domenica 27 dicembre 2015

[Riscopriamoli] The Great Dalmuti

scritto da Bernapapà


Questo gioco compare ben al 57° posto della best-100 di Giochi Sul Nostro Tavolo (che trovate qui), eppure non era mai stato recensito. Provvedo a questa grave mancanza, dato che l'ho scoperto giusto l'estate scorsa, e devo dire che mi è proprio piaciuto. Sto parlando di The Great Dalmuti (Der Große Dalmuti come lo chiamano i teutonici): gioco di carte del famoso Richard Gardfield (Magic: The Gathering, Android Netrunner, King of Tokyo vi dicono nulla?), edito dalla Amigo, che ha compiuto venti anni proprio quest'anno. Stiamo quindi parlando di un gioco che se per certi versi rimane ancorato a meccaniche un po' vecchiotte, oramai è entrato a fare parte, almeno per i nostri amici teutonici, dei grandi classici delle carte, per cui se in molte case italiane non manca un mazzo di Mercante in Fiera, più o meno lo stesso si può dire per le case tedesche, dove il gioco è giocato in famiglia (si gioca da 4 a 8 giocatori) ed ha quindi travalicato la cerchia dei gamers. Il perché di questo successo è presto detto: meccaniche molto semplici (dagli 8 anni in su), partite veloci, quindi adatto a tornei a punti, un minimo livello strategico, ma non si sottovaluti la componente goliardica, basata sui ruoli assegnati, non necessaria ai fini del gioco, ma che ne aumenta l'appeal. Gioco ideale per le feste in corso!

I materiali e le regole

I materiali sono presto detti: abbiamo in tutto 80 carte, riccamente illustrate, che riportano un numero, un nome ed una bella figura: ai fini del gioco sono sufficienti i soli numeri. Abbiamo un numero di carte di un dato valore pari al valore stesso, ossia abbiamo un 1, due 2, tre 3... e così via fino a 12. Ci sono poi 2 carte jolly (jester, direbbero i teutonici), che se giocate con altre carte assumono il valore di quelle carte, mentre da sole hanno valore 13. La qualità delle carte è standard, per cui per un uso frequente si consiglia l'utilizzo delle bustine. I disegni sono forse un po' datati, ma sufficientemente carini.
L'ambientazione del gioco ed alcune sue meccaniche prevedono l'attribuzione di alcuni ruoli, che all'inizio del gioco saranno sorteggiati: abbiamo, in ordine di rango, il Grande Dalmuti, il Piccolo Dalmuti, un numero variabile di Mercanti (che dipende dal numero di giocatori), il Piccolo Peone ed infine il Grande Peone, che dovrà anche fare il mazziere. Ci si deve quindi sedere attorno al tavolo in ordine di rango. Il mazziere mescola e distribuisce tutte le carte (se si gioca in meno di 6 vengono eliminati le carte di alcuni valori): lo scopo del gioco è rimanere senza carte il prima possibile. La prima fase del gioco prevede il pagamento delle tasse, che viene sospesa se qualcuno ha in mano i due jolly (piccola rivoluzione): se è il Grande Peone ad avere i due jolly in mano, allora ci si scambia i ranghi (grande rivoluzione). La tassa prevede che il Grande Peone dia al Grande Dalmuti le sue carte di rango maggiore, ricevendone in cambio due scelte dal Grande Dalmuti; stesso meccanismo fra Piccolo Peone e Piccolo Dalmuti, ma con una sola carta.
Terminata questa fase inizia il gioco vero e proprio, in cui si svolgono più mani: il primo a iniziare il gioco è il Grande Dalmuti, che gioca un numero di carte dello stesso valore: a giro, in ordine di rango, ognuno, se può e vuole, risponde con lo stesso numero di carte ma di rango maggiore rispetto al rango appena giocato. Si continua a giro fino a quando nessuno è più in grado di giocare carte: a quel punto si inizia una nuova mano dove l'ultimo che ha giocato carte inizia il giro. Ad esempio, se uno inizia con tre 12, il giocatore successivo potrà giocare tre 11, quello dopo tre 7 e così via. Non è necessario giocare il rango immediatamente successivo, basta che sia maggiore. Ricordo che i jolly possono essere giocati assumendo il valore delle carte giocate. Durante questi giri qualcuno esaurirà le carte: il primo ad esaurire la carte sarà, per la prossima mano, il nuovo Grande Dalmuti, il secondo il Piccolo Dalmuti e così via, fino ad arrivare all'ultimo giocatore che rimarrà con le carte in mano, divenendo così il nuovo Grande Peone.
Quando si esce, si prendono tanti punti quanti giocatori sono ancora in gioco (ad esempio, con 7 giocatori, il novello Grande Dalmuti prenderà 6 punti). Prima di iniziare una nuova mano, è necessario sistemarsi nuovamente al tavolo in ordine di rango.
Si possono fare un numero predefinito di partite, oppure definire una soglia: alla fine del gioco chi avrà accumulato più punti sarà proclamato Grande Dalmuti fino alla prossima partita.
Il gioco prevede delle varianti che riguardano le tasse (scambio volontario di una carta fra i mercanti, eliminazione della piccola rivoluzione ecc.). Quello che però rende il gioco più coinvolgente è che si consiglia di sottolineare il rango assunto durante la partita tramite l'utilizzo di accessori (cappelli, sedie particolari ecc.), sbeffeggiando i Peones e portando ossequioso rispetto verso i Dalmuti... Non cambia le meccaniche del gioco, ma l'ambientazione ed il divertimento ne guadagnano eccome!

