domenica 18 ottobre 2015

Considerazioni semiserie ( e non tecniche) sulla recente 4 giorni di Essen

Scritto da Sergio

Dopo la disamina del capo Pinco (regolare, profonda e precisa come  l'autore)  facciamo un po' di “social” tanto per commentare qualche aspetto “emozionale” della fiera che probabilmente è esperienza di tanti ma di cui si parla poco perché giustamente sono ben altri gli argomenti che interessano.   
E cominciamo parlando della “sindrome di Peter Pan” cioè di quella situazione psicologica in cui si trova una persona che si rifiuta o è incapace di crescere.
Mi spiego meglio: avrete notato sicuramente lo sguardo un po’ sperduto che ci rivolge l’interlocutore quando alla domanda “Ma quali sono i tuoi hobby?” noi rispondiamo “Beh mi piacciono i giochi da tavolo”.
 E’ lo sguardo tipico di chi pensa “eccone un altro che è rimasto bimbo, incapace di crescere” In genere il colloquio prosegue cosi: “Anche io da ragazzo giocavo a Risiko o a Monopoli”.
Bene, se questo benedetto interlocutore venisse o si trovasse per caso a Essen Spiel capirebbe la forza trainante di questa nostra passione.


Capirebbe che non esiste solo Risiko o Monopoli e prenderebbe atto della bellezza scintillante del nostro hobby, cibo per gli occhi e per la mente.
Non potrebbe poi fare a meno di notare che non esiste un’età per il gioco da tavolo. Ho visto tavoli di anziani accanirsi a Marco Polo… si gli stessi anziani pensionati dei libri di Marvaldi che in Italia trovi nelle osterie o nei bar a giocare a tresette col morto si divertivano a Marco Polo o a Nippon. Quanto mi ha fatto bene vederli.
E se questo è sintomo della sindrome di cui sopra, beh sono sicuramente malatissimo.

Una strana scoperta: il gioco da tavola è sostanzialmente maschio. C'è una strana divisione dei sessi  in questo campo.
Attenzione non travisate. Non ho dati statistici ma solo visivi: le presenze maschili sono decisamente preponderanti rispetto a quelle del gentil sesso.
Tavoli di maschi di tutte le età a profusione; tavoli di donne molto meno.
La donna generalmente accompagna il suo uomo, parente o amico, non va da sola o con le amiche.
La disparità finisce li perché poi a giocare sono terribili ed accanite. A parte le esperienze personali con la consorte giuro che c’è voluto tutto il cervello di Pinco per sconfiggere, in una bellissima partita a Signorie, l’agguerritissima ragazza americana che è stata in testa per quasi tutta la partita. Comunque sia meno donne che uomini: una questione di interessi diversi, di senso di responsabilità, di attitudini….?
 Alla fine comunque non importa! L’importante è che chi si sieda ad un tavolo si diverta e si estranei per un oretta dalla realta’ tanto poi il gioco finisce, finisce sempre!

Essen non è per ansiosi! Chi c’è stato lo sa, chi sta programmando di andarci si prepari: il gioco piu’ bello è sempre quello che non hai comprato.
Il gioco piu divertente è sempre quello che non sei riuscito a provare. E’ una regola fissa, un teorema imperscrutabile, un dogma.

 Non importa se entri all’apertura e sei l’ultimo a uscire perché non vuoi perdere neanche un istante.
Alla fine ci sarà sempre qualcosa, qualche rimpianto qualche sold out che ti frega. Va messa in conto sta cosa, non ci sta niente da fare. L’ansia (quella buona che non da stress) ti accompagna ad Essen.

Per combatterla evitare prima e dopo i pasti i seguenti pensieri: “L’avrò mica pagato troppo, magari lo ribassano”, “Piacerà al mio gruppo di gioco”, “lo sapevo che dovevo prenderlo adesso è sold out”, “Avrò fatto bene a comprarlo? Chissa’ quando lo giocherò?”
 Prendiamocela sempre easy e senza rimpianti, viviamo il presente tanto indietro non si torna.


