domenica 30 agosto 2015

[Recensione] The Producer

scritto da Bernapapà

Cogliendo l'occasione dell'imminente inizio della Mostra del Cinema di Venezia, è con grande piacere che oggi vi voglio parlare di questa produzione tutta italiana, della neonata Apocalypseinc games: The Producer, opera prima dell'autore Manlio Zaninotti, per 2-4 giocatori, gioco destinato ad un pubblico di giocatori esperti, con tempi di gioco non cortissimi (60-180), che ci proietta nell'era delle produzioni cinematografiche americane in un periodo che si estende lungo la seconda guerra mondiale. Nel gioco siamo proprietari di una piccola major che, partendo da un piccolo magazzino per la ripresa delle scene e da pochi soldi, dobbiamo cercare di farci largo in questo business promettente, cercando di ampliare la nostra azienda, mettendo a contratto gli attori più noti, scegliendo i copioni dei film da produrre e cercando di acquistare notorietà vincendo magari qualche Oscar. Se il mondo del cinema vi affascina (soprattutto di quel tempo per certi versi pionieristico), non potete farvi scappare questo titolo, che è stato anche presentato al Far East Film Festival di Udine di quest'anno: gioco che fa dell'evocazione dell'ambientazione il suo punto di forza, ma che è comunque saldamente ancorato su meccaniche di gioco innovative ed interessanti.
La versione inglese del gioco verrà inoltre presentata in contemporanea in anteprima ad Essen e Giornata del Cinema Muto di Pordenone.



I materiali

La scatola è molto bella (cartone speso satinato), ha il suo bel peso, ed è ricca di materiali di pregiata fattura. Abbiamo un tabellone in tema, contornato dalla pellicola segnapunti, suddiviso in 9 settori, riccamente decorato con immagini evocative: abbiamo Hollywoodland, l'area del casting, Hollywood Party, la banca, la CBS (emittente radiofonica), lo Starlight Motel, il caffè Colosimo, e la sala degli Oscar. Abbiamo poi le plance personali, che, anch'esse suddivise in settori, sono in parte colorate ed in parte in bianco e nero, con rappresentati 3 studios, l'ufficio del direttore (una roulotte), il magazzino, il cantiere, la sala trucco, la sala effetti speciali, l'orchestra, la sala montaggio e il villaggio tematico.
Le parti in bianco e nero significa che devono essere ancora costruite, per cui abbiamo dei tasselli colorati da sovrapporre sulla scheda personale durante il gioco, una copia per ciascun edificio di ogni plancia: fanno eccezione i villaggi tematici che sono 4 diversi, ma in una sola copia. I copioni dei film sono stampati su cartoncini plasticati che riportano la locandina del film, il nome (in italiano e inglese), il genere, il giudizio della critica (stelle nere), il favore del pubblico (stelle di diverso colore), il regista ed il cast. E'anche riportata la trama del film, ininfluente per il gioco, ma che crea atmosfera. I registi e gli attori sottolineati  sono presenti come personaggi nel gioco. A volte sono presenti scritte sottolineate che influenzeranno il gioco di chi produrrà quel copione.
Abbiamo poi 2 mazzi di carte (molto belle, plasticate ruvide): il mazzo dei personaggi ed il mazzo degli eventi. I personaggi (tutti con foto e nome) contemplano registi, attori, attrici e attori-registi, e riportano sempre il costo di ingaggio ed il costo di mantenimento. Per i registi abbiamo la bravura, in stelle nere, ed il genere in cui eccellono, più eventuali note. Per gli attori abbiamo la fama, in stelle gialle, e l'abilità nei diversi generi: drammatico, commedia e caratterista. Le carte evento si dividono in due tipi: carte azione (testo nero) e carte avvenimenti (testo rosso): a loro volta si dividono in semplici e speciali (testo sottolineato). In tali carte possono essere presenti, in basso a destra da 0 a 3 statuette degli Oscar.
Fanno seguito un stuolo di segnalini di diverso colore per indicare la diversa tipologia di pubblico, che corrispondono ai colori delle stelle che troviamo sui copioni: adulti (blu-machi e rossi-femmine), ragazzi (azzurri-maschi e rosa-femmine), bambini (verdi), vecchi (bianchi) e fans (dorati). Abbiamo poi i token per le votazioni degli oscar, per le ipoteche, la collusione mafiosa ed il segnaturni. Oltre alle plance, ogni giocatore riceve 7 token produttore (6 per le azioni + segnapunti) ed una scheda riassuntiva dei costi di costruzione e mantenimento degli edifici. Termina la dotazione il denaro, rappresentato da sontuosi tagli di dollari in pregiata carta simil-filigranata.
La qualità dei materiali è veramente di alto livello, sia per quanto riguarda la consistenza (carte, plance, banconote ecc.) sia per quanto riguarda l'attenzione alla componente grafica: uno sforzo produttivo davvero notevole e sostanzialmente riuscito nel cercare di produrre un gioco degno di nota. Una sola nota negativa: non vengono fornite le bustine dove riporre i materiali (token, carte, soldi, ecc) ed il sacchino da cui estrarre i token pubblico (almeno nella mia copia non c'erano: magari un difetto presente solo nelle copie di review).

