domenica 5 ottobre 2014

[Reportage] FirenzeGioca: giornata in famiglia


scritto da Bernapapà

Sabato 20 ero andato a letto guardando il cielo.. se il giorno dopo fosse stato bello, avremmo trascorso forse l'ultima giornata al mare, ma se il cielo fosse stato coperto, saremmo andati a FirenzeGioca... Il cielo mi ha aiutato: domenica mattina cielo coperto: si parte alla volta di Firenze Sud! Ecco il resoconto di una giornata ludica in famiglia, cui hanno aderito mia moglie e i tre bambini più piccoli (dai 7 ai 12 anni). La giornata è stata altamente fruttuosa, abbiamo provato ben 6 giochi ed alcuni sono entrati direttamente nella wishlist della famiglia. Se vi interessa, vi racconto in dettaglio come è andata, con un cenno all'impressione sui giochi provati, che sono, in ordine di apparizione: Jamaica, Istanbul, Fuori di Rotella, Sheepland, Ka-Boom e King of Tokio.


Pronti, partenza, via

In realtà ce la siamo presi abbastanza comoda (in fin dei conti era domenica!). Partenza verso le 10 e dopo 150 Km di strada abbastanza libera, siamo arrivati al parcheggio dello ObiHall, accaparrandoci uno degli ultimi posti "leciti" (in realtà abbiamo poi visto, quando siamo andati via, le auto parcheggiate in ogniddove!). Dopo un primo giro di ricognizione ed un saluto agli amici della Asterion, ci siamo presi un tavolo e ci siamo accostati ai simpatici amici della Gruppo Ludico "Chi non gioca Di non tocca" (credo siano loro, ma sulle magliette c'era solo il logo FirenzeGioca), che offrivano la ludoteca gratuita con tanto di spiegatori di regole al seguito. La nostra domanda non era per nulla semplice da soddisfare: giochi da almeno 5 partecipanti e al massimo 10+ (il bimbo piccolo è oramai abbastanza avvezzo a confrontarsi con titoli di quella categoria)... ma soprattutto volevamo provare solo cose nuove, e considerando che la nostra ludoteca famigliare è abbastanza gremita, non era affatto semplice. Eppure siamo riusciti nell'intento.

Jamaica

Abbiamo iniziato con un gioco non nuovissimo, ma che ha suscitato il nostro entusiasmo: sto parlando di Jamaica, del trio Cathala-Braff-Pauchon , uscito nel lontano 2007, edito in Italia da Asterion, da 2 a 6 giocatori, senza componenti in lingua. Vi rimando ad un vecchio articolo del 2009, ma credo che presto mi cimenterò in una recensione più estesa (un Riscopriamoli mi sembra d'uopo). Vi accenno solo che il gioco si basa su una "corsa" di navi pirata intorno all'isola di Jamaica, dove due dadi, lanciati ad ogni turno, indicheranno l'entità delle due azioni a disposizione di ognuno, e che ognuno dovrà scegliere fra una dozzina di carte che ne contengono svariate combinazioni. La parte più bella è rappresentata dagli scontri che avvengono ogniqualvolta due navi si trovino nella stessa casella, a colpi di cannonate e ulteriore lancio di dadi. Durante il tragitto si farà razzia di tesori nascosti, ma dovremo pagare pedaggi in cibo o monete. Il primo che arriva in fondo guadagna un certo numero di monete, che va a scalare sulle posizioni successive: il più ricco vince la partita: nel nostro caso mia moglie si è aggiudicata il traguardo con il disappunto della figlia maggiore che ha perso per poche monete... io sono rimasto invischiato negli scontri con il più piccolo, lontanissimi entrambi dal podio. Un gioco davvero divertente, che negli anni non ha peso il suo appeal e che può essere sicuramente riproposto ancora oggi.

Pausa pranzo

Terminata la partita, abbiamo approfittato dell'orario, in piena pausa pranzo, per fare un giro con la mega pista di auto da corsa che era installata sul palco, evitando la coda delle altre ore: la pista si estendeva ad occhio su una superficie 7 metri per 3: davanti al rettilineo erano posizionate 6 postazioni con i loro acceleratori. Un grosso schermo riportava la classifica con i tempi ed i giri effettuati... insomma, una cosa molto professionale (2 euro a testa), con tanto dei 5 semafori rossi per la partenza. Dopo qualche giro di prova abbiamo fatto la gara tutti e 5. Questa volta ho stravinto, semplicemente perché sono uscito di pista meno degli altri... Ci siamo divertiti moltissimo anche in questa occasione.
All'esterno del teatro c'erano alcune bancarelle con la vendita dell'usato, dove ho salutato l'amico Plombier che stava cercando di fare spazio per i nuovo acquisti di Essen: beato lui, quest'anno io sono costretto a saltare :-(
Dopo esserci rifocillati con panini e rosticciana alla vicina "festa della birra" (dove abbiamo in fin dei conti aspettato troppo tempo, per le mie aspettative ludiche), abbiamo girovagato nella parte all'aperto della fiera dove erano presenti vari padiglioni di giochi di abilità in legno, ma anche ulteriori bancarelle ed un nutrito gruppo di armigeri che inscenavano duelli di spada.

