mercoledì 25 novembre 2015

[Riparliamone] Roll for the Galaxy

scritto da Simone M.


La prima cosa che mi viene in mente parlando di Roll for The Galaxy è come mai non sia stato ancora geolocalizzato. Sicuramente il titolo ha perso un po’ di appetibilità commerciale nel nostro paese poiché chi doveva comprarlo lo ha già, in bella mostra, sullo scaffale. 
Però, è fuor di dubbio, che abbia tutte le caratteristiche del best-seller.
Roll for the Galaxy, per chi non lo conoscesse, è un piazzamento lavoratori “dadosospin-off del più celebre  gioco di carte Race for the Galaxy.  
Il nostro Chrys ve ne aveva già dato un piccolo antipasto qui, ma mancava un articolo di dettaglio nel nostro ormai ricchissimo catalogo.
Roll e Race condividono l’ambientazione e l’autore ovvero (il geniale) Thomas Lehmann che lo progetta a quattro mani, nel 2014, con Wei-Hwa Huang (game designer e membro della nazionale americana di Puzzle) – ebbene si gli americani c’hanno pure la nazionale di Puzzle -.
Gioco per 2-5 giocatori, non proprio alle prime armi, che in 45 minuti circa si rincorreranno per il predominio sulla galassia: conquistando militarmente pianeti, producendo e vendendo merci e acquisendo antiche tecnologie aliene.

I- Materiali
La grande scatola di Roll for the Galaxy è pesante.
Sicuramente i componenti più particolari, e che risaltano agli occhi, sono i bicchieri (5) da lancio di plastica colorata. Uno per ciascun giocatore: utilissimi.
Le tessere doppia faccia (55), pianeta e progresso, le tessere pianeta di partenza (9) e le tessere fazione(9), le plance giocatore(5), le tessere fase di gioco (5) e gli schermi (5) sono elementi realizzati con materiali robusti e resistenti. 
Ciascun componente restituisce, al tatto, una piacevole sensazione di solidità
La grafica con cui sono realizzati ricordano inequivocabilmente  Race for the Galaxy. 
Il testo è tanto e spesso le abilità non sono proprio chiarissime.
Su ciascuna tessera è indicato il tipo di risorsa che potrebbe fornire (se civilizzata), il suo costo di sviluppo (in lavoratori) ed un’abilità speciale. Il costo di sviluppo fornirà (come in Race) il numero di Punti Vittoria ottenuti alla fine della partita.

Anche le informazioni riassuntive dietro lo schermo di ciascun giocatore non sono di immediato supporto, seppur organizzate in maniera molto schematica.
Il motore del gioco sono i 111 dadi (in plastica) colorati su cui sono stampati i simboli delle varie fasi di “gioco” in cui devono essere impiegati. Il colore del dado ne definisce natura ed utilizzo: bianchi (cittadini), rossi (forze militari), viola (beni di consumo), verdi (risorse genetiche), gialli (tecnologia aliena), marroni (elementi rari) e ciano (nuove scoperte).
Completano la dotazione i marcatori di legno (5) per indicare i crediti in riserva, i gettoni Punti Vittoria (33), le mini plance di fase (5) in cui i giocatori piazzeranno i dadi appena dopo averli lanciati e prima di assegnarli alle tessere pianeta o progresso ed un sacchetto in cui saranno sistemate proprio queste ultime tessere per essere pescate in fase di “Esplorazione”.

II – Come “rolla” il gioco

Race for the Galaxy colpisce dopo qualche turno di gioco per la sua estrema linearità pur non essendo proprio un peso leggero.
Partiamo, come sempre dal setup.
Ciascun giocatore riceve un pianeta di partenza che porrà accanto alla sua tessera fazione (doppia). Davanti  allo schermo pone una plancia giocatore su cui piazza due tessere una sul lato pianeta ed una su quello progresso pescate a caso dal sacchetto.
Sempre sulla propria plancia indicherà, con l’apposito marcatore in legno, il valore iniziale di crediti: uno. Ma non è ancora finita: ogni giocatore, questa volta dietro lo schermo, dovrà munirsi di una tessera fase di gioco (una striscia di cartoncino con i simboli delle fasi disponibili) che servirà a scegliere su quale “fase di gioco” indirizzare i proprio lavoratori durante il turno. 
Nel bicchiere del proprio colore, i provetti colonizzatori spaziali riporranno 3 dadi bianchi (iniziali) mentre ne piazzano due del colore indicato dalla tessera fazione sull’area “cittadini” della plancia giocatore.  
A questi dadi vanno aggiunti, eventualmente, tutti i dadi del tipo e colore forniti dal pianeta iniziale che potranno essere inseriti nel bicchiere o in una tessera che compone la propria (complessa) area di gioco.
A disposizione di tutti i giocatori troviamo: la riserva dei gettoni PV, il sacchetto da cui prelevare le tessere durante la partita, le 5 tessere di fase e il resto dei dadi non utilizzati in fase di setup.
Roll for the Galaxy si gioca in round simultanei sino a che non si verificano le condizioni di fine partita ovvero: viene preso dalla riserva del gioco l’ultimo gettone PV oppure un giocatore piazza la sua dodicesima tessera. 
In breve le medesime condizioni di Race for the Galaxy.
In ogni round ciascun giocatore esegue, insieme agli avversari, i 5 passi che vi vado ad illustrare:

