mercoledì 2 dicembre 2015

[Prime Impressioni] Stinky Business: che affarone la spazzatura!!!!!

scritto da Sergio


Una volta la parola eco ti faceva venire in mente la montagna, le valli sperdute le gole solitarie dove si gridava il proprio nome o le parole piu singolari. Al limite ti venivano in mente le barzellette o le vignette della Settimana Enigmistica.....Bei tempi.
Oggi tutto cio che è eco è serio, tremendamente serio e richiama troppo spesso immagini poco rassicuranti. Pensateci: ecologia, ecopacifista, ecocidio, ecosistema, ecomafia, termini che fanno un po venire i brividi.
Ma siccome questo è un blog di giochi e noi di questo parliamo, cambiamo registro, la mettimao giu' sullo scherzo e coniamo così, seduta stante, un nuovo termine: ecogioco.
Stinky Business (di Piotr Jesionek): l'ecogioco.
Edito dalla casa polacca G3, il nostro faceva bella mostra di se sui tavoli dello stand di Essen. È un gioco "abbastanza" family per 2-5 giocatori, durata intorno all'ora (45 minuti se si gioca in 2, anche 70-80 in 5).
Nel gioco interpreteremo dei manager "senza scrupoli" (non è vero ma dato l'argomento ci stava bene) con lo scopo  di costruire il piu redditizio complesso di riciclaggio rifiuti in grado di portare maggiori guadagni al proprietario e di conseguenza punti vittoria necessari per primeggiare sugli avversari.


SCATOLA E CONTENUTO

La confezione si presenta bene, non emana cattivi odori per cui tranquillizatevi;  sarà per l'argomento trattato che tende al triste, ma i polacchi hanno pensato di  fare scatola e tabellone super colorati. All'interno troviamo comunque token di 5 colori (uno per giocatore) rappresentanti impianti di incenerimento e riciclaggio (stessa forma delle centrali elettriche del famoso gioco tanto per intenderci). Ci sono poi gli ecodollari, token attivatori e raddoppiatori (li spieghiamo dopo), 25 schede impianto trattamento rifiuti (un set di 5 per ogni giocatore: biologico, carta, plastica, vetro ed alluminio). Chiudono la parata 110 carte spazzatura rappresentanti i 5 materiali sopra elencati, oltre a rifiuti di altro genere assolutamente non riciclabili. Quest'ultime possono essere solo incenerite ed alcune, se riusciamo nello scopo, ci danno un punto vittoria altre una penalità di 1 punto.
Le carte sono il motore del gioco e devo spenderci su 2 parole: intanto ognuna ha un valore a seconda della degradabilità e della possibilità di riciclaggio: i bio vale di meno mentre alluminio e vetro sono più rare e "preziose". Oltre a questo ci sono 10 carte con un simbolo a forma di stella. Sono quelle che segnano lo scorrere della partita. Infine ogni carta indica nella sua parte inferiore in cosa può essere riciclato il rifiuto rappresentato e quanti anni ci mette madre natura a decomporlo secondo processi non alterati dall'uomo (ad esempio un barattolo di vetro si decomporrà in 4000 anni). A cosa serve questa info nel gioco? A nulla! Ma vi ricordo che stiamo parlando di un ecogioco e quindi l'aspetto educativo non poteva mancare.


SET UP E COME SI GIOCA

Posizionato l'enorme tabellone a centro tavola, si fa un mazzetto delle 10 carte "stellate" da mettere  nell'apposito spazio. Dopodiché si mettono 12 carte nello spazio "II" del tabellone, 12 nel "III" mentre il settore  "I" rimane vuoto. Si metteranno poi nell'apposito spazio i token attivatori e raddoppiatori  in numero variabile a seconda dei giocatori. Ognuno poi  prenderà le sue 5 schede di impianto trattamento rifiuti, i suoi "alberghetti" (sono impianti di riciclaggio lo so) ed una quantità di soldi determinata (15 il primo giocatore, 16 il secondo, 17 ecc ecc). E si va a cominciare:
10 round, ognuno composto di 4 fasi

