lunedì 8 giugno 2015

Miglior Gioco PER ESPERTI sul Nostro Tavolo 2014

scritto da Fabio (Pinco11)


Eccoci, finalmente, giunti alla categoria del nostro premio che catalizza maggiormente l'attenzione dei nostri lettori, ovvero la coccarda che viene attribuita al miglior gioco per esperti.
La premessa qui è che noi in realtà riterremmo 'per esperti' solo i nostri beneamati cinghiali, ossia i titoli davvero sodi e massicci ma abbiamo scelto alla fine di ampliare un attimo la classe, ricomprendendo al suo interno tutti i titoli che non rientrano nella categoria 'per tutti o quasi'.
Come al solito troverete alcuni titoli che, quindi, saranno sul limite di questa classe, ma tutti concorreranno, ne sono sicuro, con qualche probabilità alla vittoria della categoria che nel 2013 premiò, lo ricordo, Nations, con piazzati sugli altri gradini del podio Concordia e Russian Railroad.


Ecco i titoli!!

Alchemisti, di Matus Kotry,edito da CGE (in Italia Cranio).
Si tratta di un titolo che si propone sicuramente come innovativo, in quanto propone come obiettivo dei giocatori il ricostruire una formula combinando le varie carte 'elemento' che si acquisiscono nel corso della partita. La struttura base di un gestione azioni è quindi asservita ad una sorta di maxi Master Mind dai colori rutilanti e fruibile anche in modalità bastard inside, viste le piccole cattiverie gratuite che si possono regalare ai compagni di gioco. Sicuramente non per tutti, perché il 'può piacere come no' è in agguato, data la particolarità, ma se siete nel primo gruppo dovreste uscirne entusiasti.

Arkwright di Stefan Risthaus, edito da Spielworxx.
Mostro economico che arriva con 3 regolamenti e una scatola da 2 kili. Arkwright della Spielworxx non è un cinghiale, è un dinosauro. Pieno, rifinito, curato, spaesante alla prima partita, propone la gestione dello sviluppo industriale di inizio ottocento con annesso mercato del lavoro e vendita sul mercato interno ed esterno, basandosi sul concetto di appetibilità della propria merce, data da qualità+pubblicità-costo. Solo per impavidi, con la sua durata di circa 4 ore è per i pochi che hanno il coraggio di affrontarlo e che sicuramente ne apprezzeranno la perfezione (qui la recensione).


Shadows of Brimstone
Dungeon Crawler a firma Jason Hill, del tipo "tutti contro il gioco", per 1-4 giocatori, 120 minuti di durata. Finanziato tramite Kickstarter in due scatole base indipendenti, è edito da Flying Frog e Heidelberger Spieleverlag. Sulle orme di Warhammer Quest come impianto regolistico e di gioco, SoB ci porta in un far west fantasy, a impersonare pistoleri che esplorano miniere perdute combattendo contro mostri cthuluoidi e quant'altro. Gameplay semplice ma efficace, un sacco di materiale, miniature a nastro, SoB è uno dei titoli che segnano la rinascita del dungeon crawler a cui stiamo assistendo nell'ultimo periodo.

Myth 

Finanziato con Kickstarter, ha visto già nascere, nel 2015, una seconda stagione che ha raccolto più della precedente, segno che le polemiche di produzione incontrate con la prima scatola sono state presto dimenticate grazie alla validità del gioco. Myth è uno skirmish di Brian Shotton e Kenny Sims, creato dalla Mercs e finanziato tramite Kickstarter. Per 2-5 giocatori, 120 minuti, ha la caratteristica di essere un free-form, ovvero è il giocatore stesso a decidere come strutturare la propria avventura e che mostri incontrare, similmente a un gioco di ruolo. Questa modalità è comunque affiancata da avventure preconfezionate. Il gioco è del tipo "tutti conto il gioco", per cui i mostri sono mossi da una intelligenza artificiale. La meccanica è card driven, ovvero ciascun personaggio ha un mazzo da cui pesca tot carte con cui eseguire attacchi ed altre azioni. Lo scopo di ogni singolo scenario è di solito sopravvivere ai mostri sigillandone le tane. L'ambientazione è fantasy classica. 


