venerdì 18 dicembre 2015

[nonsolograndi] The Avengers. Uniti per Vincere

scritto da
Simarillon (Davide)

Oggi si parla di The Avengers: Uniti per Vincere, un gioco Clementoni (e quindi pensato dall’amico Francesco Berardi, game designer interno della Clementoni stessa) costruito sulla licenza di una delle serie fumetti/TV più famose dell’intero pianeta Terra.
Il gioco si può giocare da due a quattro giocatori, a partire dai sette anni in modalità Cooperativa o Competitiva. Ce la faranno Capitan America, Thor, Iron-Man e Hulk a salvarci dai supercattivoni Marvel? 


I MATERIALI
Il gioco si compone di: 
  • un tabellone quadrato con ventotto caselle suddiviso in quattro settori;
    materiali in gioco
  • quattro pedine Avengers (i quattro soci fondatori: Capitan America, Thor, Hulk, Iron-Man);
  • trentadue gettoni cartonati spesso raffiguranti i quattro oggetti degli Avengers (Scudo, Martello, Maschera, Pugno);
  • due classicissimi dadi da 6;
  • quaranta carte così suddivise:
  • quattro carte Avengers (che serviranno come promemoria anche per i poteri speciali di ogni personaggio);
  • otto carte Cattivo, divise in due gruppi;
  • dodici carte missione, suddivise in tre gruppi;
  • sedici carte evento. 
Buono il materiale a corredo del gioco, con una menzione particolare per la scatola che contiene alloggiamenti per separare i vari componenti del gioco. 

IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Come già scritto il gioco si presenta nelle sue versioni Cooperativo, Competitivo o Competitivo Avanzato, quindi per ognuna delle modalità di gioco due note sul regolamento. Si parte della versione Cooperativa dopo un rapido set-up che va a formare il tabellone con i Cattivi del primo gruppo negli appositi spazi del tabellone, i Cattivi del secondo gruppo a lato dello stesso e le Carte Evento al centro. Gli otto gettoni potere Avengers saranno disposti a lato del tabellone raggruppati in base all’oggetto raffigurato. 

padri fondatori
Si può iniziare a giocare. Al proprio turno si può decidere se lanciare uno o due dadi e poi si muove il proprio personaggio sul tabellone. In base alla casella di arrivo possono succedere le seguenti cose:
  • prendere il gettone oggetto Avengers raffigurato;
  • pescare una carta evento ed applicarne gli effetti;
  • volare su una casella a piacere e applicarne gli effetti;
  • scambiare uno o più oggetti con un altro giocatore. 
Al termine del movimento si può attaccare un cattivo, se si hanno gli oggetti indicati sulla sua carta. L’attacco consiste nel lancio dei due dadi: il dado blu indica il punteggio ottenuto dal Buono e il rosso il punteggio ottenuto dal Cattivo. Chi ha il punteggio maggiore vince; in caso di parità si ritirano i dadi. Se il Cattivo viene sconfitto si pesca un nuovo Cattivo a sostituire quello appena sconfitto e si ripongono i gettoni Avengers; se vince il Cattivo, invece, si perde, a scelta, uno dei gettoni Avengers. Il gioco finisce o quando non ci sono più Cattivi sul tabellone (gli Avengers hanno sconfitto i nemici) o quando non ci sono più Carte Evento (il male dominerà il mondo … sino alla prossima partita). 
Nella versione competitiva il gioco rimane semi-cooperativo, dal momento che gli eroi collaborano
in missione
alla sconfitta dei Cattivi, ma ci sarà un vincitore, ovvero chi ha ottenuto il maggior numero di punti.
La differenza tra la versione cooperativa e quella competitiva consiste nel fatto che ad ogni giocatore vengono assegnate delle Missioni (una per tipo) che attribuiscono dei punteggi alla fine delle partita. I punti individuali saranno dati dalla somma delle missioni completate e dal numero dei cattivi sconfitti (un punto in caso appartenga al primo gruppo, due punti in caso appartenga al secondo gruppo). 

Da ultimo la Versione Avanzata in cui la casella con doppie frecce consente di scambiare due tra gli oggetti in proprio possesso con uno di quelli disponibili sul tabellone. Nell’attacco ai Cattivi gli oggetti possono essere usati come modificatori dei dadi: ogni oggetto, di qualsiasi tipo sia, aggiunge uno al numero del dado. Non ci sono limiti al numero di oggetti che possono essere usati in un combattimento.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Non sono molti i giochi cooperativi per bambini (o almeno quelli in cui mi è capitato di imbattermi) anche se la tendenza sta finalmente tendendo ad aumentare. La meccanica del cooperativo puro,
ma quanti begli eventi
d'altronde, può facilitare l’avvicinare al gioco in scatola anche piccoli giocatori alla ‘prima esperienza’. Chiaramente bisogna essere bravi, evitare l’effetto leader che gioca per tutto il gruppo invece che con tutto il gruppo: questa situazione, con un adulto seduto insieme ai nongrandi, non è poi così difficile da creare. Questo è un gran bel cooperativo sia perché è difficile che un giocatore giochi per il gruppo sia perché è molto bilanciato; per fare un esempio pratico la prima vittoria è arrivata alla terza partita e, comunque, siamo sotto il 50% di vittorie in generale (e non abbiamo giocato poche partite).