Istanbul

Rientrati nel teatro, ci siamo subito accaparrati uno dei pochi tavoli rimasti ancora liberi, ed è stata una fortuna perché l'affluenza pomeridiana è stata decisamente superiore alla disponibilità di spazio-gioco messa a disposizione! Probabilmente sarebbe comodo avere uno spazio più esteso per questa manifestazione. Il primo gioco affrontato nel dopopranzo (erano oramai le 15..) è stato lo Spiel De Jahres 2014: ebbene si, il mitico Istanbul, da 2 a 5 giocatori, altro titolo distribuito dalla nostrana Asterion, del quale parliamo in svariati articoli (questo su tutti). Dato che il ferro è abbastanza caldo, quasi rovente, evito di descrivervi le regole del gioco e passo direttamente al racconto della partita. La cosa bella del gioco è che il modo per ottenete i rubini è molto vario, per cui è possibile applicare strategie molto differenti. Ad esempio, dopo un breve inizio da girovago fra le risorse, il bambino più piccolo si è buttato decisamente sull'azzardo, saltando dalla sala del te dove si scommette alla gioielleria dove si comprano i rubini (che nella partita semplice sono limitrofe), e manca poco che vinca lui la partita (gli sono andate male un po di scommesse..). Io ho puntato sulla vendita delle merci, per ampliare la massimo il mio carrello e prendere i bonus degli upgrade, ma non mi è stato sufficiente in quanto mia moglie, nuovamente, ha beffato tutti mischiando le strategie ed arrivando per prima a comprare il quinto rubino nel palazzo del sultano: insomma, un finale adrenalinico in quanto eravamo almeno in tre che stavamo per vincere la partita! Il gioco è stato immediatamente inserito in quelli da acquistare, per buona pace del mio portafoglio!

Fuori di rotella

Il terzo gioco provato è stato Fuori di Rotella, simpatico party game del nostro Andrea Nani, edito dalla RedGlove, che avevo provato anni fa in fase di playtesting. Il gioco, da 2 a 6 senza componenti in lingua, ci proietta in un fantomatico mondo di robot e si basa sulla raccolta di rotelle, dove quelle del proprio colore danno il doppio dei punti: le rotelle si raccolgono nelle stanze numerate al centro del tavolo o si rubano agli avversari, in una sorta di sasso-rete-forbice attivabile con le tre carte azione a disposizione: raccolta da una stanza, furto all'avversario (che può comunque difendersi) o trappola in una stanza per fregare gli eventuali raccoglitori. Il gioco ci ha ricordato, come meccaniche, il simpatico Zick e Zack nel pollaio (che abbiamo), e ce lo siamo goduti fino in fondo (2 partite consecutive!). Nella prima ho vinto io, nella seconda mia moglie.

SheepLand

Mentre il figlio di mezzo faceva una pausa, abbiamo giocato a SheepLand, (2-4 giocatori) italianissimo gioco ambientato nella pastorizia, edito dalla Cranio Crations, uscito nel 2012 (qui l'anteprima del nostro Chrys). L'obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero di pecore sulle tipologie di terreno sulle quali, durante il gioco, si è puntato, acquistando le tessere corrispondenti: ognuno è dotato di un pastore che ha la possibilità di muoversi (erigendo uno steccato nella posizione che abbandona) o di fare saltare una pecora da un zona ad un'altra, solo fra i due terreni adiacenti al pastore. Le azioni possibili sono tre e possono essere combinate come si vuole fra lo spostare il pastore di una posizione (o più, pagando), spostare le pecore e l'acquistare tessere terreno. Il gioco è abbastanza veloce, e premia chi ha differenziato i terreni su cui puntare: infatti io avevo fatto un ottimo lavoro di raccolta pecore, ma mia figlia, che ha vinto, oltre a puntare sui miei terreni, ha differenziato puntando anche su quelli degli altri e così ha portato a casa la vittoria.

