venerdì 21 agosto 2015

[Maratona estiva] - Pylos

scritto da F/\B!O P.

Siete affascinati dall'Egitto? Avete letto tutti i libri di Christian Jacq? Il vostro sogno è una crociera lungo il Nilo con visita alle piramidi? Ci siete andati in luna di miele? Se avete risposto "sì" ad almeno una di queste domande, allora potreste vedere in Pylos (o Pyraos secondo alcune versioni) un'ambientazione che proprio non c'è, perché è il classico astratto di casa Gigamic ^_^
La sua maledizione, scagliata da David G. Royffe, colpisce 2 giocatori alla volta, intrappolandoli per 10 minuti. Età suggerita 8+, ma anche meno con la variante bimbi. È la 19ª tappa della nostra maratona, uno degli ultimi astratti che incontreremo lungo il tracciato.



IL GIOCO IN UNA FRASE
Avvicendatevi nel posizionare le sfere, cercando di sfruttare le mosse che ve ne fanno risparmiare, perché chi colloca una delle proprie in vetta vince!

COMPONENTI
La scatola contiene il tabellone, il regolamento e 30 sfere (15 chiare e 15 scure).
Il tabellone presenta un solco perimetrale, per contenere la riserva delle sfere, e 16 incavi disposti in una griglia 4x4, per ospitare il piano terra della piramide.
È tutto in legno, ben rifinito, piacevole da maneggiare.

COME SI GIOCA
Il regolamento (IT) è davvero breve.
Ognuno dei giocatori ha 15 sfere nella propria riserva. Nel proprio turno si può scegliere tra:
  • piazzare in un incavo una sfera presa dalla propria riserva;
  • piazzare su un quadrato 2x2 una sfera presa dalla propria riserva;
  • spostare una delle proprie sfere già in gioco, impilandola su un quadrato 2x2 (lecito solo se tale sfera sale di uno o più piani e se non sorregge altre sfere sopra di sé).
Un giocatore che forma un quadrato 2x2 di sfere del proprio colore rimette immediatamente nella riserva una o due delle proprie sfere, basta che non ne sorreggano altre.
Vince chi completa la piramide.

CONSIDERAZIONI
Una delle cose simpatiche di quando spiego questo gioco è che, iniziando col dire che vince chi piazza la punta, i più scaltri a fare i conti esclamano: "Eh ma allora chi inizia perde!". Quando aggiungo le due regolette per risparmiare sfere, tutti i pezzi vanno al loro posto ;-)
Spesso la partita ha un inizio guardingo e un finale automatico, ma nel mediogioco c'è parecchio da sbizzarrirsi. In questa parte non è molto chiaro chi è in vantaggio e anche una singola mossa può capovolgere le sorti del gioco.
Uno schema a cui stare attenti (per cercare di realizzarlo o per imperdirne il conseguimento all'avversario) è quello a T: mettendo quattro proprie sfere in questa disposizione è possibile formare uno (o magari più) quadrati 2x2 del proprio colore. Se riuscite a piazzarne 5 a croce ancora meglio.
Trovo che le due regole speciali siano ambivalenti, il che è un bene. Quella del quadrato del proprio colore dà la possibilità di riprendere 2 sfere, che sembra la scelta migliore, perché rifornisce maggiormente la riserva. Quasi sempre però è preferibile toglierne solo una per provare a riformare un quadrato. Similarmente, l'opportunità di spostare una sfera già in gioco può apparire come l'azione giusta da fare, ma lo spazio liberato potrebbe dar modo all'altro giocatore di completare un quadrato o liberare alcune sue sfere precedentemente bloccate da quella sopra. In pratica, il gioco vi fa pianificare le mosse future in tre dimensioni. A ruoli invertiti potreste tendere una trappola per indurre l'avversario a sollevare una sfera, restituendovi l'accesso alle vostre. Se invece lasciate Pylos ben in vista, la trappola sarà per chi passa da casa vostra, che inevitabilmente vi chiederà di giocare.
Le varianti insistono entrambe sulla regola che permette di recuperare 1 o 2 sfere: ai bambini la toglie del tutto, mentre ai giocatori esperti aggiunge anche le linee da 4 sfere (al piano terra) e quelle da 3 (al primo piano) oltre al quadrato 2x2. Chiaramente bisogna stare molto più in guardia!
Lati negativi?
Quelli degli astratti da due (vedere qui).

MIA MOGLIE DICE COSE
«Prima di tutto è molto carina l'idea di formare una piramide. Inoltre il fatto di vincere posando la pallina in cima, mi fa immaginare un uomo che dopo mille fatiche termina la scalata di una vetta impervia. Mi è piaciuto subito il gioco, nonostante le prime volte non abbia mai vinto. Le dinamiche sono veloci e le partite sono rapide, ma questo non è sinonimo di banalità. Bisogna valutare bene le proprie mosse. All'inizio è importante sfruttare la possibilità di riprendersi due sfere, quando si forma un quadrato del proprio colore.»

