lunedì 16 febbraio 2015

[giochi da zaino] Onitama

[giochi da zaino] Onitama - Recensione di Nero79

Il Giappone si è aperto da poco al gioco da tavolo in senso moderno e la sensibilità giapponese nel creare giochi è venuta fuori in titoli come Love Letter, Machi Koro, Seventh Warrior, Patronize etc...
La parola d'ordine che accomuna questo tipo di giochi sembra essere proprio "gioco da zaino".
I designer giapponesi, forse anche per i problemi di spazio che riscontrano nelle loro città, preferiscono sviluppare giochi "essenziali", ridotti all´osso in cui una sola meccanica la fa da padrone per la breve durata di una partita. Essenziali anche nei materiali, i nipponici sono quelli che più di tutti hanno contribuito al concetto di microgioco che da un paio di anni è ormai entrato nel vocabolario di ogni gamer.


Per la mia rubrica di Giochi da Zaino vi parlo oggi di un astratto per due giocatori in cui si può facilmente notare il minimalismo giapponese. Se il nome Onitama non tradisse già la sua origine, non credo sarebbe molto difficile identificare da dove viene questo giochino di Shinpei Sato pubblicato da Minimalgame e importato a Essen tramite lo stand di Japon Brand che ogni anno porta in Europa le novità dal Sol Levante. Come al solito i loro giochi vanno a ruba (non necessariamente perchè sono capolavori ma semplicemente perchè di ogni gioco portano poche copie) e di solito ci pensano editori americani come AEG o europei come la Iello a proporre l´anno successivo una versione per il grande pubblico (per giochi come Love Letter, Patronize, Seventh Warrior e Sail to India è successo proprio così).
Il gioco di cui vi parlo oggi molto probabilmente per ora non lo troverete facilmente nei negozi ma spero che anche questo come i suoi illustri predecessori venga preso da un grande editore e riproposto magari con qualche miglioria grafica.

I componenti

Nella scatola bianca e nera troviamo lo stretto indispensabile per giocare. Una plancia di gioco che non è altro che una scacchiera 5x5, quattro Pedoni e un Re per il giocatore rosso e altrettanti per il giocatore nero e infine una quindicina di carte. Gli elementi grafici sono stilizzati e ridotti all´osso, ogni carta mostra semplicemente la scacchiera e un movimento particolare eseguibile da re e pedoni o la scelta tra due in base al pezzo che preferiamo muovere. Si è deciso di associare ogni carta ad un animale ma la cosa non ha alcun impatto sul gioco che resta un astratto.

La qualità die materiali non è nulla di eccezionale ma il gioco resta nel suo Piccolo un capolavoro di design.

Il gioco
I giocatori piazzano in ultima fila sulla scacchiera i loro quattro Pedoni e in mezzo il Re (sulla casella colorata). Delle quindici carte a disposizione utilizzeremo per una partita solo cinque carte, due vanno scoperte davanti ad un giocatore, altre due scoperte davanti all´altro giocatore e infine l´ultima va scoperta a lato della scacchiera. Il gioco è molto semplice, il primo giocatore sceglie una delle due carte a disposizione, muove un pezzo come indicato dalla mossa sulla carta che ha scelto e quindi scarta la carta usata a lato della scacchiera prendendo per se la carta che a inizio partita era stata messa a lato. A questo punto l´avversario sceglierà anche lui una delle sue due mosse a disposizione per muovere uno deí suoi pezzi e dopo aver scartato la carta a lato della scacchiera prenderà proprio la carta precedentemente scartata/usata dall´altro giocatore.
Sarà necessario quindi pianificare bene le mosse conoscendo esattamente quali sono le mosse a disposizione dell´avversario per quel turno e quale sarà (in base alla nostra mossa) la carta che l´avversario potrà utilizzare al turno successivo... ma lo scopo del gioco?
Come in un gioco astratto classico i giocatori cercano di catturare i pezzi avversari occupando con un proprio pezzo una casella dove sta un pezzo avversario, se in questo modo un giocatore cattura il Re nemico, questi ha vinto. Anche i Re però hanno interesse a muoversi visto che si vince anche se si riesce ad occupare con il proprio Re la casella occupata a inizio partita dal Re avversario.
In teoria la scatola dice che in cinque minuti si termina una partita ma non ne sono del tutto sicuro.
Mi è piaciuta molto la variabilità data dall´utilizzo di diverse combinazioni di carte a ogni partita. In base alle carte scelte alcune partite possono durare decisamente più del previsto ma sono comunque rimasto affascinato da questa semplice meccanica di utilizzo delle azioni e non mi dispiacerebbe rivederla in qualche altro titolo magari un tantino più pesante.


Impressioni
Si tratta di un gioco astratto a informazione completa. Per questo nonostante i cinque minuti a partita dichiarati sulla scatola aspettatevi un bel po´ di paralisi da analisi se giocate con avversari particolarmente riflessivi.
Se vi piacciono gli astratti classici questo ricorda da vicino diversi titoli ma la meccanica di selezione rotatoria delle cinque mosse a disposizione è davvero ben congeniata e funzionale al gioco.
Insomma il classico gioco da evitare se preferite giochi dove il tema si sente ma una ottima proposta regalo alternativa per chi è appassionato di Scacchi, Dama e Go (sottile gioco di parole).




Vi lascio anche un breve video esplicativo del gioco:


Le immagini sono tratte da BGG, dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (Minimalgames) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta degli interessati.

3 commenti:

  1. quoto: è un piccolo capolavoro di design. minimalista brain burner da 5 intensissimi minuti :)

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  2. Il passaggio della carta usata all'avversario c'è anche in un altro piccolo capolavoro di design: Daimyo, di Piero Cioni.

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  3. Tom Vasel ha annunciato che questo gioco sarà il terzo nella linea Dice Tower Essentials
    https://www.youtube.com/watch?v=JbNprfsONW8
    I am proud of myself

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