lunedì 2 novembre 2015

Lucca Games 2015 Report

scritto da Fabio (Pinco11)

Partivo con l'idea di rimanere coinvolto nella solita marea umana ed in un pigiapigia da sardine sott'olio e torno piacevolmente stupito per la inattesa vivibilità del padiglione Games da me frequentato, nonchè delle zone limitrofe. E' vero che son partito da casa che quasi era ancora buio (terrorizzato dalle code in autostrada dello scorso anno), ma la realtà è che sia giovedì, che sabato (i miei due giorni di visita) ho trovato una situazione moooolto migliore dello scorso anno, con dei contingentamenti in entrata al padiglione (che avranno annoiato chi era in coda),  ma anche con vie di passaggio quasi sempre fruibili.

Se entro nei panni di chi forse voleva entrare e magari è stato rimbalzato e/o indirizzato altrove potrei non essere altrettanto contento, però ...
Poichè chi legge qui è però più interessato alle novità uscite, che alla viabilità ed al traffico, passo subito alla lunga carrellata di notizie che ho raccolto dai singoli stand.
Procedo molto aiutandomi con le immagini, con la usuale premessa, ovvero che non ho nessuna pretesa di completezza e chi ho dimenticato, basta che me lo segnali :) Nella logica del report, infatti, mi limito a segnalare ciò che mi è balzato all'occhio, mentre rinvio alla nostra Guida alle uscite di Lucca uscita pochi giorni fa (qui il link) per integrare il quadro delle novità ..


Vabbè, qualche piccola coda c'era anche quest'anno .. ;)



Dall'entrata i primi che trovo sono i ragazzi della Giochix, dove è proposta una selezione di alcuni dei titoli più nuovi usciti direttamente ad opera dell'editore, (ovvero Bomarzo e The Foreign King: per saperne di più sul primo potete leggere l'articolo uscito sul blog a lui dedicato - qui il link), ma anche di quelli distribuiti tramite la piattaforma di finanziamento collettivo Giochistarter. In questa seconda categoria troviamo, per esempio, la serie Tiny Epic (Galaxies, Kingdoms e Defenders), ma anche The Gallerist, cinghialozzo pesante dallo scatolo imponente ed il gestionale, sempre complesso ma non del calibro del titolo sulle opere d'arte Tesla contro Edison.





Procedo ed incontro la Fever Games, dove sono in dimostrazione entrambi i titoli editi in italiano per la casa di Emanuele Pierangelo, ovvero Epic Resort, il primo uscito, già da parecchi mesi in distribuzione, affiancato da Boss Monster.
Il secondo, in particolare, ci riporta i tempi dei primi videogiochi, quelli tutti pixellosi e con i boss  di fine livello: per chi volesse saperne di più rinvio all'articolo di presentazione già uscito poco tempo fa (link).





In Pendragon (distribuita da Asterion) c'erano invece diverse novità, tra le quali (a fianco al 'vecchio' Coloni Imperiali) spiccavano Dogs of War, fortunato titolo ideato da Paolo Mori ora localizzato in italiano (qui il link ad un articolo su di esso), il miniaturoso Rum and Bones, già dotato di diversi pacchetti di espansione; il gioco di carte Mithomakya, ambientato nell'antica Grecia e con protagonisti diversi miti dell'epoca; il cooperativo, di Andrea Crespi, Apollo XIII, che ci invita a risolvere i problemi di Houston (qui un articolo su di esso).







Passando oltre incontro la maxi struttura, concepita con logica da maxistand da Essen, della Asterion - Asmodee, all'interno della quale era proposta una vera messe di titoli, molti dei quali catapultati a Lucca direttamente dalla fiera tedesca (ma già localizzati).
Tra le numerose novità (praticamente un tavolo a titolo ...) ne cito in ordine sparso alcune, sapendo che ci vorrebbe, più che un report, una guida ragionata all'ormai enorme catalogo della casa della stella. Per altro essa, oltre che localizzare i titoli stranieri, sta distribuendo anche diversi editori nostrani, come la Yemaia, del quale ho trovato in demo il fortunato Dojo Kun di Pestrin, che ripete anche a Lucca il soldout di Essen (qui, però, le copie, ad onor del vero, sono arrivate con il contagocce), la Pendragon ed anche Bruti, sul quale ho trovato a sua volta la stella di Asterion.



Torno, comunque, a parlare delle localizzazioni e cito Pandemia (eccovi una recensione su di esso), Pandemia Contagio (ecco il link al nostro articolo) e Pandemia la cura, Arcadia Quest, Zombicide Rue Morgue.
Lì vicino c'era, inavvicinabile, il tavolo del dungeon crawling a tema Guerre Stellari, ovvero Assalto Imperiale e vicino a lui il Gioco di carte del Trono di Spade.
Tra i family, o comunque per un pubblico più ampio, cito ancora, di sfuggita, Dobble (qui una rece su di lui), Splendor e Alhambra (oggetto di una recente riedizione: rinvio al simpatico articolo su di essa scritto dal nostro Sergio).
Altro titolo di punta (andato in soldout) in fiera è stato, poi, Colt Express, il quale, vincendo il premio del Gioco dell'anno, godeva di uno stand autonomo in fiera.








