domenica 15 novembre 2015

[Recensione] Ophiuchus: The Thirteenth constellation

scritto da Bernapapà


Ophiuchus (Ofiuco, il portatore del serpente) è la tredicesima costellazione dello zodiaco moderno, che non è contemplata nei segni zodiacali. Forse per riparare a questo torto e diffondere la conoscenza della sua esistenza, il novello autore Emilio Zampa ha deciso di ideare questo gioco "stellare", di piazzamento tessere, chiamato Ophiuchus: the therteenth constellation. L'editore è la neonata Apocalypse Inc, ed il gioco, basato sulla creazione di costellazioni che si andranno a creare posizionando le tessere, è in fondo un sapiente astrattone, molto semplice nelle regole, dedicato ad un pubblico sufficientemente ampio, da 1 a 4 giocatori, senza alcun testo nel gioco, ad eccezione del manuale. Siamo di fronte ad un gioco per certi versi un po' "aritmetico", in quanto le regole di posizionamento devono rispettare alcune semplici regole di somma delle stelle, con lo scopo di creare configurazioni simili alle carte obiettivo pubbliche, le costellazioni, appunto. Materiali di pregio, stile minimalista ma suggestivo, ne fanno un gioco semplice ma non banale, della durata di un filler, in cui è però necessario usare la testa.

I materiali e le regole

Nella scatola, di dimensioni adeguate, troviamo 27 tessere stella, che somigliano a quelle del domino, in quanto sono, di dimensione, il doppio di un quadrato. Da un lato troviamo il nome del gioco, mentre dall'altro troviamo due aree: in ogni area possiamo trovare da un minimo di 0 ad un massimo di sei stelle, di differente forma e colore, su sfondo nero. Abbiamo poi le tessere contenenti la descrizione delle 13 costellazioni, ma che costituiscono di fatto gli obiettivi del gioco, riportando su un lato le condizioni per ottenere quell'obiettivo: abbiamo 6 tessere che si potranno ottenere mettendo in fila 3 stelle del tipo definito (3 punti ciascuna), poi abbiamo la Vergine, che prevede di posizionare 4 stelle di uno stesso tipo in un quadrato (4 punti), l'Ariete che mette in file 4 stelle differenti (4 punti), lo Scorpione che si ottiene con 4 stelle in fila uguali (5 punti), il Toro con 4 stelle in fila differenti (5 punti), il Cancro con 5 stelle in fila uguali (6 punti), la Bilancia con 6 stelle in fila diverse (9 punti), ed infine l'Ophiuschus, con 6 stelle in fila uguali (13 punti).
Terminano la dotazione una manciata di dichetti PV.
A livello qualitativo, come anticipato, i materiali sono davvero di gran lusso: le tessere sono di cartone molto spesso, resistente e tutte patinate, per fare risaltare sullo sfondo nero lucido, le stelle colorate. La scatola stessa è molto elegante, e potrebbe non sfigurare nella libreria di uno studioso di astronomia!.
Le regole, come dicevo, sono molto semplici. Si tratta di semplice piazzamento tessere (alla Carcassonne, per intenderci), in cui ognuno può partire dal una scelta su 3 tessere. Si parte estraendo una tessera da mettere al centro del tavolo, e a giro si posiziona una delle 3 tessere possedute e se ne pesca un'altra. Le regole di piazzamento sono le seguenti: non è possibile piazzare una tessera se la somma delle stelle su una qualsiasi riga o colonna supera la quantità di 13. Le tessere con aree vuote annullano il conteggio per quella riga/colonna.
In caso si piazzi una tessera e si ottengano esattamente 13 stelle in una fila o una colonna, è possibile pescare due nuove tessere per liberarsi di una tessere non gradita, oppure ottenere un punto vittoria. Le tessere vanno tutte posizionate con almeno un lato ortogonalmente adiacente alle tessere già sul tavolo; inoltre non è ammesso creare dei buchi, e non si può uscire da un'area di dimensione 9 x 9. Se posizionando la tessera si raggiunge uno degli obiettivi descritti nelle tessere costellazione, ce se ne può appropriare (solo uno a turno)
Il gioco termina se tutte le costellazioni sono state guadagnate, oppure se nessun giocatore è in grado di posizionare alcuna altra tessera. Ai punti ottenuti con le costellazioni si devono aggiungere i PV dei talloncini e sottrarre il numero di tessere che si hanno ancora in mano.

Le considerazioni

Che si tratti di un astratto lo avrete capito.. un astratto astrale, direi! I materiali lo rendono davvero un piccolo gioiellino, e forse lo sforzo dell'editore è stato proprio quello di dotarlo di componente suntuosa per farlo uscire dal giro dei gamers, e proiettarlo nella nicchia più vasta dei giocatori di giochi astratti (tipo domino), e degli appassionati di astronomia. La fase di piazzamento delle tessere è fondamentale, e va fatta avendo presente quali sono gli obiettivi ancora da raggiungere, e va pensata in modo da non lasciare su un piatto d'argento mosse vincenti agli avversari. Un gioco pià tattico che strategico, dove l'interattività di manifesta proprio nel cercare di non lasciare combinazioni appetibili. La longevità è ovviamente altissima, in quanto le possibili combinazioni delle tessere sono veramente elevate, per cui se ci si appassiona al gioco, non si rischia mai i ripercorrere le stesse partite (caratteristica comune  molti astratti).
Per quanto riguarda l'ambientazione, al di la del prestigioso lavoro estetico, il tema è effettivamente un po' appiccicaticcio, ma anche questo ci sta: si sottolinea comunque che lo sforzo produttivo è stato davvero notevole.
Il tatget, come già detto, è quello degli amanti degli astratti, ma potrebbe fare breccia negli amanti dell'astronomia, con questo suop profilo un po' intelletualoide. Quindi da un certo punto di vista il gioco ha la vocazione di uscire dai circuiti dei gamers, ma per ritrovarsi comunque nella nicchia degli amanti degli astratti e di chi preferisce occuparsi di costellazioni, piuttosto che di allevamenti. Ottima prova di questo novello autore.

Si ringrzia l'editore per la copia di review concessaci.






2 commenti:

  1. Mitico Berna, avevo cisto delle immagini sparse qua e là sul web...
    Mooolto interessante!!!

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  2. Fa la sua figura anche come regalo, in particolare per gli astrofili!

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