giovedì 16 luglio 2015

[Recensione] Han (China)

Scritto da Agzaroth

Tra i giochi di maggioranze mi era stato suggerito questo Han, ovvero la riedizione con materiali migliori e qualche piccola variante opzionale del classico China, di Michael Schacht. Comprato, provato, messo in vendita. Se avrete la pazienza di leggere, vi spiego perché.


Circa 2200 anni fa, la Cina è nel mezzo di un periodo di instabilità politica e sull'orlo di una crisi di potere. Il governo imperiale è stato gravemente indebolito dalle rivolte contadine e la sua caduta è prossima. Chi riuscirà ad unire le provincie e dare inizio ad una nuova dinastia?


Materiali e setup

La mappa (fronte/retro) è un macchione di colori che dovrebbe rappresentare le province cinesi, lato 3-5 giocatori, oppure i quartieri della capitale imperiale, sul lato 2-4. queste zone colorate sono attraversate da strade punteggiate da casette disegnate, che costituiscono i luoghi in cui poi i giocatori posizioneranno i propri pezzi. Alcune di queste casette si trovano al confine tra due regioni, vedremo poi perchè. Altre, lungo la costa, sono affiancate dal simbolo “porto”: anche questo avrà una sua importanza nel calcolo del punteggio finale. Al centro di ogni regione c'è poi una zona circolare in cui mettere i propri emissari. Infine la classica striscia dei PV (punti vittoria) su cui piazzare il proprio segnalino.

Ogni giocatore riceve 8 pedine emissario e 20 casette del proprio colore. Motore del gioco sono le 57 carte Provincia, di cinque colori differenti, corrispondenti a quelli delle regioni sul tabellone. Ogni partecipante ne riceve 3 casuali, poi se ne scoprono quattro (tre sulla mappa della città imperiale) e si posizionano vicino al mazzo di pesca.

Giocando le carte, i giocatori costruiscono le proprie case nelle provincie e vi inviano gli emissari. Ottengono così PV per le casette edificate e per le adiacenze tra i propri emissari di diverse provincie.

IL GIOCO
A turno, ogni giocatore può:
1) giocare fino a 3 carte per piazzare fino a 2 pezzi in 1 singola provincia, oppure
2) scartare una carta dalla mano e prelevarne un'altra da quelle scoperte o pescando dal mazzo.
Infine, rimpingua la propria mano fino a 3 carte, sempre prelevando dalle scoperte o dal mazzo.

In una provincia vuota è possibile piazzare un solo pezzo (casa o emissario). Se ci sono già pezzi presenti, allora se ne possono mettere fino a due. Giocando una carta di un dato colore, si piazza una casetta sulla provincia del medesimo colore. Oppure se ne possono giocare due identiche come jolly per qualsiasi colore. Per piazzare una casa al confine tra due regioni, è necessario scartare sempre due carte, che possono essere o identiche (del colore di una delle due regioni interessate) o diverse (una del colore di ciascuna delle due regioni confinanti). Anche gli emissari si piazzano scartando un carta del colore della regione o due identiche come jolly. Nella regione il numero massimo di emissari presenti è dato dal numero massimo di casette di un singolo colore. É importante tentare di piazzare i propri emissari in regioni confinanti, come vedremo in sede di punteggio.

Quando una regione non ha più spazi case liberi, viene immediatamente conteggiata. Chi ha più case, prende tanti PV quante sono in totale le case nella regione. Il secondo prende tanti PV quante sono le case del colore in maggior numero e così via. I pareggianti prendono lo stesso identico punteggio, senza scalare in alcun modo. Ad esempio, il blu ha 3 case, il rosso e il verde 2, il giallo 1. Il blu prende 8 PV, il rosso e il verde ne prendono 3 a testa e il giallo ne prende 2.