Mi sposto, facendo un passo indietro, ed eccomi alla Uplay, dove parlando con l'amico Giovanni, mi informo sui progetti della casa e trovo sui tavoli due gestionali che si sono più distinti maggiormente alla appena terminata fiera tedesca, ovvero Mombasa e My Village. entrambi localizzati in italiano.
Come ben sapete si tratta di due titoli solidi, con il secondo che funge da seguito virtuale, per l'ambientazione, del fortunatissimo Village.
Al loro fianco provo poi Hengist, titolo per due di Rosenberg, che si propone come decisamente più leggero di quanto ci si attenda normalmente dal geniaccio tedesco, ma anche Kings of Tokyo (eccovi una recensione), l'ottima riedizione in formato compatto di For Sale, classicissimo titolo di aste e Zombie 15' (eccovi il link ad una recensione che abbiamo online su di esso).
In demo vedo anche (almeno giovedì) Medieval Academy, purtroppo per ora non ancora disponibile, ma a breve in arrivo per i tipi dell'editore pisano.







La Dvgiochi a sua volta godeva di un ampio spazio espositivo, all'interno del quale si dividevano terreno i tavoli da una parte i titoli della franchigia di Bang! e dall'altra diverse novità editoriali, molte delle quali indirizzate a gruppi o al settore kids.
Per Bang! i principali titoli sui tavoli sono, ovviamente, il sempreverde capostipite della serie (era in corso il torne Ultima spiaggia per i campionati), ma anche la versione Duel per due giocatori e quella Walking Dead, ad ambientazione zombie.
Tra i gestionali  che ci piacciono tanto c'è anche l'ottimo Patchistory (del quale abbiamo parlato qui), che mi piace ricordare, con al suo fianco un titolo per gruppi, ovvero Una notte da Lupi (titolo per gruppi ad ambientazione lupi mannari), Monster My Friend, dalla grafica manga e Mau Mau Vampiri.
Per le famiglie c'erano invece l'attraentissimo Bellz, gioco che conta tra i propri materiali tanti campanelli colorati in metallo ed una bacchetta calamitata, nel quale si deve fare attenzione a pescare le campanelle giuste in mezzo al gruppo, così come Alien Wars, gioco di carte nel quale il contenitore è una navicella aliena ed il gioco di impilamento Splash.





Anche in Oliphante trovo l'usuale messe di titoli, pescati dall'esperto editore con grande attenzione, per soddisfare diversi palati.
Una delle punte di diamante è sicuramente New York 1901, ambizioso titolo della Blue Orange, localizzato in italiano, che si vuole proporre al medesimo pubblico di Ticket to Ride, mentre la seconda è virtualmente Dilemmi, di Spartaco Albertarelli, titolo che gioca con le definizioni di diverse parole terribili.
Tra i numerosissimi altri ricordo Compact Curling e Bowling, così come What the Fake, del nostro Stefano Negro e di Walter Obert (gioco che stimola a disegnare) e lo scenografico Chicky Boom, senza dimenticare Radio Londra, titolo del quale abbiamo già molto parlato in passato (qui il link all'articolo).





In Giochi Uniti, dotata di uno spazio sterminato per i parametri della fiera lucchese, coesistevano diverse 'isole' nelle quali erano concentrati differenti gruppi di titoli, idealmente per fasce di interesse e di target.
Consapevole di come sia impossibile citare ogni cosa, se non producendo un elenco di nomi, ricordo solo l'uscita della versione compact dei Coloni di Catan, l'ampio settore gdr, con parecchie uscite dedicate al mondo di Pathfinder.


Poco più avanti eccomi nel reame dei combattenti spaziali di Star Wars, con le astronavi di Armada (con l'amico Simone tra i dimostratori) e con i caccia di X Wing, poi eccomi immerso nel mondo dei gestionali, con l'edizione deluxe di Alta Tensione e con la sua ultima espansione dedicata alle società per azioni, poi un bel classico di piazzamento, come Tigri ed Eufrate ed un altro immortale simbolo dei giochi di maggioranze, ovvero El Grande.
Spostandomi trovo ancora Kingsport Festival e la lotta agli alieni di Xcom: tra i titoli per un target più ampio ecco invece Beastie Bar e Yak e Cacio e dadi (che strizza l'occhio ai più piccoli)... a questi si aggiunge anche Occhio, che stimola la memoria visiva.




La Cranio Creations portava i propri titoli reduci dalla kermesse tedesca, ovvero la Torre dei mostri, gioco per famiglie molto caciarone (del quale trovate qui una recensione), I soliti Sospetti, improbabile 'investigativo' nel quale si deve scoprire il colpevole grazie ad anomali indizi (qui la nostra recensione, uscita online ieri) e l'interessante e solido Consiglio dei quattro, gioco che trova al timone la coppia di assi Luciani e Tascini.
La linea editoriale era però completata, in fiera, anche da alcune localizzazioni italiane davvero succose, tra le quali l'attesissimo Through the Ages in italiano (alcuni pensavano fosse un fantasma e non credevano ai loro occhi), ma anche quel Nome in Codice (codenames) che in Germania aveva spopolato, Stromboli (che altro non è se non Haus der Sonne, della Feuerland), gioco per due a tema 'isola', ed Antike 2.