On line si può giocare su Board Game Arena, in tempo reale.
Lo trovate anche nel negozio online Egyp.it

-- Le immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. --

10 commenti:

  1. Il mio commento non si riferisce in particolare a Pylos, ma in generale ai giocatori di board-game rispetto ad altri, per esempio i giocatori di carte. Quale è il meccanismo mentale che porta gli appassionati di board games a cercare costantemente la novità ed a porsi sempre il problema della rigiocabilità ? Un giocatore di scopa, di burraco o ancor più di bridge è appagato dal gioco che ha scelto e probabilmente dedicherà il suo tempo ludico per anni alla ricerca di carte, ori, primiera e sette bello, rinnovando il suo divertimento e la sua soddisfazione ad ogni appuntamento, senza sentire il bisogno di nuovi strumenti e nuove regole. Su cosa si basa questa differenza ? Ciao. Enrico.

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    1. Ciao Enrico, ti rispondo da war-gamer (quelli veri, pedine e mappe esagonate) piuttosto che board- (a questo ci penseranno altri, credo).
      Nel nostro hobby la risposta è piuttosto semplice: il periodo storico e la qualità/altezza della simulazione (tattico, strategico, operazionale). Esempio: Guerra Fredda. Da un lato hai il #1 a livello mondiale, Twilight Struggle, una delle migliori simulazioni geopolitiche di sempre in termini di vastità nella ricostruzione storica e nelle meccaniche ma, per il tipo di gioco, necessariamente "alta" e "asettica" (aggiungi generici "punti influenza" in varie zone del mondo).
      Dall'altro hai il #13 dei wargames a livello mondiale, Fire in the Lake, il miglior COIN a tutt'oggi (imho) che invece ti trasporta in un periodo ed una zona ben definite, il Vietnam, facendoti toccare con mano tutto: politica, terrorismo, azioni belliche, strategia e tattica.

      E ora per arrivare più da vicino alla tua domanda, quindi Fire in the Lake è il gioco definitivo sul Vietnam? Si e no. Anche qui dipende dallo zoom a cui vuoi dedicarti. TS astrae il Vietnam in un paio di carte; FITL "vede" tutto il teatro del Vietnam (del sud, Cambogia, Laos); invece City of Confusion (Paul Rohrbaugh, 2012) ha una vista bassissima, ti porta nella singola città di Hue durante l'offensiva del Tet nel '68. E così via.

      Ma a parità di zoom, Fire in the Lake è il migliore di tutti? Anche qui, si e no. L'altro diretto concorrente, Hearts & Minds, che copre più o meno lo stesso esatto periodo ('65-'75), ha delle sostanziali differenze: manca l'aspetto politico, è più un vero e proprio wargame card-driven (vale a dire che usi carte per attivare le unità - le pedine), strettamente per 2 giocatori, la tabella dei rinforzi è storicamente corretta, ecc.
      Mentre FITL è più focalizzato sui rapporti tra le 4 fazioni e quindi si può giocare fino in 4, o anche da soli perchè le altre fazioni sono automatizzate con una (stupenda) AI, lasciando al giocatore la possibilità di esplorare scenari "alternativi" e decidere quando e dove intervenire, in modo più astratto (non ci sono singoli reggimenti e nomi specifici ma generici "punti/pedine").

      Ai miei occhi - e penso di qualsiasi altro wargamer - FITL e H&M sono due wargames che coprono l'intero Vietnam in modo completamente diverso, sufficientemente diverso da giustificare l'acquisto (ed il gioco assiduo) di entrambi. Quello che si impara, storicamente, dal mazzo eventi del primo (colpi di stato, rastrellamenti nei villaggi, fotografi di guerra, Pathet Lao, apertura cinese agli US con Chou En Lai...) è completamente diverso dal secondo (fumogeni, promozioni di unità sul campo, sappers...), le abilità richieste da uno sono diversissime dall'altro, e così via.

      Detto questo, anche nel nostro mondo di nicchia esistono gli equivalenti del Bridge (bellissimo gioco, per inciso). Ho un amico che nei wargames tattici della WW2 gioca da anni sempre e soltanto ad un titolo - e posso anche capirlo - Advanced Squad Leader, perchè a suo dire non esiste altro gioco al mondo che faccia le stesse cose con altrettanta efficacia (e malignamente potrei dire, complessità!). Si può essere d'accordo o meno, ma resta fermo che più o meno tutti conosciamo a fondo ASL prima di esplorare altre alternative; che poi magari vengono preferite per ragioni di tempo (Heroes of Normandie), verosimiglianza storica (Band of Brothers), o spettacolarità (Combat Commander) - o anche reperibilità sul mercato (alcuni vecchi moduli di ASL sono ahimè fuori produzione).