Considerazioni

La cosa che impressiona di più del gioco è che è veramente un gioco ben accolto da tutti, adatto a gruppi numerosi, anche completamente digiuni di GdT. Le meccaniche si imparano durante la prima mano, ma gli aspetti tattici si affinano mano a mano che si prende dimestichezza con le dinamiche, sia quando è necessario capire con cosa sia meglio partire, sia quando si deve rispondere a mano già iniziata: di fondamentale importanza è il gioco delle carte di minor valore, che spesso consentono di prendere la mano e ripartire per primi: se non si riesce mai a partire per primi, raramente si riuscirà a disfarsi delle carte in fretta. La dinamiche delle tasse ricopre un aspetto strategico, soprattutto se si adotta la variante del commercio della carta da parte del primo mercante che può decidere di scambiare una carta con uno degli altri mercanti.
Scegliere la carta di cui disfarsi (solitamente una carta di valore alto di cui si ha solo quella copia), nella speranza di aumentare il gruppo di carte di valore alto che già si posseggono: infatti, come dicevo prima, per esaurire in fretta le carte è necessario prendere la mano: anche se si ha un bel pacco di carte di valore 12, lo si potrà giocare tutto insieme, con il risultato, probabilmente, di avere nuovamente la mano nel giro dopo (dato che forse nessuno avrà un numero sufficiente di carte di rango maggiore per proseguire). Insomma, le mani più sfortunate sono quelle che hanno carte di rango alto, non quelle che hanno molte carte di rango basso.
Ho parlato di mano sfortunata, perché, come avrete già capito, la dea bendata ha un impatto molto forte sul gioco, eppure, secondo me, non è un gioco dominato dal caso: ossia, in una distribuzione uniforme di mani (da qui la necessità di fare più partite), chi gioca cum grano salis tenderà a primeggiare. Rimane comunque un gioco destinato a tutti, anche ai più piccoli (8+, ma forse anche qualcosina meno), che possono bearsi di sentirsi coinvolti in un gioco con i grandi, in cui i grandi si prendono un po' in giro: sì, perché vi consiglio vivamente di non trascurare l'aspetto figurativo dei ruoli (noi abbiamo usato un cestino portacarta come copricapo per il Grande Peone); all'inizio sembrerà un po' stupido indossare cappellini o stare seduti su uno sgabello, così come scambiarsi di posto ad ogni mano. Eppure tutto contribuisce a rendere il gioco molto più divertente e coinvolgente. 
Se non sapete cosa proporre durante le festività, con il Grande Dalmuti avete il successo assicurato!

Potete trovare il gioco su Egyp

--- Le immagini sono state tratte da BGG. Tutti i diritti appartengono alla casa produttrice. Le immagini e le regole sono state qui riprodotte ritenendo la cosa gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta ove ritenuto altrimenti -

1 commento:

  1. È un titolo che mi passa spesso sotto gli occhi su Egyp, ma che finora non avevo considerato molto: grazie della recensione!

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