La licenza Marvel è una marcia in più. Il fatto di confrontarsi durante la partita con personaggi conosciuti (e direi anche più che conosciuti) come Iron Man o Hulk lo rende un gioco appetibile anche per chi non è propriamente avvezzo a giocare ai giochi in scatola. Lo potrei quasi definire un 'Gateway per nonsolograndi' per avvicinarli al gioco in scatola.
Ottima l'idea di una diversificazione, anche minima, delle abilità di ogni singolo super-eroe: rende il gioco allo stesso tempo più realistico (o meglio più corrispondente ai personaggi Marvel) e più vario, regalando così maggiore divertimento; diversificazione che è aspetto non così comune nei pochi cooperativi per bambini. Così come buona è la possibilità di modulare la difficoltà di una partita semplicemente aggiungendo o rimuovendo delle carte dal mazzo eventi. 

Tutto buono quindi? Direi di no, ma come sapete con il tempo sono diventato sempre più esigente. Trovo, ma è un parere personale, alcuni poteri un po' più forti di altri (a me personalmente convince poco Capitan America ma sarà perché mi è sempre stato antipatico :D), ma, soprattutto, si sente la mancanza di qualche carta cattivo (sia del primo gruppo sia del secondo gruppo) che avrebbe donato un minimo di varietà al gioco, con un costo davvero esiguo ... e poi cattivi Marvel direi che ce ne sono in abbondanza! Se poi si avesse voluto esagerare anche si potevano avere magari un numero maggiore di Avengers (Vedova Nera, Falcon..., anche di questi non ne mancano), ognuno con un ruolo differente.
supereroi & superpoteri

The Avengers Uniti per Vincere rimane un ottimo gioco da giocare in famiglia, da apparecchiare durante le feste genitori e figli per passare dei bei momenti insieme. L'arrivo del gioco in casa è forse passato un po' in sordina, ma capita quando giocare diventa quasi un abitudine. L'altra sera, però, Lorenzo ha preso tre giochi, ma poi ha rinunciato agli altri due giochi per giocare tre partite consecutive agli Avengers e credo che questo sia il miglior complimento che potesse essere fatto al gioco.

Il regolamento indica il gioco come 7+ e mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa età, al limite diciamo un anno in meno con la presenza di un adulto a supervisionare il gioco e ad aiutare i piccoli durante il gioco.

Se siete in ritardo con Babbo Natale, con The Avengers Uniti per Vincere potrete rimediare e con ottimi risultati. Il gioco si trova ad un prezzo più che ragionevole, proporzionato all’esperienza di gioco e, essendo Clementoni, anche con un’ampia reperibilità. Il tema supereroi Marvel, poi, lo rende particolarmente appetibile! Quale bimbo non vorrebbe immedesimarsi in Iron-Man e salvare il mondo!

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che, vi credevate una squadra? No, siamo una mistura chimica che produce il caos. Siamo... pronti ad esplodere! come dice il dottor Bruce Banner (Hulk per chi avesse qualche dubbio su chi sia).
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando al gioco The Avengers Uniti per Vincere:
  • il primo insegnamento è sicuramente quello della ‘Cooperazione’ e dell’Aiuto reciproco:
    tutto in ordine
    durante il gioco, infatti, si può venire a creare la necessità di chiedere agli altri compagni una particolare tessera per sconfiggere uno dei nemici. In questo contesto mi ha colpito molto il fatto che per lui lo scambio dovesse essere uno scambio alla pari, non accettava che regalassi i dischetti per il combattimento, e inoltre abbiamo fatto un solo scambio non alla pari. Molto spesso, piuttosto, abbiamo rinunciato allo scambio, anche nella versione del gioco puramente cooperativa;
  • il concetto di vittoria comune non è così frequente, i bimbi tendono per natura ad essere competitivi ed egoisti, quindi il si vince o si perde insieme li mette di fronte ad una realtà che sono poco abituati a vivere (e questo l’ho già scritto almeno un paio di volte);
  • è di sicuro interesse la possibilità di dover combattere insieme, ma poi vince uno solo: una meccanica in qualche modo originale e … difficile da digerire per i piccoli giocatori;
  • l’importanza di obiettivi segreti (le carte missione che sono diventate più importanti di qualsiasi altro aspetto della partita);
  • papà ha imparato di avere un potenziale game-designer in casa. Il mio piccolo Lorenzo, infatti, ha deciso, arbitrariamente e dopo aver comunque sentito le regole, che non si perdeva con il terminare delle Carte Evento, ma quando non c'erano più dischetti disponibili (più o meno comunque ho visto che il finale di partita avveniva negli stessi tempi), dal momento che non c'erano più colpi per combattere. Lorenzo, infatti, riponeva i dischetti nella scatola una volta usati.  

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Come ho scritto sopra questo è un ottimo gioco da giocare in famiglia. Sicuramente non è un gioco che verrà giocato da un gruppo di Nerd Ludici Adolescenti, ma, diversamente, lo si potrà tirare facilmente fuori nelle partite che coinvolgono genitori e figli, come non sarà problematico giocarci tra un gruppo di bimbi pre-adolescenti. Come sempre l’impressione arriva dal vissuto personale con il piccolo cinquenne di casa. 

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA 
CAPS
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 

Il motivo per giocare con papà è sin troppo semplice, non conosco, infatti, papà che non abbia (o abbia avuto) una passione per il mondo dei supereroi Marvel. Il motivo per giocarlo con mamma è sicuramente un po’ più difficile, oppure no, tutte le donne hanno un po’ la tendenza a voler salvare il mondo :D! E mamma sicuramente non fa eccezione a questa regola.

Il nonsolograndi di Simarillon vi saluta, saluta un 2015 ricco di gioco (e almeno per me di Letizia), vi augura Buone Feste, vi augura un 2016 ancora più ‘giocoso’ e rimanda all’appuntamento con la lettura del venerdì al 2016. 

Si ringrazia l'editore per la copia di review concessa. 

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