 Deus di Sebastien Dujarden, edito da Pearl Games
Tabellone modulare, teorico gioco di civilizzazione, edifici da costruire. Se ne parla in giro piuttosto bene e per questo l'ho anche acquistato, in modo poco lungimirante in versione tedesca (le carte hanno testo in lingua) e per questo è nel novero dei 4-5 titoli di Essen che ancora non hanno visto il tavolo. A breve conto di colmare la lacuna e riempire questo spazio ;) Per ora vi dico che su BGG gode di un buon 7.50 di media voto e che ne ho sentito parlare come di un potenziale (?!) concorrente con Terra Mystica, ma con non troppa convinzione (qui la nostra recensione) ... ;)

Dead of Winter, di Johnathan Gilmour e Isaac Vega, edito da Plaid Hat Games e (si spera) in italiano con Raven.
DoW ci porta in un gelido inverno in cui l'umanità è assediata dagli zombi ma soprattutto dalle proprie paure ed ossessioni. I giocatori si trovano a gestire un gruppo di rifugiati (ciascuno controlla più di un personaggio) che devono raccogliere cibo, scaldarsi, combattere i nonmorti. C'è sempre una missione da compiere, un bisogno primario da soddisfare per il bene comune, ma per vincere la partita occorrerà anche soddisfare il proprio obiettivo personale...spesso a danno della comunità intera. Il gioco corre sul filo di questo rasoio, tra il delicato equilibrio dei propri meschini interessi e il bene collettivo. E uno di noi potrebbe essere anche il traditore, il cui unico scopo è distruggere il gruppo...
Uno dei giochi più attesi dell'anno, falso collaborativo a scenari, per il quale è annunciata una localizzazione in italiano ma non si hanno date certe.

Panamax, di Sentieiro - Soledade . d'Orey.
Per 2-4 giocatori, in italiano grazie ad HC-Distribuzione, Panamax è degli stessi autori di Madeira e si sente. E' un gestionale che sfrutta in minima parte la gestione dadi e si avvale della logistica per spostare le navi all'interno del canale di Panama, mobilitando carichi di merce che faranno arricchire i giocatori. Il problema è in una certa pastosità del regolamento, in passaggi ineleganti e controintuitivi oltre che nella difficoltà che sfocia in impossibilità di controllo. Non solo è possibile muovere le navi altrui, ma anche caricarle con le proprie merci e infine comprare azioni delle compagnie rivali. Il tutto con contorno di bonus, malus, regolette, eccezioni varie. L'impressione è che si sia voluto infilare nel gioco forse un po' troppe cose. Resta un gestionale molto curato e pieno di possibilità, forse troppe.

The Golden Ages di Luigi Ferrini, edito da Ergo Ludo e Quined Games. 
Una delle sorprese positive dell'anno. Dell'italiano Luigi Ferrini, edito da Ergo Ludo, propone una civilizzazione light per 2-4 giocatori in 90 minuti di tempo. Completo nella sua essenzialità, presenta un mix di punti azione e piazzamento, con alcune idee eleganti e innovative per risolvere i problemi di lunghezza e downtime che affliggono da sempre i titoli con questa tematica. Le regole immediatamente assimilabili sottendono un gioco affatto banale, completo di esplorazione (mappa componibile sempre differente), cultura (diverse civiltà, ciascuna con una abilità speciale), guerra (mai troppo invasiva o frustrante), gestione risorse (velocizzata con una regole geniale), albero tecnologico variegato. Già annunciata una espansione con 5° giocatore e una nuova meccanica che aggiungerà religione/politica. Qui la rece.

 The Lord of Ice Garden di Krzysztof Wolocki, edito da Red Imp.
Per 2-4 giocatori, forte ambientazione implementata da meccaniche german, sfrutta punti azione e maggioranze. C'è una notevole interazione diretta e il mix che ne risulta è un incrocio tra El Grande e Caos nel Vecchio Mondo. Si è rivelato uno degli underdog di Essen. Non facile da capire e padroneggiare, sicuramente poco elegante e macchinoso in certi passaggi, sarà apprezzato maggiormente da chi ama gli ibridi german-american con alta interazione e scontri deterministici. Una delle particolarità è quella di proporre ben 4 modi diversi per terminare la partita: turni, punti, reputazione e una condizione diversa per ciascuna delle 4 fazioni in lotta. Qui trovate l'articolo ad esso dedicato.