Ma piu’ di tutto Essen Spiel è selvaggia, indomabile e imprevedibile.
Per quanto studi, per quanto vai preparato, dopo aver letto recensioni, siti, editti e proclami su questo e/o quel gioco si scoprirà sempre, immancabilmente, la novità che non t’aspetti, il titolo sconosciuto che promette di essere un capolavoro, quello che improvvisamente tutti cercano e che sale in testa alle classifiche di Bgg (chi avrebbe immaginato il successo di The Bloody Inn?) Essen ti sorprende sempre rifiutando ogni schema precostituito non c’è nulla da fare: non mi sarei mai immaginato la Granja, titolo non nuovo, in cima alle classifiche.
Ma Essen Spiel è anche un gioco, un gioco straordinario: nascosti negli anfratti, fra titoli altisonanti e vecchi classici si trovano tante piccole misconosciute gemme. Sta a noi trovarle. Sta a noi scovarle! Ognuno si attrezza come sa e come puo’ (io adoro gli hotness di BGG ad esempio… ) per questa caccia al tesoro. Riuscite a immaginare qualcosa di piu’ affascinante? Un bellissimo gioco all’interno della Fiera del Gioco!!!!!!!
Essen è talmente grande da confonderti. Dopo 4 gg che la giri e pensi di aver visto tutto trovi un angolo, uno stand che non avevi mai visto prima.
 Sembra quasi che viva trasformandosi da un giorno all’altro. E forse un po’ ti prende in giro mentre qualche ora prima della chiusura finale pensi “Cavolo ma possibile che non sono mai passato di qua?” Essen è bella perché tutti gli anni è uguale e diversa da se stessa .
Ma il suo segreto piu’ ammaliante forse è non farsi mai scoprire completamente.
Ok lo so è giunta l'ora di finire!!!! Che dite? Mi sono lasciato prendere la mano?  Ho esagerato? Forse si ma sinceramente chi se ne frega. Ho raccontato un po’ della mia Eessen a livello di sensazioni, di emozioni.
Non è naturale lasciarsi andare un po? Anche voi che ci siete stati e ci andate tutti gli anni (ed ovviamente non per lavoro) non provate o avete provato emozioni simili? Dai voglio finire con un pensiero che avevo stamani :
"Cercavo la grande bellezza. Non l'ho trovata" dice Jap Gambardella nel film. Noi che siamo stati ad Essen da gamer, nel nostro piccolo,   l’abbiamo trovata. E ce la siamo goduta!!
Buone giocate a tutti 

9 commenti:

  1. Bell'articolo. Però ti odio perché mi fai rosicare postumo...

    RispondiElimina
  2. Sensazioni vere, ma ti sei dimenticato di dire che nonostante la mole di persone si riesce sempre ad incontrare amici senza prendere un appuntamento! Fai due passi e "Ciao! Come stai? Cosa hai comprato? Cosa hai giocato?"

    RispondiElimina
  3. Molto Bello... :)

    @Agz: e siamo in due...

    RispondiElimina
  4. Bravo Sergio, condivido al 100% le tue sensazioni! Anch'io racconto le stesse cose, le stesse emozioni. Il percorso che tu hai descritto è la realtà: iniziamo da "Non mi dire, giochi ANCORA a Risiko...." ma, per fortuna, finiamo alle porte della Halle 1 insieme a tantissimi altri amici, di tutto il mondo..... Bellissimo! Grazie per il tuo articolo, magari, chissà, l'anno prossimo ci troveremo insieme a un tavolo, a provare chissà quale nuova perla.... Nel frattempo, c'è da godersi i nuovi acquisti, per quelli lasciati indietro, beh....stai tranquillo, credo che recupereremo!!! Ciao e buon gioco
    Guido

    RispondiElimina
  5. Simpatico articolo soprattutto per l'elenco delle domande che ci attanagliano ogni volta che siamo alla fiera.
    Piccola postilla: io francamente non ho notato questa sproporzione tra maschi e femmine. A me sembra di aver visto un sacco di persone di sesso femminile alla fiera. O almeno, diciamo che non ho notato questa grande sproporzione.

    RispondiElimina
  6. Grandissimo Sergio, condivido in pieno lo spirito della fiera che hai descritto molto bene! Pensa che il commento che ho usato più spesso nell'ultima settimana è: "Ho trovato l'isola che non c'è"!
    E non vedo l'ora di ritornarci, aggiungo. Nel frattempo mi consolo studiando quello che sono riuscito a portarmi a casa!

    p.s. Si, sono gravemente affetto da Sindrome di Peter Pan e sono anche convinto che sia il mio miglior pregio! Buon gioco a tutti.

    RispondiElimina
  7. Ottimo articolo!
    Fai capire cos'è Essen anche a chi non c'è stato

    RispondiElimina
  8. Grazie a tutti! Bellissima l immagine di noi che riempiamo il vuoto "studiando" i titoli che ci siamo portati da Essen! E' proprio cos!!! Sergio

    RispondiElimina