Roll: tutti i giocatori shakerano i propri lavoratori simultaneamente e li rovesciano dietro il proprio schermo.

Assign: sempre contemporaneamente i giocatori assegnano i dadi, in relazione alla faccia ottenuta, alla base della tessera fase di gioco (i dadi con l’asterisco possono essere assegnati a qualsiasi fase). 
In un secondo momento, all’interno di questo passo, è possibile spostare  un dado sul simbolo della fase che si intende eseguire. Gli altri dadi, allineati in colonna, possono aumentare l’intensità con cui verrà eseguita quell’azione (ovvero il numero di volte che potrà essere eseguita oppure quanti lavoratori saranno assegnati ad una tessera da sviluppare o colonizzare).
Ogni giocatore può scegliere una sola fase. 
I dadi posti alla base della tessera fase di gioco potranno essere utilizzati come worker solo se qualcuno degli altri avversari avrà scelto quella specifica fase. 
Al contrario ritorneranno nel bicchiere.

Una volta per round i dadi possono essere riassegnati, per effetto dell’abilità speciale di una tessera attiva o spostati per effetto di Comando (Dictate). Eseguendo il Dictate il giocatore elimina un dado, che tornerà nel bicchiere, per spostare un qualsiasi dado già tirato alla base della tessera fase di gioco.

Reveal: vengono rimossi gli schermi ed i giocatori mostrano Il risultato dei loro dadi e come hanno intenzione di impiegarli. Le fasi non scelte da alcun giocatore non verranno eseguite e per indicarlo le tessere di fase corrispondente, poste al centro del tavolo, verranno girate sul lato esaurito (ovvero quello marcato da una X)

Do Phases: è il momento di agire. Le fasi si eseguono in questo ordine ed in genere tutti i dadi utilizzati per eseguirle sono considerati esauriti e vanno posti nell’area “cittadini” della propria plancia giocatore.

1) Explore (Esplorazione): al costo di un dado per ciasciuna esplorazione il giocatore che esegue
questa fase può pescare una nuova tessera e sceglierne il lato (pianeta o progresso) da piazzare sotto la tessera già presente sulla plancia giocatore oppure eliminare una tessera non costruita e pescarne un’altra nel sacchetto. Questa operazione può essere ripetuta un numero di volte pari alle tessere eliminate.
La tessere “abbandonate” vanno poi riposte nel sacchetto. In alternativa, il giocatore che esplora riuncia a pescare tessere dal sacchetto per guadagnare 2 crediti per ogni lavoratore impiegato per eseguire questa fase. 

2) Develop (Progresso): il giocatore sposta i dadi che ha deciso di impiegare in questa fase sulla tessera progresso più cima della pila posta sulla sua plancia giocatore. Se il numero di lavoratori impiegati eguaglia il valore di sviluppo stampato sulla tessera quel progresso risulta sviluppato e viene così posto (attivo) nella propria aria di gioco. Se possibile si beneficia subito della sua abilità. Eventuali dadi eccedenti vengono posti sulla tessera progresso immediatamente successiva se presente al contrario nell’area cittadani che raccoglie i dadi esauriti.

3) Settle (Colonizzazione): si svolge in maniera analoga alla precedente ma è dedicata alle tessere pianeta.

4) Produce (Produzione): i dadi possono anche diventare merci. Se eseguita, questa fase, consente ai giocatori di spostare i dadi dalla propria riserva su una propria tessera Pianeta. Se il colore del dado è uguale al colore del pianeta su cui verrà piazzare il valore di quella merce, nella fase Ship, aumenterà secondo una tabella di riferimento. I pianeti “grigi” non producono nulla. Tutte i dadi in eccesso vanno posti nel bicchiere.