La Granja, Keller - Odendhal edito da Spielworxx
La Granja si presenta come gioco complesso ma non complicato in quanto il turno di gioco è strutturato in 4 fasi e ciascuna fase è composta di svariati passi. Il player aid in questa circostanza fornisce un ottimo aiuto per fare le cose ben fatte senza dimenticare qualche passaggio. L'aspetto che mi ha colpito favorevolmente è stato l'insospettabile profondità del gioco che porta a dover pensare ai due motori basilari del gioco: la produzione e trasformazione delle risorse in gioco e l'aspetto logistico del trasporto. A questo si unisce la scelta se concentrare gli sforzi nel servire i negozi o i carri da portare al mercato. Il tutto condito dal timing su quando servire i negozi (consegnare nei primi turni fa prendere pochi punti ma consente di utilizzare maggiormente i privilegi durante la partita).
L'originalità è il tasto dolente del titolo sia per il tema di fondo che per le principali meccaniche proposte con espliciti riferimenti ad alcuni titoli (Luna, Glory to Rome ecc.). Nonostante tutto ciò il gioco è ben strutturato e cammina ottimamente con le proprie gambe.
Il gioco miscela in maniera ottimale sia la casualità (delle carte), sia la fortuna (dadi) che l'interazione tra i giocatori (il mercato) e ad ogni fase ci propone delle scelte sulla migliore strategia da adottare.
In conclusione La Granja si propone come una delle migliori uscite del 2014 e non mi stupirei se dopo l'uscita della ristampa in questi giorni se diventasse un nuovo "classico" dei German.

Orleans, di Reiner Stockhausen, edito da dlp Games.
Era uno dei titoli più attesi della fiera di Essen, in quanto appartenente alla terna dei giochi basati sul bag building: si tratta di un gestionale puro, nel quale la dozzina di azioni base è eseguibile fruendo di varie combinazioni di lavoratori che si pescano dalla propria sacchetta. Anche qui le regole di base sono abbastanza lineari, ma poi è stata costruita una infrastruttura con bonus crescenti mano a mano che si acquistano nuovi omini, con una mappa da andare a controllare, costruendo delle sorte di reti, così come diverse fonti di punti, per cui abbiamo nel complesso un bel cinghialozzo vispo vispo. Le uniche perplessità stanno nella potenziale ripetitività del motore di gioco (18 turni) e nella componentistica, che risulta più 'nella media'. Qui le mie impressioni sul gioco.

Zhanguo, di Canetta - Niccolini, edito da What's Your Game. 
In estrema sintesi è tutto quello che ti aspetteresti da un Feld classico, di quelli con l'insalata di punti, ma proposto da una coppia di autori italiani e da un editore nostrano (sia pure ora con sede in Germania). Qui ognuno parte con un set di carte in mano, che deve giocare (in diversi possibili modi) formandosi gradualmente una base per futuri bonus a cascata. Un sacco le locazioni 'da punti' sulla mappa, per un titolo complesso, ma anche sufficientemente lineare. Qui la recensione di Nero.

Aquasphere, di Stefan Feld,edito da Hall Games (in Italia Asterion).
Il buon vecchio Stefan non delude con un titolo che rappresenta una piccola novità nella pur ampia ludografia dell'autore tedesco. Il gioco infatti è ambientato (più o meno..)  all'interno di una teorica stazione sottomarina, all'interno della quale i giocatori si affannano nel correre con il proprio scienziato da un modulo all'altro cercando, nel farlo, di collezionare robe e/o scacciare polipetti infestanti. Forte l'interazione, data la presenza di meccaniche di maggioranze, compaiono anche diverse restrizioni nella scelta delle azioni da compiere ed il gioco, nel complesso, rappresenta una ventata di novità nella produzione dell'autore. Per maggiori info eccovi il link alla nostra recensione.

Imperial Settlers di Ignaci Trzewiczek, edito da Portal (In Italia dalla Pendragon)
Prendi un gioco ambientato in un mondo postnucleare apocalittico (51st. State), cambiagli il nome e l'ambientazione, attribuendo ad ogni fazione una ipotetica appartenenza ad una civiltà del passato e mettici in copertina un omettopacioccone e simpatico. OtterraiImperial Settler, uno dei successi della fiera di Essen 2014, gestionale a base di carte, con buoni componenti (grafica curata e materiali in legno con le loro formine ...) ed una certa potenziale interazione (draft di due carte in ogni turno, qualche razzia e diverse carte 'interattive'), che si propone come 'peso medio' con ambizioni di restare sul mercato anche grazie alle varie espansioni (pacchetti di carte) già in arrivo, le quali dovrebbero renderlo una sorta di LGC (gioco di carte non collezionabili) gestionale (qui la nostra recensione)

