mercoledì 30 settembre 2015

[Prime Impressioni] Bretagne

scritto da Faustoxx

Essen si sta avvicinando e quindi questo è un periodo dove da qualche mese spulcio in giro su internet a cercare informazioni sui giochi in uscita. 
Placentia Games è una casa che si è fatta un nome tra gli appassionati di giochi da tavolo con i suoi titoli dedicati a giocatori esigenti come ad esempio Florenza. Appena avuta notizia che avrebbero presentato un nuovo titolo Bretagne, secondo gioco di Marco Pozzi, ho subito chiamato l'amico Alex Pattori che mi ha fornito una copia per poterlo provare in anteprima. 


Panoramica del gioco

In Bretagne i giocatori competono per costruire 15 fari disseminati tra le coste della Bretagna durante 5 turni di gioco (e forse anche meno) acquistando le materie prime nelle varie città della zona, impiegando i propri lavoratori per ottenere punti vittoria e privilegi. 

Apriamo la scatola

All'interno della scatola troviamo una bella e funzionale plancia della Bretagna dove posizioneremo ai lati di essa le15 tessere faro nei colori corrispondenti. I materiali di costruzioni sono 4: sabbia, pietra, mattoni  e legno che viene usato solo per le impalcature e sono rappresentati da dischetti in legno. Sempre in legno sono le dotazioni personali dei giocatori 14 cubetti lavoratori e 2 dischi usati per il segnapunti e per l'ordine di gioco. Le tessere costruzioni e gli ingegneri sono in solido cartoncino ed infine un mazzo di carte contenente equipaggiamento, chiatte, meteo e player aid completa la dotazione del gioco.


Svolgimento del gioco

Una breve descrizione dell'andamento del turno. Per chi fosse interessato è disponibile online il regolamento

Il turno di gioco consiste in 5 fasi

1) Preparazione del turno dove vengono assegnate le rendite dei porti e viene predisposto l'ordine di gioco e distribuite le relative carte chiatta. Ciascuna carta presenta l'immagine di 3 chiatte con il relativo spazio per imbarcare da 1 a 3 materiali per ciascuna chiatta. Inoltre la carta indica il numero di ingegneri e soldi che il giocatore riceverà ad inizio turno. Viene girata la carta meteo che indica le condizioni climatiche per il turno.
2) Acquisizione risorse viene pescata una carta Quimper che indica la disponibilità di materiale per quel turno. A questo punto il primo giocatore riempe la prima delle chiatte presente nella propria carta seguito dal secondo e così via. Terminato il primo giro si prosegue con la seconda chiatta ed infine con la terza tenendo presente che ogni chiatta può imbarcare solo un tipo di materiale
3) Azioni partendo dal primo giocatore deve scegliere una delle seguenti azioni
Costruire
Mercato
Passare
Con l'azione Costruire il giocatore sceglie una delle tessere costruzione presenti sulla plancia e paga il costo in materiali. Queste tessere possono richiedere 1,2 o 3 materiali e una volta pagato il costo si riceve la ricompensa secondo il tipo di tessera acquistata. La tessera viene ora piazzata in una delle carte faro in costruzione spendendo i gettoni ingegneri in funzione del tipo di faro e delle condizioni climatiche. I fari sono di 3 tipi Paradiso, Purgatorio ed Inferno ad indicare il livello di difficoltà di costruzione e i fari degli ultimi due tipi richiedono dei materiali extra per la edificazione. Se la tessera viene messa al secondo piano o superiore è necessario anche il legno per le impalcature. Una volta piazzata la tessera sulla carta faro, il giocatore piazzerà un numero di lavoratori corrispondente al numero di materiali spesi (ad es. se ho acquistato una tessera da 3 materiali e l'ho piazzata al secondo piano di un faro Inferno che richiede 2 materiali extra e 1 legno per l'impalcatura piazzerò 6 lavoratori sulla tessera faro). A questo punto il giocatore decide se ritirare tutti o parte dei lavoratori in cambio di 2 punti vittoria per lavoratore oppure lasciarli sulla tessera faro. Questi lavoratori saranno bloccati fino a quando il faro non sarà completato, cioè fino a quando non sarà posizionata una tessera costruzione sull'ultimo spazio disponibile della tessera faro.
Mercato. In Bretagne esistono due mercati uno a Lorient ed uno a Brest, il giocatore può visitare uno o entrambi i mercati giocando uno o due cubetti lavoratore per comperare/vendere risorse, carte equipaggiamento, ingaggiare ingegneri e lavoratori.
Passare quando un giocatore non desidera o non può effettuare altre azioni. Deve scartare le tessere ingengere ancora possedute e non può avere più di 3 materiali nel proprio magazzino. Sposta quindi il proprio indicatore di turno sul primo spazio libero della traccia Ordine prossimo turno.

