescente di potenza: dalle cinque di livello 1 alle cinque di livello 6. all'interno i ogni livello, poi, le cinque carte sono disposte in ordine decrescente di prezzo, per cui la prima di ogni livello costerà più dell'ultima dello stesso livello.
Queste carte Tecnologia indicano la capacità di trasporto  della compagnia. Se possiedo una carta da 2 e una da 3, significa che potrò (e dovrò) riscuotere proventi da 5 città toccate in quel round dalla mia ferrovia. Ogni carta ha però un costo di mantenimento che dipende dal livello massimo di tecnologia raggiunto in partita, con costi sempre crescenti man mano che il gioco avanza.

Ogni giocatore parte con una quantità di denaro dipendente dal numero di partecipanti. Lo scopo è quello di avere più soldi possibile a fine partita, tra capitale individuale e valore delle azioni possedute.

IL GIOCO
Ogni round di gioco è articolato in 3 fasi, al termine delle quali si verificano le condizioni di fine partita (una compagnia con azioni del valore di 375 dollari oppure il 6° livello tecnologico raggiunto).
–                    fase di Mercato
–                    prima fase Business
–                    seconda fase Business (identica alla prima).

Fase di Mercato.
Continua fino a che tutti i giocatori passano di fila. È possibile passare e poi reintervenire al proprio turno. Quando tocca a noi è possibile:
- Vendere un qualsiasi numero di azioni. L'indicatore delle azioni di tali compagnie scende di uno scalino e le azioni sono posizionate sul tabellone, disponibili ad essere riacquistate. Subito dopo aver venduto, si possono anche comprare azioni di una singola compagnia, purchè non sia una di quelle che abbiamo precedentemente venduto nel corso del round. I soldi vanno alla compagnia o alla banca, se compriamo azioni precedentemente vendute da qualcun altro.
- Agendo da presidente di una compagnia ferroviaria, è possibile utilizzare il capitale di questa per ricomprare le azioni svendute sul tabellone. Naturalmente tali azioni ritornano sulla plancia della compagnia, non al giocatore. Il presidente è colui che possiede più azioni di una compagnia ed è anche quello che prenderà tutte le decisioni operative per la stessa, nel corso di un round.
- Avviare una nuova compagnia. Se ne prende la plancia, si piazza il primo cubo gratis sulla città di partenza, se ne comprano quante azioni si desidera e carte Tecnologia (almeno una) per farla partire.

Fase di Business
Le ferrovie (o meglio i loro giocatori-presidenti) agiscono in ordine a partire da quella con le azioni più alte fino a quella più povera. Si eseguono in ordine i seguenti passaggi:
- Dismettere vecchie carte Tecnologia, ricevendo un piccolo saldo dalla banca, molto inferiore al loro prezzo di acquisto. Questo è utili per far posto a nuove carte più potenti, tenendo conto che ogni singola carta ha un costo fisso di mantenimento, indipendentemente dal suo valore.
- Comprare nuove carte Tecnologia. Il mazzo Tecnologia scandisce anche il tempo di gioco, dato che la partita termina alla fine del round in cui una carta di valore 6 entra in gioco. Inoltre la carta più alta comprata, considerando tutti i giocatori, stabilisce anche in che epoca siamo, influendo su entrate in denaro dalle città costi di mantenimento, binari costruibili in un turno, ferrovie diverse che possono coesistere in un esagono. Più si avanza con la partita, più tutti questi valori aumentano.
- Costruire ferrovie. Si piazzano nuovi cubi sul tabellone, proseguendo la tratta precedentemente iniziata. Il costo di costruzione, come detto nel setup, è scritto in ogni esagono.
- Guadagno Lordo. Si servono tante città quanto è alto il proprio livello tecnologico. Il presidente sceglie da quali città prelevare il denaro, se ne serve in eccesso.
- Pagare i costi di Mantenimento. Per ogni carta Tecnologia si paga una quota fissa indicata dall'epoca in corso.
- Guadagno Netto. È semplicemente la differenza tra il Lordo e il Mantenimento. A questo punto viene una fase cruciale della gestione ferroviaria. È possibile far avanzare di uno scalino il valore delle proprie azioni solo se si è guadagnato più della precedente Fase di Business e si dividono i proventi con tutti gli azionisti. Ogni azione prende il 10% del Guadagno, incluse quelle ancora sulla plancia della compagnia. Se si decide di non dividere, tutto il denaro va alla compagnia, ma le azioni non aumentano di valore. Se il Guadagno Netto è uguale all'anno precedente o se è maggiore ma i dividendi non vengono pagati, le azioni rimangono stabili. Se il Guadano è minore, le azioni decrescono di uno scalino. Infine, se il Netto è zero o meno, le azioni scalano di 2 gradini e il presidente è costretto a restituire gratis una azione.




La seconda Fase di Business procede identica alla prima. Poi si stabilisce il nuovo ordine di turno, per i giocatori, con primo quello con capitale individuale minore. Infine si verificano le condizioni di fine partita.

