domenica 8 febbraio 2015

[Recensione] Grog Island

scritto da Bernapapà

Una delle produzioni di maggior spicco della Eggertspiele dell'anno passato è questo gioco di Michael Rieneck, prolifico autore noto per I Pilastri della Terra, Cuba ed altri giochi. Stiamo parlando di Grog Island, gioco di aste e maggioranze, per 2-4 giocatori, senza alcun testo nel gioco, per un'oretta di intrigante divertimento. L'ambientazione ci porta nell'isola di Grog Island dove i vecchi pirati in pensione, stanchi delle scorribande sui mari, provano a differenziare la loro attività, commerciando i prodotti dell'isola o investendo nelle redditizie attività commerciali presenti sull'isola, mandandovi a lavorare la propria ciurma. Ma attenzione: la meccanica di asta sarà veicolata dall'uso dei dadi, ed ognuno avrà comunque i propri obiettivi da perseguire per arrivare a vincere la partita, siano essi di accumulo tesori o risorse o maggioranze sui vari settori dell'isola. Il gioco è destinato ad un pubblico sufficientemente ampio (10+), ma non completamente a digiuno di meccaniche di gestione risorse. Un innovativo intreccio fra aste e dadi costituisce il core del gioco, che non inventa nulla, ma offre ai giocatori una nuova miscela di meccaniche già note.


I materiali

Come spesso accade per le produzioni di questa casa editrice, la cura riservata all'aspetto grafico è molto elevata, per cui ci troviamo di fronte ad un bellissimo e coloratissimo tabellone, che comunque non è di ostacolo alla fluidità del gioco. In esso troviamo una zona centrale, dove sono riportate 5 penisole, di colore differente, disposte verticalmente, lungo le quali sono presenti i vari edifici da poter acquistare: il posizionamento degli edifici è fatto a griglia, in modo che tutti gli edifici di uno stesso tipo (ne abbiamo 12) sono posizionati alla stessa altezza (ma non sono presenti su tutte le penisole). Sul settore sinistro del tabellone abbiamo il tracciato per segnare i soldi posseduti dai giocatori, mentre su quello destro abbiamo il tracciato segnapunti. Sotto le 5 penisole ci sono le locazioni per posizionare i 5 dadi (di 5 colori diversi corrispondenti ai colori delle 5 penisole) dopo averli lanciati, e quelle per posizionare gli stessi in fase di asta; ai lati di questa area sono presenti le locazioni per le carte pappagallo (carte che permettono agevolazioni in fase di asta) e per le carte tesoro, contenenti da 1 a 3 monete.
Abbiamo poi una cinquantina di carte obiettivo, i talloncini delle 5 risorse (una per colore: pesce, cocco, limone, rum e cartine geografiche) i talloncini lucchetto, 5 tessere cielo e 6 tessere nave, che andranno posizionate le prime sopra il tabellone, mentre le seconde nella parte bassa del tabellone per associare le azioni alle penisole. Ad ogni giocatore verranno assegnati 7 omini (9 in 2 giocatori), 1 cilindro commercio,  due segnalini (per il segnapunti ed il segnadenaro), una carta riassunto, una carta tesoro, una carta pappagallo ed un talloncino merce a scelta, dopo aver ricevuto 6 carte obiettivo ed averne tenute 4. Le carte obiettivo si differenziano in punti per tipi di merce, punti per tipi di edificio, punti per le carte pappagallo o punti per le maggioranze sulle penisole (queste sono le uniche che non permettono, a prima vista, una comprensione immediata di quale penisola si stia parlando). Terminano la dotazione il talloncino primo giocatore ed i segnalini +20 monete.

