giovedì 31 dicembre 2015

[Recensione] Modern Art

scritto da Agzaroth

Modern Art è un gioco del 1992 del prolifico Reiner Knizia. Ha visto numerose edizioni, diverse sopratutto nell'aspetto grafico, dato che parla di aste di opere d'arte.
Tutt'oggi uno dei giochi simbolo, se non il più rappresentativo, per la meccanica delle aste, sfrutta tale meccanica in 5 modi diversi e ci costruisce attorno un titolo facile ma teso, con una sorprendete dose di strategia e tattica, considerando con quanto poco è stato costruito.


MATERIALI
Dipende un po' dall'edizione. Nella mia (Pegasus Spiele) le carte sono di buona fattura, la grafica riprende capolavori di arte contemporanea astratta e il cartone di plancia e monete è di ottima qualità. La scatola è assolutamente sovradimensionata, tanto che dentro potrebbero starcene due copie.

AMBIENTAZIONE
Siamo collezionisti di arte moderna. Dovremo acquistare e vendere opere per far aumentare il valore di alcuni artisti emergenti. Chi, alla fine della partita avrà accumulato il maggior valore in opere più il denaro contante, sarà il vincitore.
Per quanto astratta, l'ambientazione si percepisce bene, così come una certa vena ironica sulla speculazione che fa l'arte al posto dell'artista.

REGOLAMENTO
Complessivamente ben scritto, molto semplice: non c'è molto da dire ed era difficile sbagliare.

IL GIOCO
Ci sono 70 carte raffiguranti i quadri di 5 artisti, da 12 a 16 per ciascuno. Dopo averle mescolate, se ne danno 9 a testa in 4 giocatori (il numero varia a seconda dei partecipanti). Ciascuno riceve poi anche 1000 soldi (il taglio varia da una edizione all'altra).

La partita si articola in 4 manche. Al proprio turno un giocatore mette all'asta una delle sue carte. Egli stesso può partecipare, pagando i soldi alla banca in caso di vincita, mentre gli altri giocatori li daranno a lui, se ad aggiudicarsi il quadro saranno loro. La carta così vinta viene posta davanti al giocatore che l'ha comprata.

Ogni carta riporta in alto un simbolo che corrisponde a uno dei 5 tipi di asta e ne determina quindi le modalità di rilancio:
1) Asta Libera. Questa è un'asta classica, in cui ciascuno rilancia liberamente e pubblicamente, fino alla conclusione.
2) Giro Secco. A patire dal giocatore a sinistra di chi ha messo in palio la carta, ciascuno può rilanciare o passare, una sola volta, con l'ultima parola spettante a chi ha giocato il quadro.
3) Al Buio. Ciascuno offre segretamente il denaro nascondendolo nel pugno. Si rivelano le cifre simultaneamente e chi ha offerto di più vince. I pareggi sono risolti a favore di chi ha messo in palio l'opera e da lui in senso antiorario.
4) Prezzo Fisso. Il venditore fissa un prezzo e, da lui in senso antiorario, gli altri possono decidere se acquistare o passare. Se la carta torna a lui dopo che tutti hanno passato, è obbligato a comprarla.
5) Asta Doppia. Questa carta viene messa in palio necessariamente con un'altra dello stesso autore, che ne determina anche la modalità di vendita, secondo uno dei 4 sistemi precedentemente spiegati. In questo caso la particolarità sta quindi solo nel fatto che le carte in vendita sono due.

Quando la quinta opera di un artista viene messa in vendita, la manche termina, immediatamente, con tale quinta opera che viene scartata senza alcuna asta (due opere, nel caso di una Asta Doppia).
Ora tutte le opere acquistate dai giocatori sono rivendute alla banca. Si stabilisce il valore, crescente in base a quante più opere sono state vendute nella manche in corso, di ogni artista, inclusa l'ultima invenduta. A parità di numero, lo spareggio è dato dall'ordine in cui sono raffigurati gli artisti sul tabellone, che rispecchia la rarità dei loro quadri nel mazzo (che vanno da 12 a 16).