Molta la varietà nei titoli presenti alla Ghenos, dove si potevano trovare, a fianco al sempreverde Krosmaster, presente in fiera nella versione Quest ed in mille altri pacchetti, numerose novità distribuite dalla casa in questione ed originariamente edite da altri italiani.
Tra i presto esauriti cito Signorie del duo dinamico Zizzi - Chiarvesio (per What's Your Game), che condivideva spazi con Nippon, dello stesso editore e peso specifico (grosso modo), mentre per la esordiente Demoela c'era il tavolo dedicato a Zena 1814, che rievocava il breve periodo di autonomia vissuto dalla repubblica genovese in quell'evo storico (qui ne trovate due recensioni in una), così come per Placentia c'era la demo dei fari di Bretagne (qui ne trovate una recensione) e per la Horrible diverso spazio era occupato dal fortunatissimo Potion Explosion, lussureggiante e fiero delle numerose biglie colorate che ne rappresentano il principale componente.
Ancora, per Hcdistribuzione era in demo una bella copia di Mistfall, ad ambientazione fantasy.






Alla Devir, nuovo editore che si affaccia in Italia dopo aver conquistato, partito dal Brasile, diversi mercati, come quello americano, messicano e spagnolo, i titoli di punta erano prima di tutto l'edizione italiana di Star Realms, gioco di carte a base di deck building che ha spopolato negli ultimi anni (qui una rece), ma anche diversi titoli del catalogo Ares, quali la nuova edizione della Guerra dell'Anello, il puccettoso Dino Race con le sue miniature coloratissime ed il gioco di carte Jolly Roger, che vanta come autore il notissimo Moyersoen (quello di Saboteur).



Tanti i titoli anche alla Raven, distributore che ha nel proprio catalogo diversi editori nostrani, oltre che proporre localizzazioni di titoli esteri.
Tra i primi ricordo la Post Scriptum, della quale il buon Sacchi stava dimostrano Sator Arepo ed il gioco di costruzioni Brick Party (qui la recensione) e la Ilbarone Games, con il loro Dwarfest. Giusto di fronte, sempre per la casa del corvo, c'era anche lo stand dedicato a Squillo.








Il notissimo disegnatore Gipi era invece impegnatissimo, al proprio ampio stand, a dimostrare anche di persona Bruti, gioco di carte che simula un combattimento di gruppo a colpi di fendenti, parate, schivate e contrattacchi.
La grafica è, ovviamente, il punto forte di questa produzione, con volti ben difficili da dimenticare e con colori che rendono davvero in modo magistrale il tema di fondo medievaleggiante prescelto.



Rimbalzando come una pallina da flipper arrivo finalmente anche alla Red Glove, sempre coloratissima e ben distinguibile grazie al suo stand a castello.

Qui, oltre ai numerosi cavalli di battaglia come il fortunatissimo Vudù, di Valtriani, o la riedizione di Ristorante Italia o il successo Rush and Bash, trovo anche diverse nuove uscite e sono accalappiato dalla irresistibile puccettosità dei gattini di Neko-in.











Alla District Games puntavano invece, oltre ai loro classici Warage e Richard I, anche sul gioco di carte per tutti No!, titolo che ricorda le meccaniche del notissimo Uno, ma con diversi twist utili a dargli una sua autonomia ed identità.









Un altro passaggio mi porta ad attraversare gli spazi espositivi della Apokalipse Games, la quale vanta ben tre titoli di catalogo, ovvero il ricchissimo The producer, di Manlio Zaninotti (qui la nostra recensione), ma pure Sukkube e Ophicus, piazzamento tessere a tema costellazioni spaziali.


Sempre in zone c'era quindi Sipario, prima esperienza produttiva per la 40GB, il quale catapulta i giocatori, anche qui con una particolare cura ai dettagli produttivi ed alla grafica, nel mondo della lirica, ma con un occhio ironico e divertito.






Per un attimo mi lascio poi trasportare nel mondo dei giochi di miniature ed attraverso nell'ordine una serie di espositori, che propongono scenari davvero per tutti i palati.
Parto, nella mia rapida carrellata, da Warhammer con lo stand solo 'pubblicitario' di Age of Sigmar, procedendo poi con il dungeon crawling Dungeonsaga, poi ricordo lo spaziale Corvus Belli, quindi War of Wonders , Dungeonstorming e Malifaux.
In particolare poi mi attrae uno scenario con combattimenti ai piedi di un fungo, ma non si tratta qui di Puffi, bensì di ben più agguerriti combattenti di Song of Blades and Heroes.








