domenica 12 aprile 2015

Modena Play 2015 Report

scritto da Fabio (Pinco11)

Di ritorno dalla fiera (che ho visitato sabato), mentre ancora a Modena è in svolgimento la seconda giornata dell'evento, eccomi a scrivere il nostro tradizionale report, nel quale cercherò di proporvi in una carrellata le cose che maggiormente mi hanno impressionato o lasciato un ricordo.
Come sempre la mia premessa è quella che non posso pretendere la completezza, perché gli stand sono numerosissimi, così come i settori di interesse rappresentati (giochi da tavolo, wargames, giochi di miniature, cos, rpg, giochi per bambini, autoproduzione, ...), cosa che permette di attirare insieme nella stessa locazione un sacco di diverse nicchie di utenza, le quali sommate tra loro producono gli importanti numeri che l'evento ottiene annualmente, ponendosi come punto di riferimento assoluto nel calendario ludico annuale.





Partiamo con il giro - Il padiglione B !!

Come d'uso procedo seguendo l'ordine con il quale ho visitato la fiera e faccio la solita premessa, ovvero che questo vuole essere il mio racconto della giornata, per cui è inevitabile che qualcosa finisca dimenticato e quindi sollecito chiunque si senta tale a contattarmi perchè io lo possa immantinente recuperare dall'oblio virtuale, inserendolo al volo nell'articolo ;)

Il primo giro lo dedico, come sempre, all'ampio salone di destra, dove incontro la Family Arena, spazio dedicato ai più piccoli, nel quale sono presenti titoli proposti dai più importanti produttori e distributori di titoli per bambini (e non solo).
Tra gli altri nella zona trovo diversi stand commerciali, tra i quali quello di Orsomago (distributore di Haba e Schmidt gestito da Magicabula), dove trovo in esposizione anche le simpatiche minicostruzioni nanoblock, di provenienza giapponese (blocchetti di dimensione più piccola dei classici Lego) e Djeco. 


Tra i tavoli saluto l'amico Francesco Berardi, designer della Clementoni, il quale ha in demo diverso titoli della casa, come Spongebob, La torre degli incantesimi e Caccia al fantasma.
Poco lontano ci sono poi gli spazi dedicati alla Lego, con presenti le classiche maxi costruzioni con i temi più vari, tra i quali, molto attraenti, quelle dedicate al mondo di Star Wars.





Ampia è quindi, con un accostamento di temi forse un pelo stridente (per il cambio di età del target), la zona occupata dai giochi di carte e quindi dai giochi di guerra con miniature.
I diorami qui la fanno da padrone ed attirano inevitabilmente l'attenzione dei visitatori, ospitando le più varie scenografie, a partire, per la fantascienza, dal mondo di Warhammer, per passare a quello di Mutant Chronicle e l'interessante Corvus Belli Infinity e non solo, ma anche i temi storici sono sempre presenti.



In questo ambito tra l'altro ho trovato per esempio i ragazzi della WBS, con il loro We were brothers, titolo ambientato nella seconda guerra mondiale, con diversi scenari.
Quello che noto è che si stanno facendo strada, realizzati con ottimo impatto scenico, anche i fondali in cartoncino, i quali sicuramente potranno rendere più rapido il setup dei diorami nei quali gli appassionati di miniature possono ospitare le proprie battaglie virtuali.



Tra i giochi di carte invece piuttosto ampio era, aldilà dei classici, lo spazio occupato da Force of Will, trading card game con illustrazioni molto manga.
Rapido e da lì poi il passo per incontrare l'ampia Area Autoproduzione, dove siamo accolti dal solito Angelo Porazzi, il quale, lieto per la targa ricevuta dall'organizzazione per la pluriennale attività svolta, ci fa da anfitrione tra i numerosi tavoli presenti.
Qui rivediamo alcuni volti (ludici) noti, come gli autori di Vegetables, Dungeonpig, Scarty, Il gioco del ponte (ogni volta, vista la presenza di un buon numero di diversi titoli, cerco di citarne qualcuno).

Superati poi gli spazi dedicati ai giochi tradizionali, sia da scacchiera (scacchi e dama) che non (c'era in corso anche il campionato mondiale di trottola) ed ai modelli di auto, a loro volta radio o filocomandate o classiche.
A chiudere, in uscita dal salone, incontro i classici bigliardini (o calciobalilla) dei tempi ancora non del tutto andati ;)



Ingresso e galleria

Nella galleria in alto (posizione più defilata rispetto alla folla) invece vari tornei, tra i quali quelli (il Campionato Italiano) di Risiko, dove ho incontrato il sempre disponibile Spartaco Albertarelli e quelli invece ad ambientazione Star Wars (X Wing), dove era presente il nostro Simone M. in veste di arbitrone ... ;)
Poichè Guerre Stellari era uno dei punti di interesse sottolineati dall'organizzazione, tra l'altro nel corridoio centrale c'erano anche tavoli dedicati al nuovissimo Star Wars Armada, titolo di combattimento, stavolta tra mezzi di maggiori dimensioni, i quali sono venduti già predipinti, per la gioia degli appassionati di miniature, ma non del modellismo (inteso come pitturazione dei modelli).



Padiglione E e C

Ultimo giro, prima di passare, finalmente, alla sala centrale, quella che ospitava primariamente i giochi da tavolo, un salto nella sala più piccola laterale, dove incoccio per primo l'ampio corridoio con ancora numerosi diorami di giochi di miniature, dove sono presenti anche altri giochi di guerra (mi ricordo, non so perché, Global War 1939) e poi nella sala dedicata ai 'temi vari', nella quale erano concentrati i Cos, i viedogiocatori, presi da diversi lanparty, nonchè i numerosi appassionati presenti i quali indossavano vestiti storici o tratti da conosciuti film od ambientazioni fantastiche e fantascientifiche.
Come sempre essi giravano continuamente per la fiera, garantendo la solita graditissima macchia di colore e disponibilità per le foto.





