giovedì 26 novembre 2015

[Recensione] K2

 scritto da Agzaroth

Per 1-5 partecipanti, 60 minuti di durata, K2 di Adam Kaluza ci trascina sulle vette della famosa “montagna degli italiani” alla guida di due scalatori. Percorsi difficili, in mezzo a una natura ostile, col pericolo di morire congelati. Vince chi sarà arrivato più in alto senza far crepare i suoi uomini, perché non conta solo il risultato, ma anche tornare indietro per raccontarlo. La meccanica è card driven su un tabellone a movimento punto-a-punto.

MATERIALI E GRAFICA
Molto curata la scatola con l'inserto e tutti i materiali nel complesso, di ottima qualità. Grafica funzionale e immediatamente comprensibile.


REGOLAMENTO
Chiaro e con numerosi esempi. Le regole di fatto sono molto semplici.

AMBIENTAZIONE
Uno dei pregi maggiori del gioco consiste proprio nel far sentire chiaramente l'ambientazione ai giocatori. Ci sono le previsioni meteo sulle quali regolarci. Percorsi diversi da condividere con altri rivali. Tende da piantare per ripararsi dal freddo. Il clima inospitale che tende a far calare la nostra temperatura interna, fino a rischiare la vita. Arrampicate faticose e corde con cui tornare sui propri passi. Se ti muovi più rapidamente, ti assumi rischi maggiori. Adam Kaluza, da appassionato vero di alpinismo, confeziona un piccolo capolavoro di ambientazione e meccaniche.

IL GIOCO
La mappa è divisa in percorsi segnati da tappe. Procedere costa punti movimento e richiede sempre maggiori punti acclimatamento: se si scende sotto 1 di valore si muore. Il giocatore guida 2 pedine alpinista tramite tre carte scelte di turno in turno da una mano di sei. Queste carte forniscono punti movimento e acclimatamento. Le tre carte vengono calate contemporaneamente da tutti i giocatori e chi totalizza il movimento maggiore prende un gettone Rischio a scelta tra tre scoperti: questo impone la perdita di 0, 1 o 2 punti da sottrarre a scelta dal proprio movimento o acclimatamento.
Dopodiché ciascuno esegue il proprio turno individuale spendendo le carte giocate.

Tessere meteo possono variare i punti richiesti per avanzare e rendere più rigide le condizioni atmosferiche. A ogni altitudine corrisponde un punteggio e vince chi totalizza il valore più alto sommando quello ottenuto da entrambi i suoi scalatori. Un alpinista morto vale solamente un punto.

Durante il percorso i posti sui vari spazi sono limitati in base al numero dei giocatori. Inoltre è possibile piantare due tende (una per pedina) che rimangono poi fisse e garantiscono un punto acclimatamento a chi vi si accampa a fine turno.

RIGIOCABILITA'
Pur nella sua semplicità, ottima. Il tabellone fronte/retro fornisce due diversi percorsi (facile e difficile) e il meteo può essere estivo o invernale, dando così vita a quattro scenari diversi. Questo, unito all'interazione con gli avversari e alla pesca della carte, rende le partite sempre diverse.

SCALABILITA'
Ottima. Gli spazi sul tabellone si restringono al diminuire dei partecipanti, per cui la sfida è sempre viva. L'ho trovato godibile pure in solitario anche se la competizione con gli avversari esalta le caratteristiche del gioco, inserendo il fattore tempo (in casi di pareggio nei PV, vince chi è arrivato per primo alla cima). Consiglio sempre lo scenario difficile col meteo invernale.

DIPENDENZA DALLA LINGUA
Nessuna, tutto è spiegato tramite simboli.

ORIGINALITA'
Card driven e point-to-point movement non sono novità, ma è il tema stesso e la sua resa così efficace in gioco che fanno brillare K2 nel panorama ludico.

INTERAZIONE
Nessuna interazione diretta, ma il gioco rimane comunque teso per via dell'ostacolarsi sui percorsi e dell'ansia di raggiungere per primi la vetta.

PROFONDITA'
Le previsioni meteo e la gestione della mano consentono una certa ampiezza di scelte e programmazione della propria condotta di gara. Non siamo di fronte a chissà quale profondità, ma la cosa è proporzionata a durata e impegno richiesto.
Strategicamente il percorso propone diverse vie per accedere alle zone più alte della montagna, da affrontare in base alla propria idea e magari per evitare la salita più affollata dagli avversari. Anche la scelta di dove e quando piantare la tenda è spesso cruciale.

ELEGANZA
Sicuramente poche regole per un gioco dalla durata contenuta e buona profondità. Rapporto certamente positivo in questo senso.

