lunedì 4 gennaio 2016

[Recensione] - Grand Austria Hotel

scritto da Fabio (Pinco11)


Ogni anno, quando sei in fiera ad Essen, hai centinaia di titoli che ti si palesano davanti ed invariabilmente finisci per fare delle selezioni, lasciando sempre quei due o tre titoli nel limbo, ossia sino all'ultimo nel dubbio se comprarli o meno e poi non li compri, perché nel frattempo lo spazio per il rientro è finito.
Questa era stata la sorte di Grand Austria Hotel, ideato dalla coppia Gigli - Luciani ed edito da Lookout Games e Mayfair (per 2-4 giocatori, età 12+, indipendente dalla lingua salvo il manuale, tempo medio a partita almeno 90'), titolo del quale non avevo letto in tempo il manuale e che aveva tutte le carte in regola per attirare la mia attenzione (anche per gli autori: uno è un acchittocca e l'altro coautore di Tzolk'in e Marco Polo).
In questi giorni lo ho poi preso, stimolato dagli entusiasti riscontri forniti dall'amico Faustoxx e ne sono rimasto assai positivamente impressionato e sono ora voglioso di studiarlo più a fondo.


Come gestire un curioso Hotel  

Parto come sempre dai componenti, dicendo che all'interno della scatola troverete prima di tutto due tabelloni centrali, piuttosto ampi e sovrabbondanti rispetto all'abbisogna. Uno di essi infatti si limita ad accogliere i dadi che randomizzeranno i tipi di azioni disponibili e l'altro ospita le carte e le tessere obiettivo, il contapunti e le carte degli ospiti disponibili.
Ogni giocatore riceve quindi la propria scheda la quale, oltre ad alcune informazioni, contiene una griglia, la quale raffigura il blocco di stanze che si dovranno riempire durante la partitadouble face, con diverse combinazioni di stanze), le quali sono divise nei tre colori di base (giallo, rosso e blu). Ci sono quindi abbondanti tesserine di tali colori, che serviranno per simboleggiare che la stanza è stata resa disponibile (da un lato) e che è stata occupata (dall'altro).
Completano la dotazione, oltre ad una manata di classici cubetti (teorici caffè, paste, strudel e vinello), ai dadi (randomizzatori delle azioni) ed altri componenti minori, due mazzi di carte, i quali vanno a rappresentare il vero motore del gioco, ovvero quello degli ospiti (ovvero dei contratti da soddisfare, con il loro requisito in cubetti e la loro ricompensa, in punti vittoria ed altri effetti) e quello del personale (ovvero una serie di aiutanti che, una volta pagati, producono simpatici effetti, one shot, permanenti, a fine partita o una volta per turno).

Le regole (rinvio i più curiosi al manuale, limitandomi qui a brevi cenni) sono in realtà piuttosto semplici, almeno come idea generale, tanto che più di un amico, quando gli ho parlato del gioco, aveva pensato che fosse un entry level.
Il gioco si sviluppa infatti sulla base di soli 7 turni, all'interno dei quali ognuno può svolgere solo due azioni, per cui la sensazione (erronea) iniziale è quella che il flusso del gioco possa essere assai rapido.
All'inizio di ogni giro si tirano per prima cosa i dadi (in numero variabile a seconda dei giocatori, per esempio in due sono 10) e si dividono per risultato: ad ogni turno il giocatore a cui sta potrà  acquisire un potenziale cliente e poi prelevare uno dei dadi e svolgere la relativa azione, ottenendo un effetto crescente a seconda del numero di dadi che recano quella faccia (es. se ci sono 4 dadi con '1', otterrò 4 cubetti, mentre se ce ne sono 2 ne prenderò altrettanti).
Le azioni disponibili prevedono la possibilità di prelevare cubetti risorsa (1 e 2), aprire (con il 3) stanze per gli ospiti (ad inizio partita se ne hanno solo tre fruibili), avere denaro e/o avanzare nel percorso 'imperatore' (con il 4), giocare carte aiutante (con il 5 e pagando il costo, con uno sconto) o scegliere un'azione tra le precedenti (con il 6).
Lo scopo del gioco è quello di raccogliere il maggior numero di punti possibile e la cosa si persegue, ovviamente, soddisfacendo le richieste dei clienti (i cubetti indicati sul bordo della carta), i quali attribuiscono punti vittoria ma, soprattutto, una serie di effetti variabili, i quali, come scopriremo, sono spesso più importanti delle azioni base. Ci sono inoltre, variabili in ogni partita, 3 obiettivi da raggiungere, che danno punti in quantità decrescente ai primi tre che li raggiungono ed al suo fianco compare un tracciato speciale (imperatore) che distribuisce nel corso del gioco bonus e malus al raggiungimento o meno di un certo livello al 3°, 5° e 7° turno.
Se teniamo conto che alle azioni base si possono poi aggiungere diverse azioni opzionali e libere, comprenderete come alla iniziale linearità fa seguito un certo potenziale surriscaldamento della nostra piccola CPU :)