Non voglio poi dimenticare i ragazzi di M400, un titolo di conquista territori con una mappa che ricorda il classico Risiko, ma con meccaniche a base di carte ed una ambientazione decisamente medievaleggiante, così come quelli della Cosplayou, i quali proponevano al loro spazio il titolo per 'bevitori' Drinkopoly, a fianco del quale campaggiavano le scatole del loro Youtopia, ma anche dei precedenti Pizza, Spaghetti e Mandolino (a tema competizione tra cosche) e Ciak (competizione tra case di produzione cinematografica).




La Gog aveva quindi un sempre affollato tavolo demo con il suo 3Kings, titolo di esordio che precede l'uscita di altre novità e del quale abbiamo proposto poco tempo fa una recensione (qui il link), così come in zona ho trovato pure Balance Games (gioco astratto dai materiali interessanti) e Ready to Rock (gioco di carte che ricorda un Saboteur nel mondo del rock duro).


Sempre vivace era quindi, nella zona Indipendence Bay, Marco Pieri, con il suo Board of Dreams, il quale simula partite di baseball, ma pure molto attivo ho trovato il mitico Angelo Porazzi, alla testa del suo gruppo dell'Area Autoproduzione, ma anche la Serfergiochi, che è una presenza fissa da anni nella rassegna toscana.





Tra quelli che mi ero 'perso' per strada nel compilare la guida alla fiera cito poi la Cosmic Games, la quale proponeva un gioco di miniature fantasy, ovvero Drakerys, ma anche World of Yoho (titolo che richiede l'utilizzo dei vostri bei smartphone per combattere tra navi) e Attack on Titan. Per farmi perdonare del fatto di non averne parlato prima, metto anche il link alla loro pagina facebook ;)

Sempre in questo ambito in fiera c'era uno stand ed una seconda copia in demo di Nadaras, titolo proposto dala neonata Eletria Games, che si propone di finanziare il progetto su piattaforme di finanziamento collettivo (qui il link alla loro home page).



Ricordo che in fiera c'era anche la Hasbro con il proprio spazio, nel quale erano promossi i loro titoli di punta, con una particolare attenzione anche al settore toys, così come c'erano i giochi di carte collezionabili, come Magic e Force of Will.

Al loro fianco una scappata l'ho fatta pure nel settore gdr, dove ho notato lo stand di Mouse Guard, così come quello di un titolo ad ambientazione zombie, ovvero, appunto, I am zombie, Sapendo che non è la mia 'cup of tea' mi sono rapidamente allontanato, non senza soffermarmi, in zona, a mirare l'espositore della Armenia dove era esposta la saga di Malazan, l'impegnativa serie di libri scritti da Erikson, che auspico per i lettori di casa nostra che sia stata finalmente portata in fondo anche nella traduzione nostrana :) 




Si, si, per chi me lo chiedeva, nello stesso capannone c'era anche il settore videogiochi, ma non è che ci abbia fatto più di una veloce scappata ... Tra l'altro la sensazione, finalmente, è stata quella che non si sia mangiato, come era accaduto altri anni, spazio e che ne abbia, anzi, forse perso.
Oltre alla riduzione di code e pigiapigia, un'altra buona notizia per i fan del boardgaming come noi :)




Ok, cerco di supplire con le foto alle mie mancanze e vi saluto, chiedendo, come al solito, i vostri commenti sulla fiera, di lasciarci i vostri aneddoti e le vostre impressioni :)






31 commenti:

  1. Ero presente sabato dello scorso anno...ho dato una seconda alternativa giovedi. Mi è piaciuto, qualche buon prezzo e diversi tavoli...ma resto dell'idea che c'è ancora troppa gente per i miei gusti.
    La verità? Preferisco la play

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono due eventi di concetto diversi, perché a Lucca arrivano numeri di persone molto superiori e rappresenta (a mio avviso) un veicolo per far conoscere i giochi da tavoli ad una fetta di pubblico che normalmente non ha occasioni per entrare in contatto con essi.
      Modena invece è più mirata per chi è già giocatore (anche se poi, pure lì, nel corso degli anni il numero di visitatori si è ampliato di molto).

      Elimina
  2. Io c'ero giovedi e venerdi. Era la mia prima esperienza assieme ad amici che ci vanno regolarmente. Per essere i due giorni infrasettimanali mi aspettavo meno gente ma e` vero che nella sezione GdT si ci si riusciva a muovere ed a sedere per giocare. Noi abbiamo provato una decina di giochi in due giorni e ne abbiamo comprati troppi. Bella esperienza

    RispondiElimina
  3. Presente solo il giovedì.
    Padiglione direi molto vivibile, buoni gli spazi per muoversi e buona disponibilità di tavoli da provare (soprattutto al mattino). Quest'anno ero propenso ad abbandonare i cinghiali per cercare qualcosa di più leggero e spensierato.
    Alla fine sono molto soddisfatto per i giochi spiegati/provati.
    Ecco la mia personale top3 di questa Lucca 2015:
    - Looney Quest: semplice, divertente e buono per ogni momento, anche per babbani visto il tipo di gioco (lo cercavamo da un bel po' e nonostante l'hype è andato incredibilemente oltre le aspettative - divertentissimo). Preso!
    - Star Realms: provato con molti dubbi e solo per il fatto che il tavolo era libero ci ha soddisfatto pienamente. Molto interessante e a prezzo irrisorio (in fiera era a 13 €). Preso!
    - New york 1901: sono partito per Lucca con l'idea di cercare un gioco semplice da spiegare ma non banale e dalla durata limitata. L'ho trovato in questo giochino che mi ha totalmente rapito. Appena finito la partita mi son detto "ecco quello che cercavo da questa Lucca!". Ovviamente: preso!