Quando il mazzo della carte viene esaurito per la seconda volta (dopo la prima si rimescolano gli scarti a formarne uno nuovo), il gioco termina. Si conteggiano le regioni non ancora chiuse, col medesimo criterio descritto sopra, le case sui 7 spazi porto, trattate come una regione, e infine emissari e strade.
Gli emissari vengono conteggiati considerando tutti i confini tra le province. Un giocatore riceve i PV pari a tutti gli emissari presenti nelle due provincie interessate se ha la maggioranza (anche a pari merito) di emissari in entrambe le provincie. Questo conto viene fatto per tutti i confini segnati sulla mappa.
Infine le strade: avere una linea ininterrotta di almeno 4 casette fa guadagnare 4+ PV, in base a quante casette formano la fila. Ad esempio, se ne ho 6, prendo 6 PV.

Il regolamento riporta un paio di varianti minime (mercati per la città imperiale, fortificazioni per la Cina) tutto sommato trascurabili.

CONSIDERAZIONI
Cosa non mi è piaciuto di questo titolo? Tante piccole cose che però, messe tutte assieme, lo relegano al fondo della mia personale classifica di gradimento dei giochi di maggioranze.
Tralasciando estetica ed ambientazione, che per me sono cose secondarie e che comunque non brillano, la prima cosa che mi ha fatto storcere il naso è proprio il sistema delle maggioranze che integra quattro calcoli tra loro completamente slegati. Ci sono le case, ci sono i porti, ci sono gli emissari ed infine pure le casette in fila. Togline uno e il gioco è lo stesso. Aggiungine un altro e cambia di poco. Questi elementi non sono connessi e collegati in gioco, tramite un sistema, tramite un nesso logico, sono solo pezzi “in più” di cui tenere conto. Per fare qualche paragone: in Specie Dominanti, la maggioranza legata alla dominazione e quella specifica di ogni esagono sono interconnesse e interdipendenti, legate indissolubilmente anche dall'azione di Dominazione che le coinvolge entrambe; in Tammany Hall la maggioranza globale legata agli immigrati di un singolo colore ti fa ottenere gettoni da spendere poi per ottenere quella nei singoli quartieri e quindi PV. Qui case ed emissari sono solo due modi diversi da fare punti. Aggiungiamoci anche i porti, che magari due sono pochi.

Il secondo motivo è legato a un gusto prettamente personale. Il guidare le azioni con la pesca delle carte, in un titolo in cui già c'è una così forte interazione, è spesso molto limitante. A questo si aggiunge la bruttura tecnica per la quale l'azione di scartare e pescare è il più delle volte una azione “buttata”, visto che si rimpingua automaticamente a 3 a fine turno. Qui il paragone mi arriva subito da Liberté di Wallace che, sebbene non sia comunque tra i miei preferiti (troppo caotico, troppo fortunoso), ha almeno implementato a dovere l'azione di pescare (non c’è rimpinguo automatico) e dato alle carte giocate una doppia valenza, dato che è possibile conservarle per poi utilizzarle in un secondo momento per rompere i pareggi.
D’altro canto in Han si può un po’ ovviare al problema giocando due carte identiche come jolly. In Liberté ci sono invece vere e proprie carte jolly, ma è una soluzione più comoda e meno intrigante, che mette di fronte a meno scelte. In questo Han è sicuramente più interessante. L’ottimo è infatti, al proprio turno, riuscire a piazzare sempre due pezzi, giocando 2-3 carte.

Han scorre via fluido, forse troppo, sconfinando nella monotonia. Non ci sono i colpi di scena di Specie Dominanti, non ci sono i calcoli tattici di El Grande, non c'è la profondità strategica e la lotta ad armi pari di King of Siam. Anche qui Wallace ha il grande merito di inserire il classico tocco di genio in Liberté: due condizioni diverse di “fine istantanea”, che cambiano completamente le carte in tavola, le condizioni di vittoria e allargano di parecchio la prospettiva di gioco e la profondità generale.