Star Wars Imperial Assault, di Konieczka, Ying, Kemmpainen, edito da FFG Games
Prendi un titolo che ha già avuto un enorme successo, come Descent (esplorazione labirinti arricchita da numerose miniature) e trasportane integralmente le meccaniche nel mondo di Guerre Stellari. Ottieni così questo Star Wars Imperial Assault, vendi un gazillione di copie e rendi felici tutti i fan della fantascienza. Missioni, modalità campagna, miniature personalizzate degli eroi della saga rendono il titolo un vero must sia per chi vuole rivivere le esperienze del dungeon crawling in salsa sci fi, ma anche per chi vuole semplicemente avere in mano le miniature dei propri eroi di una volta.

Roll for the Galaxy, di Huang - Lehmann, edito da Rio Grande
Partiamo dai fasti di Race for the galaxy ed aggiungiamoci una componentistica di grande impatto visivo, con una saccata di dadi personalizzati e colorati (ad ogni colore corrispondono certe distribuzioni di risultati), con una sacchettata di tessere tipo Carcassonne, tutte con i loro effetti speciali ed una modalità di gioco che stimola l'interazione, ma sufficientemente semplice (con bluff e rischi da prendersi ad ogni giro). Otteniamo Roll for the galaxy, titolo sbarazzino e divertente, sicuramente non per deterministi (del resto ci sono o no un paccone di dadi da rollare in allegria?), ma che sta spopolando al punto da essere nella top 100 di BGG.

Castles of Mad King Ludwig di Ted Alspach, edito da Bezier Games
Attualmente uno dei titoli più votati su BGG, è il successore di Suburbia, con un tema medievale. Il gioco recupera le dinamiche di base del predecessore (acquisto e piazzamento tessere, con guadagno di punti legato in parte alla vicinanza di determinati tipi di tessere), ma arricchisce il tutto con alcune idee molto carine ed interattive. Tra di esse simpatica è la rotazione nel ruolo di 'banditore', ovvero di chi decide il prezzo di ogni tessera disponibile, incassandone poi il prezzo, ma è bella anche l'idea delle tessere di diversa dimensione e la grafica (pur rimanendo di base 'squadrata') comincia ad essere più curata (vedi anche l'immagine di copertina). Un passo avanti per l'autore ed un titolo nel complesso decisamente godibile  ;) Qui la nostra recensione.

Wir Sind Das Volk! edito da Histogame. 
Un successo annunciato dalla coppia Siver (Maria) -Sylvester (King of Siam) e un capolavoro confermato. Scatola ridotta, prezzo pure, questo gioco per 2 ci porta a rivivere i 40 anni di separazione delle due Germanie, dal dopo guerra alla caduta del Muro. Card driven, l'unico elemento aleatorio è appunto la pesca delle carte, la maggior parte delle quali sono però poste in un diplay comune da cui possono attingere entrambi i giocatori, in uno scontro di nervi e strategia. La Germania Ovest deve attaccare la fragile economia dell'Est per farla crollare o per scatenare una rivolta di massa. L'Est deve resistere fino a fine partita parando i colpi e calmando il popolo con la propaganda socialista. Strategico e tattico al tempo stesso, WSDV! è per ora uno dei migliori titoli dell'anno (link all'articolo su di esso).

Kanban: automotive revolution di Vital Lacerda, coprodotto da Giochix
L'autore è di quelli noti per i cinghiali setolosi e di complessa digestione, con meccaniche complesse ed intorcigliate il giusto per chi gradisce pietanze elaborate e dal gusto non convenzionale. Se partiamo dal presupposto che i giocatori devono gestire una linea di montaggio, possiamo prendere come frutto di una ottima ambientazione la manata di tabelle e scale che troviamo. Per un pubblico di nicchia, ma molto gradito da esso.


Bene, siamo arrivati in fondo a questo elencone e vi lascio, come al solito, qualche giorno per i vostri voti e per i vostri commenti, utili anche ad indirizzare le preferenze di chi vi seguirà.

Appuntamento a presto, quindi, per la scoperta, insieme, dei vincitori!!!

24 commenti:

  1. Ma c'è una lobby di ammiratori incondizionati di Feld? :p
    Nel multigiocatore, tra tutti, spicca Arkwright. Mi spiace ma non c'è proprio paragone quest'anno. D'altro canto capisco che pochi l'abbiano provato e che sia ostico affrontare un gioco così.