    Sia chiaro, non è la top 3 dei giochi presenti a Lucca, ma sono quelli che più mi hanno lasciato un bel ricordo di questa fiera e di quel che rappresenta.
    Abbiamo un hobby che ci permette di divertirci stando in compagnia. Lucca ci permette di provare giochi che poi ci sorprendono positivamente. E poi c'è quel gioco, quello che non sai se esiste ma che è quello che cerchi in quel momento della tua vita ludica, e la fiera da sola ti indirizza su quel tavolo. E' lei a decidere il tuo destino di giocatore.
    Per me questa è la Lucca di New York 1901, ed ogni volta che lo giocherò me ne ricorderò!

    E scusate se sono andato un po' lungo :)
    Claudio

    PS: Avendo poco tempo mi sono perso lo stand Armenia, ma i libri li ho già ordinati anche nella nuova edizione, quindi devo solo pazientare. Spero li abbiano pubblicizzati per bene perché Erikson merita tantissimo. E' un cinghiale della letteratura, difficile da affrontare ma che soddisfazione ti dà a fine lettura...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. OT su Erikson: lo ritengo un vero 'cinghiale' del fantasy, perché è uno che ti butta dentro ad un mondo fatto di divinità, ascendenti, tunnel magici, imperi e via dicendo, tutto senza darti istruzioni o note preliminari. I primi libri non fai altro che annaspare per capire di che stia esattamente parlando :)
      Lo volevo consigliare ad un amico in cerca di qualcosa di corposo, ma mi chiedeva conferma del fatto che fosse già pubblicato tutto ... Tu che notizie hai?

      Elimina
    2. sempre OT: In libreria si trovano i primi 8 libri (io li ho preordinati online con lo sconto 25% ma non me li hanno ancora spediti), il 9° è previsto per maggio-giugno e l'ultimo per dicembre 2016, anche se in funzione delle vendite di questi primi 8 libri potrebbero cambiare un po' i tempi di pubblicazione (fonte fb Armenia). Sugli altri libri di Erikson ed Esselmont sempre ambientati nell'universo Malazan al momento non ci sono informazioni.
      Stavolta sembra sia abbastanza sicuro che la pubblicazione vada a buon fine, e me lo auguro perché vorrei evitare di comprare per la terza volta una saga dall'inizio per averla completa.

      Erikson è decisamente un cinghiale. Ricordo quando ho letto il prologo del primo libro. Letto due volte per essere sicuro non si fossero dimenticati un pezzo prima. Non ci capivo nulla (ed è stato così per un buon centinaio di pagine). Ma appena cominci a capire qualcosa ti rapisce totalmente. Lo ritengo in assoluto un capolavoro del fantasy. Anche se non per tutti.
      Appena li avrò tutti in mano li rileggerò dall'inzio (per la terza volta). Ad ogni rilettura ci sono tasselli in più che si mettono a posto ed è un piacere vedere come ogni tessera si incastri perfettamente a coprire quelli che noi lettori consideravamo buchi.

      Elimina
    3. continuo OT: sono un appassionato lettore di letteratura fantasy, ma ammetto di non sapere nulla di Erikson, posso avere qualche delucidazione in più (visto anche che al momento non avendo nulla da leggere mi sto dedicando alla rilettura di vecchi titoli)?
      Grazie.

      Elimina
    4. OOT: Se sei interessato a qualche saga fantasy che sia innovativa, coinvolgente e non troppo lunga (si parla di 3 libri) ti consiglio "L'angelo della notte" :D #clubdellibro

      Elimina
    5. OT insistito: Erikson è autore di una saga di libri, ambientata, come spesso accade nel mondo fantasy, in un universo creato dall'autore. La serie consiste in dieci libri e risulta di particolare complessità e spessore, tanto che nel leggerla si percepisce subito un certo senso di fatica ad entrarci dentro, in quanto l'autore, per scelta, ti catapulta dentro alla storia senza guidarti prima nei preliminari e certe cose le capisci solo leggendo e molto, molto avanti.
      C'è chi, per capirci, legge i libri consultando la apposita Malazan Pedia per sapere subito chi sono i personaggi che sono presentati o a cosa corrispondo i vari ruoli e razze introdotte.
      In italiano aveva avuto una storia poco fortunata, perché fu edita solo fino ad un certo volume, prima che l'editore avesse difficoltà, per cui solo chi masticava l'inglese (e piuttosto bene, perché son libri difficili) poteva pensare di finirla.
      Ora da quanto leggo la saga tradotta dovrebbe vedere la luce anche nella nostra lingua.
      Qui l'avviso è 'astenersi perditempo' o 'poco motivati' :)

      Elimina
    6. OT: tra i nuovi filoni del fantasy si è fatto strada anche Abercrombie, che propone un fantasy quasi 'crepuscolare', con toni pessimisti, eroi che in realtà in radice sono anche antieroi e/o la cui esistenza nel mondo porta più male che bene ... ;) Brent Weeks, citato da polinoto, se non ricordo male, lo avevo letto qualche anno fa e so che è spesso citata come un ottima saga ...