Sarei scorretto se dicessi che Han è un gioco fatto male. Tutt'altro. È dotato di una certa leggerezza pur presentando scelte non banali, ci sono tanti fattori da tenere in considerazione, pur non sconfinando nel complicato e il tempo di gioco è adeguato allo sforzo richiesto. Potrebbe già essere un buon introduttivo verso questa meccanica, per vagliare se piace o no, se questo genere di interazione sia nelle corde del tavolo, se questo livello di fattore fortuna sia tollerato o meno.

Han (China) rimane un buon gioco probabilmente considerando gli anni in cui è stato pubblicato (2005), ma se devo essere onesto – mia personalissima opinione – è più un gioco “vecchio” che un gioco “classico”.


Il gioco, per chi fosse interessato, è disponibile nel negozio online Egyp.it.

-- Tutte le immagini sono tratte da BoardGameGeek, postate da Daniel Danzer, Chris Norwood, Eric Matin, Ender Winggins e appartengono ai rispettivi proprietari. Sono state riprodotte pensando costituiscano una gradita forma di presentazione e verranno rimosse su semplice richiesta --

10 commenti:

  1. ...visto il prezzo abbordabile potrebbe essere un buon compromesso per prendere dimestichezza con questa meccanica...

    non lo conoscevo... :)

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  2. Ciao Agzaroth,
    L'articolo mi ha incuriosito perchè di giochi di maggioranze possiedo solo Rialto, comprato più per via della passione per Feld che per le meccaniche ivi contenute. A me Rialto piace e vorrei una tua sintetica opinione.
    Sarei anche molto curioso, vista la parziale bocciatura di questo HAN, in merito ad una tua ipotetica classifica di genere.
    Lo chiedo perchè recentemente ho provato El Grande che conoscevo per fama ma a cui non avevo mai giocato. Sono rimasto deluso (forse per via delle alte aspettative) tanto da toglierlo dalla mia wishlist di acquisto. Ho trovato fastidioso il suo soffrire di "king making" o se preferisci di "bash the leader". Non ci sono vincoli nel gioco che impediscano di pestare i piedi tutti insieme al leader di turno dato che il piazzamento degli omini è quasi libero. Cosa ne pensi?
    Grazie

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    1. Nei giochi di maggioranze è difficile che non ci sia una qualche sorta di "bash the leader". Ed è anche giusto così in molti casi. In Specie Dominanti, ad esempio, spesso chi è davanti viene bersagliato e questo sistema permette l'autobilanciamento.
      A me Han non è dispiaciuto, però concordo che il gioco è un po' ripetitivo e che le maggioranze sono slegate tra di loro, come detto nelle recensione. Si tratta di un gioco veloce, buono come introduttivo. Rialto è sicuramente più accattivamente, non tanto graficamente, dato che anche Rialto ha un tabellone osceno (le carte sono ben disegnate), quanto per le varie opzioni a disposizione. Han però ha forse il pregio di essere un po' più semplice da spiegare.

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    2. Ciao Luca,
      Rialto lo conosco poco perchè feci solo mezza partita ad una fiera e non mi impressionò.
      come diceva il ragazzo che ha risposto sopra di me, spesso il bash the leader (meno il kingmaking) è insito nei giochi di maggioranza, se si vuol tentare di star dietro a chi guida. Si reggono proprio su questo delicato equilibrio di calcoli in cui conta il delta tra quello che guadagni nei confronti di uno e perdi nei confronti di un altro.
      I miei giochi di riferimento in questa categoria sono fondamentalmente tre:
      1) El Grande
      http://pinco11.blogspot.it/2013/12/riscopriamoli-el-grande.html
      che ha la giusta durata, complessità e varietà per essere ancora, a parer mio, il gioco di maggioranze migliore che esista. L'uso delle carte iniziativa, il bilancio tra i cubi acquistati e la priorità, le carte azione e i loro effetti, le ruote delle regioni, il sistema del Castillo...rendono questo gioco un insieme di chicche che me lo fanno ancora preferire a tutti.
      2) King of Siam
      http://pinco11.blogspot.it/2014/02/riscopriamoli-konig-von-siam-king-of.html
      Molto più semplice nelle regole, più breve, calcoloso e spietato. Hai solo 8 azioni e sono identiche a quelle degli altri. Giocato in 4, a coppie, senza poter comunicare col compagno, diventa spettacolare, specie quando di crea un'intesa e si capisce quale sia il suo obiettivo: di solito uno corre e l'altro aiuta. Qui c'è anche molto meno bash the leader e il kingmaking è espressamente vietato tramite una regola.
      3) Specie Dominanti
      http://pinco11.blogspot.it/2013/06/recensione-specie-dominanti.html
      molto più lungo di El Grande (fai conto KoS = 60 minuti, El Grande = 120 minuti, SD = 180-240 minuti), molto cattivo, estremamente interattivo e più soggetto a fortuna e sconvolgimenti del tabellone. Diciamo che deve proprio piacere il genere per apprezzarlo.