4) Valutazione dei fari
Quando tutti i giocatori hanno passato si passa alla quarta fase del turno la valutazione dei fari completati.
Vengono valutati tutti i fari terminati durante il turno partendo da quello più vicino a Lorient e proseguendo in senso orario.
La valutazione è composta dalle seguenti fasi
Carte equipaggiamento
Porti
Maggioranze
Si determina il giocatore che ha più operai sul faro completato, a partire da questi egli potrà giocare carte equipaggiamento scartando dal faro un operaio per ogni carta giocata. Vengono assegnati i punti per le carte giocate.
Terminata questa prima fase viene controllata la nuova maggioranza determinatasi dopo aver giocato le carte equipaggiamento. A partire dal giocatore che ha più operai sul faro, potrà spostare un operaio in uno dei porti appartenenti al lato in cui è stato costruito il faro al costo di 1 moneta per ogni operaio già presente sul porto ( per cui chi arriva per primo non paga nulla). Avere un operaio in porto consente di ricevere le rendite indicate  nel tassello corrispondente
Esaurita questa fase si controlla nuovamente la maggioranza e vengono assegnati 3, 5, 7 punti se il faro è uno di quelli Paradiso , Purgatorio o Inferno più 1 punto per ogni cubo operaio ancora presente sulla tessera faro. 
A questo punto la tessera faro viene girata nel suo lato completato e si procede alla valutazione degli altri fari completati.
5) Fine turno dove vengono eseguite alcuni operazioni di upkeeping in vista del nuovo turno. 

Terminato il quinto turno, oppure se tutti i fari sono stati costruiti, si procede ad assegnare alcuni punti vittoria in funzione dei propri operai presenti nei porti e delle monete rimaste ed il giocatore con più punti vittoria viene proclamato vincitore.

Prime impressioni

Metto subito le mani avanti, dicendo che sono solo le prime impressioni dopo una sola partita e queste impressioni sono piacevolmente positive.
Bretagne è un gioco gestionale per giocatori esperti e con una dose di interazione elevata essendo presente anche una meccanica di maggioranze durante la valutazione dei fari
Tutte meccaniche note, conosciute e ben collaudate, ma il processo di valutazione  che viene eseguito in tre passaggi e dove è necessario decidere se e sopratutto, quando "spendere" i propri lavoratori durante la valutazione è l'aspetto che mi ha colpito maggiormente e che ho trovato particolarmente intrigante.

I lavoratori sono il cuore del gioco perchè sono loro quelli che permettono di segnare i punti sia ritirandoli dopo la costruzione per 2 punti vittoria, sia per giocare le carte equipaggiamento e per prendere le rendite dai porti e per la valutazione del faro appena costruito. Si inizia la partita con 8 lavoratori e per ingaggiarne degli altri occorre spendere 4 monete a Lorient per un lavoratore, oppure prendere la rendita di 1 lavoratore per turno in uno dei porti dell'area centrale.
Il fatto che un faro può essere costruito con l'intervento di più giocatori deve far ragionare su quanti lavoratori lasciare  su un faro per la sua valutazione finale e occorre cercare di intuire le mosse degli altri giocatori. Ci troviamo sempre con il dilemma di posizionare tanti lavoratori per avere la maggioranza in un faro e la necessità di poterli recuperare il più presto possibile perchè sono pochi e preziosi. Inoltre occorre considerare che se dirottiamo un lavoratore in un porto per prendere dei privilegi, questo sarà poi bloccato per il resto della partita.
Questo fa sì che non vengano avvertiti i tempi morti tra un turno e l'altro perchè si è sempre impegnati ad osservare le mosse degli altri giocatori e a preparare le opportune contromisure.

Prototipo
Un altro aspetto positivo di Bretagne è nella relativa (e apparente) semplicità del gioco: in ultima analisi o costruisci, o vai a mercato oppure passi e termini il turno. Da qui poi si aprono tutta una serie di scelte (che tipo di tessera scelgo, in quale faro la metto e quanti lavoratori lascio) che rendono l'esperienza di gioco appagante senza appesantire il gioco con tutti i micro game che troviamo in certi titoli.

L'alea è presente in Bretagne ed è rappresentata dalle carte equipaggiamento e dalle mutevoli variazioni climatiche che possono rendere più o meno difficoltose le condizioni per erigere i fari. Se per i porti Paradiso il differenziale è di 1 solo punto, la differenza sale a 3 punti per quanto riguarda i porti Inferno (6-9 punti). Questo aspetto potrebbe far storcere il naso ai "puristi" del cinghiale, ma trovo dia quel minimo di variabilità e incertezza ad un gioco comunque impegnativo.