CONSIDERAZIONI
Il manuale di Baltimore & Ohio sono praticamente sette pagine, scritte nemmeno piccolo. Mancano però esempi e figure esplicative, praticamente alla sola lettura, senza altro materiale sott'occhio, non è che si capisca subito e diversi punti lasciano dei dubbi. Comunque alla fine, dato che il sistema non è assolutamente troppo complicato, tutto risulta chiaro facilmente assimilabile.
Giocarlo bene e con cognizione di causa, invece, è un'altra cosa. Nel mio gruppo, poco abituato a questi azionari, ho visto la chiara propensione a prendere una compagnia e mantenerla prospera dall'inizio alla fine, con poca incidenza su quelle altrui. Solo in un secondo momento, riflettendo meglio sulle implicazioni della compravendita di azioni, ci si è resi conto di quanto gioco facesse tutto il sistema azionario. Se tre giocatori vendono azioni in un round di Mercato e tu non riesci a ricomprarle tutte, la tua compagnia scende di ben 4 gradini sul valore della azioni (3 per i lotti venduti, 1 per le azioni residue in possesso della banca). Puoi vedere la ferrovia che tanto amorevolmente hai fatto prosperare, scendere rapidamente nel baratro della povertà.

Anche il tempo dettato dall'acquisto delle carte Tecnologia è importante. Può valer la pena aspettare un attimo e costringere un altro a comprare le prima del lotto (più costosa), magari perché bloccato con la ferrovia e bisognoso di entrare nell'epoca successiva, con maggior libertà di costruzione.

Il grosso vantaggio rispetto a 18XX (almeno a naso, leggendo le regole) è che qui è molto più agevole il calcolo del Guadagno, essendo tutto scritto sulla mappa e non essendoci binari veri e propri, ma solo una striscia di cubetti che collega le varie città.
Sono sicuro che ci siano ferroviari più appaganti, certamente più completi, sia dal punto di vista delle tratte che della parte azionaria, ma B&O rappresenta il giusto compromesso per il mio gruppo, che ha sempre apprezzato titolo dal regolamento snello ma profondo, poca complicazione, molta complessità.

Un'altra cosa con cui bisogna fare costantemente i conti è proprio l'opportunità di non spingere subito al massimo il proprio guadagno, perché così facendo le azioni salgono poco di valore. Bisogna tentare di progredire pian piano, se possibile dividendo sempre solo quando si aumenta e invece donando tutto alla società quando si va in pari, per investimenti futuri in carte e nuovi binari.
I calcoli e l'interazione quindi non mancano e, dal punto di vista azionario e gestionale, devo dire che mi ha soddisfatto decisamente più della versione Barons di Steam, laddove il gioco base (Steam) rimane comunque  un eccellente pick-up&delivery.


Non è che la partita duri comunque poco, si viaggia sempre sulle 3-4 ore. Anche per questo, quando giochiamo in meno di 6, applichiamo la regola casalinga di rimuovere una carta Tecnologia del valore più alto per ogni giocatore mancante. Ad esempio, in 4 rimuoviamo le due carte più costose di livello 1, le due più costose di livello 2 e così via. Prendetela con le molle, perché è una regola casalinga che usiamo noi per velocizzare le partite, essendo le carte il principale timer del gioco, ma non l'abbiamo testata a sufficienza per consigliarla ad occhi chiusi. L'ultima partita abbiamo rimosso la carta più costosa anche in 6, pensando di cambiare la house-rule in: 1 carta rimossa in 5-6 giocatori, 2 carte rimosse in 3-4.

In conclusione, posso consigliarlo a chiunque sia spaventato da lunghezza e regolamento dei 18XX ma voglia comunque provare un ottimo gioco ferroviario-azionario, immediatamente assimilabile ma difficilmente padroneggiabile.

Le immagini sono tratte da BGG (postate da Antonio Izzo, Ender Wiggins, Chaddyboy) o dal sito della/e casa/e produttrice/i  alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su richiesta.

4 commenti:

  1. Agz, dopo aver letto tutti i tuoi articoli posso affermare che tu e il tuo gruppo di gioco siete uno dei pochi esempi che conosco di gente italiana che:
    1) gioca con le house rules, e non è restio a farlo quando necessario.
    2) è generalmente capace di inventare e/o adottare house rules semplici ma intelligenti! ;)

    Io ho giocato a 18XX, è una esperienza mistica! :D
    Il gioco mi piacque molto, è veramente immersivo e simulativo, ma come dici tu il calcolo delle rendite è mostruosamente lungo e noioso, ed è facile sbagliarsi.
    Questo gioco sembra correggere alcuni difetti dei ferroviari più vecchi e famosi, pur riprendendone quasi tutti i meccanismi!

    Riguardo al genere, premettendo che non sono un esperto, personalmente ho apprezzato anche Chicago express. Sebbene sia meno incentrato sul mercato azionario e sebbene sia mooolto più un german classico rispetto ad un Ferroviario con la F maiuscola, lo ritengo molto valido e snello.
    Credo sia un buon compromesso tra i giochi di adesso ed i ferroviari di allora, considerando durata, tema, profondità, grafica e componenti, parte azionaria. Uno dei pochi titoli Queen che ho gradito. Tu che ne pensi?

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    1. penso che lo proverò ;)

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    2. Non vedo l'ora di conoscere la tua opinione su Chicago Express! Personalmente l'ho trovato affetto da runaway leader, cosa puntualmente verificatasi in ognuna delle (poche) partite fatte e già dai primissimi turni. Probabilmente sono io che non ci so giocare.

      Solitamente la durata di un gioco non la considero un difetto, ma questo è uno dei pochi casi in cui sono stato felice del fatto che sia express di nome e di fatto. :D

      Lorenzo.

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    3. Caro Lorenzo
      io ho giocato a Chicago Express solo un paio di partite, taaanto tempo fa.
      Non ricordo la presenza di questo difetto ma potrei tranquillamente sbagliarmi, credo che lo riproverò alla luce della tua osservazione ;)

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