      poi ce ne sono tanti altri validi, ma alla fine, per me, se uno ha questi 3 può anche chiudere il suo personale capitolo sulle maggioranze.

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    3. Ciao Agzaroth,
      GRazie per la risposta. Darò una seconda chances ad El Grande appena ne avrò l'occasione. In fondo era la mia prima partita. Sulla base di quanto hai risposto casso immediatamente Specie Dominanti che invece seguivo da molto tempo ma senza mai decidermi a comprarlo. Troppo lungo. Infine devo liberarmi della Scimmia per "King of Siam" in quanto dopo aver letto la tua recensione non riesco a pensare ad altro..... ma il gioco è introvabile....

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    4. Guarda, per King of Siam dovrebbe uscire per Essen questo The King is Dead, dello stesso autore, che reimplementa lo stesso gioco in Gran Bretagna
      https://www.boardgamegeek.com/boardgame/172996/king-dead
      La risposta dell'autore alla domanda sulle differenze con King of Siam:
      Only few:
      The map is different (we actually tried several things so that the map is different and interesting)
      Players start with two random cubes from the bag. So its possible to start with 2 of the same color and therefor in a four-player game the setups can bei different (so far the two teams start with the same starting set of cubes). That shakes things up a bit.
      There is a new variant which feature a fourth colour, that comes slowly on the board and cannot be taken. This variant is for everyone who likes the decisions in this game a little les obvious

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    5. Grazie mille dell'informazione. In questo caso terrò d'occhio il titolo perchè sembra una buona occasione di acquisire di fatto lo stesso gioco, forse migliorato.
      La scimmia mi stava suggerendo all'orecchio : "te lo devi costruire...."

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  3. mmmm agz....dai ......anche se son convinto che non sia proprio "il tuo", devi dare una nota di merito anche a Vanuatu......anche se, riconosco, profondamente differente - e di brutto - da quelli che hai citato, è pur sempre un gioco di maggioranze nella sostanza...concordo su el grande. davvero notevole pur a distanza di anni, meglio decenni dalla pubblicazione.

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  4. Ciao, io possiedo HAN e ho giocato a Web of Power (precursore di China), come hai scritto tu lo ritengo molto valido come introduttivo della meccanica, e lo trovo comunque un gioco soddisfacente considerata la durata che richiede una partita (30 minuti in 5 giocatori).
    Diciamo che lo ritengo ottimo quando a fine serata rimane una mezz'oretta e si vuole fare comunque un gioco che non sia un semplice filler, ma che presenti delle scelte non banali.
    Ovviamente non credo sia paragonabile a Specie Dominanti, El Grande in quanto mi sembra sia un gioco destinato ad un pubblico/serata differente.
    Per quanto riguarda i giochi di maggioranze io personalmente adoro anche Louis XIV, gioco sicuramente afflitto da qualche difetto, ma secondo me da vita a partite veramente intense e piene di scelte difficili.

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  5. Han/China mi ha sempre annoiato, gli ho dato più di una possibilità ma non mi ha mai soddisfatto, è un giocpo che non ritengo essere ne stimolante ne divertente. Anche io in attesa della re-implementazione di King of Siam.

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