lunedì 10 novembre 2014

[Prime impressioni] - Alchimisti

scritto da Fabio (Pinco11)

Mentre giravo ad Essen spesso avevo al mio fianco il fedele scudiero Sergio, il quale, ogni tre per due mi ricordava quanta roba non avessimo ancora comprato e meritasse invece l'acquisto. Beh, forse è normale, se porti un entusiasta ad una fiera come quella, che poi ti sobilli in continuazione all'acquisto .. ;)
Fatto sta che uno dei nomi che più spesso mi sussurrava all'orecchio (neanche tanto "sussurrare", più che altro era qualcosa del tipo ".. ma quando lo compriamo Alchemists, allora, che poi finisce?") era Alchemists, edito dalla CGE, titolo per 2-4 giocatori dai 13 anni in su (tempo medio a partita, ottimisticamente, circa due ore), il quale stava calamitando su di se molte delle attenzioni dei visitatori della fiera, con la sua componentistica molto particolare e di sicuro impatto scenico.
Sono riuscito allora a resistere, spiegando che sapevo che la Cranio avrebbe realizzato la versione italiana (sotto il nome di Alchimisti), ma al rientro ho iniziato a sentire il ripetersi del solito mantra da parte degli altri amici, i quali mi hanno mandato in spedizione a Lucca con il preciso compito di procurarmene una copia.
Grazie alla munificenza del grande Cranio (che ringrazio), che ha deciso di elargire una copia di review, sono tornato a casa esibendola alla folla plaudente e pensavo che sarebbe finita così. Mi sbagliavo. Perché poi hanno voluto giocarlo e più di una volta ... ;)


Alchemisti a Lucca Games


Ma di che si tratta, vi chiederete? Semplicissimo (si fa per dire): è un Super Master Mind Evolution con gestione azioni :)

Lo schema vincente che non vedrete mai (se non giocate con il master).
Stavolta con l'introduzione sono andato lungo, per cui non ho fatto in tempo a dirvi che il gioco propone una specie di sfida fra colleghi alchimisti, nella quale ciascuno è alla ricerca dei segreti della propria arte, ovvero delle corrette miscele di componenti da realizzare per ottenere le giuste pozioni.
Realizzare un filtro per indebolire qualcuno od un altro per rendere più deboli è però solo uno dei passi da compiere per guadagnare la stima della comunità degli studiosi, perché vendere pozioni è una cosa che fa solo guadagnare qualche soldo, mentre la notorietà la si raggiunge proponendo, nei convegni, degli studi nei quali si descrivono nei dettagli le composizioni (tipo chimica) dei singoli ingredienti delle pozioni (sono otto), scommettendo sulla correttezza di essi la propria credibilità.

Un particolare della schermata dell'app ...
Passando a come si gioca vi dico subito che la meccanica di base è alla Master Mind (un gioco di diversi decenni fa nel quale si doveva indovinare una sequenza di colori, andando per tentativi e deducendo dalle risposte parziali ottenute gli indizi logici per arrivare al risultato nel minor numero di tentativi possibile), in quanto si deve andare ad indovinare la corretta composizione degli otto ingredienti in gioco, cosa che si riesce a dedurre solo grazie a numerosi previ tentativi di combinazione di essi, a due a due.

Se volete capire nel dettaglio tutte le sfumature vi rinvio alle regole (qui in italiano), ma qui accenno quantomeno al fatto che ad inizio partita l'app (o la apposita griglia che avete se decidete di giocare senza telefonino) identifica per ognuno degli otto ingredienti una composizione 'chimica' (composta da tre simboli), utilizzando allo scopo dei segni + e -, in tre colori, grandi e piccoli. Per esempio, che so, la rana, potrà essere identificata da un + grande rosso, un + piccolo verde ed un - piccolo blu, oppure da tre bei segni + o - grandi , rossi, verdi e blu.
Le carte ingrediente
Mescolando ciascun componente con un altro otteniamo ogni volta teoricamente la ricetta di una pozione (vendibile per ottenere grana e in astratto utile per fini di cura, velocità, saggezza, pazzia, ...) ed in pratica un riscontro su di una delle caratteristiche della formula 'chimica'. Per esempio, se mescolo una rana con un fungo, magari mi rispondono che ottengo una pozione di velocità, che è un + verde e posso cancellare nel mio foglio i - verdi, perché vuol dire che sia la rana che il fungo hanno nella 'molecola' verde hanno un bel +. Il determinismo logico può essere poi mescolato con deduzioni basate sul comportamento altrui (a vostro rischio e pericolo ..), completando le proprie teorie con elementi tratti da quanto gli avversari possano nel frattempo dichiarare (se mi fido che uno ha identificato la corretta composizione di un elemento, posso cancellare quella composizione dagli altri sui quali sto ancora ricercando ...) e così via.
Nel contempo ci sono da gestire tutti gli aspetti pratici legati al reperimento delle risorse (vedi componenti da mescolare), di carte speciali, di bonus punti ed azione e così via ...

