lunedì 23 novembre 2015

[Prime impressioni] - Dadaocheng

scritto da Fabio (Pinco11)

Alzi la mano chi sa dove si trova Dadaocheng!
Non mi dite che i giochi da tavolo non servono per imparare cose nuove, quando vi dico che è un porto sito nell'isola di Taiwan (già nota come Formosa) che fu particolarmente attivo intorno al 1800 come centro di scambio di importanti flussi commerciali.
L'editore taiwanese Soso Games gli ha quindi dedicato un titolo, ideato dalla coppia Eason Kao e Tsai Huei Chiang, che è proposto come family game per 1-4 giocatori, con tempo medio a partita di circa 45 minuti e fruibile dai 10 anni in su ( con materiali del tutto indipendenti dalla lingua, salvo il manuale).
Come vedremo è un titolo che verte intorno ad un piccolo 'rompicapo' o puzzlegame, grazie al quale si ottengono risorse da spendere poi per l'acquisto di qualche edificio o nave (con pochi elementi da gestionale e molto basici).
Dadaocheng o Twa-Tiu-Tia (vediamo come funziona)

Mi sono dilettato anche a leggere le poche righe introduttive e la pagina finale, nella quale sono riassunti gli eventi principali che dovrebbero scandire il flusso del gioco, ma in realtà diciamo che il titolo è più che altro da intendersi come 'dedicato' all'area portuale che gli dà il titolo, ma la meccanica centrale è da 'astrattino' puro.


Rinviando i più diligenti alla lettura delle regole (qui in inglese), sintetizzando qui come funziona il tutto.
Al centro del tavolo trovate la plancia di gioco, la quale ospita al suo centro quello che è il motore del tutto, ovvero una griglia 4x4 sulla quale sono collocati 16 dischetti double face i quali riproducono le teoriche 5 risorse che erano primariamente commerciate nel porto (riso, olio di canfora, zucchero, te ed oppio). Ogni dischetto, aldilà del disegno ornamentale, presenta una combinazione di due colori (ovvero merci), con uno dominante su di un lato ed uno sull'altro: ciascuna delle facce ha quindi uno sfondo che è per l'80% del colore dominante e per il 20 contiene un richiamo al colore che troveremo dominante nella faccia opposta. La cosa è di rilievo perchè il gioco consiste in gran parte nel girare i dischetti .. ;)

Al proprio turno il giocatore a cui sta altro non fa che compiere due mosse, consistenti o nello scambiare di posizione due dischetti o nel girare dischetti sull'altro lato (si possono compiere due mosse di un tipo oppure una di un tipo ed una dell'altro), cercando, nel fare ciò, di creare delle file di 3 o 4 dischetti del medesimo colore allineato.

Primo tris, grazie ai verdi

Segue quindi la fase di raccolta delle risorse, ovvero si procede a risolvere, una fila per volta, gli allineamenti creati, ottenendo una risorsa per ogni terna e due per ogni quaterna di dischetti dello stesso colore ottenuti. Nel contempo sono collocati altrettanti dischetti nelle aree laterali (teorici magazzini dei giocatori) vicine a dove si trovava la linea (ma per ora lasciamo stare questa piccola complicazione).
Una volta incassata la risorsa i dischetti interessati sono quindi girati ed il giocatore, in realtà, avrà calcolato la cosa e previsto che, proprio girando dal lato opposto i dischi, si possono essere creati ulteriori allineamenti, dando diritto così ad ulteriori risorse, ripetendo la fase di raccolta fino a che ci siano terne o quaterne di dischi allineati

Girati i verdi ecco comparire il tris di rossi

Ed ecco i gialli

... oplà ... arrivano i bianchi

... ed ecco chiusa la nostra combo con i gialli ...
A questo punto, se i magazzini laterali si saranno riempiti (anche qui non vado nei dettagli), si raccolgono altre risorse e si passa poi alla fase di acquisto, dove si spendono le risorse (rappresentate da cubetti colorati) per comprare edifici (pochi, sono giusto di 4 tipi, 4 dei quali utili per ottenere benefici ed un quinto per avere punti vittoria) o navi (ancora punti vittoria ..) e si svolgono, volendo, alcune azioni secondarie (bonus evento, tiro dadi, ...).
La partita ha termine dopo un tot di turni, variabili a seconda del numero di giocatori.

Come si presenta il tutto?

Graficamente il gioco si presenta sul tavolo come complessivamente gradevole, ma ho idea che il nostro gusto estetico sia un pelo diverso da quello degli amici orientali, perchè non è che il primo impatto sia stato poi di rapimento da sindrome di Stendhal.
Dal punto di vista positivo devo dire che le illustrazioni sulle carte (soprattutto quelle evento) sono evocative e tematiche, ma nel contempo qualche piccola lamentela da giocatore anonimo la ho, tipo il fatto che i disegnini sui dischetti tendono più che altro a confondere (visto che i colori dello sfondo solo l'unica informazione di rilievo da cogliere) il colpo d'occhio mentre si studia il tabellone e che anche i quattro magazzini laterali (ciascuno dei quali appartiene ad uno dei giocatori) sono identificati con caratteri cinesi (quindi per noi incomprensibili) e con colori molto sfumati, per cui non è così immediato, anche qui, il colpo d'occhio (però poi, giocando, non è per niente difficile ricordare quale sia il proprio lato ..).