Ed eccoci, finalmente, al padiglione A con i nostri giochi da tavolo!!!

Ok, eccomi ora impegnato nel giro virtuale del padiglione A, ovvero quello in gran parte dedicato ai giochi da tavolo (condiviso con gdr e letteratura fantastica).
Al centro, lo dico subito, era allocato uno dei cuori pulsanti dell'evento, ovvero lo spazio per il gioco libero, nel quale, grazie ai numerosissimi tavoli, era possibile provare un numero inenarrabile di titoli, nuovi e non, il tutto seguiti dai volontari delle associazioni, tra le quali, ovviamente il 3M e la Tana dei Goblin.
Non mi stanco mai di dedicare una menzione a queste realtà, perchè le ritengo indispensabili per l'avvicinamento dei neofiti al gioco da tavolo.
Al loro fianco, naturalmente, c'era anche un ampio spazio occupato dalla Boardgame League, per completare idealmente il ventaglio dell'offerta ludica, ricomprendendo anche i gamers, i quali si sono dedicati ai vari tornei aperti proprio per la Play.
Sempre in quella zona c'erano, inoltre, diversi tavoli per i prototipi, animati da parecchi autori anche di gran nome, i quali erano intenti a raccogliere dal pubblico della fiera riscontri per le loro prossime uscite.
Qui ho visto Chiarvesio, inusualmente impegnato con un dexterity, Zizzi, inarrestabile nella sua opera da buttadentro, di coinvolgimento dei malcapitati passanti nella prova dei suoi prototiponi (stavolta, ahinoi, non abbiamo visto niente perchè nei due o tre passaggi aveva altre vittime sotto le mani ...), Mac Gerdts, attorniato da diversi fan tra i quali il nostro Agzaroth ed infine la Yemaia, che aveva in demo il suo Dojo: Battle of sensei (titolo non definitivo) di Roberto Pestrin, il quale, riconosciutici, ci ha subito accalappiati per una veloce partitella di un'oretta e mezzo al suo giocozzo a base di rullate di dadi, prese, salti e botte.
Avendolo provato con gusto, annientando lo stesso autore a colpi di yahaha ... uattà ..., vi descrivo il tutto dicendo che alla base il gioco è un gestione lavoratori, che spinge i partecipanti, maestri di un dojo, ad acquisire ed addestrare i propri discepoli, arricchendo la propria 'palestra' con attrezzi ed esercizi utili a migliorarne le capacità, il tutto in vista dei due tornei che scandiscono la partita. Nel corso dei sei turno ordinari quindi si procede ad allenare gli atleti, facendogli incrementare il numero e tipo di dadi a loro disposizione (ed ottenendo, eventualmente, punti vittoria grazie alla attenzione del pubblico), per poi sfidarsi, nella fase di combattimento, a colpi di dadate, il tutto canalizzando i risultati (salti, finte, prese e colpi) all'interno di interessante meccanismo di calcolo.
Davvero simpatico il tutto, anche grazie alla presenza poi di quest, mosse speciali ed ammenicoli vari utili a coinvolgere nell'ambiente della lotta: la grafica era decisamente incompleta, ma sono curioso di provarne la versione definitiva.


Partendo quindi dall'angolo a contatto con il padiglione E, incontro per primi gli stand che occupano i giochi di ruolo, tra i quali annoto Musha Shugyo, il quale propone anche un gioco di combattimento e l'ambientazione dedicata a Savage Worlds. 
Primo stand (finalmente, considerando i miei obiettivi) di giochi da tavolo che incontro è quindi quello di La Mongolfiera, dove era proposto un mix tra due giochi di deckbuilding che stanno incontrando parecchio il favore del pubblico, ovvero World of Taks Rush, della russa Hobbyworld, del quale era proposta la versione italiana, nonché Star Realms, quest'ultimo (proposto in inglese) a tema fantascienza e supportato da una validissima app per computer e tablet di vari sistemi operativi.

Alla HC Distribuzione erano distribuiti ed in demo gli ultimi titoli acquisiti, con in particolare menzione per Panamax, coprodotto dagli amici emiliani, ma anche per la riedizione di Medina, un classico (a tema piazzamento e controllo, piuttosto astratto) di una quindicina di anni fa, di Stefan Dorra, recentemente rieditato, con componenti in legno da urlo, dalla White Goblin.
Ai tavoli della Placentia, da loro distribuita, c'erano invece in bella mostra la seconda edizione di Florenza, ma anche il prototipo, in ottimo stadio di avanzamento (stadio quasi finale), della loro prossima uscita ottembrina, ovvero Bretagne.
Il titolo è un gestionale che ha per tema i numerosi fari ospitati dalla regione pensinsulare francese, con una solida meccanica di gestione risorse, con un pizzico di maggioranze e non solo. Attraente in particolare, nonostante lo stadio di prototipo, è risultata essere la grafica, con una copertina molto curata e con una serie di acquarelli di fari effettivamente esistenti nella regione.


Nei tavoli a fianco c'era invece Marco Pieri con il suo Board of Dreams, gioco dedicato al baseball che sta compiendo diversi passi con il passare del tempo. L'autore mi ha ricordato che è in corso il campionato del gioco, diviso in diverse tappe fieristiche, con in palio un premio di gran pregio (in collaborazione con le federazioni baseball e softball), ossia un viaggio a Tokyo, per la Premier 12.

Altro recente neoeditore, lì a fianco, M400 della Creative Sun. gioco di guerra (tra il Risiko ed il german) con omini e carte a tema medievale, che sta guadagnando con il tempo consensi.

