domenica 22 febbraio 2015

[Nonsolograndi] Mahé

scritta da Bernapapà


Fra i giochi che hanno allietato la mia famigliola in questo ultimo periodo svetta senza esitazione questo piccolo gioco del prolifico Alex Rundolph (Inkognito, Ricochet Robot): Mahé, edito dalla Franjos Spieleverlag, destinato ad un pubblico famigliare da 2 a 7 giocatori, dove anche i grandi si possono divertire a giocare con i più piccoli (o fra di loro!), per una mezz'oretta di pura allegria. In realtà si tratta di una riedizione, con ambientazione completamente rivista, di un gioco del 1974 (La grande abbuffata). Il gioco è in pratica una gara delle tartarughe dell'isola di Mahé, che circumnavigano l'isola per poter deporre le loro uova! Gli aspetti che rendono intrigante questo gioco sono il fatto che talvolta le tartarughe salgono in groppa l'una l'altra, facendosi così trasportare pigramente (in stile Camel Cup, per intenderci), e che la modalità di spostamento delle tartarughe è dettata dal lancio di dadi all'interno di una meccanica di azzardo in stile sette e mezzo. Assolutamente niente di nuovo, ma il giochino risulta veramente elettrizzante ed i materiali ed il colpo d'occhio ne fanno un piccolo gioiello.



I materiali e le regole

Il coloratissimo tabellone illustrato in stile fumettistico presenta l'isola di Mahé al centro, attorniata da 21 tartarughe numerate in ordine crescente, che rappresenteranno le caselle del circuito. Abbiamo sul retro del tabellone anche la versione "notturna". Il ventunesimo  sasso è situato sotto l'alloggio delle 24 carte uova, che contengono riportate un numero variabile di uova da 1 a 6. In basso a destra una zattera rappresenta la posizione di partenza delle tartarughe. Ad ogni giocatore viene assegnata una tartaruga colorata, che ha la pancia cava, in modo da poter essere impilata sulle altre. Terminano la dotazione tre semplici dadi d6.
Le regole sono semplicissime. Al proprio turno si lancia un dado e, in base al suo risultato, si può decidere se lanciare anche il secondo ed eventualmente poi il terzo, con la regola che la somma dei dadi deve essere inferiore o uguale a 7. Se si eccede tale valore, da qualsiasi posizione ci si trovi, si ritorna sulla zattera, portandosi dietro tutte le eventuali tartarughe posizionate sopra. Nel caso invece che la somma dei dadi sia inferiore o uguale a sette, ci si sposta del numero di posizioni dato dal valore ottenuto, moltiplicato per il numero di dadi con cui è stato ottenuto.
Facendo due conti si evince quindi che il numero di mosse possibili varia da 1 a 21! Facendo 7 con 3 dadi si compie un giro intero dell'isola. Se si transita sulla casella 21, quella con la tartaruga emersa, si prende la carta uova sulla cima del mazzo. Se si arriva su una posizione già occupata da una tartaruga, ci si sale sopra. Se al mio turno ho una o più tartarughe sul groppone, i dadi li lancerò io, ma se proseguire o no nel lancio dei dadi sarà deciso dalla tartaruga che si trova sopra a tutte le altre; inoltre, transitando sulla casella 21, solo la tartaruga che sta sopra le altre guadagnerà la carta uova. A questo semplicissimo meccanismo è stato aggiunto un pizzico di strategia, consentendo di utilizzare il valore delle carte uova possedute come secondo o terzo dado. Ossia, avendo ottenuto con i dadi ad esempio un 2 e poi un 3, posso utilizzare una carta uova di valore 3 per ottenere 21 con "tre" dadi, ed effettuare un giro completo guadagnando la nuova carta uova. Ovviamente le carte uova così utilizzate dovranno essere scartate. Quando è stata pescata l'ultima carta uova, rimane ancora un giro, in cui il primo che raggiungerà nuovamente la casella 21 otterrà 7 uova da sommare al bottino già accumulato. In quel momento termina la partita e chi ha accumulato il maggior numero di uova vince la partita.