1a fase:  littering (dispersione rifiuti): ogni giocatore prende 4 carte dal mazzo centrale e ne sceglie solo una. Le altre 3 vanno messe nello spazio "I" del tabellone rimasto prima vuoto. Cosa ci faccio con la carta scelta:
- se è un rifiuto non riciclabile che mi da un punto posso gettarla nella mia "virtuale" discarica a fianco del tabellone
- se ho attivato il corrispondente impianto trattamento rifiuti la posiziono sopra la scheda
- la tengo in mano (con un limite massimo di carte da tenere in mano pari a 2)
Alla fine della fase il mazzo "I" deve contenere 12 carte (se ne aggiungeranno  o leveranno alcune a seconda del numero dei giocatori). A queste si aggiunge una delle 10 carte  stellate di cui sopra e si rimescola il tutto
2a fase: investimenti. Se un giocatore la salta prende 5 ecodollari. Altrimenti si possono fare le seguenti azioni:
- comprare il primo impianto di riciclaggio e posizionarlo nell'apposita riga pagando alla banca il costo indicato e facendo attenzione al fatto che i settori "I" e "II" sono bloccati a inizio partita ed uno dei giocatori dovrà pagare un costo di sblocco (sempre alla banca) perché lui e gli altri possano utilizzarlo dal momento del pagamento in poi
- comprare un impianto di incenerimento pagandone il costo
- comprare un attivatore: i nostri 5 impianti di trattamento rifiuti sono inattivi a inizio partita e solo comprando un token attivatore da piazzarci sopra possono iniziare a funzionare. Ogni scheda ha 4 spazi  che possono essere riempiti  o da token attivatori (ci permettono di giocare sulla stessa una o più carte a seconda di quanti token vi sono sopra) o da token  moltiplicatori che ci permettono di moltiplicare (per 2 il primo, per 3 il secondo, per 4 il terzo) il valore delle carte giocate sopra l'impianto. Il costo è fisso ed è indicato sulla scheda (dai 4 ecodollari per il bio ai 15 dell'alluminio)
Queste tre azioni sono in alternativa fra di loro e ne va fatta una per turno.
In aggiunta ci sono le seguenti azioni libere:
- comprare il secondo impianto di incenerimento da sistemare sulla stessa riga su cui ne ho un altro
- comprare un token moltiplicatore 
3a fase: riciclaggio e incenerimento: adesso che abbiamo costruito,  attivato e messo il tutto a regime  siamo pronti per dar da mangiare spazzatura ai nostri impianti affinché la riciclino e la trasformino in denaro sonante per i nostri portafogli dissanguati. Per farlo ci serviranno le carte dei vari mazzi "I", II" e "III" e, cominciando proprio dal "I" a turno  ogni giocatore, (iniziando dal più in alto)  che  avrà costruito un impianto (l'alberghetto per intenderci), prenderà dal mazzo il numero di carte previsto e segnato sul tabellone. È ovvio che più impianti (alberghetti)  avrà, più numerose saranno le probabilità di pescare carte che gli servano e che potrà mettere o sull'impianto trattamento rifiuti attivato, o nella propria discarica. Le carte pescate in questa fase che non servono possono essere rimesse nel mazzo che verrà rimescolato per essere pronto per il giocatore successivo.
Nella fase dell'incenerimento invece, dopo avere levato vetro ed alluminio dal mazzo "III" (scelta logica: questi materiali non possono essere inceneriti) ogni giocatore incenerirà 2 (e solo 2) carte per ogni impianto posizionato  (le carte incenerite vanno nel mazzo scarti direttamente). Ogni singola azione di incenerimento porterà al giocatore 2 ecodollari coi settori "II" e "III" ancora bloccati, 3 punti  col "II" sbloccato, altrimenti, sbloccato anche il "III", 5 ecodollari.   
 4a fase: trattamento rifiuti: è la fase degli incassi. Ogni giocatore incasserà il valore delle carte spazzatura trattate e posizionate sulle proprie schede (tenendo conto dei moltiplicatatori). Dopodiché  il mazzo "III" viene scartato e gli altri 2 scalano verso il successivo con il "I" che rimane vuoto e pronto per il turno seguente.
Condizioni di vittoria: piccola insalata di punti: 2 cose premiano di più in assoluto: aver attivato tutti e 5 gli impianti (10 p.ti) e i soldi (1 punto ogni 5 ecodollari). Ci sono poi punti per ogni riga di impianto di riciclaggio completa e 1 per ogni impianto di incenerimento e per le spazzature "preziose" messe in discarica. Sono previsti anche punti negativi (variabili) per le carte che non siamo riusciti a posizionare finite in discarica. Vince chi ha più punti dopo, appunto, 10 turni.