      Elimina
    7. Sempre più OT: Amazon mi dice che gli 8 libri mi dovrebbero arrivare la settimana prossima. Presumo quindi che adesso si trovino praticamente in ogni libreria ben fornita.
      Riguardo Erikson confermo quanto detto da Fabio, ci sono cose che si capiscono dopo libri, non solo dopo pagine. E' impegnativo, molto. Ma dà enormi soddisfazioni. Attualmente il miglior fantasy mai letto.
      Per info puoi leggerti questa discussione sull'autore (è lunghissima, ma già qualche pagina ti aiuta a capire le difficoltà, e l'appagamento, del lettore):
      http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=6758&postdays=0&postorder=asc&start=0&sid=3964efbd4949bd0cab74339ae2aad9a7

      Elimina
  4. Quest'anno hanno migliorato molto la vivibilità all'interno del padiglione games rispetto alle precedenti edizioni. Voglio dire, trovare posto a sedere per giocare di sabato...da quanto tempo non capitava?

    Poi ho notato anche tante novità da parte degli editori nostrani, tant'è vero che malgrado sia stato due volte dentro il padiglione Carducci, non sono mica riuscito a vederle tutte!

    RispondiElimina
  5. Concordo con l'ottima gestione della viabilità della fiera di quest'anno che ha reso più vivibile per tutti la manifestazione (forse anche il numero chiuso a 80.000 ha aiutato).
    Le sorprese più gradite sicuramente per me sono i 3 party game Insoliti sospetti, Nome in codice e Brick Party di cui si parlerà a lungo.
    Per completezza riporto che quest'anno una sezione dei boardgame era anche al Family Palace con gli editori rivolti soprattutto ai più giovani come Haba (presente solo qui) e una selezione di titoli di Cranio, Dvgiochi e Redglove e simili.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Solo per precisare che 80000 presenze in una sola giornata, intendendo i biglietti staccati, non credo che Lucca le abbia mai fatte. Secondo me è stata una grande opera mediatica che è riuscita nel suo intento: spalmare i visitatori nei 4 giorni e non concentrarli tutti e solo nel week-end (oltre a far entrare in cassa qualche bel soldino anticipato). Vedremo se la cosa funzionarà anche il prossimo anno in cui i giorni saranno 5!!!

      Elimina
  6. Esco come sempre senza voce dai 4 giorni di dimostrazione allo stand Oliphante.
    Effettivamente, anche stando dall'altra parte della barricata, l'impressione è stata quello di un flusso più continuo e omogeneo di pubblico, con solo qualche picco di affluenza al sabato. Dall'altra parte i dati segnalano anche una flessione del numero di biglietti venduti (20.000 in meno rispetto al 2014). Forse la dirigenza della fiera dovrebbe ripensare al prezzo degli ingressi (anche perché il confronto con Essen è davvero impietoso). In tal senso, anche i 5 giorni della prossima edizione mi paiono tutti da confermare. Tra gli editori ho visto un po' di scetticismo in merito.

    Per il resto ho visto anche io, nel poco tempo libero, tante novità e facce nuove e mi pare che il settore GDT stia decisamente ri-conquistando spazio e il che come giocatori non può che renderci felici.

    Chiudo segnalando un piccolo titolo arrivato in casa Oliphante, che mi ha piacevolmente sorpreso.
    Si tratta della localizzazione di "Can't Stop" della Franjos, noto magari ai giocatori di lunga data, ma che immagino sconosciuto ai più. Giochino di dadi che sfrutta a meraviglia la meccanica di "push your luck", dove i giocatori si sfidano per raggiungere le vette di astratte pareti montuose.
    Divertente e un po' subdolo, ti invoglia a sfidare la sorte e garantisce diverse risate, ottimo per famiglie e serate easy con gli amici.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissima notizia! Can't Stop l'ho giocato allo sfinimento, ma l'edizione a forma di cartello stradale non riesco proprio a farmela piacere. Se la versione della Oliphante è confermata essere quella con le vette da scalare per me è un acquisto obbligato.

      Lorenzo.

      Elimina
  7. ...anche io come il mio omonimo sto lentamente riacquistando la piena efficienza delle mie corde vocale. Neanche l'avessi comandato davvero uno Star Destroyer dalla plancia!!!!

    Stanco ma soddisfatto... molte demo, tante facce amiche, tante nuove conoscenze... Lucca C&G ovvero...CAOS E GODURIA...

    RispondiElimina
  8. Ottimo reportage ludico!
    Nulla d'aggiungere...