Le impressioni

Il gioco rapisce subito l'attenzione, grazie al coloratissimo tabellone ed alle belle, imponenti e colorate tartarughe. La spiegazione del gioco dura poco, ma ci sono alcuni passaggi che ai più piccoli vanno un po' ripetuti, come il meccanismo dell'azzardo, ma soprattutto la possibilità di usare la carta come secondo o terzo dado. Per il resto il gioco fila via liscio e non ci esime da farsi un sacco di risate, proprio per il meccanismo del saltare sopra alle altrui tartarughe. Al contrario di Camel Cup dove il "tifo" è indiretto, qui ognuno comanda la propria tartaruga, per cui salire sopra è una bellezza, mentre rimanere sotto rappresenta in pratica perdere un turno: e se la tartaruga che è salita sopra spinge molto sulla fortuna, capace che mi riporta alla zattera! Insomma, l'interazione è molto forte, sia per il saltarsi sopra, che per l'azzardare di più a secondo di come sono posizionate le tartarughe degli avversari, ed a seconda del bottino in gioco. Il giocare in maniera da azzardare molto oppure rimanere cauti dipende in parte dalla propria attitudine, ma in parte le scelte variano anche durante il gioco, dove in alcuni momenti vale la pena tirare un po' la corda, mentre in altri si cerca di stare più in coperta.
Tutte le varie persone con cui l'ho provato sono state contente, e la seconda partita è stata sempre richiesta, anche se al tavolo erano prsenti solo adulti. Forse fra i gamers non otterrà un gran successo, ma come filler o come introduttivo è veramente indicato. I bambini sono anche in grado di rigiocarci da soli, cosa non necessariamente vera per tutti i giochi "per bambini": ci sono infatti alcuni giochi che, pur essendo per bambini, hanno quel quid per cui i bambini da soli al tavolo non ci si mettono, ma attendono che un adulto gli apparecchi il tavolo e/o li segua. In questo gioco, invece, il set up è immediato e le regole si memorizzano già durante la prima partita, per cui i bambini diventano giocatori autonomi. Devo però sottolineare che, proprio per questa "allegria" che ispira, il gioco non è destinato solo ad un pubblico di infanti: vi assicuro che anche i grandi saranno in grado di apprezzarlo.


-- Le immagini sono state prese da BGG (postate da Franz-Josef Herbst e Ludus Mundi); tutti i diritti appartengono all'autore ed alla casa editrice: le regole e le immagini sono qui riprodotte come gradita forma di presentazione del gioco. Esse saranno comunque rimosse a prima richiesta ove ritenuto diversamente.

7 commenti:

  1. Interessante titolo di Alex Randolph, un genio dei giochi leggeri ma belli. Facendo un paragone con Camel Up, quale reputi migliore e perché? :)

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    1. Sono giochi che, pur sfruttando la stessa dinamica di "ingroppamento", hanno meccaniche differenti: Camel Up è un gioco di puntate sulle corse, dove le manovre per esercitare pressione su un cammello piuttosto che su un altro sono piuttosto limitate; questo invece è un classico race-game, con aggiunto il fattore di azzardo su quanti dadi tirare. Sono entrambi molto belli: il primo è più appariscente e ti fa innamorare subito dalle prime partite, ma forse con il tempo stanca un po': questo sembra più longevo. Per il resto sono validissimi entrambi.

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    2. Aggiungo che Mahé mi sembra più semplice di Camel Up: del resto il target è 6+, contro gli 8+ di Camel up.
      E Russelbande è ancora più semplice: 4+.

      Inoltre, in Camel up le puntate sono segrete...

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  2. ma scusate, non è sempre il solito sistema di Russelbande, dove c'erano i maialini che facevano la corsa impilandosi anche uno sopra l'altro? rispetto a quell'idea mi sembra si sia aggiunto pochino

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    1. Magari è avvenuto il contrario, visto che questo gioco è del 1974, mentre Russelbande è del 2000. Mi viene più spontaneo pensare che RB sia una versione semplificata di Mahe - La grande abbuffata.
      Ciao

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    2. Concordo con fantavir: probabilmente il capostipite è la grande abbuffata del 74. In pratica questo Mahé è semplicemnete una riuscita opera di restyling di un gioco di 40 anni fa... Ottimo restyling, però!

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