venerdì 26 febbraio 2016

[nonsolograndi] Lo Hobbit. Un viaggio inaspettato

scritto da
Simarillon (Davide)

Nuovo esordio oggi a nonsolograndi e si tratta di un esordio un po’ particolare. Arriva, infatti, uno dei giganti del gioco: si parla di Lego e della sua linea Lego Games.

Oggi scrivo di Lo Hobbit, Un viaggio inaspettato gioco Lego Games (3920) che si può giocare a partire dai sette anni, da due a quattro giocatori in partite di una ventina di minuti. BGG ci aiuta con i nomi di illustratore (Max Valembois) e game-designer (Cephas Howard), sperando che siano quelli corretti. Il gioco è del 2012 e non è più a Catalogo, ma se volete sapere se vale la pena averne una copia (a voi valutare come procurarvela, impresa non poi così difficile) nella propria collezione continuate a leggere.


I MATERIALI
Il gioco è fatto con i mattoncini Lego, presenti in numero di trecentonovantaquattro, in svariate forme
materiali in gioco
dalle più classiche ad alcune particolari, ci sono poi quattro mini-figures che rappresentano Gandalf il Grigio e i nani Kili, Fili e Dwalin. Credo che non ci sia persona in Italia che non conosca Lego, quindi sui mattoncini Lego non dico niente se non che ogni volta mi stupisco per le soluzioni che Lego riesce ad indicare e per come queste rendano sempre bene l’idea di cosa si vuole rappresentare e, similmente, guardo sempre con molta curiosità ai differenti usi che si fanno dei pezzi un po’ particolari.
A corredo del tutto un mega dado con le facce con i numeri 1,2,3 e su una la presenza di una mappa. Nel complesso direi che i materiali (relativamente all’aspetto funzionalità al gioco in scatola) sono promossi. Il dadone è sicuramente un aspetto visivo interessante oltreché divertente da tirare!


IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE 
Montato il gioco si può iniziare a giocare scegliendo uno dei quattro personaggi disponibili. Si tira poi il dado e si muove del numero esatto apparso sul dado (ci si può muovere o di casa in casa o con una piccola variante considerando tutti i pezzi del mattoncino Lego, andando, naturalmente, un po’ più lenti). Arrivati alla casa di destinazione se ne scopre la tessera e possono succedere le seguenti cose:
  • è rappresentato un Nano, si tiene la tessera e la si aggiunge alla propria riserva;
    villaggio in movimento
  • è rappresentato un Hobbit, si cerca tra le tessere disponibili un altro Hobbit, se lo si trova e quindi si hanno due Hobbit si solleva e si guarda di nascosto una delle tessere superiori di una caverna a propria scelta;
  • è rappresentata una runa, si cerca tra le tessere disponibili un’altra runa, se la si trova e quindi si hanno due rune si solleva una tessera in una qualsiasi caverna Hobbit e se si trova una tessera nano la si aggiunge alla propria riserva;
  • è rappresentato del cibo, si cerca tra le tessere disponibili un’altra tesser cibo, se la si trova si scegli un giocatore con almeno una tessera nano e questo dovrà riporla nel piano di gioco.
In caso sul dado esca la mappa ci si potrà muovere liberamente nel villaggio Hobbit. Quando tutti i dieci nani sono stati trovati il gioco termina e vincitore sarà il possessore del maggior numero di tessere nano.


Mappa!
Variazioni sul tema
Ci sono alcune variazioni proposte nel libretto delle istruzioni come Bilbo Baggins. Lo Scassinatore, in cui si sostituisce una tessera Hobbit con quella di Bilbo. In caso si faccia l’accoppiata Bilbo e altro Hobbit si può rubare una tessera nano ad un altro giocatore. C’è poi la variante L’ultimo sarà Thorin Scudodiquercia in cui si sostituisce una tessera nano con Thorin e questo dovrà essere l’ultimo nano trovato, in caso lo si trovi prima lo si deve comunque mettere in gioco. O ancora Avidità Nanesca in cui si può rischiare, sino a quando si vuole, di trovare altre tessere nano: se si trovano si potranno tenere tutte, in caso contrario si perderanno tutte quelle in precedenza trovate.


CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il gioco è, innanzitutto, una costruzione Lego, quindi possiamo considerarlo come due differenti giochi in una sola scatola; c’è, infatti, la fase classica di costruzione, con le relative istruzioni e la fase di gioco in scatola e cui Lego si è aperta con questa serie di prodotti. Non esprimo, ovviamente, pareri sulla fase di costruzione (comunque sempre divertente anche per i più grandi) mentre le mie considerazioni saranno limitate al gioco in scatola.