Le impressioni sul gioco

Parto come al solito dalla ambientazione, per dire che essa risulta adeguata e la presenza di carte 'aiutante' con indicazione in ciascuna della qualifica della persona aiuta a dare un tocco di clima al tutto. È chiaro che, una volta scavata la superficie, non è che tutto evochi esattamente le dinamiche di una gestione di albergo, ossia questa non è un SimAlbergo, ma semplicemente un gioco che ha quel tema di fondo. In questo senso quindi non si capisce perché le stanze abbiano dei colori o perché gli ospiti decidano di fermarsi a dormire solo dopo che li avremo soddisfatti nelle loro richieste al bar, ma se ci accontentiamo dello sfondo, possiamo dire che sia azzeccato.

Per la grafica siamo sempre di fronte ad un qualcosa di soggettivo, ma non posso che definirla più che gradevole e validissima, come era del resto ragionevole pensare, una volta visto che la mano era quella di Franz Klemens, storico illustratore di Agricola ed a mio avviso uno dei migliori nella ritrattistica. Visto che ogni carta reca il disegno di un personaggio e stavolta le immagini sono sufficientemente grandi, direi che è un'ottima occasione per apprezzare l'estro grafico e la sensazione d'insieme della componentistica, grazie proprio a questo lavoro, diventa ottima o, mutuando un aggettivo suggeritomi dall'amico Sergio, "rilassante".
Sui componenti per certi aspetti le cose sono state fatte 'in grande', nel senso che onestamente delle due plance centrali almeno una poteva essere eliminata e la seconda ridotta (bastava lasciare i segni di dove collocare, sotto o sopra, le carte ed i dadi) così come le carte sono di dimensione generosa (potevano anche metterle più piccole, visto che non hanno testo - salvo il piccolissino nome di ogni aiutante), mentre una piccola nota di demerito va per la scelta di adottare, quali merci, i cubetti, che oramai sono un attimino demodè e sono sostituiti, nelle produzioni più attente, da oggettini in legno raffiguranti la merce in questione.
Grazie al comparto grafico la valutazione del gioco sul tavolo resta buona, ma con qualche piccolo tocco extra, la presentazione ne avrebbe beneficiato.


Bene, arriviamo ora al fulcro, ossia a come il gioco gira e la prima sensazione che voglio trasmettere è che lo fa ottimamente, essendosi rivelato una piacevole sorpresa (ultimamente ne sto incontrando diverse e ne sono lieto).
Si parte infatti da un regolamento che si digerisce nel complesso abbastanza facilmente, tanto che alla prima partita ci siamo guardati in faccia ed alla seconda mossa abbiamo detto le classiche parole famose: "questo gioco gira liscio, troppo liscio ... forse mi sono perso qualcosa ... ma in poco più di mezz'ora abbiamo finito ...".
Che ci abbiamo poi messo due ore in una partita a due lo avrete immaginato, vero?
Il fatto che è qui, così come accade anche in La Granja (perché ci piace fare paralleli), solo una minima parte del gioco verte sullo svolgimento delle teoriche azioni principali, mentre la maggior parte del tempo la si passa a svolgere le azioni 'opzionali' e/o ad attivare gli effetti delle carte.