Giunti al secondo angolo del padiglione eccoci quindi a Pyramid, il gioco della vita, una new entry a sorpresa.
Si tratta di un gioco astratto, di realizzazione italiana, dotato di componentistica di gran pregio, con una scacchiera rotondo in plexyglass nero, al centro della quale si trova il tabellone, triangolare e con caselle della stessa forma, sul quale si muovo le pedine dei giocatori, che sono delle piramidi in metallo smaltate in diversi colori e fasce di colori.
Assai scenografico, il gioco si propone come piuttosto ambizioso, proponendo una serie di metafore tra lo sviluppo del gioco e la vita, considerando le varie caselle come esperienze e la partita come una sorta di percorso di apprendimento.
Interessante l'idea, anche se non di immediata digeribilità (le meccaniche di gioco sono abbastanza complesse), ma un esordio in grande stile per il neoeditore.

Alla Ghenos duplice era invece l'anima dello Stand, a rispecchiare i diversi target di pubblico perseguiti.
Da una parte infatti il solito ampio spazio per la franchigia di Krosmaster, con le nuove statuine uscite per la stagione in corso, al fianco delle quali erano presenti titoli decisamente più per gamers appassionati, come Zhanguo e Golden Ages, due recenti uscite che ad Essen hanno ottenuto forti consensi ed entrambi di autori italiani (Niccolini - Canetta e Ferrini).
Al loro fianco, reduce dalla ribalta di notorietà offerta dalla occupazione della prima pagina della nota rivista specializzata tedesca Spiebox, c'era anche anche Co-mix, della Horrible Games, gioco di narrazione a tema fumetto.

Giunti alla dVGiochi abbiamo avuto occasione di vedere le due novità assolute presentate, sul filo di lana, proprio per la fiera, ovvero Spyfall e le espansioni Cappuccetto Rosso per il loro Dark Tales e Scienza e Natura per Anno Domini.
La casa di Bang! aveva infatti in demo  il partygame a tema spionaggio (con una spia che cerca di fuggire e gli altri che cercano di rintracciarne la locazione) made in Russia, così come il set di carte con a tema la famosa fiaba, rivisitata qui in versione decisamente 'oscura', da utilizzare per rendere più completa e complessa l'esperienza di gioco (di base piuttosto semplice) del loro Dark Tales.
Tra i più 'classici', oltre a Bang!, c'erano anche, tra gli altri, un mio caro cinghiale, ovvero Patchistory, gioco di civilizzazione coreano e Bruges, gioco di carte ideato da uno dei miei mostri sacri, ovvero il teutonico Feld.



Grande distesa di titoli vari in casa Asterion, con un sacco di tavoli fitti fitti ad ospitare titoli più nuovi e vecchi cavalli di battaglia.
Tra i primi in particolare abbiamo provato Elysium, attesissima edizione della Space Cowboys, casa reduce dal successone ottenuto con il suo Splendor, per cui il titolo era sicuramente tra gli attesissimi, anche perché è proposto in edizione italiana (e le carte hanno testo in lingua).

Il gioco si presenta come curatissimo sotto l'aspetto dei componenti, con una serie di carte divise in otto 'famiglie', delle quali se ne selezionano cinque a partita: ogni gruppo propone diversi tipi di effetti, per cui l'idea è di offrire rigiocabilità grazie alla diversa composizione che si può dare al mazzo di partita in partita.
A livello pratico il concetto è quello di acquisire tre carte a turno, potendole quindi utilizzare per i loro poteri ed effetti, trasferendole poi nell'Elysium, ovvero collezionandone in set per ottenere punti.

Le regole di base risultano piuttosto facili, ma la presenza dei numerosi effetti delle carte costruisce una componente di riflessione più profonda che non era presente in Splendor, per cui avviso, tanto per capirci, i gamers che possono aver trovato pane per i loro denti e gli occasionali di non attendersi un nuovo potenziale family ;)


Al suo fianco, sempre in ambito news, c'era Abraca...boh, Colt Express, Metal Adventures, Five Tribes, Black Fleet, Korrigans e Loony Quest, quest'ultimo titolo adattissimo ai bambini, ma al quale ho visto giocare solo grandi, nel quale si propone la sfida di disegnare righe su fogli di plastica trasparente, per collegare determinati punti di interesse presenti sulle tavole illustrate proposte nella scatola di gioco.



Nell'ampio spazio occupato dalla Cranio, oltre ai titoli editi in prima persona dai ragazzi del teschio, primeggiavano i titoli made in Mac Gerdts (autore che era tra l'altro presente in fiera con i suoi prototipi - ho visto il nostro Agzaroth impegnatissimo e mi attendo da lui maggiori info!).
Nell'ampio spazio
Ai tavoli, oltre a Concordia, con le sue espansioni, c'era anche il recentemente acquisito Antike II, ma allo stand erano presenti, con la scritta 'possibili novità' anche vari altri titoli del catalogo PD Verlag, come Imperial 2030, a riprova del fatto che la collaborazione con l'editore tedesco è in pieno sviluppo.
Oltre ai cavalli di battaglia della casa, come Horse Fever, Glass Road, Terra Mystica e Alchemist, ecco che trovo gli eroi del momento, ovvero il magico duo - Tascini Luciani, uno dei quali era seduto bellamente di fronte ad un intrigante tavolo con un prototipo di un nuovo gioco con sei rotelle, che mi ha fatto spalancare gli occhi, ma lì vicino, da non dimenticare, c'era anche Physiognomy di Paolo Mori ed un intrigantissimo nuovo gestionale con degli ometti in fila su delle barchine di cartone del quale ora come ora non ricordo il titolo (cavolo di alterio ...).



