mercoledì 4 marzo 2015

[Recensione] Age of War: storie di samurai e guerrieri attempati "che spiegano giochi"

di Simone M.

Il sabato pomeriggio, il programma è quasi sempre da manuale: caffettino e via da Francesco “Ducalutra” al suo negozio.
Al pomeriggio, l’ambiente si riempie di giovanissimi babbani avidi di conoscenza ludica (ma anche di un'overdose di manga).
Spesso ne trovo un gruppetto impegnato, letteralmente, a massacrarsi ad “Uno” con una violenza (agonistica) impressionante.
Mai sentito schioccare le carte sul tavolo così forte in vita mia.
Lì il mio istinto ha preso il sopravvento e mi ha imposto di intervenire.
Nelle settimane a seguire ho iniziato a somministrare un certo tipo di titoli a piccole dosi come una specie di cura. Ho cominciato con un innocuo Chupacabras. Partygame dadoso, molto leggero, ma che innesca l’accensione di qualche neurone giusto il tempo per capire la sequenza di dadi “mangiare” agli altri giocatori  (visto che vince il giocatore che ha divorato tutti i dadi degli avversari). Poi con incredibile velocità siamo passati ad Alhambra (ne avevo parlato qui) e pochi giorni fa siamo approdati con somma soddisfazione a Splendor.
Titolo con cui mi sono guadagnato l’appellativo di “...quel signore tanto gentile che spiega i giochi…”. L’ultimo sabato il gruppetto degli affezionati non era, però, carico e quindi non particolarmente concentrato per il livello successivo. Quindi metto da parte Pandemia e tiro fuori una scatoletta più piccina (più rassicurante) con un possente samurai disegnato sul coperchio e dal nome altisonante: Age of War.
Filler firmato, niente meno che, da Reiner Knizia per Fantasy Flight Games (in Italia distribuito da Giochi Uniti) per 2-6 giocatori e della durata di 15-30 minuti

I – Contenuto della scatola e componenti

Gli elementi di gioco sono pochi ed essenziali ma caratterizzati dalla consueta cura grafica a cui FFG (che speriamo mantenga anche dopo l’ingresso in Asmodee ndr) ormai ci ha abituato.
La scatola contiene: 

  • 1 foglio regolamento:  ben scritto e di facile comprensione, con diversi esempi di gioco. 
  • 14 Carte Castello: sono telate e  di forma quadrata. Rappresentano gli obiettivi strategici da conquistare. Alcuni sono hanno il medesimo colore nello sfondo e ciò per indicare ai giocatori il clan a cui appartengono i rispettivi castelli. Nel dettaglio: 4 Clan Oda (giallo), 3 Clan Tokugawa (Grigio), 2 Clan Chosokabe (nero), 2 Clan Uesugi (viola), 2 Clan Mori (rosso), 1 Clan Shimazu (verde). Sulle carte castello sono indicati: il nome della fortezza ed il clan di appartenenza, i punti vittoria e le linee di combattimento. Le linee di combattimento contengono il simbolo o la combinazione di simboli utili per la conquista di quel castello.Sul dorso di ciascuna carta (oltre ad essere impresso lo stemma del clan) è indicato sempre il numero di carte castello di proprietà del clan mentre sul dorso del Castello principale è indicato anche il valore in punti vittoria di quel clan se lo si conquista per intero.
  • 7 Dadi Combattimento: sono gli “strumenti di conquista” dei giocatori e rappresentano il tipo (e a volte il numero) di truppe che devono essere utilizzate per assediare un castello. I simboli sulle carte sono: Maschera Daimyo, Cavalleria, Arcieri, Fanteria da 1 (una Katana), Fanteria da 2 (due Katana) e Fanteria da 3 (tre Katana).

III – Come si gioca…

Age of War è estremamente semplice e lineare.
A turno i giocatori tirano i 7 Dadi Combattimento. In base al risultato possono decidere quale castello iniziare ad assediare. Quindi iniziano a porre sulla carte castello il dado con il simbolo corrispondente o la combinazione di dadi con i simboli richiesti. 
Quindi procede ad un nuovo tiro per affrontare le prossime linee.

Ogni linea di combattimento va occupata con un singolo lancio di dadi. Se il tiro non è particolarmente soddisfacente o il risultato ottenuto non permette di iniziare l’assedio (probabilità questa molto remota) il giocatore elimina un dado e ritira tutti gli altri.
Una volta conquistato il castello, la carta viene posta dinnanzi a se, nella propria area di gioco.
Finché il giocatore non riuscirà a conquistare l’intero clan (ovvero tutti gli altri castelli del medesimo colore) la fortezza appena ottenuta sarà in balia degli avversari che potranno a loro volta conquistarla nel proprio turno.
Per effettuare ciò gli altri avversari dovranno superare un'ulteriore linea di combattimento speciale (che si attiva in questa circostanza) rappresentata da una Maschera Daimyo supplementare.
La partita termina quando viene conquistato l’ultimo castello al centro del tavolo e si contano i punti.
Vince chi ha più punti.

III – “...quel signore tanto gentile che spiega i giochi…”.