Le regole

All'inizio del gioco tutti posizionano il segnadenaro sulla posizione 8. Le sei tessere nave vengono posizionate a caso sulle sei navi: ad ogni turno le navi shifteranno a destra, e la nave più a destra (non utilizzabile) risulterà essere la prima nave a sinistra. Anche le nuvole verranno posizionate casualmente sopra le penisole, e costituiranno le condizioni di bonus/malus in fase di acquisizione degli edifici. Il giocatore iniziale lancia i 5 dadi e li posiziona sui colori corrispondenti: poi lui sarà il primo ad effettuare l'offerta, che si esplica posizionando alcuni dadi sulla riga delle offerte, in ordine descrescente da sinistra a destra. La somma del valore dei dadi posizionati costituisce l'offerta in denaro.
Gli altri giocatori hanno la possibilità, a turno, di rilanciare, riposizionando i dadi in modo da proporre un'offerta di maggior valore, oppure si ritirano dalla competizione. Dato che solitamente ognuno dispone sia di denari pubblici (il segnadenaro) che di carte tesoro segrete che contengono comunque da 1 a 3 monete, si definirà come capitale potenziale i soldi pubblici più 3 per ogni carta tesoro posseduta: ognuno può puntare al massimo il proprio capitale potenziale, anche se poi non sarà in grado di soddisfare l'offerta che propone! Chi si ritira dalla competizione riceverà talloncini merce del colore delle postazioni dadi vacanti (ossia quelle usati per le offerte), uno per colore; inoltre deve scegliere una nave con la quale commerciare, scegliendo però solo fra le prime 5 navi, senza scegliere quella eventualmente già scelta da un avversario, e scegliendo in modo da poter soddisfare la richiesta della nave: è possibile quindi restituire un certo numero di risorse del colore della nave, guadagnando quanto indicato (soldi o carte) , oppure acquistando un edificio sempre pagandolo in risorse. E' sempre possibile sostituire una  risorsa richiesta con 3 di qualunque tipo.
L'asta termina quando tutti hanno passato: il vincitore effettuerà tutte le azioni indicate sopra i dadi dell'offerta, riferiti alla penisola del colore del dado stesso. Se ha vinto l'asta ma non è in grado di onorare la spesa, non può compiere alcuna azione! Le prime due posizioni permettono l'acquisto di un edificio; la terza e la quinta fanno guadagnare 1PV, mentre la quarta permette di posizionare un segnalino lucchetto su un edificio libero della penisola relativa. Questi lucchetti sono molto strategici in ottica di maggioranze sulle penisole. La fase di acquisto dell'edificio prevede di posizionare un proprio omino su un edificio libero della penisola relativa, guadagnando il bonus della nuvola (carta o PV) ed 1 soldo per ogni edificio libero sulla stessa riga (a meno del malus indicato nella nuvola).
L'eventuale secondo edificio deve essere di tipo diverso (riga diversa). Fra un turno e l'altro le navi shiftano e gira il primo giocatore. Il gioco termina quando qualcuno ha posizionato l'ultimo omino sugli edifici.
Alla fine del gioco, i soldi pubblici diventano punti con rapporto 5 a 1, mentre ogni carta tesoro fa guadagnare 1PV. A questi si aggiungono i punti ottenuti con le carte obiettivo, che saranno la maggioranza dei punti guadagnati. In caso di parità, vincerà il detentore della maggior quantità di denari pubblici.

Le impressioni

La prima cosa che si apprezza del gioco è la così detta "tavola apparecchiata". Il tabellone fa la sua bella figura, con i dati colorati sopra, le tessere delle navi, le nuvole... insomma, proprio un bel colpo d'occhio e questo ben dispone da subito il giocatore. Dal punto di vista delle meccaniche il gioco non è affatto male: già il giochino di fare le puntate con i soli valori dei dadi, che però devono sempre mantenere l'ordinamento, con l'incognita che gli altri giocatori possono modificare il valore di qualche dado, o magari soffiarti la puntata senza modificarne il valore (tutte cose attivabili con le carte pappagallo), crea quel mix di fortuna ma soprattutto di tattica spinta, dato che tutte le puntate si fanno, almeno in parte, contando su quanto un giocatore possiede come soldi pubblici. Ossia, se un avversario ha, mettiamo, 6 monete pubbliche ed una sola carta tesoro, puntare utilizzando un dado da 6 ed uno da 3 lo esclude automaticamente dalla riffa.
E dall'altra parte, se uno ha pochi soldi pubblici, ma qualche carta tesoro, può provare a bluffare portando gli avversari a spendere di più per vincere l'asta. C'è però un altro fatto che "complica" ulteriormente le cose: usare un dado nell'asta significa offrire, a chi perde l'asta, il talloncino quella risorsa: capita quindi spesso che chi non ha intenzione di vincere l'asta, sposti comunque i dadi, nelle fasi iniziali, per liberare le risorse che gli servono: si ricordi che chi vince l'asta posizione da uno a due omini negli edifici, ma che è possibile posizionare l'omino avendo 4 risorse di quella penisola e abbandonare l'asta in tempo per commerciare con la nave corrispondente. Inoltre, proprio per la presenza delle carte obiettivo, soprattutto per quelle sulle maggioranze, è necessario vincere le aste con i colori giusti, altrimenti potrebbe essere un inutile spreco di denaro.
Insomma, questa meccanica così intrecciata è davvero stuzzicante: le strategie da seguire sono dettate dalle carte obiettivo che ci sono capitate (e questa è la componente aleatoria più determinante), e da quelle che sono capitate agli altri in quanto le carte obiettivo non sono uniche! L'interazione è ovviamente molto alta, ed il fatto di giocare anche quando si perde l'asta permette in effetti la scalabilità a 2 giocatori, che altrimenti sarebbe impensabile in un gioco di aste e maggioranze. In soldoni, non è detto che il vincitore sarà quello che avrà vinto più aste, ma quello che avrà utilizzato al meglio lo scenario proposto dai dadi ad ogni turno.
Malgrado quanto detto, che potrebbe far sembrare il gioco complicato, il target rimane, a mio avviso, quello della maggioranza dei giocatori (magari non neofiti): infatti le regole sono semplici e le implicazioni delle azioni si imparano via via che si gioca, in maniera molto fluida. Il gioco non ha ancora ottenuto l'entusiasmo del grande pubblico, ma conto che si rifarà con il tempo.
Da parte mia è promosso a pienissimi voti.