Propongo un piccolo esempio di un semi-turno di gioco per dare l'idea.
Sta a me e per prima cosa scelgo una carta ospite e la metto nel bar assieme ad un'altro paio che ho già. Siccome avevo in cucina due cubetti neri ed uno marrone (oppsss, volevo dire del caffè e dell'ottimo strudel appena preparati), pago un soldo e li consegno subito ai due ospiti. Facendolo ottengo le ricompense immediate che riconoscono e grazie ad una di esse prendo un'altra carta ospite.
Quindi passo ad inserire i due ospiti che ho soddisfatto nelle loro camere e, siccome nel farlo completo un'area dell'albergo, ottengo subito 10 monete (è una delle ricompense che si possono ottenere: a seconda del colore dell'area di stanze completata ottengo soldi, punti vittoria o punti 'imperatore').
Ora passo a svolgere la mia azione principale e prendo un dado da 2: siccome ce ne sono 3, pago un soldo extra ed ottengo ben 4 cubetti (oppssss, che sbadato, volevo dire due bottiglie di vino e due bricchi di caffè), che, guarda caso, è proprio ciò che i due ospiti che ho ora al bar desiderano. Completo quindi i loro ordini e passo all'incasso: il primo mi consente di aprire nuove stanze, cosa che faccio, potendo così ospitare anche l'ultimo cliente il quale mi consente di giocare delle carte aiutante, che posso pagare grazie ai soldi incassati prima. Esse mi riconoscono ulteriori bonus ...

Sopra ho solo riprodotto quello che può essere tranquillamente l'esito di un buon turno di gioco, o meglio di mezzo turno, perché in ognuno dei sette turni si prelevano (uno alla volta, alternandosi) due dadi, svolgendo di conseguenza la relativa azione principale e poi 'lavorandoci intorno' per completare il tutto.
È chiaro che a turni come quello proposto se ne alternano altri di 'preparazione', ma il succo è che il bello del gioco sta proprio in tutta questa esclation di contratti ed obiettivi da perseguire e di ricompense intermedie da ottenere, grazie alle quali si possono perseguire altri obiettivi e così via.
Qui troviamo la spiegazione al fraintendimento iniziale, quello che ci aveva portato a pensarlo come un entry level poco più che familiare. In superficie il grosso del gioco sembrerebbe vertere sull'ottenere punti immediati semplicemente soddisfacendo i contratti proposti dagli ospiti ed invece ci si accorge che il vero motore sta nello scegliere i clienti non tanto sulla base dei punti, quanto piuttosto degli effetti che producono quando sono soddisfatti, in modo diretto (ossia per ciò che c'è sulla carta) o indiretto (perché consentono di completare una certa sezione dell'albergo, facendo scattare i relativi bonus).
Subito dopo si riscontra come la lotta per completare per primi gli obiettivi a lungo termine (ce ne sono tre per partita presenti) sia importante, perché grazie ad essi si può scavare un piccolo fossato e nel contempo si deve capire quante risorse si possano sacrificare per migliorare la propria capacità 'produttiva' grazie all'uso di carte aiutanti, che costano tempi di gioco e denaro, ma che alla lunga possono risultare devastanti.

Il bello del gioco sta quindi nella presenza di diversi livelli e nella varietà di cose da fare, perché si deve cercare di soddisfare i clienti, di aprire e riempire le stanze d'albergo sfruttando il minigioco legato ai colori delle stanze stesse, di concorrere con gli altri nel perseguire le carte obiettivo ed infine nel salire nell'anomala scala 'imperiale', che a sua volta riconosce bonus o malus ogni tot turni.
Ogni turno diventa così, con una sensazione che mi ricorda quella di Bruges o di Crecy, una sorta di piccolo puzzle, ovvero ci si deve ingegnare per capire come si possa sfruttare al meglio ciò che in quel momento ci è messo di fronte e probabilmente la complessità può essere anche superiore a quella dei due titoli che ho citato.



Possibili controindicazioni?
Beh, è ovvio che ci possano essere, come in ogni cosa. In parte infatti, cosa che dipende da ciò che cercate personalmente, i contro possono essere legati al basso livello di interazione che potrete percepire. Qui, come accennavo, ci saranno diversi che gradiranno il fatto che non ci siano modi per danneggiare direttamente gli avversari, ma il fatto che l'interazione consista soprattutto nel togliere i dadi agli altri e nella corsa ad essere i primi a completare gli obiettivi potrebbe non essere considerato sufficiente da quelli che richiedono la possibilità di sfogare la loro CPU speciale bastard inside.
Altro aspetto è poi quello legato al tempo di attesa, perché, primariamente nelle prime partite, quando si deve acquisire il meccanismo di gioco, ci si può trovare di fronte a tempi anche lunghi nei quali non si può in pratica fare quasi nulla. Giocando in quattro, per capirci, il primo prenderà il primo dado e poi dovrà attendere l'ottavo per giocare ancora (il turno è strutturato alla Catan,  quindi ultimo a scegliere nel primo giro del turno sceglie per primo il secondo dado e viceversa) e la cosa può richiedere una certa pazienza, tenendo conto anche del fatto che, girando nel frattempo le carte ospite, sino a che no sta quasi a noi non c'è molto da pianificare ...
Altro potenziale problema può essere quello del runaway leader, se qualcuno, più abile, prende il largo, perché semplicemente, una volta costruito un motore più efficiente (con tot aiutanti in gioco), poi non ci sono penalità da scontare per tenerlo in funzione.
Diverse di queste osservazioni sono però le classiche lamentele da gamer accanito, di quelli con le dita ingiallite dalle sigarette (è tutta una metafora, perché non fumo ...) fumate pensando a cosa fare tra un turno e l'altro e la realtà è che il gioco gira nel complesso piuttosto bene e risulta intrigante il giusto.