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    1. Per me Aquasphere è un gran gioco e quindi l'ho votato. Evidentemente è un gioco che non piace alla "critica", visto che è stato snobbato in tutti i premi, ma piace a chi ci gioca...
      Arkwright è introvabile, costa uno sproposito, dura una vita e mi ricorda gli esami dell'università, che, per me, non sono il modo migliore per divertirsi.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Arkwright è bello tosto, non sono un fan degli economici (a parte Imperial ovviamente :D) ma l'ho provato, sia con la Spinning Jenny che col Waterframe mi è parso che ciascuno fosse lì a compilare il suo modulo per le tasse per ~3 ore di fila... Sono sicuro che agli amanti del genere possa piacere parecchio, è molto ben fatto, ma non fa per me!

    Piuttosto, qui la lobby mi pare sia degli amanti del cube pushing ^^ Miglior gioco per esperti e mi lasciate fuori noi del Lato Oscuro della Forza?! Signori cari, nel 2014 sono usciti CAPOLAVORI del calibro di:
    - "Fire in the Lake" (GMT), uno dei più bei COIN scritti dal *maestro* Mark Herman; voto BGG: 8.30
    - "D-Day at Tarawa" (DG), il 2° capitolo (dopo il successo di D-Day at Omaha Beach) del sistema di sbarchi nella WW2 ideato da J.H.Butterfield; voto BGG: 8.66
    - "Hoplite" (GMT), perfetto anche per chi è alle prime armi con il sistema GBOH di Richard "SPQR" Berg (che non è Richard BORG, quello di Memoir 44 eh!); voto BGG: 7.95
    [devo ancora provare "Last Chance for Victory" della MMP su Gettysburg, dicono che il LoB 2.0 sia molto buono, vedremo]

    ... e soprattutto, il mio #1, "Unconditional Surrender!" (GMT), finalmente IL gioco sulla WW2 ETO, storico senza essere troppo scripted (l'Italia da subito con gli Alleati? A caro prezzo, ma si può fare!), scelte militari e relazioni politiche, logistica accurata e decisioni interessanti. Capolavoro di Salvatore Vasta, voto BGG: 8.71

    Tra i cubetti di legno, per durata (60-90 min), complessità mediamente accettabile, bell'aspetto al tavolo e livello di sfida/turno ho votato "Aquasphere" di Feld. Ma se c'è qualcuno là fuori (uuuuh pieno così!!!) che si sta chiedendo a cosa giocare dopo Europe Engulfed, Hitler's War e Sturm Europa, la risposta è qui sopra :D
    Claudio

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    1. Ma sai abbiamo scelto di inserire giochi che venissero giocati da più di 3 persone sul pianeta (...dai, passamela :D).
      E poi dopo tutti 'sti titoloni mi vai a votare AquaSphere? Maddai... ;)
      Inoltre ti aggiorni che per "Lato Oscuro della Forza", nei boardgames si intendono proprio i german più duri e puri, tipo Arkwright. :)

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    2. ti aggiorni = ti aggiorno
      è un refuso, non un imperativo :)

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    3. Hai l'invidia del Polpo...? :p :p :p

      Aaah ma ora ho capito, chiedo scusa, avevo letto "per esperti", mi spiace davvero è che ci vedo male, anche coi colori... Pensa che quando noi 3 ci troviamo, Bob, Fred ed io, apriamo le nostre 280 pagine di "A World at War" e diciamo "Cavolo come la vedo Nera, non potevamo fare quel gioco là, guarda che bei manualettini da 20-30 pagine con un Lato Grigetto Chiaro (a voler essere generosi)?"

      Claudio :D

      ps. e va bene mi hai convinto, cercherò di riprovare Arkwright ;)

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    4. Perplesso la prima partita, ho cominciato ad apprezzare Aquasphere dopo la seconda.
      A mio avviso un ottimo titolo.

      Sarebbe invece interessante scrivere un articolo a proposito della recente tendenza di dichiararsi e schierarsi "anti-Feld".

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  3. ma sono l'unico a cui Aquaspere non è piaciuto per nulla?
    Per me il vero capolavoro dell'anno è Wir sind das Volk, non c'è storia, ben ambientato, gioco nel suo genere veloce, asimettrico e davvero molto interessante.