Vabbè, andando avanti arrivo alla Giochi Uniti, con a sua volta la classica distesa di titoli garantita dal loro ampio catalogo.
L'editore, chiaramente, puntava molto sulla propria franchigia di Guerre Stellari, con tanti tavoli distribuiti nello spazio della fiera che erano dedicati ai giocatori di X-Wing il gioco di miniature e di Star Wars Armada, ma girando tra i vari tavoli abbiamo trovato diverse altre cose.
Tra di esse il gioco di carte Aquabrunch, simpatico e familiare, Kingsport Festival, reimplementazione a tema Cthulu del fortunato Kingsburg.
Il nostro Sergio è rimasto ancora rapito di fronte a The Withcher, titolo che non so come non sia ancora finito nel suo cestino della spesa, gioco da tavolo dedicato al Lupo Bianco Geralt di Rivia protagonista dell'omonimo universo fantasy che ha ispirato la fortunatissima serie di videogiochi.
A chiudere ho poi notato in distrubuzione diverse novità della Zoch, editrice tedesca molto forte sul settore family, con titoli dotati di componentistica assai attraente.



Svoltato il terzo angolo inizio quindi la nuova fila di stand, passando rapidamente al fianco della Editrice Giochi, presente con i loro più conosciuti classici da fiera, ovvero Risiko e Futurisiko, per raggiungere la District Games, realtà editoriale in pieno sviluppo.
I ragazzi di Torino hanno infatti diversificato mano a mano le proprie attività in quanto, partendo dal loro gioco di carte Warage, che continuano a supportare, con diverse espansioni e con il nuovo set ambientato nell'universo Enascentia, hanno ora invaso il settore gioco da tavolo con l'inatteso Richard I, titolo di Andrea Chiarvesio (che ho visto proporre in fiera un suo flicking game in fase di prototipo, cosa che mi ha lasciato con la mascella aperta e lo sguardo interrogativo, chiedendomi  invano quando mi avrebbe detto che "se tre pedine si toccano ad un dato momento, allora puoi prendere un omino, lanciare due dadi e costruire un opificio") che sullo sfondo della lotta tra Riccardo cuori di leone e Re Giovanni , propone a gruppi anche numerosi di competere tra loro supportando l'una o l'altra fazione.



Superato poi Yummel, gioco di corse fantasy di Paolo Chiari, eccomi allo stand di boardgame invasion, dove Pierluigi Frumusa era impegnato nella presentazione del suo Provincia Romana, edito da Giochi Uniti.



Altro stand piuttosto ampio, avviandoci verso la chiusura anche del secondo 'lato corto' del padiglione, era quello della Uplay.it. 
Qui eravamo più pachi di novità degli ultimissimi tempi, ma la felicità che traspariva dallo stanco amico Giovanni era palpabile in particolare per il successo di Patchwork, titolino per due ad improbabile tema tetris e costruzione di coperte colorate, ideato dal genio Rosenberg, che considero in assoluto uno dei migliori filler per due di sempre e che mi dice stia giustamente stravendendo, grazie al passaparola.
Nel contempo pure il loro Sesto Senso sembra abbia esaurito ancora una nuova ristampa, per cui per l'estate dovrebbe essere in arrivo una nuova edizione, ancora migliorata, di questo titolo che partendo da un'idea comune a Dixit, ovvero la lettura di immagini, propone indagini a tema spiritico.
Oltre ai numerosi altri titoli in esposizione (tra i quali ho notato un bellissimo tavolo in legno da Crockinole, se non erro, nonchè Cappuccetto rosso non dorme mai, Machi Koro e King of New York, era gettonatissimo anche Zombie 15', titolo dotato di abbondanti miniature, che sta per entrare a sua volta nel carrello di acquisto sia di Chris che di Sergio, nel quale la fuga dai morti viventi è scandita da una traccia audio e da un tempo assai ristretto (come suggerisce il titolo ...).




Al quarto angolo, in procinto di partire per l'ultima volata degli stand del quarto lato 'lungo' del padiglione, eccomi ad incocciare l'amico Federico Dumas con lo spazio, crescente come un blob (stavolta rosso) dei film di fantascienza di una volta, occupato dalla Red Glove.
La casa sta attuando una linea editoriale precisa, avendo scelto uno stile grafico di riferimento, grazie al talentuoso Guido Favaro e sta insistendo un gruppo di designer, coordinati da Marco Valtriani, l tutto producendo un gran numero di titoli, al fine di coprire le diverse fasce, di complessità crescente, identificate per le proprie produzioni.
La novità della fiera era qui Giù dal Trono, di Gianluca Piacentini ed accanto ad essa c'erano anche titoli di assai modesta vecchiaia (ovvero novità recenti) come l'espansione del loro fortunatissimo Vudù, così come la seconda scatola di Super Fantasy (La notte dei morti male) o Godz ma noi, che siamo sempre più avanti, abbiamo provato Rush and Bash con l'autore Erik Burigo.
Quest'ultimo, in arrivo a occhio croce tra un mesetto o giù di lì, è un gioco di corse caciarone, ambientato nell'universo Red Glove, nel quale i giocatori sono alla guida di auto che si sfidano all'interno di un percorso modulare. 
Una volta costruita la pista, utilizzando alcune delle numerose ambientazioni (noi abbiamo giocato con un vulcano ed un mostrone zompettante, ma ci sono anche dei ponti sospesi e tanti altri ammeniccoli), si inizia a giocare una delle tre carte a disposizione, ottenendo un movimento e la possibilità di attivare diversi effetti speciali, come il lancio di simpatici missilozzi, la deposizione di bombe, il cambio di corsia, l'attivazione di effetti personalizzati di potenza crescente. Diciamo che l'idea di base è quella di guidare una macchina (Super Mario Kart dà l'idea?) di un videogioco e blastarsi a piacimento nel farlo, gioendo delle altrui disgrazie ;)



Dopo essere passato davanti a diversi stand  di venditori, dove ho scorto, tra gli altri, cumuli di scatole di alcuni titoli interessanti, come Wir sind das Wolk, della Histogame e Tammany Hall, arrivo quindi allo spazio della Oliphante, la quale come al solito mi inonda con una quantità inusitata di titoli e di diversi editori dai quali è andata a pescare per le proprie distribuzioni.