I materiali sono di buona fattura e buone sono le illustrazioni  a cura di Alan D'Amico e di Marco Piccinini per le illustrazioni dei fari. Anche il regolamento è chiaro ed esaustivo ed il passaggio della valutazione che è il momento più complesso del gioco è ben descritto con esempi di gioco che chiariscono eventuali dubbi ed incomprensioni.
La nostra prima partita in 4 è durata 2 ore e mezzo, ma ritengo che con la prossima il tempo scenderà alle 2 scritte sulla scatola.

Problemi?

Fino ad ora tutto bene, ma è possibile che ci sia qualcosa che non ti sia piaciuto in Bretagne?
Considerazioni strategiche sul gioco sono decisamente premature, e considerate che sono sempre prime impressioni legate ad una sola partita, però mi sembra di poter affermare che Bretagne sia un gioco prettamente tattico. 
Siamo qui per costruire fari e fari dobbiamo costruire, ed una volta completati è meglio equipaggiarli con le opportune carte . Strategie alternative legate ai privilegi dei porti non sembrano così paganti se non in chiave tattica.
Questo ovviamente non è un problema in sé, tuttavia avrei preferito che si potessero individuare altre vie per la vittoria.
Durante la nostra partita di prova avevamo trovato che giocare carte equipaggiamento fosse spesso l'uso migliore per i nostri lavoratori anche a scapito della maggioranza nelle successive fasi di valutazione, tuttavia analizzando in seguito le varie carte equipaggiamento, devo ricredermi ed affermare che esse sono ben bilanciate e che vincere la maggioranza di un faro è sempre importante, anche in funzione di non far prendere la maggioranza ed i punti ad un altro giocatore. Certo è che giocare le carte equipaggiamento quando si valuta un faro deve essere considerato un must e non solo una opzione per segnare qualche punto in più, per cui è bene considerare di averne a sufficienza quando un faro è in procinto di essere terminato.
Mi riprometto una ulteriore riprova per testare sul campo le mie riflessioni post partita.

Prototipo

Conclusioni

La mia prima impressione con Bretagne è stata decisamente piacevole.
Il gioco è dedicato ai gamers che non abbiano paura a far di conto e a ragionare, e al tempo stesso ho apprezzato la linearità del design che non si apre ai vari microgiochi che servono a conferire un'inutile complessità e a dimenticare questo o quel passaggio.
Essen e Lucca sono oramai alle porte. Se siete dei gamers, passate a trovare i ragazzi della Placentia Games e provate Bretagne. Sono convinto che non ne rimarrete delusi.


E poi condividete con noi sul blog le vostre impressioni...

11 commenti:

  1. Grazie per l'anteprima. Mi fa piacere visto che ho preordinato il gioco ad Essen. Molto interessante questa scelta del piazzamento dei lavoratori.

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  2. Grazie e complimenti per questa bella anteprima!
    Solo una domanda: a tuo avviso come può scalare in due giocatori?
    Saluti, Paky

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    1. Non ho ancora provato Bretagne in due, ma essendo un gioco di maggioranze credo dia il meglio in 4 giocatori

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  3. ma da dove arrivano le tipologie Paradiso, Purgatorio ed Inferno? mi sembrano fuori tema, forse perché mi ricordano i livelli dei videogiochi.

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    1. Bisognerebbe chiedere all'autore ma ho il sospetto che storicamente fossero definite così le tipologie in funzione delle difficoltà da superare per la loro costruzione

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    2. Sono riferimenti storici, sembra assurdo ma all'epoca il governo francese le aveva veramente nominati cosi le tipologie dei fari! :D

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  4. Facendo una Breve ricerca su internet ho scoperto che la definizione Inferno era per i fari costruiti in mare aperto, purgatorio per quelli costruiti in un isola e Paradiso per quelli costruiti sulla terraferma e si riferiva alle condizioni di vita dei guardiani dei fari

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  5. Fausto mi ha preceduto :-)
    la suddivisione dei fari nelle categorie Inferno, Purgatorio e Paradiso era una consuetudine in voga tra i guardiani dei fari e la prassi è rimasta anche ai giorni nostri ... ho pensato di sfruttare la cosa per caratterizzare il gioco :-)
    ciao, Marco

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  6. a me sembra un gioco che promette veramente bene...
    a Lucca non mancherò di prenderlo ma tanto sai quanti feedback ci saranno dopo Essen?

    complimenti per il post! molto ben fatto!

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  7. L'amico Gourdo andrà in viaggio di nozze in Bretagna, per cui acquisto obbligatorio ^_^

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