Parlare di ambientazione storica giapponese per questo titolo è un’affermazione molto grossa, i riferimenti alla gloriosa ascesa del Clan Tokugawa all’inizio del 1600 ed alla consacrazione di Edo come capitale dell’Impero è affascinante ma, ovviamente, appiccicata con la patafix.
Il gioco poteva benissimo parlare di granchi e cavallucci marini senza alternarne la meccanica. 
Ma l’autore è noto, oltre per un certo stile di progettazione, per questi scollamenti fra trama e motore del gioco. 
Tutto sommato però va bene così.
Filler assolutamente a cuor leggero capace di farci regredire ad un piacevole stato brado.
I giovani virgulti si sono divertiti parecchio sia perché è un gioco rumoroso (come tutti i giochi coi dadi) sia perché si sono innescati simpatici siparietti in cui anche i più timidi hanno avuto il loro momento di gloria grazie tiri mozzafiato. 
In Age of War regna il caso.
L’unica strategia percorribile è quella di tentare di ottimizzare il volume di dadi da lanciare per risolvere ciascuna linea di combattimento. Banalmente più dadi si lanciano e più aumenta la possibilità di ottenere un certo risultato (…Simo, ma dai!?!)
Quindi è sempre meglio tentare di occupare per prime le linee di combattimento che richiedono il minor numero di risultati utili in modo da avere, per l’assalto/tiro successivo, la maggiore riserva di dadi possibile.
Ultima nota, molto positiva, per il packaging.
Questa nuova linea di titoli "tascabili" prosegue idealmente il percorso già tracciato dalla Silver Line, una serie di giochi (targati FFG) leggeri, dal prezzo abbordabile e dalla durata contenuta (vedi ad esempio Cave Troll e Deadwood).  Di questa nuova serie fa parte, ad esempio, la nuova edizione di Intrigo (a Venezia).
Vi lascio alla scheda mentre io mi preparerò per il prossimo sabato di educazione ludica, in cui sarò ancora una volta “...quel signore tanto gentile che spiega i giochi…”.
Sono invecchiato così male? Mah…

IV – Scheda Finale

Titolo: Age of War
Autore: Reiner Knizia
Anno: 2014
Editore: Fantasy Flight Games
Editore Italiano: Giochi Uniti
Giocatori: 2-6
Durata: 15-30 minuti

Componenti: pochi ma buoni. Nessuna nota particolare. Le carte sono telate, robuste e leggibili. Anche i dadi sono abbastanza chiari e di buona fattura. Il regolamento è compatto e chiaro. FFG style!!!
Ambientazione: come già detto limitata alle sole illustrazioni. Se invece del samurai, sul coperchio, ci fosse stato un legionario romano sarebbe stato uguale. Astrattone…
Meccanica: Age of War è un set-collection con meccanica dice-driven (…Eeeeh!?!). Tutto chiaro no? Si insomma collezioni carte per completare un set utilizzando dei dadi. (…e che pillole non potevi scriverlo prima…così!?!)
Longevità: illimitata se vi piace il genere, inesistente se invece lo detestate. E’ comunque un Filler sia per volume che per durata. Se centellinata, l’esperienza ludica risulterà più gradevole. Inoltre le dimensioni ridotte lo rendono un inseparabile gioco da zaino.
Rapporto Qualità / Prezzo: la scatoletta è piccola e molto leggera. I materiali sono di qualità ma sicuramente è un titolo scarno. Lo si trova a poco più di 12€. Tutto sommato va bene.



Consigliato: ai nippofili che adorano i dice-driven ed in generale i giochi in cui le sinapsi devono fare il minimo sindacale. Gioco Neurosostenibile!!!

Sconsigliato:  a coloro i quali il Giappone lo vogliono conquistare con plotoni di miniature o a coloro che vogliono controllarne l’economia a suon di gestione risorse. Non adatto a coloro che vogliono un gioco che superi i 90 minuti. Nessuna strategia, nessun compromesso e nessuna tattica. Dadi nel pugno, una shakerata decisa e via.

Come sempre il gioco è disponibile su egyp.it qui.

8 commenti:

  1. prezzo esagerato! parliamo di 14 carte e 7 dadi..

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    1. Tutto sommato per 12 euro si può anche fare...
      Ho visto gente pagare giochi più piccoli quasi il doppio, eheeh

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  2. Mi sembra una versione semplificata della serie pickomino / sushizock, sbaglio?

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  3. Vista la presenza dei dadi usati in modo particolare, l'ho acquistato al volo. Simpatico giochino che permette di passare bei momenti di svago senza impegnarsi quasi per nulla (l'ho infatti subito provato con le mie nipoti). A me francamente piace tenendo conto ovviamente del target e di ciò che è: un filler fortunoso rapido e semplice da spiegare.

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  4. Sushizock o il verme e tratto sono su altri livelli! Questo e proprio banale ...
    L'avevo preso ad essen poi rivenduto...inizia perde colpi ahime

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  5. Carlo Maidecchi5 marzo 2015 02:20

    Ma scrivere un po' meglio, no?

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  6. Risk Express http://boardgamegeek.com/boardgame/28086/risk-express

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