Per prima dò una rapida scorsa ai titoli dedicati ai più piccoli e mi faccio attrarre da un gioco della Blue Orange che sollecita la prontezza di riflessi, ovvero Rings Up!, il quale propone come materiali un set di carte ed uno di cerchietti colorati. L'idea è quella che si debba girare la carte ed impilare, nella sequenza dettata dai numeri presenti su di essa, gli anellini sul proprio pollice, cercando di essere i più rapidi a farlo. 
Lì vicino un bimbo era poi preso dal bilanciamento (o forse solo dal divertimento nel vederli cadere) dei polli di  Chickyboom e dai dischetti di Crabz, ma io mi sono fatto ammaliare da un gioco, stavolta in plastica (?!), che ho voluto prendere per mio figlio, ovvero Gravity Maze, che altro non è se non uno dei classici puzzle solitari di abilità nei quali si devono assemblare dei pezzi per soddisfare le condizioni proposte dalle carte missione. Qui quello che si deve fare è costruire un piccolo labirinto pista di biglie per far giungere correttamente in tre tentativi la sfera metallica dalla partenza all'arrivo: facile? ... non così tanto, tra curve e deviazioni varie ;)

Concluso il giro, dimostrando ancora alla Oliphante la mia inettitudine spaziale al classicone Katamino, gioco di incastri di pezzi alla Tetris, mi sposto nello spazio della neonata Fever Games dove sono in corso diverse partite al loro Epic Resort, titolo ne quale si gestisce un villaggio turistico che, come suggerisce il nome, propone sfide che vanno un attimo aldilà dell'ordinario con, tra gli ospiti, pirati e giganti e non solo animano  le varie strutture classiche che si trovano di solito nei villaggi, per cui la gestione può rivelare sfide più impegnative del classico cliente scontento.
L'editore mi ha preannunciato anche potenziali imminenti accordi in vista di una seconda uscita in distribuzione, per cui sono in attesa di novità a breve.

In Giochix, accolti dal patron Quondam, vediamo presenti le novità recenti e non sia dell'editore in prima persona, che dei progetti Giochistarter da lui presentati, come i recenti Fief 1429, titolone che mette in competizione tra loro fino a sei amanti del cinghiale e dei tradimenti sullo sfondo della Francia del XV secolo, ma anche Tiny Epic Galexies e Tesla.
In prototipo c'era poi la prossima uscita prevista per l'editore per la futura Essen 2015, ovvero Bomarzo, di Stefano Castelli, titolo a sua volta ambientato nel XVI secolo, prendendo a spunto le vicende di Pierfrancesco II Orsini, detto Vicino, il quale ereditò il feudo di Bomarzo e lo elesse a sua residenza, realizzando per l'occasione all'interno di un anfiteatro naturale un parco nel quale furono scolpite enormi figure mitologiche e di fantasia. Meccaniche: gestione lavoratori ed aste, il tutto mescolato per una fruizione consentita in un'oretta.



Ecco quindi, superati altri venditori, alla Pendragon Games, altro editore di recente nascita, ma attivissimo, il quale proponeva le sue più recenti novità ma anche, come sembra essere tipico della Play, i prototipi relativi ai progetti in fase di realizzazione.
Nel primo ambito c'erano presenti e ben spinti i Coloni Imperiali, gioco di carte di provenienza polacca che ha ben figurato ad Essen e che propone già una prima espazione, del tutto localizzato in italiano, così come i loro Hexemonia e Stay Away.

Tra i secondi (titoli in preparazione spiccavano invece Apollo XIII, gioco cooperativo che ripercorre le vicende della famosissima missione spaziale in questione: l'idea è quella, attraverso un meccanismo guidato dall'uso di carte (giocatore, storia ed evento), di ricostruire problemi e soluzioni, guidando alla salvezza il non fortunatissimo equipaggio della navetta, ma anche Waterloo: Enemy Mistake, (gioco di guerra a sfondo napoleonico) dimostrato dagli autori.
Infine l'editore ha annunciato alle 15 di sabato la prossima novità editoriale che tradurrà in italiano, ovvero Dogs of War di Paolo Mori, reduce del successo su kickstarter e dell'edizione internazionale, gioco di cui si era già parlato su questo blog, e forte di una componentistica eccezionale.



In casa Raven invece erano presenti le demo di Dead of Winter e della espansione di Mice and Mystics, entrambi in italiano (il primo in uscita a breve).
Il primo, in particolare, è attesissimo dopo il successo ottenuto dall'edizione americana ed è un cooperativo che esplora la capacità di sopravvivenza di uno sfortunato gruppo di 'normali' catapultati in mezzo a scenari popolati da mostri di varia foggia, cattiveria e dimensione. 

Tra i componenti abbiamo qui degli standup con le figure dei personaggi, per contenere i costi rispetto alle classiche mini, ma il punto forte (così come era stato per Mice and Mystics, decretandone il successo) dovrebbe essere l'aspetto della storia.
Tra gli altri titoli c'erano poi le solite saccate di Munchkin , ma anche il gioco di destrezza per i più piccoli Fun Farm.