Come sempre lo potete trovare su Egyp 


3 commenti:

  1. Che caso che sia uscito oggi questo articolo: ho acquistato il gioco ad Essen e ho letto le regole solo questo martedì preparandolo per una partita venerdì sera! Una bella coincidenza.

    Mi fa piacere che ti sia piaciuto. Leggo sempre con interesse i tuoi articoli.
    Devo dire che io sono stato attirato proprio da questa meccanica particolare nell'uso dei dadi. La trovo interessante e ben implementata. Poi un gioco che usa i dadi in modo particolare non me lo potevo mica lasciar scappare...

    Detto ciò, dopo una sola partita, posso fare le seguenti considerazioni:
    - nella nostra partita avevo la netta impressione di essere molto indietro e alla fine l'ho spuntata di un solo punto raggranellando PV grazie alla vittoria di un'asta in cui c'erano proprio i due dadi del colore necessario sulla posizione degli edifici. Ciò è una cosa buona perché può significare che non sei mai fuori dalla partita. Potrebbe però costituire anche un lato negativo legato all'impatto della fortuna. Sarà da verificare con altre partite;
    - l'ho cmq trovato abbastanza farraginoso. Per me non è adattissimo ad un pubblico così ampio perché gestire i vari obiettivi di differente tipo non è così semplice a fronte di una meccanica che, per la verità si spiega in un attimo, ma da controllare non mi sembra così lineare. Anche gli altri miei compagni erano dello stesso avviso;
    - giocandolo in 4 abbiamo notato che le aste non sono tutte combattute. Anzi spesso vengono gestite solo da due giocatori. Ci è capitato che le prime aste sono state vinte a turno da ogni giocatore perché man mano che qualcuno vinceva l'asta non risultava più competitivo dal momento che spendeva gran parte del patrimonio e quindi i giocatori che seguivano avevano più facilità nel controllare l'asta. Non so se sono riuscito a spiegarmi ma questo punto mi ha fatto storcere un po' il naso.

    Detto ciò il gioco mi è cmq piaciuto soprattutto perché ognuno guadagna sempre qualcosa sia che vinca sia che perda l'asta. C'è da verificare l'impatto della fortuna e se il vincere poche aste sia una strada percorribile per arrivare alla vittoria.
    È un buon german dove ci vuole una certa pianificazione e previsione (ad esempio sulla posizione delle navi che avanzano turno dopo turno o cercando di osservare su quali edifici /penisole puntano gli avversari). Quindi lo promuovo, con riserva.

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  2. A noi è piaciuto abbastanza da riuscire a finire di nuovo sul tavolo del gruppo, che pure era ancora preso dal furore del 'finiamo tutto quello che abbiamo portato da Essen' ;)
    E' simpatico, ma ha quel che di incontrollabile, legato alla sorte della pesca (soprattutto quella degli obiettivi), che gli impedisce di diventare un vero e proprio classicone. Bella comunque l'idea dell'asta e la componentistica è strabordante rispetto alle necessità, a riprova di come l'editore ci puntasse abbastanza ..

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  3. Dopo qualche partita concordo che la fortuna non è solo nella pesca degli obiettivi, ma anche nel valore dei dadi: se i colori su cui ti serve costruire hanno valori bassi, è improbabile che finiscano nelle prime due posizioni delle aste... si può cercare di accumularne la risorsa per spenderne 4 e costruire, ma devono passare un po' di turni, e magari quqlcun altro che lascia l'asta va a prendersi proprio il commercio con la nave che ti serviva. Insomma, più lo gioco e più mi sembra che la parte aleatoria abbia un'influenza maggiore, ma devo comunque dire che è piaciuto sia al mio gruppo di gioco che alla mia famigliola...

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