 

 

Le regole

Il regolamento è abbastanza sostanzioso, ed esula da questa recensione una sua dettagliata spiegazione. Cercherò di riportare il fulcro del gioco senza scendere nei particolari. Lo scopo del gioco è accumulare punti vittoria, che si ottengono sostanzialmente facendo vincere gli oscar ai film prodotti e ai registi e attori che fanno parte della propria scuderia, oppure producendo film kolossal o film di generi diversi. Ogni giocatore inizia con un budget, 5 personaggi e 5 copioni che dovrà scegliere con la consueta tecnica del drafting (stile 7 Wonders): scelti i copioni, potrà decidere quali personaggi ingaggiare, pagandone il costo di ingaggio. Il gioco si sviluppa in anni (turni): dal 1940 al 1944 (si può optare per la versione abbreviata al 1942), e ad ogni turno vengono distribuite 6 carte evento ad ogni giocatore, che potrà quindi, in linea di massima, compiere 6 azioni a turno, piazzando i propri produttori sul tabellone o sulla propria plancia.
Le carte azione sono piccoli o grandi bonus cui è possibile rinunciare, compiendo comunque l'azione: alle carte avvenimento (malus) semplici è possibile rinunciare, rinunciando all'azione, ma quelle speciali si devono giocare perché contengono avvenimenti negativi che coinvolgono tutti i giocatori (scoppio della guerra. chiamata alle armi, indagine dell' FBI sulla mafia..). Le azioni possibili vanno dal poter reclutare nuovi personaggi o acquistare nuovi copioni a prezzo pieno, o a prezzo di mantenimento, al danneggiare l'immagine degli attori reclutati dagli avversari, al promuovere il proprio film alla radio CBS, o al cercare di racimolare denaro affiliandosi alla mafia o ipotecando i propri studios.
Il denaro è indispensabile per costruire nuovi edifici sulla plancia, per pagare i nuovi contratti e per pagare gli stipendi dei personaggi assunti gli anni passati, e pagare i costi di esercizio degli studios. Ampliare la propria plancia permette di produrre più film in un anno, e produrre alcuni generi che presuppongono la presenza di alcuni edifici (trucco, effetti speciali o orchestra). Ma veniamo ai due motori principali del gioco: la produzione del film e la fase degli Oscar. Per produrre un film è necessario disporre di uno studio libero (o del villaggio tematico richiesto), di un regista, di un attore protagonista, di un'attrice protagonista: è poi possibile aggiungere da 1 a 3 caratteristi per aumentare il prestigio del film. Alcune star non si presteranno a recitare in parti secondarie, a meno che non si stai producendo un kolossal, per il quale sono necessari 3 studios contemporaneamente.
Una volta prodotto il film, si va a verificare il riscontro al botteghino, che corrisponde alla principale voce di introito della major. Si sommano le stelle pubblico del copione e quelle degli attori, sulla base del tipo di film cui hanno partecipato: si estraggono quindi dal sacchetto del pubblico un numero corrispondente di token: è quindi previsto un meccanismo di accoppiamento fra i token estratti ed il tipo di pubblico definito sul copione, con anche la possibilità di aggiungere gli accompagnatori (gli uomini accompagnano le donne e viceversa, i ragazzi accompagnano le ragazze e viceversa, i nonni accompagnano i bambini). Ottenuto il numero di token pubblico assegnati, cui può aiutare l'aver fatto pubblicità su CBS, si derivano gli introiti (un tot a token).
La fase degli Oscar è leggermente più complessa: l'Oscar al miglio film verrà assegnato al film in cui sono stati utilizzati il  maggior numero di attori presenti nel cast originale; per l'Oscar alla regia si sommano le stelle nere del copione con quelle del regista, eventualmente modificati da carte evento o maldicenze precedentemente giocate dagli avversari: si gira un corrispondente numero di carte evento e si sommano gli Oscar scoperti. Per gli attori principali si fa lo stesso con le loro abilità di recitazione, se utilizzabili nel film prodotto (altrimenti si prendono le capacità da caratterista), e per il miglior non protagonista si prendono sempre le capacità di caratterista. Anche per questi, il numero di carte da girare può essere influenzato da carte evento giocate o da maldicenze sparse dagli avversari.
Agli Oscar trovati con le carte si possono aggiungere, segretamente, i token Oscar che si sono eventualmente guadagnati alla radio, non utilizzando tutte le azioni o per effetto di alcune carte. In caso di parità gli Oscar non vengono assegnati, a meno che uno dei contendenti non abbia costruito la sala montaggio, che fa vincere gli spareggi.
Gli Oscar permettono di guadagnare punti vittoria, cui andranno aggiunti quelli dei Kolossal prodotti, e, alla fine del gioco, un bonus per chi ha completato la costruzione della propria plancia e una scala esponenziale di punti a crescere sulla base delle differenti tipologie di film che si sono prodotti durante il gioco: se qualcuno termina il gioco con qualche ipoteca pendente, non può vincere.
L'autore ha poi stilato una serie di regole che permettono di variare il gioco, sia in termini di lunghezza della partita, che in termini di aleatorietà. Una variante interessante è quella di non utilizzare le carte evento, che danno pepe al gioco, ma ne aumentano sicuramente i tempi ed il fattore aleatorio, riducendo al contempo il fattore ambientazione.