    RispondiElimina
  9. Boss Monster quanto mi piace! Peccato non aver trovato Dojo Kun...
    Tom

    RispondiElimina
  10. Grazie Fabio per un report davvero assolutamente da non perdere. Lucido, completo, nel quale rispecchiare pienamente e confrontare quella che è stata la propria esperienza.
    Lucca C&G è ormai un evento di portata internazionale, difficilissimo da gestire e programmare e quindi un plauso a tutti coloro che ogni anno rendono tutto questo possibile. Mi unisco pertanto al coro di tutti coloro che esprimono giudizi più che positivi su questo evento, che definire fiera è semplicemente riduttivo.
    Mi piacerebbe però confrontarmi con te e tutti gli altri frequentatori del blog su un aspetto che mai come quest'anno mi ha particolarmente inquietato.
    Premetto che la mia esperienza si riferisce alla giornata di Venerdì. FACCIO FINTA di non essere mai stato ad Essen e CHIEDO che nessuno confronti Lucca con la Play di Modena (paragone che è ormai tanto stantio quanto inutile).
    Chiedo pertanto:
    quale logica guida la politica dei prezzi degli espositori? E non tanto sulle novità per il mercato italiano appena uscite, quanto per i prezzi di giochi usciti ormai da moooooolto tempo? Questa politica, tipicamente italiana, a chi è rivolta? Al neofita, all'esperto, al giovane nerd o all'adulto scafato? Qual'è il target? Non certo l'appassionato che vede e quindi provvede (cioè non compra), non certo il ragazzo che forse vorrebbe ma non può permettersi nemmeno un usato, venduto come nuovo di pacca pur essendo un prodotto di 5-6-7 anni fa, forse l'inesperto neofita venuto a Lucca per la prima volta verso il quale l'interesse non è tanto farlo entrare e appassionarlo al nostro mondo ma piuttosto riuscire finalmente a vendergli a caro prezzo quella scatola che hai sullo scaffale da anni (chissà perchè....). Questa politica non rischia di avere solo un ritorno, modesto, nell'immediato e di non averne alcuno per il futuro? In pratica: dov'è l'aspetto promozionale di Lucca per il nostro hobby? Non sarebbe meglio vendere di più a meno piuttosto che meno a di più? Lo chiedo senza alcuna polemica, solo per capire alcune dinamiche, ripeto, solo italiane.
    Inoltre: Venerdì, ma so anche Giovedì, non c'erano tavoli dimostrativi di alcune novità quali: Bretagne, Discoveries, Through the Ages, Barony. Perchè? Io temo di saperlo, ma mi fermo qui altrimenti non vorrei si dicesse che scrivo "muri di testo". Se volete, potrei analizzare stand per stand e non generalizzare (mi dica Fabio se ne ha voglia) , ma, senza alcuna polemica, a che gioco stiamo giocando?
    Ciao, buon gioco a tutti
    Guido

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tanti spunti.
      Ne prendo al volo alcuni, ragionando con te sul fatto che Lucca può essere (fatte le dovute proporzioni), per gli editori del settore, un poco come mettere uno stand verso Natale all'interno di un centro commerciale. Mi propongo quindi quello scenario e mi chiedo cosa farei.
      Penso: "ti passa davanti un sacco di gente che, visto il periodo, può essere seriamente interessata a ciò che propongo, ma che probabilmente (e questo vale per oltre il 90% di chi passa) non ha mai visto nulla di quel tipo prima".
      Tu pensi che per invogliare all'acquisto qualcuno che non ha idea di quale sia il prezzo di mercato di un titolo e/o, più in generale, se sia nuovo o vecchio gli sconti siano lo strumento ideale?
      Probabilmente mi è sufficiente praticare dei prezzi competitivi e venderò bene lo stesso.
      Il concetto del prezzo scontato sulla novità è invece più tipo di mari come quello di Essen, ma li' è una vera guerra al coltello, con prezzi che nell'arco dei quattro giorni variano più che la borsa e ricordo bene di gente che aveva preso roba in preordine al 20% di sconto veder vendere la stessa roba la domenica pomeriggio al 50%.
      La realtà è che quello che cambia completamente è il pubblico, perchè tanti giocatori scafati vanno a Lucca solo per fare un paio di prove e poi comprare al volo quei tot titoli che si erano appuntati.
      La massa poi è rappresentata da gente che prova, e lo fa con estremo piacere, titoli per noi classici, ma per loro del tutto nuovi, come Catan, Ticket to Ride, magari sfruttando che allo stand è in demo la nuova versione, che per loro è l'unica che hanno mai visto ...:)

      Elimina
    2. Hai ragione Fabio, però bisogna anche dire che le stesse dinamiche si trovano anche non in periodo natalizio, sia nelle altre fiere che nei negozi. La domanda giusta sarebbe, ma siamo sicuri che questo sia l'atteggiamento giusto per rilanciare e diffondere questo mercato? A mio parere no, ma questa è purtroppo solo la mia convinzione personale.
      Per quanto riguarda Essen, più che gli sconti sulle novità, a me a colpito la differenza di prezzo su alcuni titoli. E' mai possibile che un gioco che a Essen mi vendevano a 25, una volta localizzato, venga a costare 35? Essendo poi tra l'altro ininfluente l'impatto della lingua (quindi si tratta solo di tradurre il regolamento).
      Torniamo alla domanda precedente. Ma tutto questo a chi giova?