Il materiale in possesso dei giocatori
Poiché però l'editore non voleva dar vita ad un giochillo troppo semplice e veloce, ma a qualcosa di più strutturato, a quel risultato si arriva quindi solo passando attraverso un bello strato di pianificazione e gestione azioni, meccanica che, mentre in altri giochi di per se potrebbe assorbirvi, qui fa solo da meta gioco da affrontare per poter mettere adeguatamente i piedi in testa agli altri.

Le soluzioni di una
partita sulla
app web based
Per chiudere vi sottolineo ancora che il gioco richiede l'utilizzo di uno smartphone o tablet o computer per controllare i risultati dei vostri esperimenti, con una app gratuita (avete già pagato per il gioco), che potrà essere utilizzata nel corso del gioco, inquadrando con la telecamera le carte o cliccando sugli appositi spazi (nota: se proprio non avete un supporto tecnologico il gioco offre la possibilità di verificare il tutto anche manualmente, ma vi servirà un giocatore apposta che, fungendo da master, fornisca le risposte senza giocare, visto che lui deve vedere la soluzione per potervi dare le risposte ...).

Anche l'occhio vuole la sua parte ...

Ho volutamente titolato l'articolo 'prime impressioni', perché 'sto gioco richiederà sicuramente diverse altre partite per poter esprimere valutazioni definitive (vedo che c'è chi in giro per internet ha scritto recensioni basate su una o due partite e poi ha pubblicato delle 'rettifiche') e cercherò, nelle sensazioni che andrò di seguito ad esprimere, di ragionare con la testa di diversi tipi di giocatori.

Parto dall'ambientazione per dire che è davvero ben resa, anche grazie alla grafica che, pur ricca tanto da arrivare ai limiti della capacità umana di riconoscere colori, risulta azzeccata ed ironica il giusto (tra l'altro si adatta alla perfezione anche alla linea editoriale della Cranio, che lo pubblica in Italia, con il giusto tratto di ironia di fondo), ma anche alla componentistica, che è sicuramente costruita per colpire l'occhio.
Invece della classica striscetta di cartoncino leggero vi trovate davanti una specie di catafalco di cartoncino spesso, tutto illustrato a tema, da assemblare, con una griglia bucherellata nella quale inserire i pippolini di cartone con i simboli + e - colorati, che ricordano vagamente la chimica (protoni ed elettroni) contornata da tutta una struttura, con addirittura dentro l'appoggio dove collocare le carte da riprendere poi con lo smartphone in vista del loro riconoscimento dalla apposita app.

Il piccolo 'sfalsamento' dello sfondo
(i pippolini invece sembrano entrare bene nei buchetti!)
Il tutto si presenta come estremamente attraente, colorato e grida 'giocami giocami'.
Ci sono, chiaramente, anche dei piccoli aspetti negativi (volendo fare le pulci ad un titolo che ha nei componenti un punto forte e non certo debole!), che segnalo per completezza, pur chiarendo che personalmente li ho trovati del tutto secondari.
Il primo è rappresentato dal fatto che nelle prime stampe è uscito un lieve problema di allineamento di uno sfondo colorato con i buchi (ed in alcuni casi, non nella mia copia, i pippolini facevano un poco fatica ad entrare nei buchetti ... a questo rispondo : e spingeteli meglio no?): questo non incide per niente sul gameplay, ma uno dei nostri felici giocatori ludofeticisti ha sentenziato che non può tollerare di vedere quella imprecisione ;)
Per me più rilevante è invece il fatto che il gioco, tra i suoi colori e, soprattutto, nelle piccole schede riassuntive da scrivere (utilissime!), i simbolini sono piccoletti (soprattutto quelli small) e bisogna usare proprio tutte le proprie diottrie, soprattutto se in condizioni di luce subottimale, per vedere bene tutto.
Le schede riassuntive di carta, utili per tenere traccia dei risultati.