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    1. concordo:
      per 2 giocatori: VSDW
      multigiocatore: Arkwright

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    2. Bello, bello. Preso a colpo sicuro quando ho visto il nome Richard "Maria" Sivél. Però sul tema gli preferisco Twilight Struggle, che dura il doppio ma ha anche il doppio dello scacchiere su cui confrontarsi; metterei WSDV sotto TS, e sicuramente sopra Dawn of Freedom (la Bolivia "random" non si può proprio guardare).
      Claudio

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  4. Ma Panamax non se lo fila proprio nessuno?

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  5. Perchè le distribuzioni di frequenza percentuali dei voti superano sommate di molto il 100%? :D

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    1. Sono consentite risposte multiple, mentre la percentuale indica solo quanti votanti su 100 hanno cliccato quella casella ..

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  6. a me stupisce molto come buona parte di questo titoli resti ancora introvabile (o a prezzi folli) a 8 mesi da Essen... detto questo, voto Panamax - WSDV - La Granja. ma vorrei provarli tutti...

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  7. Però Orleans per esperti proprio no!
    Tra l'altro diventa abbastanza noioso dopo poche partite - visto che tolta la meccanica base, rimane molto poco.

    Mmm arkwright sarebbe da provare, anche se gli economici azionari non proprio il mio genere.
    La granja mi intrippa, ma mi sa di troppo feldiano

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  8. Votati (vista la scelta multipla) Alchemist, Panamax (che conosco soltanto da regolamento per la verità), Orléans e Coloni imperiali. Ognuno con un aspetto originale nelle sue meccaniche.

    Se guardo le partite fatte il mio voto secco va a Coloni Imperiali che mi è piaciuto parecchio.
    Se guardo l'originalità pura (rispetto a quelli che conosco) voto secco ad Alchemist.
    Per la nuova meccanica di Bag Building voto secco a Orléans.
    Come "gestionale dadi" voto secco a Panamax.

    Ciao ciao

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  9. Ma come, mi mettete FiveTribes nella categoria per tutti e in quelli per esperti mi ritrovo titoli come Alchemist, Star Wars Imperial Assault e Roll for the Galaxy!? Sono un po' perplesso...
    Comunque per me Imperial Settlers e Castles of Mad King Ludwig sono state le migliori sorprese insieme a Wir Sind Das Volk per due giocatori. Mi ispira moltissimo anche The Lord of the Ice Garden, ma ancora non sono riuscito a metterci le meni sopra...

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    1. Simone, ho votato esattamente come te!!!! E anch'io qualche perplessità sulle candidature. Es.: perchè mettere nella lista Arkwright che, a detta dello stesso Agzaroth [cit..D'altro canto capisco che pochi l'abbiano provato e che sia ostico affrontare un gioco così..] è pressochè sconosciuto ai più e difficile da giocare? E perchè metterci Roll for the galaxy dove il fattore alea così tanto vituperato è sicuramente presente? Detto questo, chi non fa non sbaglia e ogni giuria ha il diritto di pensarla come vuole. Grazie a tutti gli amici che questa lista hanno comunque speso tempo per crearla e per farci divertire. Ciao e buon gioco a tutti!
      Guido

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    2. Ma è vero manca Historia!

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    3. Ho detto nelle premesse che è sempre difficile mettere su una lista e la difficoltà maggiore sta proprio nei titoli 'ai confini'. Roll for the Galaxy l'ho inserito perché comunque richiede un teorico sforzo di combinazione di effetti che lo rende meno immediato del 'per tutti o quasi' e comunque le meccaniche di base non le ho trovate così ultraimmediate.
      Per Alchemist a sua volta l'ho visto provato da alcuni gruppi e nessuno ne è uscito alla prima partita ricordandolo come particolarmente 'immediato' ed i tempi di gioco non sono a loro volta da titolo sgarzulino.
      Per Five Tribes, che è invece rientrato nell'altra categoria, ho notato che, se non fosse per le carte (che hanno in genere lasciato da parte nella prima partita), è un titolo che è risultato immediatamente comprensibile anche a totali neofiti, incuriosendoli, per cui l'avevo messo tra i titoli 'per quasi tutti' anche a mo' di sfida :)
      Grazie comunque per i suggerimenti che, come avete notato (vedi quelli che suggerivano lo scorso anno di spostare di qualche mese la votazione), cerco di ascoltare :)

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  10. in effetti e' presente The Golden Ages e manca Historia, cmq ho votato alkemist pero' e' l'unico che ho provato :P

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    1. Historia ha vinto il premio per il miglior italiano :) ... non dovevo dirvelo ... ;)

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