Avviandomi a completare il mio giro ho quindi incontrato diversi stand e tavoli di giochi di ruolo e di narrativa, tra i quali ricordo quelli animati da o dedicati a Narrattiva, Limana Umanitas, Numenera, Torre Nera, Pathfinder.
Per chiudere una rapida menzione a Everzone, di Marco Mingozzi, gioco di carte a tema fantascienza con meccaniche di deckbuilding, che è spuntato tra le foto senza che mi ricordi esattamente dove le ho scattate, così come alla Sir Chester Cobblepot, presente con un proprio 'ufficio' nel quale erano calendarizzate le sessioni di  playtesting delle quali avevamo parlato nella guida alla fiera di pochi giorni fa ;)



Conclusioni

Non ho ancora, ovviamente, numeri ufficiali, ma le sensazioni avute (anche per via delle code formatesi al casello, novità assoluto per la mia Play) sin dalle prime ore di sabato erano quelle di un aumento dei visitatori, con tavoli presi d'assalto sin dalle prime ore della giornata.
Questo vuol dire che l'evento (se questa impressione sarà confermata dai fatti) sta crescendo e questo è assolutamente un bene, anche perché girando per i tavoli la sensazione  quella che la maggioranza del pubblico sia composta da occasionali, che nelle fiere colgono l'occasione per giocare a qualcosa da "spiegati", ovvero senza dover affrontare l'ordalia (per loro) della lettura dei temuti regolamenti, per poi scoprirsi, quasi a sorpresa, divertiti dall'esperienza a fine partita.
Queste fiere quindi, anche grazie al lavoro delle associazioni di volontari, sono un insostituibile strumento di diffusione della cultura ludica e mi trovano, di conseguenza, entusiasta.

A livello pratico il fatto di cadere nel mese di aprile, che nel calendario ludico è usualmente 'bassissima stagione', comporta che le novità vere e proprie (per gli ultrappassionati) siano ridotte, con pochi editori che, quindi propongono qualche uscita specificamente per la fiera, anche perché il target principale dell'evento è, come si è capito, quello degli occasionali, per cui per loro spesso il titolo proposto è assolutamente nuovissimo anche se uscito due anni fa ;)
La fiera, comunque, per i gamers è una occasione sicuramente di incontro (tipo il mio con la gran parte dei collaboratori del blog o quello con il mistico Dado, con il quale abbiamo avuto un epico "scontro di barbe") personale tra amici che durante l'anno si sentono da lontano e tra competitori che si affrontano in tornei o di colmare le proprie lacune ("c'è proprio quel gioco che non hai mai comprato ma che ora ti propongono in offerta, non può mancare nella tua collezione") o tirare le somme di un'annata ludica.

Nel contempo diversi editori nazionali colgono nella fiera l'occasione per proporre, come avete visto, i prototipi dei loro titoli in preparazione, con l'effetto da una parte di creare aspettativa per essi e dall'altra di raccogliere gli ultimi, preziosi, feedback.
Il tutto quindi brulica di attività e credo che il bilancio complessivo dell'evento sia quello di una fiera che offre attrattive per un ampio spettro sia di giocatori che di attività.



L'appuntamento è quindi per il prossimo anno e per le prossime fiere, tra le quali, a breve, spicca l'ambiziosa Carrarashow (30 maggio - 2 giugno 2015), che si propone come ulteriore evento di grande spessore, al quale auguriamo le migliori fortune!



E voi, cosa avete notato in particolare alla fiera, che a me è sfuggito?

Wir sind das volk, vincitore del premio "Goblin Magnifico"

19 commenti:

  1. Io attendo il resoconto di un mio collega blogger che è stato li questi due giorni..
    Beh che dire: è una fiera con i controcoglioni! Stupenda :D

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  2. Il prototipo del "gestionale con degli ometti in fila su delle barchine di cartone" aveva il titolo di Council of Four, poi non so se il nome è provvisorio.

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    1. Grazie ;)
      L'idea dei trippoli sulle barchine mi aveva attirato visivamente un sacco (mi ricordava lo 'scivolo' di Darjeeling) e mi ero ripromesso di passare per provarlo a modo, ma poi ogni volta che sono ricapitato in zona c'era ressa ..

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  3. Grazie Fabio per il bel report.
    Mi piacere che tu possa anche esprimere le tue sensazioni sui giochi che hai provato (tipo Elysium che fa già parte della mia wishlist da tempo).

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    1. Grazie a te per il commento e colgo l'occasione per dirti che avevo ridato un'occasione a Kingdom Builder, comprandolo a questa Essen e riproponendolo al mio gruppo. L'esito te lo lascio immaginare ;)

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  4. Ci sono stato sabato con tutto il gruppone di gioco.
    Mi pare che il pubblico aumenti sempre più, per la prima volta dall'uscita dell'autostrada al parcheggio ci abbiamo messo mezz'ora...

    Al solito bella giornata, basito dall'affollamento allo stand Asterion quasi sempre al limite del praticabile, volevo provare Five Tribes prima di prenderlo, ma ho dovuto rinunciare; l'ho comprato a scatola chiusa (assieme a Istanbul che avevo saltato lo scorso anni), che tra rece e la partita di Will Wheaton a Tabletop più che la scimmia avevo Donkey Kong... e poi ci sono i cammeeple che sono adorabili ^^

    Mi fa piacere che Patchwork sia andato bene, l'ho conosciuto proprio su questo blog e ho cercato di spingerlo parecchio nel gruppo. C'è chi è riuscito a prenderlo e chi è arrivato troppo tardi :)