Ultima notazione la dedico alla necessità dell'uso dello smartphone, ovvero della relativa app, la quale serve solo per darvi le corrette risposte ai vostri tentativi. Nel vecchio master mind, che era però un gioco solo per due, ci si scambiava il ruolo a turno, ma qui la sostanza è che se non volete  usare l'app potete farne a meno, ma uno dei presenti si deve sacrificare per dirvi i risultati dei vostri esperimenti, avendo davanti a se la griglia delle combinazioni (ogni volta si cambiano i posti degli elementi e così si varia la soluzione). I puristi quindi storceranno il naso di fronte alla necessità di integrare i componenti con un ausilio esterno come lo smartphone: personalmente appartengo in linea di principio a questa categoria, ma devo dire che all'atto pratico l'uso del cellulare non è risultato effettivamente invasivo come pensavo e che, alla fine, se proprio non vi piace l'idea, il gioco potete lasciarlo lì sul suo scaffale ;)

Ma andiamo al gioco ..

Passando al merito della questione esordisco dicendo che ad esito della prima partita il gioco mi aveva lasciato piuttosto esausto, perché non è uno di quei titoli che puoi pensare di capire del tutto alla prima esperienza, per cui vi preavviso della cosa, perché possiate in caso ragionare di avvicinarvi con lo spirito di inquadrarlo, più che con quello di vincere ...

L'idea di base, come accennavo, è ingegnosa e divertente, perché si tratta di esercitare un filo di logica per incrociare i risultati che si ottengono dalla miscela dei singoli ingredienti, ottenendo di volta in volta sempre maggiori informazioni (si cancellano furiosamente ogni volta tutte le sequenze errate, per arrivare a quelle giuste).

Le vaschettine contenitore incluse,
che ricordano vagamente i petri dishes .. ;)
Il gioco però è anche studiato per rendere assai difficile il raggiungere, prima della fine della partita, la certezza sulle tutte le singole composizioni (forse ci si può fare giusto nel gioco a due e se proprio tutto gira bene ...), cosicché c'è molto spazio, nel mezzo, per piccoli o grandi bluff, con a volte lo stesso giocatore che dichiara di aver trovato una formula e poi al turno successivo sconfessa se stesso (c'è un meccanismo che rende vantaggioso anche questo).
Nel contempo l'autore (l'esordiente Matus Kotry) ha ben lavorato per inserire il tutto all'interno di un sostrato di 'gestione azioni' che a sua volta richiede un certo sforzo per far si che certi risultati arrivino giusto quel secondo prima che li abbiano in mano gli avversari. Giocando ci si rende conto che la piccola asta secca a scendere (tipo Five Tribes, ma con bonus a calare) iniziale è importantissima per avere la priorità in certe azioni, ma nel contempo anche l'ulteriore mini asta con quattro carte sconto che si scatena nella vendita delle pozioni può avere effetti devastanti. 
Nel complesso quindi abbiamo, dietro alla ricerca da gioco logico che anima Alchimisti, anche un sistema molto ben congeniato di gestione azioni, che rappresenta una sorta di sottogioco (dove in altri titoli è invece tutto il gioco in se), ma che assorbe a sua volta molte delle vostre energie, tanto che il downtime di solito non lo avvertite affatto.

Per gli amanti del 'controllo' dovrebbe essere già stato chiaro sulla base di alcuni passaggi come qui ci sia un certo margine per l'alea e per il non determinismo: prima di tutto ci sono le carte ingredienti, che se non ti girano, fanno girare altro, ma poi, soprattutto, abbiamo le carte favore, che sono una specie di imprevisti e probabilità (soprattutto le seconde, a dire il vero) e gli artefatti, sempre pochi e da contendersi con gli altri. Diciamo che gli elementi per poter dare alla sfortuna le colpe dei propri rovesci ci sono: tutto sta poi a capire se sia vero o meno ... ;)

Sul capitolo scalabilità direi che il gioco gira bene in tutte le varianti numeriche, anche se quella a due, ovviamente, dà maggiore (relativo) controllo.
Sulla interazione ritengo che sia buona, perché la lotta per le risorse e per i turni di gioco e per gli sconti si sente , rendendo sempre limitato lo spazio utile sul tabellone ed opportuno prendersi di volta in volta dei rischi.