      Culto del nuovo o adattamento a gusti ed esigenze dove lo studio storico si incrocia con il gusto di una sfida sempre nuova? Lascio giudicare a te, se mai ti capiterà di provare un wargame!

      Saluti,
      Claudio

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    2. Grazie per l'esauriente risposta. Mi sembra che per chi ama i wargames si possa fare il paragone con uno studioso/appassionato di qualsiasi campo che sicuramente non si fermerà al primo libro, pur valido, sull'argomento, ma continuerà ad approfondire le proprie conoscenze consultando altri testi. Enrico

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    3. Ciao Enrico, grazie per l'interessante questione che poni!
      Ringrazio anche Claudio e Plap per i loro contribuiti.
      Secondo me la distinzione da fare non è tanto tra boardgamer e altri tipi di giocatori, ma tra chi gioca quasi esclusivamente ad un solo gioco (ad esempio bridge con le carte, scacchi tra gli astratti, ASL tra i wargame, ...) e chi invece cerca sempre titoli nuovi, fatti salvi i grandi classici/preferiti.
      Credo che appartenere ad una schiera o all'altra dipenda sia da condizioni personali (carattere, inclinazioni, tempo a disposizione, ...) che da fattori ambientali/sociali (dove e con chi gioco). Nel mio caso, nell'ambito degli astratti (visto che in questa maratona ne ho recensiti parecchi), sebbene li apprezzi moltissimo a livello razionale e mi piacerebbe migliorare, sul piano pratico diventare un mostro a DVONN mi lascerebbe senza avversari locali con cui confrontarmi. Finirei per giocare on line, che è l'esatto contrario di quello che cerco in un gioco di società. Quindi preferisco avere tanta scelta e sapere cosa proporre al babbano o al gamer che passano per casa nostra ^_^

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  2. Ciao Enrico,
    Forse non dovrei tentare di darti una risposta perché nuoto da poco nel mare dei boardgame. Un mio vicino era uno da burraco del giovedì sera. Non saltava mai il suoi appuntamenti settimanali. Poi da me ha provato Ticket to Ride Europa e gli amici hanno cominciato a sentire la sua mancanza. Finché giovedì scorso è venuto da me e si è fatto prestare Love Letter per portarlo agli amici del burraco (non l'avrei mai lasciato andare con Ticket to Ride).
    Con questo voglio dire (ma è un mio personale punto di vista) che fin quando il gioco è una scusa per vedersi allora un gioco vale l'altro. Poi quando invece si capisce che anche il gioco è una variabile che può essere ottimizzata allora ci prende un appetito che va via solo temporaneamente... E questa è una caratteristica del gamer.
    Invece la rigiocabilità è un'altra cosa. Non è una caratteristica del gamer ma del "game". Serve parlarne per valutare il gioco. Se giochi 20 partite a un gioco da 20€ e 50 partite ad uno da 30€ puoi cominciare a pensare che il secondo è il più economico dei due.
    Concludo rinnovando i miei complimenti a F/\b!o per i suoi post.

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    1. Plap, grazie di nuovo!
      Giustissima la tua considerazione sulla rigiocabilità e il rapporto partite/prezzo. Aggiungo che anche la scalabilità, seppur in modo minore, va messa nella stima dei costi-benefici, perché se giochi sempre in gruppo un titolo da 2 ti si impolvererà tutto, mentre se normalmente giocate in coppia un titolo con una variante da 2 che fa pena sarà uno spreco di soldi.

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    2. Grazie per le interessanti argomentazioni. Concordo con Fabio quando fa riferimento a diversi fattori che intervengono nelle scelte individuali. Io personalmente amo sia il gioco delle carte che i board games ( che piacere aprire una scatola e scoprire un piccolo, fantasioso nuovo mondo !) , ma mi adatto alle situazioni contingenti. A mia moglie giocatrice di GIN ( il migliore gioco di carte per due) sono riuscito a proporre con successo Jaipur, Patchwork, Agricola tutte le creature, Port Royal, Batisseur. Agli amici ho proposto Augustus (non un cinghiale !) ed è stato come chiedergli di decifrare la stele di Rosetta , per cui abbiamo proseguito la serata con la centesima partita a Burraco. Sarà per la prossima volta ! Ciao. Enrico

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  3. il mio gioco non è così.Ha delle astine dove infilare le palline di le

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  4. il mio gioco non è così.Ha delle astine dove infilare le palline di le

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    1. Ho visto versioni di varie misure, materiali e colori, ma quella che descrivi tu mi manca! Di che editore è? Le regole sono le stesse? Ci sono 16 astine fissate alla base per infilare le sfere del piano terra?

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