5) Ship (Spedizione): questa fase serve a gestire i dadi diventati merce. Questi dati possono essere “venduti” per ottenere crediti o “consumati” per ottenere PV. Il colore e dunque il tipo di merce determina il suo controvalore. I dadi consumati in questa fase vanno posti nella proprio bicchiere.

Manage Empire: è a tutti gli effetti una sorta di ripristino. In questa fase i giocatori possono reclutare nuovi “lavoratori” al costo di 1 credito. I dadi così acquistati vanno reclutati dalla propria riserva di cittadini Inoltre è possibile richiamare qualsiasi dado, posto su una tessera pianeta o progresso non completato, nel proprio bicchiere ed infine vanno rese nuovamente attive le tessere fase non utilizzate.

Quando si verificano le condizioni di vittoria che vi ho anticipato qualche riga più in alto si passa al conteggio dei PV. Si sommano tutti i PV ottenuti al totale dei valori di costruzione di ciascuna tessera posta nella propria area di gioco. I pareggi vengono rotti dal numero di dadi presenti ancora nel bicchiere ed inutilizzati in questo turno e il numero di crediti residui.

III – Considerazioni finali

Tagliamo subito la testa al toro: Race o Roll?
Io preferisco, ancora, di gran lunga l’originale, pur adorando i piazzamento lavoratori.
Ma andiamo con ordine.
Con Roll la civilizzazione spaziale diventa, sicuramente, più palpabile. I dadi trasmettono maggiormente la sensazione di gestire qualcosa (cittadini, merci e miliziani) ed in maniera più plausibile rispetto a Race. 
I dadi sono pur sempre cubi.
Però Roll perde tutta l’eleganza e l’originalità della meccanica di Race, un titolo, al quale è stato sempre riconosciuto il pregio ed il merito di aver portato il concetto di deck building a limiti molto più estremi ed intriganti di altri giochi di carte basati su questa meccanica.
E’ anche vero che le successive espansioni di Race hanno, in parte, snaturato il gioco e lo hanno reso molto più macchinoso e lento (anzi lentissimo). 
Forse è proprio questo pantano che ha fornito lo spunto per Roll for the Galaxy che, a questo punto, parrebbe più che uno spin-off un vero e proprio un reboot.
Sono due facce della stessa medaglia, giusto per usare un luogo comune.
E’ indubbio che Roll colpisca per i materiali più sontuosi rispetto a Race, ma il fascino del secondo è proprio questa capacità simulare dinamiche di civilizzazione con un mazzo di carte.
Se dovessi basarmi, meramente, su fattori come unicità ed originalità la mia scelta di preferenza cadrebbe senza ancora su Race for the Galaxy. 
Se mi avete seguito sin qui nella dissertazione l’impianto di gioco è praticamente lo stesso ed anche elementi tecnici come la durata media di una partita o l’influenza dell’alea sono i condimenti della medesima pietanza. 
Quindi a mio personale avviso non aggiunge nulla se non una nuova configurazione al gioco originale. Anche in termini di interazione il livello è il medesimo: bassa ed indiretta.
Non fraintendetemi, Roll for the Galaxy è ben fatto e se la vostra passione sono i worker-placement allora avrete sicuramente trovato un titolo che va inserito nella vostra wishlist.
Sono state le mie aspettative ad essere state, parzialmente, infrante.

IV – La Scheda

Titolo: Roll for the Galaxy
Autori: Thomas Lehmann e Wei-Hwa Huang
Anno: 2014
Editore Originale: Rio Grande Games
Editore ITA: inedito
Giocatori: 2-5
Durata: 45min circa

Componenti: La scatola è bella zeppa ed materiali sono tanti, robusti e ben fatti. La grafica è una rielaborazione di quella già utilizzata nel gioco di carte. Anche la simbologia ricorda quella di Race for the Galaxy. I bicchierini in plastica per il lancio dei dadi sono una chicca. Il manuale è ben scritto, è molto schematico e contiene anche le FAQ.

Ambientazione: come in Race l’ambientazione è abbastanza relegata ai materiali, non c’è una vera e propria trama di fondo però le meccaniche e le dinamiche sono molto ben contestualizzate. Quindi prossimo tranquillamente dire che il gioco garantisce (usando un neologismo ludico che mi piace tanto) un buon grado di immersività. 

