domenica 3 gennaio 2016

[Prime impressioni] Taste of Poland

scritto da Bernapapà

Il tempo festivo che stiamo trascorrendo ha la caratteristica, per me, di avere la possibilità di giocare con giocatori occasionali, dove è più semplice proporre giochi di carte, rispetto a piazzare un bel tabellone con relativa valanga di cubetti colorati.
È quindi di questo tempo anche la scoperta di questo gioco polacco, cui abbiamo solo accennato in vari post, ma che merita una piccola recensione a sé.
Sto parlando di Taste of Poland (Prelibatezze  della Polonia :-(  ), della coppia Kijowska Ropka, edito da Bomba Games e presentato alla recente Essen; gioco di carte a tema culinario, senza testo influente nel gioco, dove saremo chiamati a "riprodurre" gli ingredienti per le ricette tipiche del paese polacco.
Il gioco, a target decisamente famigliare (8+), chiama attorno al tavolo da 2 a 5 giocatori, con durata media a partita di una ventina di minuti. Non è richiesta in verità nessuna conoscenza o abilità culinaria, trattandosi di fatto di collezione set, per cui niente paura: non dovremo capire o immaginare cosa ci sarà nelle ricette veramente, dato che i nostri palati non sono molto affini con quelli del nord Europa!

I MATERIALI E LE REGOLE

Nella scatola, leggermente sovradimensionata, troverete un mazzo di 55 carte contenenti 55 ricette di pietanze polacche, tutte diverse.
Ogni carta, oltre alla foto del piatto realizzato ed al nome, in polacco ed in inglese (ininfluenti ai fini del gioco), presenta ai bordi gli elementi grafici che consentono di giocare. Nell'angolo in alto a sinistra abbiamo l'ingrediente fornito dalla carta, su quello in alto a destra abbiamo il tipo di piatto (zuppa, piatto principale o dessert), con il numero di punti vittoria.
Nella parte inferiore della carta trovano posto gli ingredienti necessari a preparare la ricetta. I possibili ingredienti presenti nel gioco sono 6: latte/formaggi/uova, carne/pesce, frutta, farina/frumento, verdura/fughi e miele/alcool, più l'ingrediente jolly, rappresentato da un cappello da cuoco. Sul lato sinistro della carta troviamo il simbolo del numero di carte da pescare, suddivise in carte scoperte e carte coperte.
Le carte sono plasticate e sufficientemente robuste: lo stile grafico è minimalista, ma molto piacevole: su sfondo tavolato (tipo osteria) sono rappresentate le foto dei piatti, alcuni anche composti in maniera quasi artistica: i simboli utili al gioco per giocare sono molto chiari ed efficaci.

Le regole del gioco sono abbastanza semplici: si distribuiscono 5 carte a testa e si pongono 3 carte scoperte sul tavolo, lasciando a disposizione il mazzo di pesca.
Il gioco si sviluppa su più turni, con un giocatore attivo che ruota in senso orario; il giocatore attivo gioca una carta pietanza e pesca quelle indicate dalla carta giocata, mentre tutti gli altri possono tentare di preparare la ricetta del piatto giocato, utilizzando le carte che hanno in mano ed eventualmente l'ingrediente della carta che sta sulla cima della propria pila dei piatti preparati.
Il più veloce a preparare il piatto, prende la carta pietanza e la pone sopra alla propria pila dei piatti preparati: le carte utilizzate per gli ingredienti (così come quella della pietanza se nessuno l'ha preparata), vengono poste sopra le pile delle carte scoperte, suddividendole ingrediente per ingrediente (quindi si andranno alla fine a formare 6 pile): i jolly vanno scartati.
Se il giocatore attivo rimane senza carte in mano (perché le ha utilizzate tutte nell'ultima ricetta), pesca una carta e la gioca come pietanza da preparare. Il gioco termina al termine del turno in cui si esaurisce il mazzo delle carte coperte. Ognuno conta i punti della pila dei piatti preparati, e aggiunge 1 punto per ogni trittico (zuppa, piatto principale e dessert) che si trova nella pila.

LE IMPRESSIONI

Il gioco è molto semplice e lo si destreggia già dalla prima mano. I simboli degli ingredienti sono molto chiari, per cui si riesce a giocare da subito.
La fortuna domina il gioco in quanto la pietanza da preparare viene scelta dall'avversario, che non ha alcuna conoscenza delle carte che si hanno in mano: suo interesse è fornire ricette "difficili", ma è anche vero che più difficili sono le ricette, e più punti portano, e dopo un po' di mani è inevitabile che si riesca a preparare praticamente qualsiasi pietanza.


Rimane il colpo d'occhio e la destrezza nello scegliere le carte giuste prima dell'avversario, ma è difficile riscontrare un livello "tattico": si tenderà, quando si pesca, a scegliere gli ingredienti di cui non si è in possesso, ma alla fin fine, gli ingredienti presenti sulle carte scoperte non sono poi molti: infatti, il sistema prevede che prima il giocatore attivo peschi le carte (e spesso è costretto a prenderne coperte perché quelle scoperte sono esaurite), e poi si rimpinguano quelle scoperte con gli ingredienti eventualmente utilizzati.
Questo limita molto le scelte, per cui è quasi come pescare sempre al buio i nuovi ingredienti.
Questa mancanza di aspetti strategici pone il gioco nella categoria dei passatempi di carattere familiare, ossia di giochi molto leggeri, dove la fortuna decide le sorti, e rimane al giocatore solo l'adrenalina del colpo d'occhio e della velocità di mano per battere gli avversari sul tempo e aggiudicarsi la pietanza.
Dato che, appunto, non è semplice aggiudicarsi la pietanza, quando succede non si va tanto per il sottile, per cui anche l'obiettivo di prendere le pietanze che offrono più punti, o anche quello di fare pranzi completi (trittici di zuppa, piatto principale e dessert) si perdono un po'.
Insomma, un giochino di carte, esteticamente molto ben fatto, che esalta la capacità di colpo d'occhio e di destrezza. Queste sono ovviamente solo le prime impressioni dopo poche partite.

Si ringrazia la Bomba Games per la copia di review concessaci. 

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