Ci aggiungiamo che le risorse sono cubetti e che il manuale è un pelino sintetico (risente probabilmente del fatto di essere tradotto dall'originale e non scritto da madrelingua) ed otteniamo come valutazione sui materiali un 'adeguato allo scopo'.
Sulla ambientazione, come segnalavo, non c'è attinenza tra il giochino dei dischetti colorati ed il tema prescelto, ma per il resto lo sforzo di convogliare gli esiti del tutto all'interno di un canale storico si avverte piacevolmente.

E come gira? 

Passiamo ora al gioco in se ed a come gira, per dire che il mio concetto di family game è forse legato a qualcosa di più 'semplicioso' rispetto a quanto Dadaocheng propone, pur rimanendo un titolo, alla fine dei conti, astrattamente di difficoltà medio - bassa.
Tutto qui in effetti gira intorno a quello che io definisco il puzzle game centrale, che se fosse un'app per tablet (perché non pensare di farla?) probabilmente vi potrebbe prendere alla stregua di un piccolo Sudoku o di qualche gioco di enigmistica. 
All'inizio del turno infatti ognuno finisce invariabilmente nel suo piccolo momento di paralisi da analisi e si mette a pensare quali possano essere le proprie azioni ed a simulare nella propria testa quali potranno essere gli effetti di ogni girata di dischetti
Si parte infatti sul facile, di solito con un paio di allineamenti che si vanno a creare grazie alle proprie mosse, per poi ricostruirsi mentalmente quali colori saranno a quel punto visibili e come essi si andranno ad allineare con nuove tessere già presenti sul tavolo. 
Siccome è possibile che si scateni, da quel momento, una serie di effetti a catena, che possono arrivare anche a dar vita a quello che nel manuale è definito l'infinite loop (ovvero una sequenza che porta a raccogliere più di 12 risorse), capirete come il momento di riflessione che precede ogni mossa possa prendere del tempo, nel corso del quale gli altri, simpaticamente, potranno bersi un bel tè caldo, perché altro da fare non avranno :)

La cosa, nonostante tutti i miei sforzi per togliermela di mente, è rimasta comunque ipnotica ed attraente, perché esercita il fascino tipico dei quiz di enigmistica, con ogni turno che altro non è se non una sorta di quesito del tipo "dica il solutore quante combinazioni si possono creare con due mosse" e da lì diventa una sfida, in gran parte contro se stessi.
Quello che mi ha restituito il titolo è una sensazione di fondo di essere una sorta di sfida al puzzle nella quale i giocatori si alternano per far vedere quanto riescono ad essere più bravi di chi li precede
Al primo livello di approfondimento potete poi aggiungere il fatto che, nel programmare gli allineamenti, potete anche pensare alle risorse che vengono 'sparate' nei magazzini laterali e che possono, a certe condizioni, essere raccolte pure dagli avversari (o da voi stessi) ed introducete una seconda variabile nel vostro personale piccolo brain burning.
Se siete di quelli, fortunati, che hanno la valvola di sicurezza tipo la caffettiera, allora problemi non ne avrete troppi, nel senso che ad un certo punto, farete come spesso ho sentito o fatto io stesso, ovvero interromperete il vostro 386 che sta scaldando come un padellino per friggere le uova e vi accontenterete di aver previsto un paio di combo successive, dando il via alla raccolta di risorse. 
Se siete invece di quelli che riflettono sino a quando non hanno previsto tutta la serie di girate e le loro consguenza, prendetevi il vostro tempo ed a fine serata sarete più stanchi di come se aveste fatto una partita di scacchi, ma probabilmente anche soddisfatti per aver tolto molta ruggine dal vostro processore.
Se però appartenete alla prima categoria e giocherete con qualcuno della seconda, prendetevi anche un buon libro, perché ne avrete bisogno ... :)
Qualche dubbio poi me lo suscita il gioco sulla varietà e longevità, perché in effetti il gioco è un ripetersi, più o meno, della stessa sfida per il tot di turni (8/10) nei quali si articola la partita.

Per il resto le scelte operative, una volta che avrete raccolto i vostri cubetti, ci sono, ma non sono di quelle che vi uccidono, perché potrete, è vero, scegliere ancora se impostare la partita investendo prima su qualche edificio che vi agevolerà poi la vita e/o se scommettere sul commercio dell'oppio, cosa che vi agevolerà, ma che nel contempo porterà con se punti di penalità. Alla fine c'è da divertirsi un pochetto anche nell'acquisto delle carte, ma qui la frequenza della vostra CPU, non salirà poi così tanto ...
Annoto anche che quando ho letto le regole ho inteso il passaggio sull'infinite loop come una sorta di avviso su come comportarsi nell'improbabile caso che ..., ma poi, già alla seconda partita, mi si è presentato il mistico loop e mi è venuto il dubbio che la cosa possa essere più frequente di quello che pensavo. Lo stesso autore, sollecitato sull'argomento su BGG, è intervenuto sulla regola, limando molto i vantaggi del loop, tappando la potenziale falla (prima si potevano tenere 10 risorse, mentre ora, nella versione 2.0 del manuale, se ne tengono 4, si ricevono 3 punti di bonus e si regalano 2 risorse agli avversari). 


