venerdì 18 settembre 2015

[nonsolograndi] Gary Gouda

scritto da
Simarillon (Davide)

Preso oramai dal vortice Haba ecco il quarto gioco della casa dell’inconfondibile scatola gialla con il nome rosso nelle ultime sei recensioni. Oggi a nonsologradi arriva Gary Gouda, gioco creato da Guido Hoffmann ed illustrato da Michael Schober. Il gioco può essere giocato a partire dai quatto anni e ci si può divertire da due a quattro giocatori in partite della lunghezza di una ventina di minuti (anche abbondanti). Naturalmente indipendente dalla lingua, come tutti i giochi Haba e come quasi tutti i giochi tedeschi.




I materiali
Scatola particolare quella di oggi, dal momento che la scatola è il gioco stesso. I materiali sono:
  • il topo Gary Gouda, in legno e di buone dimensioni;
  • il gatto Kiki, in legno anch’esso di buone dimensioni;
  • sedici fori/porte arancioni;
  • otto fori/porte viola;
  • ventiquattro cartoncini formaggio di discrete dimensioni e con illustrati sul retro diversi oggetti;
  • un dado bacchetta in forma di parallelepipedo.
Ottimi i materiali con punte di eccellenza per il simpatico topolino ladro Gary.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Prima di iniziare a giocare occorre preparare la scatola che fungerà da base del gioco infilando i fori
nelle fessure fra le pareti delle stanze (la scatola è suddivisa in tanti scompartimenti che fungono appunto da stanze); gli otto fori viola delimitano gli angoli, le porte arancioni si infilano a piacere nelle altre fessure delle pareti delle stanze. Si scelgono quattro formaggi e si piazzano nelle stanze con lo stesso simbolo; poi ecco arrivare il gatto Kiki che si piazza in una stanza a piacere. Da ultimo si tira il dado bacchetta per determinare la stanza di partenza e la stanza d’arrivo.

Si può iniziare a giocare, ogni giocatore muoverà il topo Gary per cercare di portare il maggior numero possibile di pezzi di formaggio nella stanza d’arrivo, il topo arriverà nelle stanze che contengono il formaggio e collocherà il simpatico Gary su uno o più dei cartoncini formaggio, aumentandone così l’altezza. Ogni porta ha un’altezza differente (anche se in apparenza uguale) in cui il topo passa o senza formaggi, o con uno/due/tre formaggi, solo provando a passare nelle porte si capirà se Gary riuscirà a passare oppure o no. Chiaramente non si può passare davanti al foro presidiato dal gatto Kiki.
Sa Gary rimane intrappolato il gioco passo al giocatore successivo, se, invece, il topo arriva fino alla stanza d’arrivo il giocatore aggiunge i formaggi alla propria riserva. Ad ogni turno si posizionano tanti formaggi per averne sempre quattro nella casa. Al termine i giocatori possono, se lo desiderano muovere il gatto dove preferiscono, senza alcun vincolo.

Vince chi, al termine del gioco, ha il maggior numero di formaggi. 

Variazioni sul tema
Il gatto può bloccare o solo una porta o tutta la stanza. Rendendo di fatto cieche una o più strade, magari obbligando così ad essere un po’ meno speculativi ed un po’ più intraprendenti, nel secondo caso. Un'altra modifica interessante è quella di variare ad ogni turno l’arrivo lasciando come partenza l’ultimo arrivo, così che sarà più difficile memorizzare un percorso e ripetere sempre quello, stimolando la memoria, ma anche l’apertura di nuove strade.

Considerazioni Personali / Impressioni
La scatola è davvero molto voluminosa, quindi bisogna avere molto spazio dove conservarla. Questo perché essa è parte integrante del gioco ed in questo il gioco è stato abbastanza un precursore, mentre oggi sono molti i giochi che sfruttano la scatola come elemento di gioco; pur essendo questa una tendenza che, personalmente, non mi piace troppo. Il gioco, almeno dal punto di vista di Lorenzo molto pigro quando si tratta di dover ritirare i proprio giochi, ha un notevole pregio ovvero quello che si mette via la scatola molto in fretta, si riversano i formaggi e il dado e tutto è pronto per tornare nello scaffale.
Molto bello è l’impatto visivo, di topo, gatto e casa in generale, questo è un punto sicuramente a favore, dal momento che attirerà l’attenzione dei piccoli giocatori per qualità dei materiali e bellezza degli stessi, che oltre ad essere di notevole fattura sono anche assolutamente funzionali al gioco.