PREGI / DIFETTI
Sebbene sia un titolo molto riuscito, probabilmente uno di quelli in cui l'ambientazione viene maggiormente esaltata dalle meccaniche, non risulta molto longevo. Pur offrendo sfide sempre differenti, e quindi un'alta rigiocabilità, dopo un po' di partite il tutto sfocia in un gameplay abbastanza monotono che non invoglia a tirarlo giù dalla scaffale molto spesso.

CONCLUSIONE

Un buon titolo, dalla durata contenuta, con molti pregi ma senza quello spunto che potrebbe farlo brillare definitivamente.


Tutte le immagini sono tratte da BGG (postate da Maciej Teleglow, Adam Kaluza, Laszlo Molnar) e sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno immediatamente rimosse su semplice richiesta.  

10 commenti:

  1. Ciao Agzaroth e complimenti come al solito.
    Leggo questa tua recensione con la quale sono pienamente d'accordo e che mi fa subito venire in mente due domande ed una considerazione:
    1) Come scegli i titoli da recensire?
    2) Cosa aggiunge o non aggiunge l'espansione a questo gioco?
    3) Mi è balenato un pensiero, da non generalizzare e da prendere quasi come un paradosso ma: siamo sicuri che una ambientazione forte e ben riuscita non sia intrinsecamente un ostacolo alla longevità di un gioco? Ripeto, certamente non sempre (vedi Stronghold, tanto per fare un esempio). Ma qui, ok, il gameplay è quello che è ma: pianto le mie tende, mi muoiono i compagni di cordata, finalmente pianto la bandiera sulla vetta. Tutto molto ben ambientato. Però, lassù sono arrivato, la sfida l'ho vinta: Siamo sicuri che avrò voglia di ripeterla? Non so, è un pensiero. sarà che qui fa freddo... Ciao
    Guido

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 1) molti perché mi piacciono. Altri perché arriva qualche richiesta. Altri ancora perché "devo".
      2) Mai giocata l'espansione.
      3) Bello spunto. Ambientazione come limite alla longevità. Più si è aderenti al tema, più le partite risultano incanalate. Potrebbe anche essere, come concetto, ma ci sono tanti giochi con una bella ambientazione che hanno anche ottima longevità.
      per l'ambientazione e le sue componenti in generale, rimando qui:
      http://www.goblins.net/articoli/editoriale-ambientazione-e-giochi-ambientati

      Elimina
  2. Gioco che mi lascia sensazioni diverse ogni volta che lo affronto (è un bene o un male). Sicuramente ben ambientato ma concordo che gli manchi il QUID per farlo essere davvero un gran bel gioco.
    Nota a margine per le tre prime partite ho sempre ucciso i miei alpinisti :(

    RispondiElimina
  3. I problemi di longevità che vengono evidenziati non li ho mai percepiti. Questo per due motivi:
    1) Perché il numero di partite che ho giocato rasenta la decina e non di più (come a molti altri giochi) e quindi io non ho quasi mai problemi di longevità.
    2) L'ho spesso proposto a giocatori disparati e dunque è risultata sempre una sfida nuova visto che ogni giocatore aveva la sua modalità di giocare.

    Le condizioni meteo e le due parti di tabellone rendono la sfida avvincente per una buona manciata di partite. È vero che alla lunga può stufare però non credo si possa annoverare nella categoria dei giochi a bassa longevità (altrimenti sarebbe in buonissima compagnia).

    Ciò che lo rende fenomenale è quel senso di mancanza di ossigeno che riesce a ricreare nei giocatori quando ci si accorge che, forse, i propri alpinisti non ce la faranno a sopravvivere. Per me questo aspetto è impagabile.

    È inoltre un gioco che si situa in una fascia media quindi interessante da proporre anche a neofiti motivati.

    RispondiElimina
  4. Un buon titolo..sul discorso longevità bisogna però cercare di chiarirsi. Un titolo è longevo se piace, altrimenti di longevo non c'è nulla. Discorso simile sulla rigiocabilità, quando un gioco viene definito altamente rigiocabile? Quali sono i criteri che bisogna usare? Io ad esempio considero altamente rigiocabile Trajan (246 partite all'attivo), questo semplicemente perchè mi piace. Spesso sulle recensioni si trova l'indicazione sulla longevità/rigiocabilità, ma sostanzialmente in entrambi i casi (la differenza è sottile) la valutazione è rimandata al giocatore, che spesso assume un atteggiamento da sommelier. Quindi il problema è un falso problema per una serie di motivi, non ultimo il fatto che spesso ci preoccupiamo della longevità quando poi lo giochiamo 5 o 6 volte se va bene (però siamo sereni perchè è longevo).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io cerco sempre di giudicarla in base a due parametri oggettivi:
      1) quanto cambiano le configurazioni iniziali (ad esempio se ci sono diversi setup casuali) o in corso di partita (ad esempio elementi casuali refillati di continuo).
      2) quanta variabilità dà il gioco in tattiche e strategie percorribili.