    Provati:
    - Patchstory: spiegatoci benissimo da un goblin (grazie!), mi piace, ma la durata è eccessiva... e l'impressione che si resti bloccati se non si ha politica è fortissima. Da riprovare, ma dubito ne avrò la possibilità :(
    - Spyfall: partygame onestissimo, sulle prime non mi ispirava, ma alla fine mi ha stupito piacevolmente;
    - World of Tanks Rush: deckbuilding piacevole con tanta interazione diretta, cosa che manca a Dominion... e costa pure la metà. Solo non apprezzo più il deckbuilding nudo e crudo, lo preferisco implementato come meccanica in giochi più "completi"

    Per finire lo sproloquine, gli highlights:
    - la tigella lardo e grana sempre buonissima e untissima (e grazie all'amico Del che me l'ha portata al tavolo)
    - la rituale sigaretta (io non fumo, ma tant'è) con chiacchierata con Max Bianchini

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    1. Come accennavo ho la sensazione dell'incremento delle presenze, con affollamenti anche in fiera. Niente di lontanamente paragonabile al caos di certe edizioni di Lucca e giocare rimane sempre e comunque possibilissimo, ma l'unica cosa è che è più difficile provare con sicurezza certi titoli ..
      Su Patchistory ti dire che essendo un cinghialozzo, che nella prima partita può portare via anche tre ore, non si presta troppo per il clima da fiera. Per il discorso sulla politica ti dico che funziona anche la guerra .. ;)
      Per World of Tanks confermo che è un ottimo deck building e lo trovo anche meglio di Star Realms, o meglio complementare di esso, perchè i carrarmati sono decisamente meglio per il multigiocatore, mentre Star è ottimo nei 2 giocatori.
      Per Spyfall attendo di farci una prova su strada tra non molto tempo e ti saprò dire.

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    2. Concordo in quanto alla generale impressione sull'aumento delle presenze in fiera. In due giorni come dimostratore allo stand Oliphante non mi sono praticamente mai fermato e infatti la mia voce oggi ne risente...
      Colgo l'occasione per ringraziare Fabio e Davide che si sono fermati a salutarmi. Grazie, mi ha fatto molto piacere conoscervi e scusate per il poco tempo (e voce) che avevo a disposizione.

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  5. Parto dalla semplice considerazione che vedere così tanta gente a Play (così come a Lucca) è una enorme soddisfazione per coloro, come noi, che hanno fatto del Gioco una sorta di filosofia di vita. E' una grande vittoria e complimenti davvero a tutta l'Organizzazione che penso abbia dedicato anima e corpo alla realizzazione di un'impresa come questa. Onore e Gloria! Davvero bravissimi! Alcune personali considerazioni:
    - Non c'è dubbio che il gioco in scatola a Play fa la parte del leone. E il resto è, ormai,......il resto. Il padiglione B, quest'anno, più che brutto era schizofrenico e dava l'idea del "e questi dove li mettiamo?" Per carità, ogni realtà singolarmente presa è degna di nota ma l'insieme aveva il sapore dolceamaro di una macedonia francamente mal concepita. Credo sia opportuno ripensare molto attentamente a cosa sia Play al di fuori dei BG e dei RPG perchè, onestamente, sia il padiglione B che il C erano, permettetemi, molto deludenti nel loro insieme. Faccio un esempio:
    - lo spazio dedicato ai diorami e ai wargame tridimensionali (bellissimi, complimenti ai club e a tutti gli autori) è stato clamorosamente sovradimensionato. Al di là dell'impatto visivo, la fruizione diretta di questi spazi da parte dei visitatori non mi sembra sia stata tale da giustificare un così importante consumo di spazio. Ne abbiamo parlato sul blog pochi giorni fa: a questi giochi, bellissimi, giocano sempre meno persone; il loro fascino, sommerso da tabelle, regole universitarie, dadi in quantità industriali, colpi che tiinfliggosolosesparodaunadistanzaugualeallaradicequadratadellalunghezzadelmitrachehocompratodalsignoredellaguerraattivatodall'avergiocatoentrolafasenumeroventisettedelturnopreliminareetc, è, attualmente, in declino. Costano troppo, sono troppo complessi e più che un traino, oggi, sono una zavorra. Se le persone fanno amichevolmente "a cazzotti" per sedersi al tavolo dei Coloni Imperiali o di Elysium mentre quei tavoli restano desolatamente vuoti, più che farsi delle domande diamoci delle risposte. Se poi ripenso al padiglione C..... non vi è parso un po'......triste..lì confinato....buio.....
    -Logistica: cari miei, Play sta crescendo a vista d'occhio e cominciano a comparire quei problemi che affliggono tutte le grandi manifestazioni: traffico e parcheggi: l'anno prossimo converrà arrivare alle 8 di mattina, se basterà.... Rifornimenti: scarsini, se ti viene fame oltre mezzogiorno c'è da fare anche un'ora di fila, i punti ristoro sono irritantemente insufficienti e la risposta "se non vi va portatevi i panini da casa" non è una risposta. Molto bene invece la parte dei biglietti: alle 10 di Sabato mattina ho fatto i biglietti in 1 minuto, non so come sia andata successivamente...
    -Prezzi (dei giochi): qui stendiamo un velo pietoso per favore, chiunque sia stato ad Essen sa cosa voglio dire..... Ma su questo la colpa non è certo degli organizzatori.
    Bene, scusate il tempo che vi ho rubato. Amo tantissimo questo mondo e le mie critiche sono solo quelle di un amante innamoratissimo. Bravi a tutti, mi sono divertito e sono stato benissimo. Complimenti a tutta l'Organizzazione. Viva Play, ci vediamo l'anno prossimo!!!! Buon gioco a tutti,
    Guido
    -

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    1. Sul riparto degli spazi credo che la cosa sia in evoluzione di anno in anno e condivido la tua impressione sul consolidamento del padiglione A sui giochi da tavolo, che si espandono anche nel B e negli spazi aggiuntivi e del parallelo declino di altri centri di interesse. E' possibile che, se la fame di spazi dei boardgames crescerà, l'organizzazione ne possa prendere atto con qualche intervento.