Sulla scalabilità, comunque, avendo fatto ad oggi già cinque - sei partite in due, tendo a considerare quasi ottimale la versione di gioco in 2 o 3, limando grazie al giocatore (o due) in meno qualche tempo di gioco, cosicché mentre si riflette sul da farsi gli altri fanno il proprio turno in pace. Nel contempo poco davvero si perde con l'assenza del giocatore/i extra nell'ambito del flusso del gioco (se non forse un maggiore ricircolo delle carte).

Conclusioni

Grand Austria Hotel è risultato ai miei occhi un ottimo titolo e confermo dunque la valutazione positiva espressa dall'amico Faustoxx che me lo ha più volte additato come uno dei migliori titoli del raccolto di quest'anno (per ora concordo con lui, perché sto pensando se proporlo o meno nella prossima revisione dei top 100).
Partendo da un set di regole non troppo complesso, il gioco poi stimola una forte riflessione e ad ogni turno propone una sorta di puzzle da risolvere, cercando di massimizzare i risultati ottenibili con ciò che si ha a disposizione, il tutto perseguendo diversi tipi di obiettivi e di percorsi. Nel complesso, dunque, il target del gioco diventa rapidamente quello dei gamers.
Un titolo interessante, quindi, da tenere d'occhio e che su BGG, pur partito sottotraccia, gode ora di numerose valutazioni assai lusinghiere.

Il gioco è normalmente reperibile, per chi fosse interessato, anche nel negozio online Egyp.it

21 commenti:

  1. Ciao fabio complimenti per la recensione (come sempre)!questo anche per me è uno dei migliori titoli usciti da Essen quest'anno!a parte che coi giochi di piazzamento dadi sono diciamo leggermente di parte!
    Comunque ri chiedo un chiarimento!
    Parto dal presupposto che io adotto le regole tedesche anche se non sò se siano quelle esatte!
    Allora il regolamento tedesco dicono che quando raccolgo risorse tramite l'azione di un dado principale posso usare quest'ultime per soddisfare più clienti mentre le regole inglesi dicono che posso soddisfare solo un cliente! Quali regole usare?
    Grazie e continuate così
    Jov

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    1. Noi abbiamo applicato la prima interpretazione, anche perché le regole inglesi dicono che le risorse possono essere utilizzate "on a guest's order", per cui ho tradotto la 'a' come articolo ("un ospite", inteso come "qualunque ospite") e non come il numero '1' :)

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  2. E' presente una certa componente fortuna? Se sì, in misura l'avete sentita?
    Ciao!

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    1. In tutti i giochi di carte un poco di fortuna c'è sempre, anche se quando sono fatti bene, come accade qui, la considero più sotto la voce "variabilità" delle uscite ;)
      Per la mano iniziale di aiutanti c'è la regola del draft opzionale che tende ad azzerare questo profilo di alea, mentre per l'uscita delle carte ospite direi che in due la fortuna incide di meno (passandosi di continuo il turno si ha il controllo degli ospiti che escono) che in quattro. Per il resto si tratta del classico titolo che ti invita a fare del tuo meglio con quello che il caso ti fornisce e chi è più abile a preparare il campo, non incontra poi così enormi problemi (poi è chiaro che di fronte ad eventi statisticamente molto anomali, tipo cinque carte ospite di fila dello stesso colore - che non desideri - è difficile trovare riparo sicuro).

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  3. Mi fa molto piacere leggere la tua recensione anche perché l'ho appena acquistato!

    Anche nel mio caso è successa la stessa cosa ad Essen: era in wishlist (tra i primi inseriti per la verità) e complici varie ragioni (costo, altre priorità, non aver avuto occasione di provarlo) alla fine non era all'interno della mia valiga al mio ritorno.