Ka-Boom

Il pomeriggio cominciava a volgere al termine, ed eravamo pronti per qualcosa di chiassoso. Ci è stato proposto Ka-Boom, gioco di abilità e di cattivissima interazione, della coppia Fraga-Fraga, uscito nel 2013 ad opera di Asterion, dove a turno si tenta di costruire gli edifici definiti sulle tessere, utilizzando opportuni solidi di legno, all'interno del tempo di una clessidra, mentre gli avversari tentano di demolire l'edificio lanciandogli contro, attraverso una catapulta, i dadi di legno, con la complicazione che se un dado casca sulla faccia del boom, allora si è autorizzati, tutti insieme, a picchiare una volta i pugni sul tavolo per dare l'effetto terremoto. I bambini si sono divertiti un mondo, e la prima partita l'ha vinta il figlio di mezzo, che è riuscito a costruire molti edifici molto semplici, mentre chi come me ha tentato gli edifici più complessi, benché più remunerativi, non è arrivato molto lontano. La seconda partita è stata interrotta dal sottoscritto, quando, durante il tentativo di erigere il mio edificio, mi sono piovuti addosso una miriade di dadi a più riprese (ognuno ne può tirare solo due per turno), fra il fragore delle risate di mia moglie in primis... Il gioco è piaciuto molto ai bambini, ma temo effetti di interazione troppo elevati, per cui credo che non entrerà a far parte della ludoteca personale.

King of Tokio

In zona Cesarini (erano oramai abbondantemente passate le 19), abbiamo provato questo gioco che non avevo mai giocato: King of Tokio, di Richard Garfield, coparso nel 2011, edito da noi dalla Uplay Edizioni, ed in questo caso la traduzione nell'italica lingua è d'uopo. Il gioco è molto famoso (lo trovate recensito qui), eppure, non so come mai, non mi aveva mai incuriosito più di tanto: forse l'ambientazione o il vedere quei mostri disegnati su cartoncino... mi è sempre apparso come un gioco un po' per ragazzi... e invece mi sono decisamente ricreduto! Le regole ci sono state spiegate in quattro e quattro otto, la dinamica è estremamente semplice e giocato in 5 è veramente divertente! In pratica si hanno a disposizione 6 dadi da rilanciare al massimo 3 volte, con i numero 1, 2, 3 , un cuore, una saetta ed una zampa: con un tris di numeri uguali si fanno punti, con i cuori ci si cura le ferite, con le saette si ottengono i cubetti energia, che servono a comprare le carte (potenziamenti vari) e con le zampate si distribuiscono ferite a tutti quelli che non sono dalla stessa parte (ossia quelli dentro Tokyo li danno a quelli fuori e viceversa). Si entra in Tokyo con la prima zampata se il posto è libero, oppure in sostituzione di un altro che abbandona sotto i nostri colpi: i punti si fanno con i tris, entrando i Tokyo o per ogni giro di permanenza in Tokyo. Nell'unica partita fatta, anche causa il poco tempo (l'altoparlante ci martellava che la fiera stava per chiudere), non abbiamo utilizzato moltissimo le carte, che, ho letto, aggiungono profondità al gioco. Oltretutto lo abbiamo giocato sbagliando le regole perché ci siamo dimenticati che dentro Tokyo non ci si può curare con il risultato dei dadi, ed inoltre non abbiamo capito che (suppongo) quando si rimane in meno di 5 giocatori, i posti a Tokio non sono più 2 ma uno solo... sta di fatto che la partita è terminata con mia moglie ed il figlio di mezzo entrambi dentro Tokyo e tutti gli altri uccisi! 
Insomma, per i bambini il gioco è letteralmente schizzato al primo posto della Hit Parade, e devo dire che, come filler, non è assolutamente male: ci si fa del male, ma, dato che le "alleanze" sono dinamiche, non si rischia il meccanismo, lievemente persecutorio, che si ha talvolta nelle dinamiche fra fratelli. Quindi promosso a pieni voti, e credo che anche questo entrerà presto nella ludoteca di famiglia.
Stremati ma soddisfatti, siamo usciti dalla manifestazione assieme ai ragazzi che iniziavano a smantellare!
Voglio concludere dicendo che la giornata è stata molto bella, fin al di là delle aspettative: passare una giornata a giocare con la propria famigliola, anche senza poter affrontare titoli troppo impegnativi, da comunque le sue soddisfazioni. Non mi posso, come sempre, esimere dal ringraziare i ragazzi del Gruppo Ludico, che con la loro disponibilità ci hanno permesso di trascorrere questa fantastica giornata!

Tutti i giochi provati, manco a dirlo, potete trovarli su Egyp: ecco i link: Jamaica, Istanbul, Fuori di Rotella, Sheepland, Ka-Boom, e per finire King of Tokyo.

PS: purtroppo solo alcune immagini le abbiamo scattate direttamente da noi... non immaginavo di scrivere questo resoconto e non sono dal click facile... spero la prossima volta di ricordarmene in tempo!


- Alcune immagini sono tratte da BGG; tutti i diritti appartengono all'autore ed alla casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --


5 commenti:

  1. Bello leggere a volte qualche piccolo report con giudizi a caldo.

    Ciao ciao

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  2. Quest'edizione di Firenzegioca è stata davvero bella.
    Ottimo articolo!!!

    :)

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  3. Bello. bello, bello! Voglio provare tuttoooo! Grazie Bernapapà

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  4. Anche di Ka-Woow c'è la recensione sul blog ;)

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