      Per la logistica direi che con l'aumento dei visitatori è chiaro che qualche sollecitazione ci possa essere, ma Modena non è Lucca, nel senso che qualche disagio può anche emergere, ma nulla di lontanamente paragonabile al pigiapigia toscano.

      Per i prezzi so anche io che ad Essen sono più convenienti, ma si deve tenere presente che comprarli là è in diversi casi più o meno come prenderli ad uno 'spaccio aziendale', visto che si saltano tutti i costi di distribuzione e localizzazione (li compri in lingua originale). Anche andare ad Essen ha poi un suo costo, per cui non sono certo i prezzi della fiera tedesca a poter rappresentare il parametro di riferimento (tra l'altro per i titoli più importanti non si strappano, anche là, che pochissimi eurini di sconto ed il resto a volte si trova poco dopo online anche a meno ...).

      Grazie, infine, per il tuo ampio ed interessante commento, che mette in luce diversi aspetti che nel report avevo solo accennato!

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    2. No, Fabio, sono io che ringrazio te per lo splendido lavoro,davvero, che tu fai (non certo io) per il blog e la nostra passione. Solo due puntualizzazioni. La logistica di Play se è un problema modesto oggi può diventarlo tra 1-2 anni se la quota dei visitatori continuerà ad aumentare come è nelle più logiche previsioni. Meglio cominciare a pensarci prima che dopo. Capitolo prezzi. Nessuno di noi va ad Essen per comprare giochi a prezzi più bassi. Il problema è che ad Essen, per dire Germania, la cultura ludica e commerciale è totalmente diversa e i prezzi fiera sono prezzi fiera davvero e non per finta e un gioco di 10 anni fa non lo pago quanto un gioco appena uscito (non mi far fare nomi). Le novità sono le novità e sono il primo a dire che è giusto pagarle per quello che sono, Essen o Lucca o Modena che sia. Tutto il resto secondo me sarebbe più opportuno venderlo a prezzi diversi rispetto a quelli che ho visto, che non potranno mai essere inferiori ai venditori tedeschi che vendono a Essen, ovvio, ma nemmeno così tanto ingiustificatamente superiori. Senza contare poi la cultura del gioco usato che da noi proprio non esiste. Comunque sia, non voglio tediarvi più di tanto, potrei scrivere per un'altra ora senza problemi.... Ancora bravi a tutti coloro che permettono a Play di esistere e di crescere anno per anno, grazie di cuore. E ancora grazie a te e a tutti quelli che questo blog lo fanno vivere giorno per giorno.
      Buon gioco a tutti
      Guido

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  6. Modena Play... che dire? Io ci sto come un topo nel formaggio. arrivi alle 10 vai via alle 20 e ti sembra di esserci stato un quarto d'ora.
    Aspettiamo i numeri ufficiali ma anche io mi sento di dire che la crescita di questa manifestazione, a livello di pubblico, sia esponenziale e cio' non puo' che fare un gran bene alla nostra passione come del resto, state dicendo tutti.
    E chiaro adesso che tutti auspichiamo che gli organizzatori ne prendano atto e corrano ai ripari altrimenti fra un paio d'anni son dolori.
    Per il resto avete già detto tutto, ma forse è meglio correggere in "quasi tutto" considerando che altre opinioni e commenti verranno sicuramente alla luce nelle prossime ore sulla scia del bell'articolo del capo Pinco.
    Da parte mia mi sento proprio di ringraziarlo per la sua passione e per come mi sta introducendo in questo bellissimo mondo e approfitto dell'occasione per salutare e dare un arrivederci a tutti gli amici del blog.
    Alla prossima!!!!
    Sergio

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  7. Il gioco della DDR si chiama Wir sind das Volk (Noi siamo il popolo) non Wir sind das Wolk (noi siamo la nuvola) :-)

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    1. Sistemato: era un errore di battitura, anche perché sopra c'era la foto della scatola con il nome giusto, o mio 'teutonico' amico ;)

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  8. Sono diversi anni che vado a Play e mi e' sempre piaciuta la facilita' di trovare tavoli liberi x giocare ... fino a quest'anno: credo che, almeno x me, sono scattati i campanelli di allarme, cosi x dire. Se non eri li entro i primi 15 minuti ... buona fortuna se vuoi provare uno dei titoli nuovi/di punta ... (cito Elysium tanto x fare un esempio).

    Poi c'e' la questione punti ristoro: inusabili, 3 punti in totale, code interminabili ... e ho sentito diversi commenti non proprio esaltanti su code all'entrata (io x fortuna avevo i biglietti presi online) e parcheggi.

    Se il numero di visitatori continua a crescere come e' stato negli ultimi 2 anni senza che ci sia un corrispettivo riscontro/crescita nell'infrastruttura, l'interesse ad andarci calera' non poco (almeno per me).

    Spero che gli organizzatori siano a conoscenza di questi aspetti e che l'anno prossimo ci siano piu tavoli x giocare e almeno un punto ristoro in piu. Inoltre, vending machines x bibite e caffe sarebbero molto desiderabili.

    Ciao
    Antonello

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  9. Grazie per le tue sempre ottime recensioni.
    Solo una precisazione: il "Torneo di Risiko" era il Campionato Italiano di Risiko: mi hai anche beccato nella foto (ero il campione uscente) :-)

    Complimenti per il tuo lavoro.

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    1. Grazie per i complimenti: se hai voglia, puoi contattarmi tramite il 'modulo di contatto' che trovi nella colonna sinistra in fondo, che vediamo se riusciamo a parlare anche di Risiko?

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    2. Volentieri.
      Fatto :)

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