Il primo prende 300, il secondo 200, il terzo 100 per quadro. Gli altri niente. Questi prezzi rimangono segnati sul tabellone per le future manche, così un artista ha progressivamente la possibilità di aumentare sempre di più il valore delle proprie opere, dato che nelle manche successive il nuovo presso si somma tutti i precedenti.

Alla fine di ogni manche la mano dei giocatori viene rimpinguata dal mazzo comune e si prosegue in questo modo fino alla fine della quarta, al termine della quale vince chi ha più soldi.

SCALABILITÀ
Ottima. Sia in 3 che in 5 gira benissimo. C'è anche una variante per 6 non ufficiale e facilmente attuabile: si tratta solo di dare meno carte.

RIGIOCABILITÀ
Sufficiente. Non è uno di quei giochi che tirerete fuori a ripetizione o che coinvolga particolarmente. Non ha nemmeno molte variabili, però ogni tanto si tira sempre fuori volentieri.

ORIGINALITÀ
Di per sé l'asta nessuna. Il merito di Knizia è quello di averla declinata in 4 differenti modi, tutti interessanti e soprattutto averci costruito attorno un gioco coerente e credibile.

INTERAZIONE
Alta, data la meccanica stessa. Tenere d'occhio gli avversari, quello che mettono all'asta e soprattutto quanto puntano sui singoli artisti è fondamentale.

PROFONDITÀ
Qui c'è la sorpresa. Senza raggiungere vette strabilianti, imparerete presto a fare i conti con quel che avete in mano, aspettare il momento buono, amministrare i tipi diversi di asta secondo il momento più favorevole, calare l'Asta Doppia per chiudere con l'artista che più conviene a voi, accumulare carte in mano con uno scopo preciso per le manche future.
Ma ci sono anche gli avversari e qui subentra la profondità tattica del rilancio, dell'intuizione, del capire chi sta bluffando e chi no e perché.
Insomma, per il suo livello, per quello che offre, è sopra la media.

ELEGANZA E FLUIDITÀ
Scorre molto bene, senza intoppi, sempre teso. Il sistema di aumento delle valutazioni è tanto semplice quanto efficace e concorre a creare un senso di progressione per tutta la partita, che altrimenti sarebbe decisamente ripetitiva.

PREGI / DIFETTI
Modern Art è un classico gioco di Knizia: semplice ma con una buona profondità, abbastanza astratto (anche se in questo caso meno del solito), che fa leva su poche meccaniche molto ben implementate.

L'asta raggiunge qui la sua consacrazione e sublimazione, declinata in quasi tutti i modi possibili, tutti diversi, tutti interessanti.
Cogliere l'attimo va a braccetto con una strategia anche a medio termine, persino a lungo, in Modern Art. La tattica si fonde con la strategia, il singolo rilancio col le gestione della propria mano di carte, il prezzo di un quadro con il valore globale dell'artista.

Di contro abbiamo un gioco tutto sommato forse troppo lineare, uguale a se stesso, al quale è difficile aver voglia di fare due partite di fila. Un gioco che premia chi riesce a prendere il largo per primo, senza limitarlo mai troppo, lanciandolo spesso verso il ruolo di leader in fuga. La partita a volte risulta un po' troppo lunga.

CONCLUSIONE
Un buon gioco Modern Art, senza arrivare al capolavoro. Se volete capire tutte le potenzialità della meccanica dell'asta senza impegnarvi una serata, se vi piace l'arte o più facilmente la speculazione (e perculazione) economica che c'è dietro croste inguardabili, questo gioco fa al caso vostro.



Tutte le immagini sono tratte da BBG (postate da Neven Rihtar, Rafal Szczepkowski) a appartengono ai rispettivi proprietari. Sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione e verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.
  

3 commenti:

  1. Ma è per caso una versione potenziata di FOR SALE...?

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    Risposte
    1. o è For Sale (1997) una versione alternativa di Modern Art (1992)? ;)
      In comune hanno che entrambi fanno perno sull'asta.

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