    In seguito, non avendo acquistato giochi di grosso peso ad Essen (fatta eccezione per Bretagne) ho deciso di seguire i vari commenti in rete e mi sono deciso all'acquisto, che tu confermi essere azzeccato (visto che apprezzo i tuoi gusti).
    L'ho preferito (per ora) a Signorie per ciò che concerne il gioco di gestione dadi del 2015-2016.

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    1. Signorie è più 'classico' come struttura e presuppone di più la costruzione di un 'motore' ed una visione di insieme più ampia.
      GAH invece lo trovo più lineare come struttura di base, in quanto gli effetti si ottengono combinando nel miglior modo gli effetti delle carte.
      Entrambi graditi, anche se per ora GHA sta avendo la meglio.

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    2. A quando la recensione di signorie?

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    3. Lo stiamo per inserire nella nostra 'rotazione' di titoli sul tavolo: se non lo prepara prima qualcun altro direi entro un mesetto ..

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  4. Tra questo - che al momento mi ispira di più - e signorie chi la spunta? Qual è il più cinghialoso?

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    1. Signorie lo vedo più cinghialoso perché ha una dimensione 'multigiocatore' più ricca, mentre qui è una sorta di gara in 'corsie' tipo il nuoto. GAH lo sto giocando con mia moglie, che è giocatrice, ma non abituale, per cui non considero un vero e proprio cinghiale, anche se ha il 'profumo di selvatico'.
      Sullo spuntarla direi che dipende dal numero di giocatori, per ora (ho giocato molto a GAH ma ancora poco a Signorie) direi che in 2 si è fatto preferire GAH di qualche incollatura, mentre in più è Signorie a spuntarla.

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  5. Titolo segnalato con toni entusiasti da molti giocatori.
    Anche questo in lista.

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  6. Ciao Fabio,
    Ho riletto in questi giorni l'articolo sui giochi da tavolo moderni perché trovo veramente belle le recenzioni.Io vorrei avvisarmi a questo mondo ma,a quanto vedo,molti titoli sono indirizzati a 4 o più giocatori..essendo principalmente in due (i figli sono ancora piccoli)quali titoli mi consigli per iniziare?avevo pensato a stone age ..so che ti metterai a ridere ma sono proprio nuova e vorrei dei suggerimenti..mi piace l'ambientazione di village ma in due rende?grazie

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    1. I titoli che hai menzionato vanno benissimo, così come in due mi si sta rivelando ottimo (dopo un paio di partite di rodaggio necessarie per imparare bene meccaniche e simboli) anche Grand Austria Hotel.
      Se vuoi avere poi qualche altro spunto, ti rinvio ai due articoli usciti sui giochi a due: http://pinco11.blogspot.com/2015/06/amore-cosa-giochiamo-stasera-piccola.html
      http://pinco11.blogspot.com/2015/06/amore-cosa-giochiamo-stasera-piccola_9.html

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  7. nella scatola c'è un turista che presenta simboli non spiegati nelle istruzioni,tu sai come interpretarlo?

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    1. Mi dici quale carta è ... tipo il nome che c'è sopra (reserviert ...), il colore e ciò che richiede?

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    1. Per quella carta c'è un piccolo approfondimento apposito nella penultima pagina del manuale. Consente di svolgere un turno addizionale, con la particolarità che però non si deve prendere fisicamente il dado prescelto dal tabellone (l'azione in questione è svolta normalmente, solo si lascia lì il dado per gli altri).
      La carta è anche una sorta di cameo, perché richiama il gioco Egizia, degli Acchitocca, infatti l'ospite di chiama E. Gizia :)

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  9. Bella recensione e ottimo titolo. Sapete se uscirà una versione con regolamento in italiano ?? Grazie.

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    1. Sulla Tana dei Goblin si sono dati da fare e lo trovi tradotto: http://www.goblins.net/sites/default/files/GrandAustriaHotel_IT.pdf
      Di una edizione italiana invece non so ancora nulla e mi sa che oramai i tempi potrebbero essere oramai passati (chi lo voleva forse l'ha comprato in edizione originale).

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  10. Veramente un gran bel gioco , uno dei migliori degli ultimi anni .
    Dalla terza partita abbiamo applicato la variante ufficiale, dell'ordine del turno di gioco in senso orario, per eliminare l unico difetto ,a mio parere ,del gioco il downtime e devo dire che il gioco è rimasto equilibrato e molto piu piacevole .

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