Meccanica: è, sostanzialmente, un piazzamento lavoratori su plancia modulare. Usa un sistema che potremmo definire dice pool – building. Bastano pochi giri per imparare a dominare il gioco anche se la dipendenza, molto forte, dalla lingua non rende la cosa semplice. Spesso le abilità non sono chiarissime e occorre leggerle un paio di volte. Masticare un po’ d’inglese aiuta. Scala bene e si gioca ottimamente anche in due. L’impianto di gioco, alla prima partita, può disorientare ma è una sensazione che si supera presto.

Longevità: velocità complessiva della partita e tessere a doppia faccia, garantiscono una buona longevità. In uscita, tra le altre cose, la prima espansione (Ambition) che, neanche a dirlo, introdurrà nuove fazioni (ndr). Quindi direi che su questo argomento non dobbiamo aggiungere altro.

Rapporto Giocabilità / Prezzo: è un buon gioco, ben strutturato e ben congegnato. Le partite si
attestano sotto l’ora, quasi un filler però molto dopato. Si tira fuori senza problemi, apparecchiato sul tavolo fa la sua sporca figura ed è quasi impossibile farci una sola partita a sera: si finisce con farne almeno un paio. Il titolo però si paga: materiali importanti ed importazione. Il prezzo di Roll for the Galaxy si attesta intorno ai 55 euro.

Consigliato: a tutti coloro i quali adorano i dadi ed i worker-placement con i dadi. Se poi adorate l’ambientazione fantascientifica avete praticamente fatto tombola. Il titolo però parla inglese quindi munitevi di vocabolario e tanta pazienza.

Sconsigliato: a quei giocatori che usano i dadi alla vecchia maniera: per colpire e causare ferite… a tutti coloro che non si sognerebbero mai di sostituite un dado con un meeple. No dico avete mai provato a far rotolare un meeple?

Il gioco, come sempre, è disponibile su egyp.it.

Le foto sono tratte dalla pagina dedicata al gioco di boardgamegeek.com. Roll for the Galaxy è un gioco della Rio Grande Games alla quale appartengono tutti i diritti. Le immagini saranno rimosse su semplice richiesta.

10 commenti:

  1. In wishlist dal 2014, cioè appena uscito, proprio perché la gestione dadi la adoro.
    Non ancora acquistato.
    Perché? Troppo dipendente dalla lingua. Per un gioco così o ci sarà la localizzazione italiana/francese oppure niet.
    Mi dispiace anche se a leggere il tuo articolomi sebra che risulti un doppione di Race (che posseggo e che amo particolarmente).
    A questo punto mi chiedo veramente se investire nel gioco se i cambiamenti sono così "pochi".

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    1. ...a me ha lasciato un po' l'amaro in bocca ma quando mi si presenta l'occasione ci gioco...

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  2. Simone ti posso assicurare che ho anche rollato meeples (vedi Deukalion) e ti devo dire che non e' male farlo :)
    Per quanto riguada Roll for the Galaxy appena uscito ho subito avuto la sensazione che fosse, come dici tu, un reboot di Race for the Galaxy. Visto che possiedo Race e lo trovo perfetto ho deciso di non mettere in wishlist Roll.

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  3. Da fan(atico) di Race - giocato rigorosamente con le prime due espansioni - non ho resistito e ho preso anche questo Roll, visto che ultimanente vado matto per la gestione dadi. Poche partite all'attivo (senza espansione), ma l'impressione è stata decisamente buona, è familare e al contempo diverso e - esattamente come il "fratello" mi ha lasciato una gran voglia di rigiocarlo, stante anche il fatto che le partite sono piuttosto rapide.

    Precisazione: Ambition (già uscita e comprata al volo) NON introduce nessun sesto giocatore. Aggiunge invece un pacco di nuovi pianeti iniziali e fazioni oltre agli obbiettivi (un po' come The Gathering Storm per RftG)

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    1. avevo una info errata e non l'ho corretta... grazie per la segnalazione (e la precisazione)!!!
      PS: correggo subito...

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  4. Ho visto che in media Roll For the Galaxy costa minimo 55 euro. Mentre l'espansione si trova dai 35 ai 45 euro. Quindi una spesa sui 90/100 euro per il gioco più l'espansione. Per questa volta mi dispiace ma temo di dover passare, RtFG è uno dei miei giochi preferiti, mi sarebbe piaciuto passare un po' di tempo con Roll, ma con gli stessi soldi posso portare a casa altri giochi per espandere la varietà della mia piccola collezione ludica anziché avere dei "quasi" doppioni. Peccato :-(

    P.S: non contrariatemi, è tutto un modo per far suicidare la scimmia...
    P.P.S: per favore non aiutatela

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  5. Temo che ormai una localizzazione sia fuori discussione :(

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