      Per cui giudico la rigiocabilità in base a questo, che è valutabile, e non rispetto al soggettivo "quanto l'ho messo in tavola". Anche perché, a uno che legge la recensione, quanto l'ho messo in tavola io potrebbe importare e dire poco, mentre gli interessa sapere se ci sono elementi di sufficiente rigiocabilità.

      Elimina
    2. Interessante la sfumatura nelle definizioni di longevità e rigiocabilità che metti in evidenza.
      Condivido l'affermazione che la longevità può avere una componente soggettiva mentre la rigiocabilità è più facilmente quantificabile con criteri oggettivi.
      Teniamo conto cmq che la longevità non è totalmente slegata dalla rigiocabilità (sono due concetti che vanno a braccetto) e quindi non è soggetta solo al gusto del giocatore. L'esempio estremo è quello dei giochi "One Shot" (stile T.I.M.E. Stories). Io posso averlo apprezzato moltissimo ma se non ha rigiocabilità per evidenti motivi intrinsechi anche la longevità è ovviamente molto limitata (e relegata forzatamente a partite con compagnie differenti dove io assumo più il ruolo di un "presentatore distaccato" più che essere coinvolto direttamente nell'azione).
      Per questo motivo credo che quando si parla di longevità di un gioco sia giusto dare un grosso peso anche alla rigiocabilità.

      Elimina
    3. E quale sarebbe la differenza tra rigiocabilità e longevità? E'ovvio che se a uno piace un gioco lo rigiocherà spesso, ma non è che questo rende il gioco "longevo", semmai è il contrario: se nel gioco ci sono sufficienti elementi di variabilità (come giustamente sottolinea Agzaroth) da garantire situazioni e sfide sempre diverse, tali che non si possa mai dire "ho risolto il gioco", allora sarò stimolato a rigiocarlo numerose volte.

      Elimina
  5. Agzaroth, per me è sempre fonte di scoperte oltre che di riflessione ed approfondimento.
    Ne avevo solo sentito parlare di questo K2 senza mai approfondire.

    Grazie mille come sempre... :)

    RispondiElimina
  6. Ciao Agzaroth prima di tutto ci tengo a farti i miei complimenti per le tue recensioni,le leggo sempre prima di effettuare l'acquisto di un gioco per capire un po tutti gli aspetti e decidere se vale la pena oppure no. Ti scrivo perche ho comprato da poco il gioco K2 e dopo essermi scaricato e letto il regolamento in italiano ben tradotto e di facile apprendimento ho voluto scaricare sempre nella Tana dei Goblin un regolamento riassuntivo e qui però ho cominciato ad avere dei dubbi sul primo regolamento. Ti spiego nel regolamento ( credo originale o per lo meno riconosciuto dalla Rebel)in italiano scaricato sempre sulla Tana dei Goblin nella pagina 8, la fase 4 controllo acclimatamento dopo aver aggiunto o sottratto i punti acclimatamento dei vari colori dei cerchi nello spazio in cui si trovano gli alpinisti,dopo aver aggiunto il punto se lo spazio ha una tenda dello stesso colore dell'alpinista e per ultimo dopo aver sottratto punti acclimatamento provocati dal meteo nella zona in cui si trova l'alpinista alla fine di questa fase c'è scritto di controllare se il livello di acclimatamento di un alpinista sia maggiore di 6 e in questo caso il livello viene riportato a 6 punti e fin qui tutto chiaro.Ma invece nel regolamento riassuntivo nella stessa fase di controllo acclimatamento e sempre dopo aver aggiunto e sottratto i punti come scritto prima, alla fine della fase c'è scritto che la tabella e suddivisa in 2 fasce,da 1 a 6 e da 7 a 10 ma il dubbio nasce soprattutto nell'esempio che spiega cosi: Quando un giocatore si trova nella fascia alta 7-10 e perde punti acclimatamento che lo farebbero scendere sotto il 6 fascia bassa (ad esempio andrebbe a 4) questi mette sempre il segnalino sul 6 (punto più alto della fascia bassa).Nel turno seguente partendo dal 6 e ora in fascia bassa e sottrarrà all'occorrenza i punti normalmente. Ora la mia domanda e se dovessi seguire il regolamento riassuntivo non avrebbe senso giocarsi carte favorevoli fino ad avere nella tabella acclimatamento 10 punti, se mi basta avere almeno 7 punti se poi pagarne quattro dopo il controllo e scendere solo a 6 giusto?

    RispondiElimina