Lo Hobbit, Un Viaggio Inaspettato è un buon mix tra memory e set collection, sebbene la parte di
sulla strada con Gandalf il Grigio
memoria non sia così esasperata e similmente la parte di collezione oggetto sia limitata ad un solo oggetto (nello specifico i nani). Molto bella l’idea di rendere la mappa di gioco dinamica e non statica con la possibilità, se lo si desidera, di ruotare parte delle case del piccolo villaggio Hobbit.
Il gioco è consigliato soprattutto (o forse solo) agli amanti del mondo di Tolkien e in particolare dei due capolavori Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli; chi butta un occhio al mio nickname, potrà capire che parlo con cognizione di causa. Il gioco restituisce poco o nulla delle atmosfere tolkeniane, ma il fatto di avere un Gandalf il Grigio che si muove per Hobbiville costruita con i mattoncini Lego è comunque impagabile. Personalmente penso si potesse sfruttare meglio una delle licenze con cui è davvero facile creare qualsiasi cosa data la ricchezza di personaggi, ambientazioni ed eventi. Sicuramente positivo il fatto che il gioco possa essere riposto nella scatola completamente montato così che quando si vuole si può prendere e giocare saltando (se desiderato) la fase di montaggio.

Da ultimo chiaramente positiva la ricchezza delle varianti che vengono prospettate già dal regolamento di gioco, alcune, come quella della tessera Thorin sono quasi indispensabili per rendere il gioco più interessante. Questo permette di avere partite brevi ma anche molto brevi o un po’ più lunghe.

La scatola indica un 7+ come età per iniziare a giocare: posso dirmi d'accordo con questo target, soprattutto in considerazione del fatto che il gioco prima si deve montare e non è proprio tra le scatole Lego più semplici che mi sia trovato a montare (e avendo un figlio naturalmente ne ho montate recentemente anche un bel po’). Poi una volta che il gioco è pronto basta saper contare e si può tranquillamente giocare, diciamo che in questo caso potrebbe diventare un 6+.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO 
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, e che “Se volete trovare qualcosa, non c’è niente di meglio che cercare”, come scrive J.R.R. Tolkien ne Lo Hobbit.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al gioco Lo Hobbit, un Viaggio Inaspettato … o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
  • non conosci Gandalf il Grigio, Lorenzo non conosci Gandalf il Grigio!!! Non sai chi sono gli
    eroi in partenza
    Hobbit? Davvero non sai chi sono gli Hobbit, non è possibile! Ecco: benvenuto anche al piccolo Lorenzo nel mondo di Tolkien;
  • il gioco può crescere con il crescere dei giocatori, ci sono, infatti, regole, che vengono suggerite per variare le meccaniche di gioco, ma, soprattutto, si consiglia di crearsi le proprie regole (e il mio piccolo Game Designer vedremo cosa mi proporrà);
  • la gestione e ottimizzazione del movimento, si deve valutare come è meglio muoversi sulla mappa per ottenere i vantaggi dell’esplorazione delle case Hobbit e per le informazioni già in proprio possesso.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Gioco dalla longevità più o meno infinita a cui certo non si giocherà ogni giorno della settimana. Il gioco di memoria, infatti, lo fa essere sempre facilmente accessibile e il tema ‘tolkeniano’ lo fa preferire, probabilmente, a giochi con meccaniche simili. Un gioco che troverà un posto nella ludoteca di tutti gli appassionati del maestro Tolkien e che saprà regalare dei bei momenti di divertimento.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
tessere
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

«Papà costruiamo il gioco della Lego?», be' il motivo per giocare con papà e sin troppo facile: quale papà, infatti, nell’infanzia (ma anche dopo) non ha maneggiato dei pezzi della Lego? Lo stesso si può dire anche per molte mamme, che quindi ritorneranno un po’ bambine con in mano i mattoncini Lego. Il gioco, poi, stimola la fantasia dei giocatori, che sono invitati a creare nuove regole, così ognuno inserirà quanto più gli piace … e le mamme di fantasia - lo sappiamo tutti - ne hanno e con questo gioco lo potranno dimostrare.

4 commenti:

  1. I giochi LEGO :)
    Nel loro piccolo mi hanno messo sempre allegria

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  2. Risposte
    1. Ci sono giochi migliori ... ma mi ha sempre affascinato la linea Lego Games e non so perché questa sia sparita dal Catalogo Lego. Non tarderanno cumunque un paio di altre recensioni su quasti giochi :)

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  3. Non ho letto l'articolo e già m'è venuta la scimmia.

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