Alla fine della fiera ..

Le carte 'sconto' per l'asta al ribasso della vendita pozioni
.. Alchimisti (Alchemists) è risultato essere per me una bella sorpresa, ovvero un cinghialino (le sue due orette le vuole tutte) che si vuole distinguere dalla massa grazie ad una meccanica di fondo da gioco logico (tirata fuori da un passato glorioso nel quale giaceva dimenticata) che è stata abbinata ad altre idee (gestione azioni ben oliata) frutto della evoluzione degli ultimi anni degli eurogames, spruzzando il tutto con tanta ironia ed un poco di bluff. Ben studiati per colpire l'occhio sono a loro volta i componenti (vedi però le note di qualche paragrafo sopra), con l'aggiunta della anomala (per un bordgame ) necessità (o meglio 'forte opportunità') dell'uso di uno smartphone per giocare, utile, alla fine, a renderlo ancora più 'primadonna'.
Gli acquirenti di pozioni,
con le loro richieste in basso.
Diciamo che Alchimisti è un gioco che vuole essere preso in considerazione e che, per la carica di innovazione che propone (lo so che gira gira tante cose possono darvi dei deja vu, ma ditemi che lo potete confondere con uno dei tanti gestionali in giro?) effettivamente si distingue.
E' altrettanto vero che non è un titolo per tutti (non lo consiglierei affatto ai neofiti, che possono essere confusi già solo dal fondo da gestionale) e che certe categorie di giocatori possono odiarlo a prima vista (la prima sera, per esempio, due dei quattro al tavolo si sono alzati con un sorrisone a 50 denti, inneggiando alleluja, mentre uno ci aveva lasciato ad un giro dalla fine segnalando che "senza di lui avremmo finito prima"), per cui dovreste capire previamente se è la vostra classica cup of tea: una volta superato questo controllo, però, non credo che ve lo farete mancare ... :)

E voi che lo avete provato, che sensazioni avete tratto?

Ricordo, come sempre, prima di chiudere, che il gioco  è disponibile anche nel negozio online Egyp.it

16 commenti:

  1. @Red
    Ecco il post che stavi aspettando ^_^
    Leggi e metti mano al portafogli

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    1. Se fai un gioco da tavolo che sia un gioco da tavolo altrimenti fai un videogioco. a pagine 3 del manuale a pagina 3 c'è addirittura una presa per i fondelli qualora lo smartphone si spenga durante la partita. Sono stato mal consigliato, mi sono fidato e ho fatto male. Resta la rabbia e la delusione di aver buttato dei soldi.

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    2. Alchemist, come ho scritto in recensione, è un titolo che può piacere (e molto), così come non rientrare affatto nel proprio orizzonte ludico. Attualmente, per esempio, la mia copia è sempre in giro in prestito, perché sta piacendo ai componenti del gruppo, che lo provano anche con la famiglia, mentre un paio dei componenti sono felici del fatto che non sia disponibile per le nostre serate. Resta che è un titolo che si distingue dagli altri, per cui un'occhiata la merita.
      In ogni caso, per gli acquisti sbagliati, c'è sempre la strada della rivendita al volo sul mercato dell'usato e con pochi euro ci è tolti almeno lo sfizio di capire se il gioco piaceva o meno ;)

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  2. Ma quando me lo fai provare? Anche la pazienza degli scudieri fedeli ha un limite! Bella recensione! Sergio

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  3. io l'ho provato settimana scorsa e confermo in toto l'articolo, l'unica cosa che non confermo è la cinghialosità del gioco, penso che se tutti ci hanno già giocato in un ora lo porti a casa.

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    1. Se hai gente 'sgrarzulina' al tavolo si: se uno si mette a pensare è però finita :)

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  4. Ma l'app va su tutte le piattaforme?(Windows Phone,Android e ios)

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    1. Ora c'è anche disponibile la versione browser, quindi basta avere internet sul cellulare ed il gioco è fatto !!!

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    2. 1 ora. Certo, certo... :)

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  5. Provato da alcuni amici al tavolo al mio fianco, ha suscitato una generale cattiva impressione; di più non so.