Le impressioni

Il gioco ha il suo punto di forza nel cercare di riprodurre il più fedelmente possibile l'ambientazione del cinema americano degli anni 40. Lo sforzo storico-cinematografico si sente eccome, dalle locandine dei film fedelmente riprodotte, agli aneddoti sugli attori di cui molti, almeno a me, sconosciuti. Questo ha portato a voler includere nel gioco molte peculiarità (gli eventi delle carte, i meccanismi di attribuzione degli introiti e del calcolo degli Oscar) che rendono la prima partita un pochino ostica, rendendo il gioco un pochino "barocco". L'obiettivo è abbastanza chiaro sin da subito (produrre film!) ed anche le regole di produzione non sono così complicate, ma quando si va a calcolare gli introiti e gli Oscar, almeno le prime volte è necessario farlo con il manuale accanto.
Destinato quindi ad un pubblico abituato a regolamenti non immediati (il 14+ sulla scatola è corretto), e con tempi di gioco importanti. Il fattore aleatorio, più che dalle carte, è dettato dalla pesca del pubblico che, con sorteggi sfortunati, può variare di molto le rendite di un film piuttosto che quelle di un altro. Certo, anche questo fa parte dell'aderenza tematica, ma i cultori dei giochi iper-controllabili potrebbero storcere il naso di fronte a questo aspetto. E' anche vero che, a dispetto di qualche pesca sfortunata, è possibile pianificare la crescita della propria major costruendo gli adeguati edifici, cercando così di produrre più film in un anno. Un po' di pepe interattivo è stato posto nel cercare di danneggiare gli avversari, mandando paparazzi presso i loro attori, facendo quindi diminuire momentaneamente la loro popolarità e quindi la loro potenzialità di appeal al botteghino e per le nominations, ma rimaniamo in un ambito di interazione leggera.
Il cuore del gioco è saper calibrare abilmente gli investimenti necessari con le aspettative di introiti e di possibilità di ricevere gli Oscar: se si sperpera denaro che non si riesce a recuperare nel turno in corso, diventa poi complicato (ma non impossibile) recuperare; d'altra parte, giocare con il braccino corto, può essere controproducente perché, al contrario di quanto si possa immaginare nella realtà, per vincere bisogna diventare famosi, non ricchi (i soldi non vengono contati nei punti vittoria). Da questo punto di vista, il gioco premia le capacità di strategia finanziaria, anche a lungo raggio, tramite la quale è possibile recuperare eventuali pesche sfortunate dal sacchino del pubblico: si sottolinea che il pubblico, verosimilmente, andava al cinema molto più raramente di ora, e questo è rappresentato dal fatto che il pubblico estratto e assegnato, non viene reinserito nel sacchino se non alla fine dell'anno! Va da se che chi produrrà i film prima, avrà un più ampio raggio di pesca del pubblico. Insomma, una corretta pianificazione del gioco premette di governarlo a sufficienza.
Per concludere, devo dire che, a dispetto di un impatto non semplicissimo, il gioco ha il suo valore intrinseco, che verrà apprezzato soprattutto dai cultori della settima arte.

Si ringrazia la Apocalypseinc games per la copia di review concessaci.



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