      Elimina
    3. m'inserisco brevemente nel discorso prezzi per dire che facendo qualche acquisto "di gruppo" di sconti ne abbiamo ottenuti anche sulle novità e devo dire abbastanza consistenti. un po' perché ormai negli anni agli stand vi riconoscono, un po' perché se prendi più di una copia lo sconto ci scappa. alcune novità le abbiamo pagate molto meno dei vari prezzi su store online. sono, invece, d'accordo sul fatto che manca moltissimo la presenza di stand che scontino i vecchi giochi... l'outlet di Giochi Uniti èuna mezza schifezza e non mi pare ci sia altro. fa ancora più male perché poi ogni volta che vado in Germania trovo vecchi giochi a metà prezzo in ogni grande magazzino... però va sempre ricordato che da noi non c'è ancora un vero mercato per i giochi in scatola. o almeno, io ho questa percezione

      Elimina
    4. Ciao Fabio e grazie della risposta. Il problema dei prezzi è solo una parte del problema. Io non voglio gli sconti, voglio prezzi giusti ed adeguati, è differente, in particolare per quei giochi vecchi, che hanno vari anni sulle spalle (e sugli scaffali, chissa perchè....) e che ci hanno proposto a prezzi gonfiati. Lo sai tu e lo so io. Vendere più scatole a minor prezzo non è meglio che venderne meno a prezzo anabolizzato? Il fatto che poi a Lucca ci sia un pubblico diverso rispetto ad Essen è una scusa solo parziale e il prezzo a cui l'ex Asterion ha venduto Trajan, Libertalia e Expedition Northwest passage dimostra che si può fare questa scelta anche qui da noi, all'appuntamento più importante dell'anno dove, inoltre, non soltanto si portano le briciole delle novità uscite 3 settimane prima (con la scusa che <<...sai, non sono in italiano....>>) ma addirittura se ne nascondono alcune (vedi l'altro post). Tralasciando poi la problematica dello spazio che andrebbe dedicato a dimostrare e che invece viene lasciato al primo Quartetto Cetra che passa (onore a Virginio, Tata e compagnia) e che lo blocca per tutta la durata di una partita.
      Io amo Lucca e l'amerò sempre ma non la comprendo più.
      Te lo chiedo nuovamente, Fabio, nel salutarti e nel ringraziarti: a che gioco stiamo (stanno?) giocando?
      Ciao, grazie ancora
      Guido

      Elimina
    5. Una prima osservazione sul prezzo Essen, per dire che quello NON è assolutamente il prezzo di mercato, perché in Germania si compra 'al produttore' (senza costi di distribuzione, iva e via dicendo) e perché là già il sabato vanno in scena le 'liquidazioni' di chi non vuole spendere per riportare a casa le scatole. In realtà chi va ad Essen nel comprare meglio riesce, grazie a quello, ad abbattere un pelo le spese della trasferta, ma mai si riesce ad andare in attivo.

      Elimina
    6. Seconda osservazione: NON possiamo prendere quale parametro i prezzi di un mercato di massa come la Germania perché è come comprare al salumiere sotto casa e lamentarsi perchè non ha i prezzi del centro commerciale. Localizzare ha un costo e solo con volumi importanti, che da noi penso si facciano solo con pochi titoli, si riesce a stare almeno vicini alle cifre di partenza (costi delle royalties, volumi ridotti, iva più alta, ...)

      Elimina
    7. Per il resto concordo anche io sul fatto che in fiera, se non altro per lo spirito di quel tipo di manifestazioni, faccia sempre piacere trovare offerte e si spera di portare a casa qualche affare, ma non possiamo pensare, se gli editori vogliono anche diffondere i propri titoli nei negozi, che possano mettere prezzi 'di cartellino' troppo bassi, a meno che non intendano liberarsi dei fondi di magazzino, che nella logica di alcuni possono essere relativamente più recenti di altri (ma sempre di 'fine serie' si tratta ..).

      Elimina
    8. Ok Fabio. E' un argomento complesso e difficile da sviluppare in un blog, lo so. Avrei altro ma penso sia giusto che chiuda qui. Grazie mille per l'attenzione che mi hai usato. Ciao e buonanotte
      Guido

      Elimina
    9. Grazie a te per gli spunti, che danno l'idea di come ci siano profili di insoddisfazione per le proposte commerciali in fiera da parte di giocatori appassionati :)

      Elimina
  11. bell'articolo, completissimo! Grazie Fabio di esser passato (stand Fever Games), peccato solo non esser riusciti a salutarci. Ci vediamo alla prossiam fiera :D

    RispondiElimina
  12. Bel resoconto. Ti chiederei soltanto di aggiungere i nomi dei titoli nelle foto o vicino. Un gioco non si giudica dalla componentistica ma sicuramente aiuta parecchio. Complimenti come sempre per il lavoro.

    RispondiElimina