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  6. mmm... sarà la componentistica che mi pare un po' eccessiva, sarà che non apprezzo l'idea dell'app non mi piace, sarà che la grafica che dovrebbe tirarti per la maglietta a me fa sempre l'effetto contrario, sarà che le meccaniche miste non mi piacciono... insomma, non credo proprio che sia il mio gioco

    Simo

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  7. Finora ci ho fatto solo tre partite in 4 giocatori a livello apprendista e posso dire che la durata del gioco si riduce notevolmente facendo pratica, ma non penso sia possibile scendere sotto i 90 minuti se si è in 4 attorno al tavolo. La grafica è strepitosa, l'uso dell'APP è di fondamentale importanza, l'interazione è altissima, la gestione azioni di fondo è molto legata all'ambientazione e il tutto è molto gradevole da provare.

    L'aleatorietà delle scelte altrui può essere devastante per la propria tattica, soprattutto se non si gioca per primi. L'ultimo giocatore infatti rischia di perdere tutte le proprie azioni, soprattutto quando vanno in combo tra loro (es: perdi la raccolta di un ingrediente, quindi non puoi vendere la pozione all'avventuriero, quindi non hai soldi per acquistare artefatti...in pratica hai perso un turno). Non è un difetto del gioco, ma bisogna saperlo o rendersene conto subito.

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    1. Il difetto che ho trovato è che il gioco "costringe" i giocatori ad effettuare delle pubblicazioni di teorie, pena la perdita di punti al 3° e 5° round, per cui si tende spesso e volentieri a bluffare usando sigilli non stellati (quelli col punto interrogativo) pur di guadagnare punti reputazione e concessioni (perché chi è più avanti nel tracciato del punteggio è avvantaggiato rispetto agli altri giocatori).
      Ciò comporta che presto o tardi i token degli alchemici (che sono esattamente in numero di 8, pari agli ingredienti) saranno tutti sul tabellone delle pubblicazioni, e perciò non più disponibili. Tutto ok direte, tanto c'è lo smascheramento...vero, ma siccome in 4 giocatori ci sono solo 4 cubetti azione, è impossibile arrivare a fine partita ad aver scoperto le combinazioni corrette di tutte le coppie ingrediente/alchemico. Perciò spesso accade che un giocatore si veda impossibilitato a pubblicare la propria teoria (che al 100% sarebbe giusta!) in quanto il token dell'alchemico che gli serve è "bloccato" su una pubblicazione di un altro giocatore della quale sfortunatamente non ha informazioni sufficienti a smascherarla. Anche qui perciò domina il fattore aleatorio e l'unica soluzione è tirare a indovinare...al 50% ti va bene e fai punti, al 50% non fai punti e perdi la partita nonostante magari eri quello che aveva raccolto più informazioni corrette rispetto algi altri.

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    2. Immagino che la soluzione migliore sia giocare solo in 2 perché, così come dichiarato nel blog, il controllo delle azioni è maggiore (meno ostacoli dovuti all'interazione tra giocatori e più cubetti azione disponibili per ciascuno) a tutto vantaggio del determinismo.

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  8. Ho comprato questo gioco attirato dall'ambientazione, dalle componenti, ma soprattutto dalle meccaniche di deduzione proposte. In realtà dopo qualche partita ci si accorge che il meccanismo di deduzione alla mastermind si riduce a seguire le 2-3 regolette di esclusione degli alchemici. Molto invece dipende dall'aleatorietà: dagli ingredienti che hai mano, da quelli che riesci a recuperare, ma soprattutto dal risultato degli esperimenti: ad esempio su 3 esperimenti un giocatore può arrivare a scoprire l'alchemico di un ingrediente al 100% mentre un altro può trarne informazioni pressoché nulle. A volte quindi (come già detto da qualcun'altro), ci si trova costretti a bluffare oppure a supportare teorie degli altri senza avere alcuna informazioni su quell'ingrediente, giusto per non rimanere indietro con i punti reputazione. Insomma, consiglio a tutti di provarlo almeno una volta perché sicuramente c'è quel qualcosa di nuovo che non ho trovato in altri giochi da tavolo, ma, data anche la mole di regole, mi aspettavo un gioco più calcolato e meno aleatorio.

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