Quanto alla scalabilità il titolo, secondo il mio modesto parere, il meglio di se lo dà, se i giocatori amano riflettere un minimo, nella versione a due, perché i tempi di attesa restano ragionevoli, mentre se vorrete pensare di stare nei 45' previsti dalla scatola, lunghezza entro la quale il gioco resta gradevolissimo, dovrete accettare dei compromessi sui tempi di riflessione o sedere al tavolo con persone che si confrontano con il gioco senza vederci la 'sfida contro il computer', ma piuttosto il family game inteso originariamente dagli autori. 


Conclusioni

Arrivo a tirare le somme su questo Dadaocheng e mi rendo conto di essere in un certo modo in difficoltà ad esprimere un parere univoco, anche se la valutazione d'insieme mi resta comunque positiva.
Parto dagli aspetti negativi e dico che come materiali non mi ha impressionato ed è 'rivedibile', ma ciò che trovate nella scatola è tutto lineare il giusto per essere pienamente fruibile (salvo i disegni sui dischetti ...). Nel contempo il gioco è soggetto alla paralisi da analisi, perchè ho visto diverse persone impiantarsi come quando sul vostro windows compare la clessidra e non avete idea di quando potrete riutilizzare il vostro computer e questo tipo di approccio può uccidere letteralmente la serata e nel contempo deve andarvi a genio l'idea del 'giochino da tablet' centrale.

Per converso devo dire che comunque il gioco vi propone qualcosa di diverso dal solito ed una sfida, che pure potrete considerare enigmistica o da puzzle , ma che comunque vi farà riflettere e di questi tempi, anche in mezzo alle centinaia di uscite che affollano la fiera di Essen, trovare poi qualcosa che si distingua dalla massa come fa Dadaocheng non è così facile.
Il gioco, in effetti, vi propone un meccanismo di base peculiare e vincerà, ragionevolmente, chi saprà meglio interpretarlo e la cosa può rivelarsi una sfida divertente. Quanto all'essere un family game ho notato però che per diverse persone c'è una sorta di 'barriera mentale' di fronte a questo tipo di giochi (alla base c'è un meccanismo astratto) e, mentre saranno felicissimi di perdere dieci partite di fila a Carcassonne o Ticket to Ride perché voi giocate pensando alle mosse che fate e loro giocano quasi a caso (ma di ciò ci si rende conto al momento del punteggio finale o quasi), se loro fanno due tris e voi ne fate sei, capiranno nell'arco di tre turni che non c'è partita e la mancanza di meccanismi che fermino il leader renderanno il resto del match un esercizio inutile e per loro poco stimolante.


Il meglio, a mio avviso, il gioco lo può dare quindi per chi condivida la medesima passione per l'aspetto enigmistico o da puzzle che propone (si dovrebbero divertire molto!) o per chi accetti di proporlo come (ma solo se lo fanno tutti quelli che sono al tavolo) un vero family, dove si riflette tutti giusto quel minutino scarso a testa per fare la mossa (già due minuti per mossa, tutto compreso, per dieci mosse per quattro giocatori, farebbero infatti 80 minuti a partita ...) e poi 'quello che viene viene'. 
A queste condizioni ridiventa un titolo sbarazzino e/o con personalità e forse è ciò che gli autori si sono proposti sin dall'inizio, così come hanno accennato nelle prime righe del manuale, parlando di gioco per famiglie.
La sensazione che mi ha lasciato è poi quella che il meccanismo possa non reggere troppo se sollecitato da chi ami 'risolvere' questo tipo di puzzle, ma il tempo che vi ci vorrà per farlo potrebbe essere superiore alla media di utilizzo dei giochi che acquistiamo .. ;)

Vorrei davvero avere un vostro conforto nei commenti, ma so che il titolo non è che sia granché reperibile, per cui solo chi lo ha provato o comprato ad Essen potrà essermi d'aiuto ... ;) 

5 commenti:

  1. Una domanda, ma i dadi che si intravedono in alcune immagini, a cosa servono?

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    1. Un piccolo elemento di alea: od ogni turno puoi offrire una merce (bianca) per tirare due dadi ed ottenere ciò che essi indicano (4 risultati danno una merce e due nulla) oppure due merci a tua scelta per tirare tre dadi ..
      Lo chiamano 'tempio', ma io lo chiamerei piuttosto 'casinò' :)

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  2. Questo lo consiglio agli amanti di Five Tribes (non io quindi :D ). Sono quei giochi in cui, se ti fermi a pensare, ti piglia una paralisi da analisi da mezz'ora. Devi giocarli un po' in scioltezza...

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    1. No, direi che i due giochi hanno uno spessore assolutamente distante... questo è veramente un piccolo rompicapo, che a lungo andare stanca. Five Tribes è di un altro livello, secondo me.

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