La cosa che più mi piace di questo gioco è il fatto che si basi sulla memoria, come scritto già più volte uno dei punti forti dei nonsolograndi, senza sfruttare l’abusato concetto del memory e del ricordare dove sono le tessere. E’ vero che le porte si possono considerare come tessere, ma l’interazione con il topo crea un meccanismo virtuoso di memoria a medio termine e inoltre aiuta i piccoli a rendersi conto se il gatto passa oppure no.
La cosa che meno mi piace del gioco è la meccanica di movimento del gatto un po’ troppo debole e anche un po’ svincolata da un contesto, sarebbe stato più interessante la possibilità di muoversi solo, ad esempio, nelle stanza affianco a quella in cui è presente, o tirando un dado in cui discriminando come/quanto muoversi, in questo secondo caso in una sorta di simulazione del salto felino.

Interessante che il topo possa decidere quanti formaggi recuperare e portare verso la casella di arrivo in una piccola sorta di ‘push your luck’ ovvero quanto sono disposto a rischiare per cercare di
ottenere la vittoria. E’ anche interessante vedere, proprio in quest’ottica, come ci saranno piccoli più conservativi, che memorizzeranno la strada buona e percorreranno solo quella, mentre altri che oseranno e rischieranno un po’ di più, magari anche spinti dalla curiosità di trovare altre strade.

Il produttore suggerisce per questo gioco come età un 4+, e direi che ci siamo, il gioco è visivamente molto appagante, e quindi sicuramente piacerà ai bimbi accumunandosi quasi ad un giocattolo, inoltre la meccanica di base della memoria permette un accesso a nonsolograndi abbastanza piccoli.

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che ‘quando un uomo vuole qualcosa, deve essere consapevole di stare correndo un rischio. Ma è proprio questo a rendere la vita interessante’ come scrive Paulo Coelho, ne Il Cammino di Santiago.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o i bimbi che hanno giocato con lui) ha imparato giocando a Gary Gouda:
  • stare attento nel turno di gioco degli avversari per verificare dove può passare il tipo e con
    quanti formaggi;
  • si imparerà a visualizzare i concetti spaziali di grandezza, il fatto che il topo Gary riesca a passare con due formaggi e non con tre attraverso una particolare porta aiuta a riconoscere i termini di grandezza e di volume;
  • l’apparenza inganna, infatti, tutte le porte hanno apparentemente le stesse dimensioni e il topo sembrerebbe passare ovunque;
  • il concetto di rischio, ovvero quanto sono disposto a rischiare per provare a vincere;
  • l’ottimizzazione del turno, ovvero valutare, in base alle conoscenze pregresse ed acquisite quale sarà il percorso migliore da compiere, ad esempio se ho memorizzato un percorso ottimale con un pezzo di formaggio e ne viene scoperto uno che è percorribile con sue pezzi di formaggio sarà più conveniente il nuovo percorso rispetto a quello memorizzato. Può sembrare una banalità, ma Lorenzo, ad esempio, all’inizio tendeva a ripercorrere il ‘suo’ percorso.

Fino a quando ci posso giocare
Gary Gouda è un gioco, come già scritto, visivamente appagante, che ha nella qualità dei materiali e nell’impatto visivo il suo punto di forza. Sarà quindi giocabile sino a quando per il vostro bimbo l’apparenza sarà importante quanto (se non di più) della sostanza. In generale, comunque, posso immaginare che nell’adolescenza il gioco avrà perso molto del proprio fascino.

Perché giocare con papà ma soprattutto con mamma
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 
Innanzitutto allenare la memoria è un esercizio che fa bene ai bambini, ma fa bene soprattutto ai papà ed ancora di più alle mamme, altro motivo è quello di rendere simpatico il topolino anche alle femmine di casa, che di solito non amano troppo questo animaletto. I topolini, dai fumetti ai cartoni ai giochi in scatola si confermano degli ottimi protagonisti capaci di far divertire i nostri piccoli.
Aiutiamo il povero Gary a rubare un po’ di formaggio, cliccando su Egyp.it.

Nessun commento:

Posta un commento