CONSIDERAZIONI FINALI

Giocabilità: l'"ecogioco" Stinky non è difficile: le regole alla fine sono poche ed è molto lineare. Già alla seconda partita non si avranno problemi di sorta col regolamento. Più difficile è invece padroneggiarlo considerando che soprattutto nei primi turni ci sarà una penuria di denaro che ci limiterà sensibilmente rendendo i primi turni abbastanza stitici. Si sente in questo senso la mancanza di una regola che ci consenta di chiedere ad esempio un prestito alla banca per aprire un po' il gioco e permetterci di sfruttarne da subito le potenzialità. Strano non ci abbiano pensato.
Alea: alla fine S.B. è un gioco di carte su un tabellone colorato: come tale l'alea è presente ed in misura abbastanza importante: il gioco si apre quando si inizierà a incassare dei bei soldoni ma questi arriveranno pescando le carte giuste. Attivare gli impianti di trattamento vetro e alluminio ad esempio è una buona cosa ma se poi peschi carte rifiuto diverse non incassi nulla e se per caso in quel turno un avversario è più fortunato ecco che avrà più possibilità per il turno successivo portando a casa un vantaggio che rimane difficile da recuperare. Un bug che si poteva tranquillamente superare per un gioco che comunque rimane divertente e originale. Il nostro suggerimento quindi è di aprire prima possibile tutte le opportunità di guadagno (attivare e costruire impianti) senza concentrarsi su una specifica strategia.
Ambientazione e grafica: l'ambientazione, aiutata da un tabellone colorato (forse troppo?) e grande è abbastanza ben resa grazie a una grafica stile "cartoon" comunque efficace. I materiali sono solidi e spessi con le schede trattamento rifiuti veramente ben fatte. Le carte rappresentano spazzatura di vario genere quindi non possiamo aspettarci disegni fantasy. Ciò nonostante gli autori polacchi sono riusciti nel difficile intento di rendere gradevole la grafica di un gioco che tratta di "affari puzzolenti" (della serie sono capaci "quasi" tutti a fare bella grafica su un ambientazione di foreste popolate da fate, elfi e unicorni).
Manuale forse un po' prolisso: il gioco è molto più semplice di come appare dalla prima lettura del regolamento.
Interazione: sembra inesistente ma eppure........ nella fase 3 della pesca  ci sono buone probabilità di infierire sull'avversario che pescherà dopo di me levandogli dal mazzo le carte migliori e restituendogli quelle inutili. Senza contare il numero limitato dei token attivatori che non permetterà a tutti i giocatori di attivare tutti e 5 gli impianti.
Scalabilità: direi ottima: in 2 il gioco gira bene, rapido e veloce con una durata che non supera i 45 minuti. Ottimale.
Dipendenza dalla lingua: manuale in inglese (e per ora non si trova la traduzione nell'italico idioma on line). Per il resto assoluta indipendenza.
Insomma S.B. a mio parere è un bel gioco. Ha una particolarità: si stacca dagli altri distinguendosi per originalità e ambientazione. È veramente un peccato  che in fondo lascia un retrogusto un po' amaro per  quel senso di incompiuto che era facilmente evitabile. E dai!!!
Con un paio di accorgimenti volti a limitare un po' l'alea e a dare ai giocatori un po' di denaro in più per aprire meglio la propria partita, soprattutto a inizio partita, questo poteva diventare uno dei miei preferiti di Essen 2015!!!!
Buone giocate a tutti  

Si ringrazia l'editore per la copia di review concessa.

3 commenti:

  1. qualche anima pia che traduca il manuale ??

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  2. in effetti sembra bruttino :D

    by Claudio

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  3. provato a Essen:prima partita abbiamo letto le regole e giocato: siamo rimasti perplessi per le poche possibilità, quindi in totale accordo con la recensione. Dopo ci hanno detto che la traduzione del manuale inglese ha un errore e che nella fase azioni in realtà i giocatori si alternano effettuando un azione a testa, fintanto che entrambi passano. Così il gioco ha più senso e più gestione. Comunque gioco nella media, non ci è piaicuto il continuo rimischiare dei mazzi...

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